Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Modulo fotovoltaico rigido monofacciale con vetro sul fronte e backsheet in polimero |
|---|---|
| Codice modello | RSP200DC-ASR-DE nell'inserzione, RSP200DC-ASR-G1 sulla scheda tecnica Renogy |
| Potenza nominale (Pmax) | 200 W in condizioni STC |
| Tecnologia della cella | monocristallino di tipo N a 16 busbar, 52 celle disposte in 4 × 13 |
| Efficienza del modulo | 20,7 % secondo la scheda tecnica |
| Efficienza della cella | 25 % nel blocco descrittivo, «superiore al 24,8 %» nella scheda tecnica |
| Tensione a Pmax (Vmp) | 31,3 V |
| Corrente a Pmax (Imp) | 6,38 A |
| Tensione a circuito aperto (Voc) | 36,5 V |
| Corrente di cortocircuito (Isc) | 6,86 A |
| Coefficiente di temperatura della potenza | -0,29 % per grado sopra i 25 °C |
| Coefficiente di temperatura di Voc | -0,25 % per grado |
| Coefficiente di temperatura di Isc | +0,05 % per grado |
| NOCT | 45 ±2 °C |
| Tensione massima di sistema | 1.000 V CC |
| Fusibile in serie massimo | 15 A |
| Struttura | vetro temprato da 3,2 mm sul fronte, backsheet in polimero, cornice in alluminio anodizzato |
| Scatola di giunzione | IP67 |
| Cavi in uscita | 14 AWG, 600 mm, connettori MC4 da 30 A e 1.000 V CC con grado IP68 |
| Dimensioni | 1.262 × 764 × 30 mm, pari a 0,964 m² |
| Peso | 10,81 kg secondo la scheda tecnica, 10,8 kg nel blocco descrittivo dell'inserzione |
| Carico meccanico ammesso | non dichiarato da Renogy, né per vento né per neve |
| Classe di reazione al fuoco | Type I |
| Temperatura di esercizio | da -40 a +85 °C |
| Grado di protezione dichiarato per il modulo | IP67 nella scheda tecnica e nel blocco descrittivo, «≥ IP67» nei punti elenco |
| Garanzia di prodotto | 5 anni su materiali e lavorazione |
| Garanzia di prestazione | 25 anni all'80 % della potenza iniziale |
| Valutazioni | 4,3 su 5 con 15 recensioni su Amazon.it |
| Prezzo indicativo | 218,99 € su Amazon.it, pari a 1,09 €/Wp |
Il giudizio in breve
Il ShadowFlux da 200 W è il primo modulo Renogy analizzato su questo sito e porta una promessa che sul fotovoltaico da balcone conta più che altrove: gestire l'ombra dentro la singola cella, là dove un pilastrino della ringhiera o il balcone del vicino tagliano una fila di celle per mezza giornata. La scheda elettrica è completa e i tre coefficienti di temperatura sono tutti pubblicati, con un -0,29 % per grado da modulo di fascia alta. Il prezzo di 218,99 € su 200 Wp porta il costo al watt a 1,09 €, il doppio di qualunque altro modulo recensito qui, e Renogy non pubblica alcun dato sulla tecnologia anti-ombra né sul carico meccanico. L'analisi si basa sulla scheda tecnica RSP200DC-ASR-G1, sul blocco descrittivo dell'inserzione italiana e sul confronto con i moduli e i microinverter già in redazione.
A favore
- Tre coefficienti di temperatura su tre pubblicati, più NOCT: si possono fare i conti sul serio
- Coefficiente di potenza -0,29 % per grado, il livello delle celle TOPCon da tetto
- Voc di 36,5 V su un modulo da 200 W: la tensione resta utile anche con il sole velato
- Formato da 1,262 metri e 10,81 kg, montabile da una persona sola su una ringhiera corta
- Connettori MC4 dichiarati a 30 A e 1.000 V con grado IP68, sovradimensionati per questo modulo
- Garanzia di prestazione di 25 anni all'80 %, allineata allo standard del mercato
Contro
- 1,09 €/Wp: due esemplari costano 437,98 € per 400 Wp, contro 398,00 € di due JA Solar da 440 W che fanno 880 Wp
- Della tecnologia ShadowFlux Renogy non pubblica né il meccanismo né una misura né un metodo di prova
- Garanzia di prodotto di 5 anni, contro i 10 anni del bifacciale Renogy da 200 W che costa 66 € in meno
- Nessun carico meccanico dichiarato: su un fissaggio da balcone è il numero che servirebbe
- Il titolo dell'inserzione vende «25%» di efficienza mentre il modulo ne dichiara 20,7
- La tabella Amazon indica 80 cm di larghezza contro i 76,4 cm della scheda tecnica
- Scatola di giunzione IP67, un gradino sotto l'IP68 dei moduli di pari fascia
Un modulo da camper, venduto anche per il balcone
Il Renogy ShadowFlux da 200 W nasce nella famiglia dei moduli rigidi compatti, quelli che Renogy vende per il tetto di un camper o di una barca, e l’inserzione italiana aggiunge i balconi fra gli usi previsti. Le misure spiegano perché: 1.262 × 764 × 30 mm per 10,81 kg, cioè meno di un metro quadro e un peso che una persona sola riesce a maneggiare su una scala.
Sotto il vetro temprato da 3,2 mm ci sono 52 celle monocristalline di tipo N disposte in quattro file da tredici, con 16 busbar per cella. Il retro è chiuso da un backsheet in polimero, quindi la costruzione è monofacciale. La scatola di giunzione dichiara IP67 e i cavi escono con 600 mm di lunghezza in sezione 14 AWG, terminati su connettori MC4 che Renogy accredita di 30 A e 1.000 V CC.
Il nome del prodotto sta tutto nella parola ShadowFlux, e la promessa è la gestione dell’ombra dentro la singola cella. Su un balcone questo è il problema vero: il sole passa dietro un pilastrino, il balcone del piano di sopra taglia la fascia alta del modulo alle undici, la ringhiera proietta le sue sbarre sulle celle inferiori per tutto l’inverno.
Che cosa Renogy dice della tecnologia anti-ombra, e che cosa non dice
La scheda tecnica dedica all’argomento tre righe di elenco: «ShadowFlux cell-level anti-shading tech», «excellent performance under partial shading» e «no hot spots guaranteed». Il blocco descrittivo dell’inserzione aggiunge una riga di tabella, «Tecnologia per la gestione delle ombre a livello di cella».
Qui la documentazione si ferma. Renogy non pubblica il meccanismo, non indica quante celle o quali gruppi vengono isolati, non dichiara diodi di bypass, non riporta una curva di resa sotto ombreggiamento parziale e non cita un metodo di prova. Il confronto numerico con un modulo convenzionale nella stessa condizione di ombra non esiste in nessuna delle fonti pubbliche.
Il solo dato verificabile che lavora nella stessa direzione è la tensione. 36,5 V a circuito aperto su un modulo da 200 W sono più di quanto la potenza richiederebbe, e una tensione abbondante tiene l’inseguitore MPPT del microinverter dentro la propria finestra anche quando l’irraggiamento crolla. È un vantaggio reale, misurabile e indipendente dal marchio ShadowFlux.
Vale poi ricordare che su un impianto da balcone una parte del problema è già risolta a valle. Tutti i microinverter recensiti qui hanno due inseguitori MPPT indipendenti, quindi il modulo in ombra non trascina in basso il modulo al sole. Quello che ShadowFlux aggiunge riguarda l’ombra interna a un singolo pannello, il caso della sbarra di ringhiera o del palo dell’antenna. Come si affronta quel caso con l’elettronica è il tema della guida sull’ottimizzatore fotovoltaico, e il quadro generale sta nella guida su cosa succede a un pannello in ombra.
I numeri elettrici, e perché qui la tensione è amica
I valori di targa sono Vmp 31,3 V, Imp 6,38 A, Voc 36,5 V e Isc 6,86 A, con fusibile in serie massimo da 15 A e tensione di sistema fino a 1.000 V CC.
La corrente non crea alcun vincolo. I 6,86 A di cortocircuito sono la metà di quanto accetta il microinverter più modesto in redazione, e questo è il rovescio positivo di un modulo da 200 W: dove i pannelli da 440 e 460 W obbligano a controllare l’ingresso del convertitore, qui la verifica si chiude in un secondo.
La tensione decide invece l’abbinamento:
| Microinverter | Finestra MPPT | Con Vmp 31,3 V |
|---|---|---|
| Hoymiles HMS-800W-2T | da 16 a 60 V | in finestra con ampio margine |
| Hoymiles HiFlow 800 Pro | da 16 a 60 V | in finestra con ampio margine |
| Growatt NEO 800M-X | da 28 a 60 V | in finestra, 3,3 V sopra il bordo basso |
| APsystems EZ1-M | da 28 a 45 V | in finestra, al centro dell’intervallo |
| Deye SUN-M80G3 | da 25 a 55 V, da 33 V a pieno carico | appena sotto il bordo nelle ore di sole pieno |
L’unico caso da guardare con attenzione è il Deye, la cui finestra a pieno carico parte da 33 V. Con il sole alto e il modulo caldo la tensione a massima potenza scende ancora sotto i 31,3 V di targa, perché il coefficiente di Voc è negativo, e il convertitore lavora al limite inferiore dell’inseguimento.
Nella direzione opposta il margine è comodo: a -10 °C in una mattina di gennaio la tensione a circuito aperto sale a 39,7 V, lontanissima dai 60 V ammessi. Come si legge riga per riga una tabella come questa è spiegato nella guida su come si legge la scheda tecnica di un pannello solare.
Il coefficiente di temperatura è la parte migliore della scheda
Renogy pubblica tutti e tre i coefficienti più il NOCT di 45 ±2 °C, cosa che in questa fascia di prodotto capita di rado e che permette di calcolare la resa estiva invece di immaginarla.
Il numero che conta in Italia è il coefficiente di potenza, -0,29 % per grado sopra i 25 °C della condizione di prova. Un balcone esposto a sud in luglio porta la cella intorno ai 65 °C, quaranta gradi sopra la targa: in quel momento il modulo perde l’11,6 % e consegna 176,8 W. Un modulo PERC con -0,44 % per grado, come l’enjoy solar da 210 W, nella stessa condizione perde il 17,6 %.
Su 200 W di targa il divario vale una decina di watt nell’ora di punta. Ripetuto su tutte le ore calde di un’estate italiana diventa qualche decina di kilowattora l’anno, e la differenza si concentra proprio nelle ore in cui il consumo domestico è alto per il condizionatore.
Il degrado non compare come valore annuale. L’unica durata dichiarata è la garanzia di prestazione: 25 anni all’80 % della potenza iniziale, in linea con il mercato.
Le due righe della garanzia che non tornano
Su questo prodotto la scheda tecnica scrive chiaramente 5 anni di garanzia su materiali e lavorazione, accanto ai 25 anni sulla potenza. Cinque anni sono pochi per un componente destinato a stare appeso all’aperto per due decenni, e diventano un dato singolare nel confronto interno alla gamma Renogy.
Il bifacciale Renogy da 200 W, stessa marca e stessa potenza, dichiara 10 anni sulla stessa voce e costa 152,99 €, cioè 66,00 € in meno. Il modello più caro della coppia porta quindi metà garanzia di prodotto e una scatola di giunzione IP67 invece di IP68.
Il conto va fatto sapendolo: i 66 € di sovrapprezzo pagano le celle di tipo N documentate con i coefficienti, la tensione più alta e la funzione anti-ombra non quantificata. La durata contrattuale va nella colonna opposta.
Il costo al watt, messo accanto alle alternative
I 218,99 € su 200 Wp fanno 1,09 €/Wp, e questo numero prende senso solo nel confronto.
| Modulo | Potenza | Superficie | Peso | Prezzo | €/Wp |
|---|---|---|---|---|---|
| Renogy ShadowFlux 200 W | 200 Wp | 0,964 m² | 10,81 kg | 218,99 € | 1,09 |
| Renogy bifacciale 200 W | 200 Wp | 1,004 m² | 10,3 kg | 152,99 € | 0,76 |
| enjoy solar 210 W bifacciale | 210 Wp | 1,002 m² | 12,5 kg | 115,95 € | 0,55 |
| JA Solar 440 W bifacciale | 440 Wp | 1,998 m² | 22 kg | 199,00 € | 0,45 |
| JA Solar 460 W bifacciale | 460 Wp | 1,998 m² | 22 kg | 219,99 € | 0,48 |
A parità di spesa il confronto è brutale. Con 219,99 € si porta a casa un JA Solar da 460 Wp, cioè 2,3 volte la potenza del ShadowFlux allo stesso prezzo. Due ShadowFlux costano 437,98 € e fanno 400 Wp; due JA Solar da 440 W costano 398,00 € e fanno 880 Wp.
Il ShadowFlux difende la sua posizione su un solo terreno, il formato. Dove la ringhiera libera misura 1,3 metri fra due pilastri, il modulo da 1.762 mm non entra e il confronto sul costo al watt non si pone. In quel caso però il concorrente naturale resta l’enjoy solar da 210 W, che occupa cinque centimetri in più, costa la metà e dichiara la stessa quantità di coefficienti di temperatura.
Sul parapetto conta poi una seconda misura, i watt per metro di lato lungo, perché la risorsa scarsa è la lunghezza della ringhiera. Il ShadowFlux porta 158 Wp per metro di parapetto occupato, l’enjoy solar 160 e il JA Solar da 460 W arriva a 261: i moduli compatti rendono il 40 % in meno per metro rispetto a un formato pieno, perché sono anche meno alti. Il formato piccolo risolve quindi un vincolo geometrico al prezzo della resa, e le misure tipiche dei balconi italiani sono raccolte nella guida sulle dimensioni di un fotovoltaico da balcone.
Quanto produce, con i numeri e non con le promesse
Appeso in verticale a una ringhiera esposta a sud, questo modulo rende all’incirca quanto la sua potenza nominale espressa in kilowattora, secondo i valori PVGIS che riportiamo nella guida su quanto produce un fotovoltaico da balcone.
| Città | Verticale a sud | Inclinato a 30° |
|---|---|---|
| Roma | circa 200 kWh/anno | circa 298 kWh/anno |
| Milano | circa 187 kWh/anno | circa 278 kWh/anno |
| Palermo | circa 189 kWh/anno | circa 281 kWh/anno |
Il salto fra le due colonne vale il 49 % e nasce solo dall’inclinazione. Una coppia di staffe regolabili costa fra i 50 e gli 80 €, cioè un terzo del prezzo di questo modulo, e porta più kilowattora di quanto ne porti la tecnologia anti-ombra in qualunque scenario documentato. Il tema è sviluppato nella guida sull’inclinazione dei pannelli solari.
A 0,25 €/kWh di bolletta e con il 70 % di autoconsumo, tipico di un impianto piccolo senza accumulo, il modulo verticale a Roma vale 35 € l’anno e rientra in poco più di sei anni. Inclinato vale 52 € l’anno e rientra in quattro anni e due mesi.
Il montaggio: 10,81 kg e nessun numero sul carico
Dieci chili e ottocento grammi su 1,262 metri rendono questo modulo uno dei pochi montabili da una persona sola, ed è un vantaggio concreto su un balcone al quarto piano.
Il punto aperto è la scheda. Renogy non dichiara alcun carico meccanico ammesso, né in pressione sul fronte né in depressione sul retro, mentre il bifacciale della stessa marca indica 2.400 Pa di vento e 5.400 Pa di neve e il JA Solar da 460 W arriva a 5.400 Pa sul fronte. Su un modulo venduto anche per i balconi è la riga che servirebbe per dimensionare il fissaggio.
Il calcolo si può comunque fare dal lato del vento. Sui 0,964 m² del ShadowFlux una raffica a 100 km/h sviluppa circa 555 N di spinta, l’equivalente di 57 kg appesi ai morsetti. È un carico modesto rispetto a quello di un modulo da due metri quadri, e resta il fissaggio il punto da verificare, come spiegato nella guida sulle staffe per fotovoltaico da balcone.
Che cosa scrive male l’inserzione
La pagina italiana è ordinata e il blocco descrittivo riporta la tabella tecnica completa, cosa che su Amazon.it capita raramente. Restano tre punti da correggere prima di ordinare.
Il titolo vende «25%» senza specificare che si tratta dell’efficienza di cella. Lo stesso valore finisce nella tabella Amazon sotto la voce «Arresto modalità standby», un campo che su un pannello fotovoltaico non ha alcun significato. Il modulo dichiara 20,7 % di efficienza, e il blocco descrittivo lo scrive correttamente due righe più sotto.
La tabella Amazon sbaglia la larghezza: riporta «126L x 80l x 3H cm» dove la scheda tecnica indica 764 mm. Tre centimetri e sei millimetri contano, quando si progetta un fissaggio fra due pilastri misurati al centimetro.
Il grado di protezione oscilla. I punti elenco scrivono «≥ IP67» per il modulo, la scheda tecnica indica IP67 per la scatola di giunzione e IP68 per i soli connettori MC4. La lettura corretta è la seconda.
Per chi ha senso e per chi no
Ha senso per chi ha una ringhiera corta e un’ombra strutturale, il caso del balcone incassato fra due pareti o sotto un aggetto profondo, dove il modulo di formato pieno non entra e l’ombra parziale è quotidiana. In quella situazione i coefficienti di temperatura pubblicati e la tensione alta valgono qualcosa, e il costo al watt diventa il prezzo di un vincolo geometrico.
Ha senso per chi arriva dal mondo camper e vuole un modulo che funzioni su entrambi i fronti, perché a 12 V con un regolatore di carica il ShadowFlux lavora nel suo ambiente naturale.
Non ha senso per chi ha 1,8 metri di ringhiera libera, perché lì un modulo di formato pieno porta il 65 % di watt in più per metro a metà del costo al watt. Non ha senso per chi cerca il massimo di potenza per euro, dove il divario con i JA Solar è di due volte e mezzo. E non ha senso comprarlo per la sola funzione anti-ombra, finché Renogy non pubblica un numero che la quantifichi.
Conclusione
Il ShadowFlux da 200 W è un modulo tecnicamente serio dentro una confezione difficile da giustificare. Le celle di tipo N con -0,29 % per grado, i tre coefficienti pubblicati, il NOCT dichiarato e i 36,5 V di tensione a circuito aperto sono tutti elementi di fascia alta, e la pagina di vendita fa una cosa che la concorrenza non fa: pubblica la tabella tecnica per intero.
Quello che lo tiene a tre stelle sono i 1,09 € per watt, la garanzia di prodotto di cinque anni e il silenzio su due righe importanti, il carico meccanico e la misura della funzione anti-ombra. Nella stessa gamma Renogy il bifacciale da 200 W costa 66 € in meno e porta il doppio di garanzia, e due moduli di formato pieno portano il doppio dei watt alla stessa spesa.
Compralo se la ringhiera libera si ferma a un metro e trenta e l’ombra parziale è la tua condizione normale. Prendi il bifacciale Renogy se cerchi lo stesso formato con più garanzia e meno spesa. Guarda un modulo da 440 W se hai lo spazio, perché lì il conto non si discute.
Domande frequenti
La tecnologia ShadowFlux funziona davvero?
Renogy la descrive come «gestione delle ombre a livello di cella» e promette l'assenza di punti caldi, senza pubblicare il meccanismo, una misura di resa sotto ombreggiamento o un metodo di prova. Il solo dato verificabile che va in quella direzione è la tensione a circuito aperto di 36,5 V su un modulo da 200 W, più alta di quanto serva, perché una tensione abbondante consente all'inseguitore MPPT di restare in finestra anche quando l'irraggiamento cala. Chi compra questo modulo per la funzione anti-ombra si affida a una promessa del costruttore, priva per ora di un riscontro numerico.
Il ShadowFlux ha il 25 % o il 20,7 % di efficienza?
Il modulo ha il 20,7 %. Il 25 % è l'efficienza della singola cella di silicio, e Renogy tiene le due righe ben separate nel blocco descrittivo dell'inserzione: «Efficienza del modulo 20,7%» e «Efficienza della cella 25%». Il titolo dell'inserzione riporta solo il 25 %, e la tabella Amazon lo infila nel campo «Arresto modalità standby», che su un pannello fotovoltaico non significa niente. La differenza fra i due valori è normale e nasce dalle cornici, dagli spazi fra le celle e dal vetro.
Quale microinverter da balcone accetta questo modulo?
Tutti quelli recensiti qui, sulla corrente. I 6,86 A di cortocircuito stanno molto sotto i 12,5 A del microinverter più modesto in redazione. La tensione a massima potenza di 31,3 V entra nella finestra MPPT dell'Hoymiles HMS-800W-2T (16-60 V), del Growatt NEO 800M-X (28-60 V) e dell'APsystems EZ1-M (28-45 V). Sul Deye SUN-M80G3 la finestra a pieno carico parte da 33 V, quindi il modulo lavora appena sotto il bordo nelle ore di sole pieno.
Quanti ShadowFlux servono per un impianto da 800 W?
Quattro, e a quel punto il conto non regge. Un microinverter da 800 VA con due ingressi accetta un modulo per inseguitore, quindi due ShadowFlux fanno 400 Wp in corrente continua dietro 800 VA di uscita, cioè metà della potenza che il convertitore potrebbe gestire. Per riempirlo servirebbero due moduli per ingresso in parallelo, quattro pezzi e 875,96 €. Due JA Solar da 440 W riempiono lo stesso convertitore con 880 Wp e 398,00 €.
Quanto produce in un anno in Italia?
Appeso in verticale a una ringhiera esposta a sud rende circa 200 kWh l'anno a Roma, 187 a Milano e 189 a Palermo, secondo i valori PVGIS per kilowatt di picco che riportiamo nella guida sulla produzione. Inclinandolo a 30 gradi si arriva a circa 298 kWh a Roma. A 0,25 €/kWh di bolletta e con il 70 % di autoconsumo la versione verticale vale 35 € l'anno, quella inclinata 52 €.
In quanto tempo si ripaga?
Il solo modulo, verticale a Roma e con il 70 % di autoconsumo, rientra in poco più di sei anni. Inclinato a 30 gradi scende a quattro anni e due mesi. Sono tempi lunghi per un componente da 200 W, e dipendono interamente dal costo al watt: un modulo da 0,45 €/Wp nella stessa posizione rientra in due anni e mezzo. L'impianto completo con microinverter, staffe e cavi allunga ancora.
Che differenza c'è con il bifacciale Renogy da 200 W?
Stessa potenza, stessa marca, due filosofie diverse. Il ShadowFlux ha Vmp 31,3 V e Voc 36,5 V, quindi entra in quasi tutte le finestre MPPT; il bifacciale ha Vmp 25,0 V e resta compatibile solo con i microinverter che partono da 16 V. Il ShadowFlux dichiara tutti i coefficienti di temperatura, il bifacciale nessuno. Il bifacciale però costa 152,99 € contro 218,99 €, porta 10 anni di garanzia di prodotto contro 5 e dichiara il carico meccanico, che qui manca.
Quanto vento regge sulla ringhiera?
La scheda Renogy non risponde, e questa è la lacuna più concreta del prodotto. Non c'è alcuna riga sul carico ammesso, né in pressione sul fronte né in depressione sul retro, mentre un modulo da tetto di pari classe dichiara di norma 5.400 Pa e 2.400 Pa. Sui 0,964 m² del ShadowFlux una raffica a 100 km/h sviluppa circa 555 N di spinta, l'equivalente di 57 kg appesi al fissaggio: il calcolo va fatto sui morsetti, sul corrimano e sui suoi tasselli.
È un modulo a doppio vetro?
No. Il blocco descrittivo dell'inserzione elenca «celle solari di tipo N, lega di alluminio, vetro temperato, backsheet in polimero», e la scheda tecnica indica il solo vetro frontale temprato da 3,2 mm. È quindi una costruzione monofacciale classica, con il retro chiuso da una pellicola. Sul balcone la differenza pratica è che il retro non produce nulla, in cambio di tre chili in meno rispetto a un doppio vetro di superficie simile.
Conviene su un balcone piccolo?
Sul metro di ringhiera rende meno di quanto sembri. I 200 Wp su 1,262 metri di lato lungo fanno 158 Wp per metro di parapetto occupato, contro i 160 Wp dell'enjoy solar da 210 W e i 261 Wp del JA Solar da 460 W. Il formato compatto serve quando la ringhiera libera è corta in assoluto, per esempio 1,3 metri fra due pilastri. Dove ci stanno 1,8 metri, un modulo di formato pieno porta più watt sulla stessa apertura e costa meno al watt.