Modulo fotovoltaico bifacciale a doppio vetro da 210 W · enjoy solar

enjoy solar 210 W bifacciale 36 V (modulo fotovoltaico)

  • 1.310 × 765 mm: entra su ringhiere dove un modulo di formato pieno da 1.762 mm non ci sta
  • Dodici chili e mezzo, sollevabili e agganciabili da una persona sola
  • Scheda tecnica pubblica e completa sui valori elettrici, con i tre coefficienti di temperatura
  • Doppio vetro con retro attivo e due diodi di bypass contro le ombre parziali
  • Tensione a Pmax di 37,2 V: il classico modulo «da 36 V», adatto anche fuori rete

da 115,95 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 29 agosto 2026

enjoy solar 210 W bifacciale 36 V
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Modulo fotovoltaico bifacciale a doppio vetro
Codice articolo 1172210 (SolarV)
Potenza nominale (Pmax) 210 Wp in condizioni STC
Tolleranza di potenza da 0 a +3 %
Tecnologia della cella monocristallino PERC, celle da 182 mm, 68 celle in 4 × 17
Efficienza del modulo 21,0 %, calcolata su 210 W e 1,002 m²
Efficienza della cella 23,1 % secondo la scheda SolarV
Tensione a Pmax (Vmp) 37,2 V
Corrente a Pmax (Imp) 5,65 A
Tensione a circuito aperto (Voc) 43,6 V
Corrente di cortocircuito (Isc) 6,14 A
Coefficiente di temperatura della potenza -0,44 % per grado
Coefficiente di temperatura di Voc -0,36 % per grado
Coefficiente di temperatura di Isc +0,05 % per grado
NOCT 44 ±2 °C
Tensione massima di sistema 1.000 V CC
Diodi di bypass 2
Struttura vetro solare temprato ESG, cornice in alluminio anodizzato con fori preforati
Scatola di giunzione IP65
Cavo e connettori 24 cm da 4,0 mm² con connettori MC4
Dimensioni 1.310 × 765 × 30 mm, pari a 1,002 m²
Peso 12,5 kg
Carico ammesso vento e neve non dichiarato dal produttore
Fattore di bifaccialità non dichiarato dal produttore
Temperatura di esercizio da -40 a +85 °C
Certificazioni TÜV secondo IEC 61215 e IEC 61730
Garanzia di prestazione 90 % della potenza a 10 anni, 80 % a 25 anni
Distributore SolarV GmbH, Schwalbach am Taunus
Prezzo indicativo 115,95 € su Amazon.it, pari a 0,55 €/Wp

Il giudizio in breve

Questo modulo da 210 W risolve un problema che i pannelli di formato pieno non affrontano: sta in 1,31 metri di larghezza e pesa 12,5 kg, misure che lo fanno entrare su balconi dove un modulo da 1.762 mm resta fuori. Il retro è attivo e la scheda tecnica del distributore è pubblica e leggibile, cosa rara in questa fascia di prezzo. La valutazione nasce dalla scheda SolarV, dai dati dell'inserzione su Amazon.it e dal confronto con i moduli di formato pieno e con i microinverter già recensiti qui.

A favore

  • Formato compatto: 1.310 × 765 mm entrano dove un modulo da formato pieno non entra
  • 12,5 kg contro i 20-22 kg di un modulo tradizionale, montabili senza una seconda persona
  • Scheda tecnica pubblica con tutti e tre i coefficienti di temperatura e il valore NOCT
  • Doppio vetro temprato invece della pellicola posteriore, struttura che invecchia meglio
  • Due diodi di bypass su 68 celle: l'ombra su un angolo non spegne l'intero modulo
  • Tensione a Pmax di 37,2 V compatibile anche con un regolatore di carica per batterie a 24 V

Contro

  • 0,55 €/Wp contro gli 0,45 €/Wp di un modulo di formato pieno: la compattezza si paga il 22 % in più al watt
  • Coefficiente di temperatura -0,44 % per grado, tipico delle celle PERC e sensibilmente peggiore del -0,29 % delle celle di tipo N
  • Il produttore non dichiara né il carico ammesso al vento né quello alla neve, dati che su una ringhiera contano
  • Il fattore di bifaccialità non è pubblicato, quindi il «+30 % di rendimento» dell'inserzione resta una promessa non verificabile
  • La garanzia di prodotto non compare da nessuna parte: viene dichiarata solo quella di prestazione
  • Con 210 W per ingresso un microinverter da 800 W a due canali resta riempito a metà

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 3,5
Tecnologia e resa 3,0
Garanzia e durata 3,5
Chiarezza dei dati pubblicati 3,5
Idoneità al balcone 4,5

Voto complessivo: 3,6 / 5 media delle voci qui sopra

Il modulo che entra dove gli altri non entrano

Il mercato del fotovoltaico da balcone è costruito intorno a un formato solo: il modulo da 430-450 W che misura circa 1.762 × 1.134 mm. È il pannello che finisce nei kit, quello di cui parlano i venditori, quello che presuppone almeno due metri di ringhiera libera.

Questo enjoy solar da 210 W occupa metà di quella superficie: 1.310 × 765 mm, cioè 1,002 metri quadri contro i quasi due del formato pieno. Pesa 12,5 kg invece di 22.

Sono due numeri che cambiano la lista dei balconi possibili. Un parapetto da un metro e mezzo di lunghezza utile, tolti montanti e angoli, accoglie questo modulo e rifiuta l’altro. Un modulo alto 765 mm appeso a una ringhiera da un metro non arriva al piano di calpestio, mentre un modulo alto 1.134 mm sporge sotto di una decina di centimetri. E dodici chili e mezzo si portano in balcone e si agganciano da soli, cosa che con ventidue chili e un metro e settantasei di ingombro non si fa.

Le proporzioni fra i formati e lo spazio che chiedono sono l’argomento della guida sulle dimensioni del fotovoltaico da balcone.

Cosa c’è sotto il vetro

Le celle sono monocristalline PERC da 182 mm, 68 in tutto disposte in quattro colonne da diciassette. Il modulo è a doppio vetro con la faccia posteriore attiva, la cornice è in alluminio anodizzato con fori preforati e la scatola di giunzione è IP65.

L’efficienza del modulo, calcolata sui 210 W e sulla superficie reale, è del 21,0 %. Il 23,1 % che la scheda del distributore riporta è l’efficienza della singola cella, un valore più alto perché ignora cornice e spaziature. Il confronto con il formato pieno è meno impari di quanto le due cifre di potenza suggeriscano: 210 W/m² contro i 220 W/m² di un modulo da 440 W di ultima generazione.

Il punto in cui il divario si vede davvero è la tecnologia della cella. PERC è la generazione precedente al tipo N, e il coefficiente di temperatura della potenza è -0,44 % per grado. Tradotto: nel pomeriggio di luglio in cui la cella tocca i 65 °C, questo modulo eroga circa 173 W dei suoi 210 nominali. Un pari superficie con celle di tipo N si fermerebbe intorno al -11,6 % invece del -17,6 %.

Il produttore mette a disposizione tutti e tre i coefficienti (potenza, Voc e Isc) più il valore NOCT di 44 °C, cosa che in questa fascia di prezzo capita di rado e che rende possibile fare i conti sul serio. Come si usano quelle righe è spiegato nella guida su come si legge la scheda tecnica di un pannello.

Il collegamento: in parallelo, mai in serie

Questa è la parte tecnica che decide se l’impianto funziona, e su un modulo da 43,6 V va guardata prima dell’acquisto.

La tensione a circuito aperto è 43,6 V a 25 °C, e sale quando fa freddo: con il coefficiente di -0,36 % per grado, a -10 °C arriva a circa 49 V. Un solo modulo per ingresso resta quindi sotto i 60 V del Deye SUN-M80G3 e sotto i 65 V dell’Hoymiles HMS-800W-2T con margine sufficiente.

Due moduli in serie arrivano invece a 98 V nella stessa condizione, cioè oltre il limite di qualunque microinverter da balcone. Il collegamento in serie su questo modulo è escluso.

Il modo corretto di usarne due sullo stesso ingresso è il parallelo con un connettore a Y: la tensione resta 37,2 V, le correnti si sommano a 11,3 A a massima potenza e a 12,3 A di cortocircuito. Ecco come si comportano i convertitori già recensiti qui.

MicroinverterCorrente max per canaleUn moduloDue in parallelo
APsystems EZ1-M20 Acomodocomodo
RockCore MI2S-800D15 Acomodomargine del 25 %
Hoymiles HMS-800W-2T14 Acomodomargine del 19 %
Deye SUN-M80G313 Acomodomargine del 13 %

Con quattro moduli, due per canale, si arriva a 840 Wp davanti a un microinverter da 800 W, un sovradimensionamento del 5 % che riempie bene le ore di luce parziale. La spesa in pannelli sale però a 464 €, mentre due moduli di formato pieno danno 880 Wp per 398 €.

Due diodi di bypass, e cosa proteggono

Il modulo ha due diodi di bypass su 68 celle, quindi due sottogruppi da 34.

Il conto che ne segue è semplice: se l’ombra di un montante o di un vaso copre alcune celle di un sottogruppo, il diodo esclude quel gruppo e il modulo continua a lavorare con l’altra metà, perdendo circa il 50 % invece di spegnersi. Su un pannello di formato pieno i diodi sono di norma tre, quindi la porzione esclusa scende a un terzo.

Sui balconi l’ombra parziale è la regola più che l’eccezione, fra ringhiere, discendenti pluviali, tende e piante. Il meccanismo, e come disporre i moduli per conviverci, sta nella guida sul pannello fotovoltaico in ombra.

Le due righe che mancano

La scheda tecnica di questo modulo è sopra la media della fascia sui valori elettrici e ha due lacune sul lato meccanico, entrambe rilevanti per un balcone.

Manca il carico ammesso al vento e alla neve. Il produttore certifica il modulo secondo IEC 61215 e IEC 61730, norme che comprendono una prova di carico meccanico, e non pubblica il valore in pascal che quella prova ha superato. Su un tetto il dato lo usa il progettista, su un balcone lo usa chi sceglie le staffe: due metri quadri di superficie sotto una raffica a 100 km/h ricevono nell’ordine di 1.150 N di spinta, e questo modulo, con il suo metro quadro, ne riceve circa la metà.

Manca il fattore di bifaccialità. L’inserzione promette «un incremento del 30 % di rendimento» dal retro attivo, una cifra che in laboratorio si ottiene sopra la neve o la sabbia chiara. Senza il rapporto dichiarato fra resa posteriore e resa frontale quel 30 % resta una promessa che l’acquirente non può verificare. I moduli bifacciali di marca dichiarano di norma un fattore fra il 70 e l’85 %.

Manca infine la garanzia di prodotto. Viene dichiarata soltanto quella di prestazione, 90 % a dieci anni e 80 % a venticinque, che copre il calo di potenza e non il difetto di fabbricazione. In Italia resta comunque la garanzia legale di conformità di due anni verso il venditore.

Il prezzo, messo accanto alle alternative

A 115,95 € per 210 Wp il costo al watt è di 0,55 €/Wp. Il confronto racconta esattamente cosa si sta comprando.

ProdottoPotenzaSuperficiePesoPrezzo€/Wp
enjoy solar 210 W bifacciale210 Wp1,00 m²12,5 kg115,95 €0,55
JA Solar 440 W bifacciale440 Wp2,00 m²22 kg199,00 €0,45
AEnergya LUMY 350400 Wpflessibili8 kg515,00 €1,29

Il modulo di formato pieno costa il 18 % in meno al watt e ha una tecnologia di cella migliore. Chi ha la ringhiera per accoglierlo non ha ragione di guardare altrove. Il senso di questo 210 W nasce nel momento in cui quella ringhiera non c’è, e la scelta si riduce a un modulo compatto oppure a niente.

C’è una terza strada per i balconi difficili, quella dei moduli flessibili, che pesano 4 kg l’uno e si fissano con fascette: costano molto di più al watt e si fermano a efficienze e durate inferiori, come mostra la guida sul pannello solare flessibile.

Il montaggio su una ringhiera stretta

Dodici chili e mezzo e un metro e trentuno di larghezza semplificano tutto, e non eliminano il lavoro di fissaggio.

La cornice ha fori preforati, quindi accetta sia i morsetti a stringere sul corrimano sia le staffe a muro con tasselli. Il cavo in uscita è corto, 24 centimetri per lato con connettori MC4, il che significa che una prolunga serve quasi sempre: il microinverter va fissato dietro il modulo o sulla ringhiera, e il cavo di rete fino alla presa si conta a parte.

Il distacco dalla ringhiera va previsto per due motivi che si sommano: l’aria che circola dietro raffredda le celle, e su un modulo con -0,44 % per grado quel raffreddamento vale più che altrove, e la faccia posteriore ha bisogno di luce per produrre. Cinque centimetri sono un minimo ragionevole.

Chi ha il pavimento del balcone libero può inclinare il modulo su un cavalletto invece di appenderlo: con 765 mm di lato corto un supporto come il SAVOLAR SAV-01-05 lo regge largo, e l’inclinazione a 30 gradi aggiunge fra il 44 e il 62 % di produzione rispetto alla verticale, a seconda della città. Le opzioni di fissaggio sono raccolte nella guida sulle staffe per fotovoltaico da balcone.

Per chi ha senso

Ha senso per chi ha una ringhiera corta, un balcone di città da un metro e mezzo o due, dove il formato pieno non entra e la scelta è fra questo e rinunciare.

Ha senso per chi monta da solo e non ha una seconda persona a disposizione: dodici chili e mezzo si gestiscono, ventidue no.

Ha senso per chi vuole un impianto fuori rete a 24 V, perché la tensione a Pmax di 37,2 V è quella giusta per caricare batterie con un regolatore MPPT, e per quel tipo di impianto il formato pieno da 32 V è la scelta sbagliata.

Ha meno senso per chi ha spazio: due metri di ringhiera libera comprano più watt, migliori e a meno soldi, con un modulo di formato pieno.

Conclusione

Questo enjoy solar da 210 W è un prodotto di nicchia con una nicchia reale. Il mercato italiano del fotovoltaico da balcone è pieno di appartamenti con parapetti da un metro e mezzo, e per quei balconi il formato compatto è l’unica strada praticabile. Il doppio vetro, i due diodi di bypass e una scheda tecnica pubblica con tutti i coefficienti mettono questo modulo sopra la media dei compatti in vendita online.

Il voto si ferma a 3,6 per tre ragioni misurabili. Il coefficiente di temperatura -0,44 % appartiene alla generazione PERC e nelle ore calde costa sei punti percentuali rispetto a una cella di tipo N. Il costo al watt di 0,55 € è il 22 % sopra quello di un modulo di formato pieno, differenza che si paga per le misure. E la scheda tace su carico meccanico, bifaccialità e garanzia di prodotto, tre righe che su un pannello destinato a una ringhiera meriterebbero un numero. Se il tuo balcone è stretto, resta una scelta sensata e ben documentata sul piano elettrico; se hai due metri di parapetto libero, il formato pieno vince su tutta la linea.

Domande frequenti

Perché scegliere un modulo da 210 W invece di uno da 440 W?

Per una ragione sola, e vale molto quando vale: le misure. Il 210 W misura 1.310 × 765 mm contro i 1.762 × 1.134 mm del formato pieno, quindi entra su una ringhiera da un metro e mezzo dove l'altro non entra, e appeso in orizzontale scende molto meno sotto il piano di calpestio. Pesa inoltre 12,5 kg contro 22, differenza che si sente sia sul parapetto sia durante il montaggio. Al watt costa però il 22 % in più.

Quanto produce in un anno in Italia?

Appeso verticalmente a una ringhiera esposta a sud, un modulo da 210 Wp rende circa 210 kWh l'anno a Roma, 195 a Milano e 197 a Palermo, applicando a questa taglia i rendimenti per kWp dei dati PVGIS. Inclinandolo a 30 gradi si arriva intorno ai 310 kWh a Roma. A 0,25 €/kWh e con un autoconsumo del 60 %, il modulo verticale vale circa 31 € l'anno.

Posso collegarne due in serie su un ingresso del microinverter?

No, ed è il punto su cui fare attenzione. La tensione a circuito aperto è 43,6 V a 25 °C e sale a circa 49 V a -10 °C per via del coefficiente -0,36 % per grado. Due moduli in serie arrivano quindi a 98 V, ben oltre i 60-65 V di tensione massima ammessa dai microinverter da balcone. Il collegamento corretto per due moduli sullo stesso ingresso è in parallelo, con un connettore a Y.

Due in parallelo su un ingresso funzionano davvero?

Sì, ed è il modo di riempire un microinverter da 800 W con quattro moduli di questa taglia. In parallelo la tensione resta 37,2 V e le correnti si sommano: 11,3 A a massima potenza e 12,3 A di cortocircuito. Sono valori che stanno sotto i 14 A dell'Hoymiles HMS-800W-2T e sotto i 15 A del RockCore MI2S-800D. Servono due connettori a Y per canale e cavi di sezione adeguata.

Il retro attivo aggiunge davvero il 30 % di produzione?

Quel numero vale in laboratorio su una superficie molto riflettente come neve o sabbia chiara. Sul balcone il guadagno reale dipende da quanta luce arriva dietro il pannello, e con il modulo appoggiato a una ringhiera piena è quasi nullo. Il produttore non pubblica il fattore di bifaccialità, cioè il rapporto fra resa posteriore e resa frontale, quindi il valore non è verificabile. Con qualche centimetro di distacco e un pavimento chiaro il contributo esiste, nell'ordine di pochi punti percentuali sull'anno.

Che differenza fa il coefficiente di temperatura di -0,44 %?

Si vede nelle ore più calde. In un pomeriggio di luglio la cella arriva intorno ai 65 °C, cioè 40 gradi sopra la condizione di prova, e la potenza scende del 17,6 %: da 210 W nominali si passa a circa 173 W. Un modulo con celle di tipo N e coefficiente -0,29 % nella stessa situazione perde l'11,6 %. È lo scarto tipico fra la tecnologia PERC e la generazione successiva.

Va bene per un impianto a batteria fuori rete?

Sì, e qui il formato aiuta. La tensione a massima potenza di 37,2 V è quella classica dei moduli detti «da 36 V», pensati per caricare batterie a 24 V. Con un regolatore MPPT il modulo lavora bene, con un vecchio regolatore PWM la resa cala ma il collegamento resta possibile. I 6,14 A di cortocircuito sono gestibili da qualsiasi regolatore da 10 A in su.

Quanta garanzia ha davvero?

Il produttore dichiara la garanzia di prestazione: 90 % della potenza a 10 anni e 80 % a 25 anni. La garanzia di prodotto, quella che copre i difetti di fabbricazione, non compare né sull'inserzione né sulla scheda tecnica, ed è un'assenza che pesa nel confronto con i moduli di marca che ne dichiarano da 15 a 25 anni. In Italia resta comunque la garanzia legale di conformità di due anni verso il venditore.

Chi è enjoy solar e chi lo produce?

enjoy solar è il marchio con cui SolarV GmbH, con sede a Schwalbach am Taunus in Germania, distribuisce moduli e accessori fotovoltaici. Il codice articolo di questo modello è 1172210 e la scheda tecnica in tedesco e inglese è scaricabile dal sito del distributore. Il produttore delle celle non è indicato, cosa comune nella fascia dei moduli distribuiti a marchio proprio.

Conviene comprarlo sul negozio del produttore invece che su Amazon?

Sul proprio negozio SolarV espone il modulo a 105,95 € comprensivi del 19 % di IVA tedesca, contro i 115,95 € di Amazon.it. La differenza di dieci euro va confrontata con la spedizione di un collo di 12,5 kg verso l'Italia e con i tempi di consegna. L'aliquota zero che il negozio applica ai clienti tedeschi nasce da una norma fiscale tedesca e non si estende a un acquisto fatto dall'Italia.

Guide utili sull'argomento