Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Accumulo senza inverter (accoppiamento DC), fra i moduli e il microinverter |
|---|---|
| Composizione del sistema | regolatore PV-Route 800 (R800) + batteria Cell-Pack 2500 (C2500) |
| Codice produttore | PF11-EU |
| Capacità nominale | 2.560 Wh |
| Chimica delle celle | LiFePO4 (LFP) |
| Cicli dichiarati | oltre 6.000 con il 90 % di profondità di scarica |
| Rendimento di andata e ritorno | 90 % |
| Ingressi fotovoltaici | 2 canali, connettori MC4 |
| Potenza in ingresso | da 100 a 400 W per canale, 800 Wp complessivi |
| Tensione in ingresso | da 12 a 65 V CC, tensione MPPT 60 V |
| Corrente massima in ingresso | 15 A |
| Numero di MPPT | 3 (2 in ingresso, 1 in uscita) |
| Potenza in uscita | 800 W |
| Tensione in uscita | da 44 a 58,4 V CC |
| Corrente massima in uscita | 20 A |
| Microinverter | non incluso, da acquistare a parte |
| Dimensioni del regolatore | 326,7 × 199 × 43,4 mm |
| Peso del regolatore | 3,3 kg |
| Dimensioni della batteria | 440 × 140 × 565 mm |
| Peso della batteria | 29,75 kg senza base d'appoggio |
| Grado di protezione | IP67 il regolatore, IP65 la batteria |
| Temperatura di esercizio | da -20 °C a 45 °C |
| Altitudine massima | 2.000 m |
| Rumorosità | circa 0 dB |
| Connettività | Bluetooth 5.0 e Wi-Fi 2,4 GHz, app BigBlue Energy, aggiornamenti OTA |
| Garanzia | 10 anni sulle prestazioni secondo il produttore, 12 anni dichiarati nella scheda Amazon.it |
| Prezzo indicativo | ca. 499,99 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
Il POWAFREE è un accumulo in corrente continua diviso in due scatole: il regolatore PV-Route 800, che riceve i cavi dei moduli e sta all'aperto in IP67, e la batteria Cell-Pack 2500 da 2.560 Wh in IP65. Il sistema si inserisce fra i pannelli e un microinverter già esistente, che va comprato a parte. Il numero che colpisce è il prezzo per capacità, poco sopra i 195 euro al kilowattora; quello che ridimensiona il quadro è il tetto di 800 Wp in ingresso, perché con un campo così un accumulo da 2,56 kWh resta a metà per buona parte dell'anno. La valutazione nasce dalle schede tecniche BigBlue del regolatore e della batteria, dall'inserzione su Amazon.it e dai calcoli di resa applicati a un balcone italiano.
A favore
- 195 euro al kilowattora di capacità, praticamente alla pari con lo STORCUBE S1000 Pro
- Regolatore separato in IP67: la parte elettronica sta fuori senza armadio, la batteria in IP65
- Oltre 6.000 cicli con il 90 % di profondità di scarica e il 90 % di rendimento di andata e ritorno
- Funziona fino a -20 °C e non fa rumore, quindi può stare sotto una finestra
- Si aggiunge a un impianto già montato senza toccare il microinverter esistente
Contro
- Il microinverter non è incluso: al prezzo vanno aggiunti almeno 115 euro
- 800 Wp di moduli sono il tetto assoluto, e con quel campo la batteria da 2,56 kWh si riempie di rado
- 29,75 kg di batteria: serve un appoggio a terra, nessuna staffa da ringhiera li regge
- La garanzia dichiarata su Amazon.it è di 12 anni, la scheda del produttore parla di 10 anni sulle prestazioni
Due scatole, un sistema
Il POWAFREE arriva diviso in due apparecchi con compiti separati. Il PV-Route 800, che BigBlue abbrevia in R800, è il regolatore: riceve i cavi MC4 dei moduli, gestisce la carica e passa la corrente al microinverter. Pesa 3,3 kg, misura 326,7 × 199 × 43,4 mm ed è dichiarato IP67, quindi può stare all’aperto senza protezioni aggiuntive.
Il Cell-Pack 2500, sigla C2500, è la batteria: 2.560 Wh di celle LiFePO4 in un corpo alto 565 mm e largo 440, per 29,75 kg senza la base d’appoggio, con grado IP65.
La divisione ha una logica costruttiva chiara. L’elettronica di potenza scalda e va ventilata, le celle preferiscono stare fresche e riparate, e tenerle in due gusci diversi permette di dare a ciascuna il grado di protezione che serve. Sul balcone significa che il regolatore può stare vicino ai moduli e la batteria in un angolo riparato, collegati da un cavo.
L’architettura è quella dell’accoppiamento DC: la batteria si inserisce fra i pannelli e il microinverter, sul lato in corrente continua. È lo stesso schema del Marstek B2500-D e dello STORCUBE S1000 Pro, spiegato per esteso nella guida alla batteria plug and play.
Il terzo MPPT sta all’uscita
La scheda del regolatore dichiara tre inseguitori MPPT: due in ingresso e uno in uscita. È una configurazione che vale la pena capire, perché risolve un problema tipico degli accumuli in continua.
I due inseguitori d’ingresso fanno il lavoro classico, uno per modulo, cercando il punto di massima potenza di ciascun pannello. Il terzo guarda dall’altra parte. A valle del regolatore c’è un microinverter, che ha un proprio inseguitore e vede l’uscita della batteria come se fosse un pannello solare. Due inseguitori affacciati sullo stesso nodo tendono a rincorrersi, ciascuno spostando la tensione mentre l’altro cerca di seguirla.
Lo stadio d’uscita del PV-Route 800 tiene la consegna in una finestra stretta, da 44 a 58,4 V con al massimo 20 A, così il microinverter trova una sorgente stabile su cui lavorare. Quella finestra di tensione è anche il primo dato da confrontare con il microinverter che si ha in casa: apparecchi con finestra MPPT che parte da 16 V, come gran parte dei modelli da balcone, la coprono senza difficoltà.
Gli 800 Wp in ingresso sono il vero limite
Qui sta il vincolo che decide se il sistema fa al caso tuo. Gli ingressi accettano da 100 a 400 W per canale, due canali, 800 Wp complessivi.
Il problema è che il mercato dei moduli si è spostato. I pannelli residenziali più diffusi oggi stanno fra 430 e 500 Wp, e due di quelli fanno da 860 a 1.000 Wp, sopra il tetto del regolatore. Chi compra il POWAFREE insieme ai pannelli dovrà quindi scegliere formati da 400 Wp, che esistono e costano poco, e rinunciare ai moduli più grandi. Chi ha già l’impianto montato con due pannelli da 450 Wp li collega comunque, accettando che il regolatore limiti la potenza nelle poche ore di picco delle belle giornate.
Il confronto interno alla categoria è impietoso su questo punto: il Marstek B2500-D accetta 1.600 W di moduli, lo STORCUBE S1000 Pro 1.200 W, il POWAFREE si ferma a 800.
Quanta energia passa davvero in un anno
Il conto che conta è quanto surplus la batteria riesce a immagazzinare, e per farlo bisogna partire dai moduli.
Un campo da 800 Wp appeso verticale a una ringhiera in Italia centrale produce intorno ai 700 kWh l’anno; inclinato di 30 gradi su un terrazzo sale verso i 1.000 kWh. Il metodo di calcolo con le rese per zona sta nella guida su quanto produce un impianto da balcone. Di quella produzione una parte viene consumata subito dai carichi sempre accesi, il frigorifero, il router, le luci: su un’abitazione media si tratta di 250-350 kWh l’anno.
Quello che avanza, fra 350 e 450 kWh, è il surplus che la batteria può assorbire e restituire la sera. Con 2,3 kWh utili per ciclo, dati dal 90 per cento di profondità di scarica su 2.560 Wh, e il 90 per cento di rendimento di andata e ritorno, significa fra 150 e 200 cicli l’anno.
Da qui esce il valore economico: 400 kWh spostati dal mezzogiorno alla sera valgono circa 100 euro l’anno a 0,25 €/kWh, e la batteria si ripaga in cinque anni scarsi. Da qui esce anche il limite: 2,56 kWh di capacità dietro 800 Wp di moduli sono più di quanto un balcone riesca a riempire, e per buona parte dell’anno metà celle restano ferme.
La capacità in eccesso non va sprecata del tutto. Cicli meno profondi affaticano meno le celle, e nelle giornate limpide di giugno la riserva serale copre anche la lavatrice del dopocena. Il ragionamento completo sulla durata sta nella guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico.
Il prezzo per kilowattora nel confronto
| Accumulo | Capacità | Ingresso FV | Prezzo | € per kWh |
|---|---|---|---|---|
| BigBlue POWAFREE | 2,56 kWh | 800 Wp | 499,99 € | 195 |
| STORCUBE S1000 Pro | 2,048 kWh | 1.200 W | 398,00 € | 194 |
| Marstek B2500-D | 2,24 kWh | 1.600 W | 601,95 € | 269 |
| EcoFlow STREAM Max | 1,92 kWh | 1.000 W | 639,00 € | 333 |
I primi due valori sono praticamente identici, e su questo terreno POWAFREE e STORCUBE si equivalgono. Il confronto si sposta quindi su altro: lo STORCUBE accetta 400 W di moduli in più ed è modulare, con celle impilabili da 1.024 Wh; il POWAFREE offre mezzo kilowattora in più già nella confezione base e un regolatore separato che si può piazzare lontano dalla batteria.
Lo STREAM Max sta in un’altra categoria e costa quasi il doppio al kilowattora, e in cambio ha il microinverter già dentro il box, quindi il confronto diretto va fatto sommando al POWAFREE il costo del convertitore.
Il microinverter va comprato a parte
BigBlue lo dichiara sulla propria pagina di prodotto e l’inserzione su Amazon.it lo lascia intendere parlando di compagno ideale per microinverter da 600 e 800 W: nella confezione il convertitore non c’è.
Per l’impianto completo servono quindi due acquisti. Il POWAFREE a 499,99 euro e un microinverter da 800 W: con l’HiFlow 800 a 115,50 € il totale sfiora i 615 euro, con l’APsystems EZ1-M a 154,95 € si arriva a 655. BigBlue indica come compatibili i modelli APsystems, Envertech, Deye, Enphase e TSUN, e consiglia APsystems o Deye.
Il rovescio positivo di questa separazione è che chi ha già un impianto funzionante compra solo la batteria. Il microinverter resta al suo posto, i pannelli pure, e il POWAFREE si infila in mezzo staccando e ricollegando quattro connettori MC4. Come si verificano compatibilità e serraggio dei connettori è raccontato nella guida al connettore MC4.
La norma italiana la porta il microinverter
Un accumulo in corrente continua non tocca la rete. La corrente alternata la produce il microinverter, che è l’apparecchio a cui si applica la CEI 0-21 e che deve restare entro gli 800 W di immissione per far rientrare l’impianto nel percorso semplificato della Comunicazione Unica, secondo la delibera ARERA 315/2020/R/eel.
Questo semplifica la vita a chi compra il POWAFREE: la capacità della batteria in kilowattora non entra nel conteggio della soglia, e la documentazione da presentare riguarda il convertitore. La dichiarazione di conformità va quindi chiesta al venditore del microinverter, e cosa deve contenere è spiegato nella guida alla dichiarazione di conformità.
Garanzia: dieci anni o dodici?
Le due fonti divergono. Le schede tecniche BigBlue del PV-Route 800 e del Cell-Pack 2500 dichiarano entrambe 10 anni di garanzia sulle prestazioni. L’inserzione su Amazon.it apre invece con una garanzia di 12 anni, e nella tabella dei dettagli riporta dodici anni anche come durata di disponibilità dei pezzi di ricambio nell’Unione Europea.
Le due cose possono convivere, perché una garanzia commerciale sul prodotto e una garanzia sulle prestazioni delle celle sono impegni diversi. La differenza va comunque chiarita prima dell’acquisto, chiedendo al venditore il documento di garanzia riferito all’esemplare: dieci anni contro dodici, su un apparecchio da 500 euro, valgono un paio di domande.
Peso, misure e dove va montato
La batteria pesa 29,75 kg senza la base d’appoggio ed è alta 565 mm su una base di 440 × 140 mm. È il pezzo più pesante della categoria fra quelli che abbiamo esaminato, cinque chili in più della batteria del Marstek e nove in più di un box EcoFlow.
Quel peso decide il montaggio: il posto è il pavimento del balcone, su una superficie piana e possibilmente sollevata dall’acqua che ristagna. La forma stretta e alta aiuta negli spazi angusti, e il baricentro alto chiede un appoggio stabile. Il regolatore, con i suoi 3,3 kg, si fissa invece a muro o sotto i moduli, dove i cavi arrivano corti.
Il rumore dichiarato è circa 0 dB, quindi il sistema può stare sotto la finestra di una camera senza disturbare.
Alternative a confronto
| Modello | Capacità | Ingresso FV | Uscita | Microinverter | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| BigBlue POWAFREE | 2,56 kWh | 800 Wp | 800 W in continua | a parte | 499,99 € |
| STORCUBE S1000 Pro | 2,048 kWh | 1.200 W | 800 W in continua | a parte | 398,00 € |
| Marstek B2500-D | 2,24 kWh | 1.600 W | 800 W in continua | a parte | 601,95 € |
| EcoFlow STREAM Max | 1,92 kWh | 1.000 W | 800 W in rete | incluso | 639,00 € |
Le prime tre chiedono un microinverter separato e si scelgono in base a quanti moduli devono gestire. Lo STREAM Max porta invece il convertitore già dentro il box e conviene a chi parte da zero, mentre per chi ha un impianto già montato imporrebbe di buttare il microinverter esistente.
Per chi ha senso il POWAFREE
Il POWAFREE è la scelta giusta per chi ha già un impianto da balcone con due moduli non troppo grandi e vuole aggiungere molta autonomia serale spendendo poco. In quella situazione la batteria si infila fra pannelli e microinverter senza cambiare nulla del resto, costa 195 euro al kilowattora e restituisce circa cento euro l’anno di energia che altrimenti finirebbe in rete gratis.
Ha meno senso in due casi. Il primo è il campo generoso: con tre o quattro pannelli, o con due moduli da 500 Wp, il tetto degli 800 Wp lascia potenza sul tavolo e la risposta è il Marstek B2500-D, che ne accetta il doppio. Il secondo è l’impianto da costruire da zero, dove sommare batteria e microinverter porta il conto vicino a un box tutto in uno come lo STREAM Max, con un apparecchio solo da installare e configurare.
Prima di ordinare vale la pena chiarire due punti con il venditore: la durata effettiva della garanzia, dieci o dodici anni, e la compatibilità con il microinverter che hai in casa, verificando che la sua finestra MPPT copra i 44-58,4 V dell’uscita del regolatore.
Domande frequenti
Il microinverter è incluso nel POWAFREE R800 + C2500?
No. La confezione contiene il regolatore PV-Route 800 e la batteria Cell-Pack 2500, e BigBlue lo dichiara esplicitamente sulla propria pagina di prodotto. Il microinverter va acquistato a parte e collegato all'uscita del regolatore. Con un apparecchio da 800 W come l'HiFlow 800 a 115,50 € il conto dell'impianto completo sale intorno ai 615 euro.
Quanti pannelli posso collegare al POWAFREE?
Due, uno per canale, con una potenza fra 100 e 400 W ciascuno e 800 Wp complessivi. La tensione di ogni modulo deve restare entro i 65 V e la corrente entro i 15 A. Il vincolo dei 400 W per canale taglia fuori i moduli residenziali da 450 e 500 Wp, che pure sono i più diffusi oggi: con quei formati il regolatore limita la potenza nelle ore di picco.
Perché il regolatore ha tre MPPT invece di due?
Due inseguitori lavorano sugli ingressi, uno per ogni modulo, e cercano il punto di massima potenza di ciascun pannello. Il terzo sta sull'uscita e gestisce la tensione verso il microinverter, che a sua volta ha un proprio inseguitore e vede il regolatore come se fosse un pannello. Quel terzo stadio serve a tenere stabile la consegna fra 44 e 58,4 V, evitando che i due inseguitori si rincorrano a vicenda.
Il POWAFREE rispetta la normativa italiana?
Il sistema lavora in corrente continua fra i pannelli e il microinverter, quindi non si collega direttamente alla rete e non è l'apparecchio a cui si applica la CEI 0-21. La norma di connessione la porta il microinverter, che deve restare entro gli 800 W di immissione per rientrare nel regime della Comunicazione Unica. La dichiarazione di conformità va chiesta al venditore del microinverter.
Quanto costa un kilowattora immagazzinato nel POWAFREE?
Su un balcone con 800 Wp di moduli il surplus da immagazzinare si aggira sui 350-450 kWh l'anno. Con quei valori, in quindici anni la batteria movimenta fra 5.000 e 6.500 kWh, e i 499,99 euro divisi per quell'energia fanno fra 8 e 10 centesimi al kilowattora. Il confronto è con i circa 25 centesimi di un kilowattora prelevato dalla rete.
La batteria da 2,56 kWh non è troppo grande per 800 Wp di pannelli?
In molte giornate sì, ed è il limite principale del sistema. Un campo da 800 Wp su una ringhiera verticale in Italia centrale produce intorno ai 700 kWh l'anno, e la quota che avanza dopo l'autoconsumo diretto riempie 2,3 kWh utili solo nelle giornate limpide da aprile a settembre. La capacità in più resta comunque utile perché allunga l'autonomia serale nei mesi buoni e riduce i cicli profondi, che sono quelli che invecchiano le celle.
Il POWAFREE resiste al gelo?
BigBlue dichiara il funzionamento da -20 °C a 45 °C per la batteria e un grado di protezione IP65, mentre il regolatore è IP67. Sono valori che coprono l'inverno di tutta la penisola, comprese le zone alpine e appenniniche. L'unico limite indicato è l'altitudine, fissata a 2.000 metri.
Che differenza c'è fra POWAFREE e Marstek B2500-D?
Entrambi lavorano in corrente continua fra i moduli e il microinverter. Il Marstek B2500-D accetta 1.600 W di pannelli su due canali da 800 W e ha 2,24 kWh di capacità; il POWAFREE si ferma a 800 Wp in ingresso e sale a 2,56 kWh. Il POWAFREE costa un centinaio di euro in meno e pesa dieci chili in più. Chi ha un campo generoso trova più margine nel Marstek, chi ha due pannelli piccoli e vuole molta autonomia serale nel POWAFREE.
Quanti cicli dura davvero la batteria?
BigBlue dichiara oltre 6.000 cicli con il 90 per cento di profondità di scarica. La scheda indica la profondità di scarica, mentre gli altri produttori della categoria dichiarano la capacità residua a fine vita, per esempio il 70 o l'80 per cento: il dato va quindi letto con prudenza. Su un balcone italiano si arriva comunque a 150-200 cicli l'anno, quindi il limite pratico arriva molto prima dai quindici anni di età delle celle.
La spesa per il POWAFREE rientra nella detrazione fiscale?
Sì, l'accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'abitazione principale, recuperata in dieci quote annuali. Servono il bonifico parlante e la fattura intestata a chi porta la spesa in detrazione.