Accumulo da balcone in corrente continua · BigBlue

BigBlue POWAFREE H3 (accumulo da balcone)

  • 1.024 Wh di celle LFP in 33 × 20 × 25 cm e 13,5 kg, il corpo più piccolo della serie POWAFREE
  • Due MPPT da 100-400 W ciascuno, fra i moduli e un microinverter già installato
  • Un kilowattora si riempie anche con il surplus di una giornata media di primavera
  • 299,99 € su Amazon.it, 65 € sotto il prezzo del negozio BigBlue
  • BigBlue dichiara 3 anni di garanzia, l'inserzione Amazon.it ne promette 10

da 299,99 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 16 settembre 2026

BigBlue POWAFREE H3
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Accumulo senza inverter (accoppiamento DC), fra i moduli e il microinverter
Architettura 2 in 1, regolatore fotovoltaico e batteria nello stesso corpo
Capacità nominale 1.024 Wh
Chimica delle celle LiFePO4 (LFP)
Cicli dichiarati oltre 4.000 con l'80 % di capacità residua
Durata stimata circa 10 anni secondo il produttore
Riserva della batteria 20 % di serie, regolabile dall'app fra il 5 e il 20 %
Ingressi fotovoltaici 2 canali con MPPT indipendenti, connettori MC4
Potenza in ingresso da 100 a 400 W per canale, 800 Wp complessivi
Tensione in ingresso da 12 a 65 V CC nella scheda, Voc fra 16 e 60 V nelle FAQ del produttore
Finestra MPPT da 26 a 50 V
Corrente massima in ingresso 15 A per canale
Uscite verso il microinverter 2 coppie di connettori MC4
Potenza in uscita 800 W massimi
Tensione e corrente in uscita 55 V e 18 A massimi
Microinverter non incluso; il produttore chiede una finestra fotovoltaica fra 16 e 58 V e consiglia APsystems o Deye
Modalità di funzionamento Self-Storage, Self-Consumption e programmazione con fino a 12 fasce orarie al giorno
Contatore intelligente non previsto dalla documentazione BigBlue
Funzionamento durante un blackout no, secondo le FAQ della serie
Uscite per carichi diretti nessuna, né prese né porte USB
Espandibilità nessuna porta di espansione
Dimensioni 330 × 197 × 250 mm
Peso 13,5 ± 0,5 kg
Involucro lega di zinco, raffreddamento passivo attraverso il guscio
Grado di protezione IP65 secondo BigBlue, IPX4 secondo l'inserzione Amazon.it
Temperatura di esercizio da -20 a 45 °C, con riscaldamento integrato delle celle
Connettività Bluetooth 5.0 e Wi-Fi 2,4 GHz, app POWAFREE Solar Hub
Contenuto della confezione accumulo, 4 cavi MC4 da 60 cm per il microinverter, 4 prolunghe MC4 da 300 cm, chiave MC4, manuale
Certificazioni marchi CE, RoHS e RAEE nel manuale; la pagina della serie aggiunge TÜV
Garanzia 3 anni secondo BigBlue, 10 anni secondo l'inserzione Amazon.it
Valutazioni 3,5 su 5 con 7 recensioni su Amazon.it
Prezzo indicativo 299,99 € su Amazon.it; 364,95 € nel negozio europeo di BigBlue

Il giudizio in breve

L'H3 è il modello d'ingresso della serie POWAFREE: 1.024 Wh di celle LiFePO4 e il regolatore fotovoltaico nello stesso corpo in lega di zinco, con due MPPT sugli ingressi e 800 W di uscita verso un microinverter da comprare a parte. Elettricamente è identico al [POWAFREE H4](/recensioni/bigblue-powafree-h4/), con metà della capacità e dieci chili in meno. Il prezzo d'ingresso è il più basso fra gli accumuli in corrente continua recensiti qui, il prezzo al kilowattora il più alto. La valutazione nasce dalla pagina prodotto e dal manuale BigBlue in inglese e in italiano, dall'inserzione su Amazon.it e dai conti di resa su un balcone italiano.

A favore

  • Il prezzo d'ingresso più basso fra gli accumuli in corrente continua recensiti qui: 299,99 €
  • 13,5 kg e 33 cm di lato lungo: si sposta a mano e sta in un angolo del balcone
  • Un kilowattora si riempie anche nelle giornate medie, quindi la batteria completa più cicli all'anno di un modello da 2 kWh
  • Due MPPT indipendenti con 15 A per canale, adatti anche ai moduli da 440-460 W
  • Involucro in lega di zinco IP65 secondo il produttore, con riscaldamento integrato e funzionamento dichiarato fino a -20 °C
  • Si aggiunge a un impianto esistente con i cavi inclusi, senza toccare il lato in corrente alternata

Contro

  • BigBlue dichiara 3 anni di garanzia, mentre l'inserzione Amazon.it scrive 10 anni
  • 293 € al kilowattora, il valore più alto fra gli accumuli in corrente continua recensiti qui
  • Nessun contatore intelligente: la potenza verso il microinverter segue fasce orarie fisse, e il consumo reale di casa resta fuori dal conto
  • Nessuna funzione durante un blackout e nessuna presa per carichi diretti
  • Nessuna espansione: chi vuole più capacità deve cambiare apparecchio
  • I 299 € di risparmio annuo dell'inserzione non hanno una base di calcolo e valgono oltre sette volte quello che un kilowattora di batteria può spostare

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 3,5
Dotazione e ingressi 3,0
Capacità e durata delle celle 2,5
Idoneità alla normativa italiana 4,0

Voto complessivo: 3,3 / 5 media delle voci qui sopra

Il più piccolo della serie POWAFREE

BigBlue costruisce tre accumuli da balcone. L’H1 divide regolatore e batteria in due scatole da 2.560 Wh complessivi, ed è recensito come POWAFREE R800 + C2500. L’H4 li riunisce in un corpo solo da 2.048 Wh. L’H3 fa lo stesso con metà della capacità: 1.024 Wh in 330 × 197 × 250 mm e 13,5 kg.

Secondo le schede del produttore, H3 e H4 sono gemelli sul piano elettrico. Ingressi, finestra MPPT, uscita e temperature di esercizio coincidono riga per riga, e la differenza sta tutta nel pacco di celle e nel guscio. Chi ha già letto la recensione dell’H4 conosce quindi il funzionamento; qui conta capire se un kilowattora basta e se il prezzo lo giustifica.

L’architettura è l’accoppiamento DC: l’H3 si inserisce fra i pannelli e il microinverter, riceve la corrente continua dei moduli, ne tiene una parte e passa il resto al convertitore. Lo schema è lo stesso del Marstek B2500-D ed è spiegato nella guida alla batteria plug and play.

Due canali e i moduli che ci stanno

Gli ingressi sono due canali da 100 a 400 W, ciascuno con il proprio inseguitore. La scheda dichiara una tensione d’ingresso da 12 a 65 V, una finestra MPPT da 26 a 50 V e 15 A per canale. Le FAQ del produttore stringono il primo valore: la tensione a vuoto del modulo deve stare fra 16 e 60 V, e il manuale fissa lo stesso tetto di 60 V anche per due moduli collegati in serie.

La verifica utile si fa sui moduli già recensiti su questo sito:

ModuloVmpImpPotenzaSul POWAFREE H3
JA Solar 440 W bifacciale32,47 V13,55 A440 Wfunziona, taglio sopra i 400 W
JA Solar 460 W bifacciale33,17 V13,87 A460 Wfunziona, taglio sopra i 400 W
enjoy solar 210 W bifacciale37,2 V5,65 A210 Wfunziona, uno per canale
Renogy ShadowFlux 200 W31,3 V6,38 A200 Wfunziona, uno per canale
Renogy bifacciale 200 W25,0 V8,00 A200 Wsotto la finestra MPPT

Il caso del Renogy bifacciale merita due righe. Da solo resta sotto i 26 V della finestra. In serie la coppia arriva a 50,0 V al punto di massima potenza, sul bordo superiore, e a 59,2 V a vuoto, a un soffio dal tetto di 60 V. Con il freddo la tensione a vuoto sale, e Renogy per quel modello non dichiara il coefficiente di temperatura: è una combinazione da evitare.

I moduli da 440-460 W sono oggi i più economici al watt, e con 13,5-13,9 A restano sotto i 15 A del canale. Il regolatore limita la potenza a 400 W nelle ore di picco, una perdita piccola su un balcone, dove i moduli toccano la potenza di targa per poche ore all’anno. Come si leggono questi valori sulla targhetta lo spiega la guida alla scheda tecnica dei pannelli solari.

Tre modalità e nessun contatore

Il manuale descrive tre modi di lavorare. Di serie l’H3 carica prima la batteria e passa la corrente al microinverter quando le celle sono piene. In Self-Storage tiene tutto per sé, in Self-Consumption manda tutta la produzione al convertitore. La terza modalità, Customization, permette di fissare una potenza verso la rete per ciascuna di 12 fasce orarie al giorno, diverse per ogni giorno della settimana: se i moduli producono meno del valore impostato, la batteria copre la differenza, e se producono di più il surplus va nelle celle.

Quello che manca è un contatore intelligente. Nessuna fonte BigBlue ne prevede uno, quindi l’H3 non sa quanto sta assorbendo la casa. Il B2500-D di Marstek, per confronto, si abbina a un misuratore da quadro e insegue il carico istante per istante.

In pratica la fascia serale va regolata sul carico di base dell’appartamento, cioè frigorifero, router e apparecchi in standby, che in media valgono 100-150 W. A 150 W costanti, i circa 0,74 kWh che la batteria restituisce durano cinque ore, per esempio dalle 19 a mezzanotte. Impostare 300 W quando la casa ne assorbe 150 significa regalare metà dell’energia alla rete: con la procedura semplificata il surplus non viene pagato, come spiega la guida al fotovoltaico plug and play senza immissione in rete. Il carico di base si misura con un wattmetro da presa.

Quanto sposta un kilowattora di batteria

Con la riserva di serie al 20 %, dei 1.024 Wh ne restano 819 utilizzabili per ciclo. BigBlue non dichiara il rendimento di andata e ritorno; con un valore nell’ordine del 90 %, tipico dell’accoppiamento DC, alla sera tornano circa 0,74 kWh. Abbassando la riserva al 5 %, come l’app consente, si arriva a 0,87 kWh, e con il gelo il manuale consiglia di restare al 20 %.

Nelle recensioni del B2500-D e dello STREAM AC abbiamo stimato per un kit da 880 Wp appeso in verticale a Roma un surplus di circa 263 kWh l’anno. Una batteria da 2 kWh utili ne intercetta circa 234. L’H3 si riempie già con il surplus di una giornata media fra marzo e ottobre, quindi completa un ciclo quasi ogni giorno di quel periodo, e sull’anno sposta 150-170 kWh. Il primo kilowattora fa quindi il grosso del lavoro, e il secondo aggiunge meno della metà.

A 0,25 €/kWh il valore è di circa 40 euro l’anno. Il ragionamento completo su produzione, consumo e surplus sta nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.

Il costo del kilowattora spostato

I 4.000 cicli dichiarati durerebbero quasi vent’anni a questo ritmo, quindi il limite arriva dall’età delle celle, che BigBlue stima in circa dieci anni. In dieci anni l’H3 sposta 1.500-1.700 kWh, e i 299,99 € divisi per quell’energia fanno 18-20 centesimi al kilowattora.

È il dato più scomodo della recensione: il margine sui 25 centesimi della rete resta stretto. Due fattori lo allargano. La detrazione del 50 % porta la spesa netta intorno ai 150 €, recuperati però in dieci quote annuali. E un profilo di consumo spostato sulla sera, con la casa vuota di giorno, fa lavorare la batteria anche nei mesi freddi. La durata delle celle LFP è discussa nella guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico.

Garanzia, protezione e le cifre dell’inserzione

Tre dati dell’inserzione Amazon.it meritano un confronto con le fonti del produttore:

DatoBigBlue (pagina e manuale)Inserzione Amazon.it
Garanzia3 anni10 anni
Grado di protezioneIP65IPX4
Risparmio annuo«fino a 299 €», senza ipotesi di calcolo299 €

La garanzia è la differenza che pesa di più. La pagina prodotto e il manuale, anche nella versione italiana, scrivono tre anni; i dieci anni corrispondono alla durata stimata delle celle. La garanzia decennale che compare nella pagina della serie riguarda l’H1. Su un apparecchio da 300 € conviene conservare la schermata della garanzia promessa al momento dell’ordine.

Sul grado di protezione il produttore è coerente con sé stesso, con una sola svista: le tabelle del manuale inglese e tedesco scrivono «IPX65», una sigla che non esiste. Lo stesso manuale chiede di non esporre l’apparecchio ad acqua e umidità e di evitare il sole diretto, perché il raffreddamento è affidato al solo guscio. Le regole per un accumulo all’aperto sono raccolte nella guida all’accumulo fotovoltaico da esterno.

Il risparmio di 299 euro corrisponde, a 0,25 €/kWh, a quasi 1.200 kWh l’anno. Un campo da 800 Wp, il massimo che l’H3 accetta, ne produce circa 700 appeso a una ringhiera in Italia centrale, e la batteria da sola ne sposta 150-170. Anche l’altra promessa dell’inserzione, l’installazione «in 5 minuti», trova nel manuale un solo riscontro: i cinque minuti di handshake iniziale prima che l’impianto si colleghi alla rete.

Il prezzo nel confronto

AccumuloCapacitàIngresso FVPrezzo€ per kWh
BigBlue POWAFREE H31,024 kWh800 Wp299,99 €293
BigBlue POWAFREE H42,048 kWh800 Wp429,99 €210
STORCUBE S1000 Pro2,048 kWh1.200 W398,00 €194
Marstek B2500-D2,24 kWh1.600 W601,95 €269

L’H3 è l’accumulo in corrente continua più economico in assoluto fra quelli recensiti qui, e anche il più caro al kilowattora. L’H4 costa 130 € in più e raddoppia la capacità; lo STORCUBE, con due moduli da 1.024 Wh impilati, costa meno di 100 € in più e accetta 400 W di moduli in più.

Sul canale d’acquisto non ci sono dubbi. Il negozio europeo di BigBlue chiede 364,95 €, con un prezzo barrato di 727,95 €, mentre Amazon.it vende lo stesso apparecchio a 299,99 €. I 65 € di differenza valgono più di un anno e mezzo di risparmio della batteria.

La norma la porta il microinverter

L’H3 lavora in corrente continua e non si collega alla rete. La CEI 0-21 si applica al microinverter, che deve restare entro gli 800 W di immissione per far rientrare l’impianto nella Comunicazione Unica prevista dalla delibera ARERA 315/2020/R/eel. I 1.024 Wh della batteria non contano per la soglia.

BigBlue chiede un convertitore con finestra fotovoltaica fra 16 e 58 V, di potenza nominale non inferiore all’uscita dell’accumulo, e consiglia i modelli APsystems o Deye. L’APsystems EZ1-M accetta da 16 a 60 V e dichiara la CEI 0-21; il Deye SUN-M80G3 arriva a 60 V. La documentazione da conservare è descritta nella guida alla dichiarazione di conformità.

Per chi ha senso

L’H3 è pensato per un impianto da balcone già acceso, con due moduli entro gli 800 Wp e un appartamento che consuma poco durante il giorno. In quella situazione un kilowattora si riempie quasi ogni giorno della bella stagione e restituisce la sera il carico di base di cinque ore. Il corpo da 13,5 kg si porta a mano e occupa un angolo di 33 × 20 cm.

Conviene meno a chi vuole portare a casa la maggior parte del surplus: l’H4 o lo STORCUBE costano poco di più e spostano più energia a un prezzo al kilowattora molto più basso. E non serve a chi cerca una riserva per i blackout, perché senza presa in isola l’H3 si spegne con il resto dell’impianto.

Conclusione

Il POWAFREE H3 fa bene la cosa per cui è costruito: due MPPT, celle LFP con riscaldamento, un guscio compatto in lega di zinco e un kilowattora che su un balcone italiano si riempie davvero. Il prezzo d’ingresso di 299,99 € su Amazon.it è il più basso fra gli accumuli in corrente continua recensiti qui.

Il voto di 3,3 nasce da tre limiti. Il costo al kilowattora spostato, 18-20 centesimi in dieci anni, lascia poco margine sulla bolletta. La garanzia vera è di tre anni, un terzo di quanto promette l’inserzione. E senza contatore intelligente l’energia serale va dosata a mano. Compralo se hai poco spazio e un consumo serale piccolo e prevedibile, e fissa la fascia serale sul carico di base. Scegli l’H4 se hai l’angolo per un corpo più grande: la stessa elettronica, il doppio della capacità e 83 € in meno al kilowattora.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra POWAFREE H3 e POWAFREE H4?

Elettricamente nessuna: stessi due ingressi da 100-400 W, stessa finestra MPPT da 26 a 50 V, stessa uscita da 800 W, 55 V e 18 A. Cambiano capacità, ingombro e prezzo. L'H3 ha 1.024 Wh, misura 330 × 197 × 250 mm e pesa 13,5 kg; l'H4 ha 2.048 Wh, misura 400 × 320 × 210 mm e pesa 23,5 kg. Su Amazon.it costano 299,99 € e 429,99 €, quindi al kilowattora l'H4 conviene: 210 € contro 293 €.

Il microinverter è incluso nel POWAFREE H3?

No. Nella confezione ci sono l'accumulo, quattro cavi MC4 da 60 cm per collegarlo al convertitore e quattro prolunghe da 3 metri per i moduli. BigBlue chiede un microinverter con finestra fotovoltaica fra 16 e 58 V e consiglia APsystems o Deye. Con un Deye SUN-M80G3 a circa 118 € l'elettronica completa arriva intorno ai 418 €, con un APsystems EZ1-M a 154,95 € intorno ai 455 €.

La garanzia del POWAFREE H3 è di 3 o di 10 anni?

Di 3 anni secondo BigBlue: lo dicono la pagina prodotto e il manuale, anche nella versione italiana. I 10 anni dell'inserzione Amazon.it corrispondono alla durata stimata delle celle, che il produttore indica in circa dieci anni a seconda dell'uso. La garanzia decennale che compare nella pagina della serie POWAFREE riguarda il modello H1. Resta in ogni caso la garanzia legale di conformità di due anni verso il venditore prevista dal Codice del Consumo.

Il POWAFREE H3 è IP65 o IPX4?

BigBlue dichiara IP65 nella pagina prodotto, nella pagina della serie e nel manuale; la sigla IPX4 compare solo nell'inserzione Amazon.it. Lo stesso manuale chiede però di non esporre l'apparecchio ad acqua e umidità e di evitare il sole diretto, perché il calore esce solo attraverso il guscio. Il posto giusto è quindi un angolo ombreggiato e riparato dalla pioggia battente, a 5 cm da pareti e oggetti.

Il POWAFREE H3 può adattare l'immissione ai consumi di casa?

No. La documentazione BigBlue non prevede un contatore intelligente, e la potenza verso il microinverter si imposta a mano con fino a 12 fasce orarie al giorno, diverse per ogni giorno della settimana. Conviene fissare la sera un valore vicino al carico di base dell'appartamento, di solito 100-150 W, che si misura con un wattmetro da presa. Tutto quello che supera il consumo del momento finisce in rete senza compenso.

Quanto fa risparmiare davvero il POWAFREE H3?

Con 1.024 Wh, il 20 % di riserva e un rendimento di andata e ritorno nell'ordine del 90 %, ogni ciclo restituisce circa 0,74 kWh alla sera. Su un kit da balcone la batteria sposta così 150-170 kWh l'anno, cioè circa 40 € a 0,25 €/kWh. I 299 € dell'inserzione corrisponderebbero a quasi 1.200 kWh, cioè a più di quattro cicli completi al giorno, tutti i giorni dell'anno.

Quali moduli posso collegare al POWAFREE H3?

Due, uno per canale, fra 100 e 400 W ciascuno, con tensione al punto di massima potenza fra 26 e 50 V e corrente entro i 15 A. I moduli da 440 e 460 W recensiti qui funzionano, con il regolatore che taglia la potenza sopra i 400 W nelle ore migliori. Il Renogy bifacciale da 200 W resta invece fuori: con 25,0 V al punto di massima potenza sta sotto la finestra MPPT.

Il POWAFREE H3 funziona durante un blackout?

No. Le FAQ della serie lo escludono in modo esplicito: quando la rete cade il microinverter si scollega per obbligo normativo e l'accumulo non ha prese proprie da cui alimentare carichi. Chi vuole una riserva per le interruzioni deve guardare ad apparecchi con presa in isola, come quelli descritti nella guida all'accumulo fotovoltaico come UPS.

Il POWAFREE H3 rispetta la normativa italiana?

L'apparecchio lavora in corrente continua fra i moduli e il microinverter e non si collega alla rete, quindi la CEI 0-21 riguarda il convertitore. È il microinverter a dover restare entro gli 800 W di immissione per rientrare nella Comunicazione Unica prevista dalla delibera ARERA 315/2020/R/eel, e la sua dichiarazione di conformità va chiesta a chi lo vende. I 1.024 Wh della batteria non entrano nel conteggio della soglia.

La spesa per il POWAFREE H3 rientra nella detrazione fiscale?

Sì, un accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 % sull'abitazione principale, recuperata in dieci quote annuali, con bonifico parlante e fattura intestata a chi detrae. I dettagli stanno nella guida alla detrazione per la batteria di accumulo.

Guide utili sull'argomento