Accumulo da balcone in corrente continua · Marstek

Marstek Saturn B2500-D (accumulo da balcone)

  • 2,24 kWh di celle LFP che si inseriscono fra i moduli e il microinverter già installato
  • Due ingressi fotovoltaici da 800 W ciascuno, quindi fino a 1.600 W di pannelli
  • Uscita in continua da 2 × 400 W, cioè esattamente gli 800 W del regime italiano
  • Espandibile a 8,96 kWh collegando quattro unità
  • 20 kg e IP65: sta sul pavimento del balcone senza incasso

da 601,95 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 11 agosto 2026

Marstek Saturn B2500-D
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Accumulo senza inverter (accoppiamento DC)
Capacità nominale 2,24 kWh (2.240 Wh)
Chimica delle celle LFP (litio ferro fosfato)
Cicli dichiarati oltre 6.000 all'80 % di capacità residua
Ingressi fotovoltaici 2 canali MPPT, 2 × MC4
Potenza in ingresso 800 W per canale, 1.600 W complessivi
Tensione in ingresso da 12 a 59 V CC
Corrente in ingresso 13,5 A per canale
Uscita in continua 400 W per canale, 800 W complessivi
Tensione in uscita da 16 a 40 V CC
Corrente massima in uscita 15 A
Espandibilità fino a 4 unità, 8,96 kWh e 3,2 kW di fotovoltaico
Dimensioni 309 × 175 × 350 mm
Peso 20 kg
Materiali ABS, policarbonato e metallo
Grado di protezione IP65
Temperatura di esercizio da -10 °C a 50 °C
Temperatura di stoccaggio da -10 °C a 55 °C
Protezioni BMS sovraccarico, scarica profonda, sovracorrente, cortocircuito, sovratemperatura, sottotemperatura
Connettività Bluetooth 5.2 e Wi-Fi 2,4 GHz, app Marstek
Contatore intelligente compatibile con lo Smart Meter Marstek, venduto separatamente
Garanzia 10 anni
Norme dichiarate EN IEC 62109-1/-2, EN IEC 61000-6, IEC 62619, RoHS, REACH, WEEE
Prezzo indicativo ca. 601,95 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Il Saturn B2500-D è una batteria e basta: nessun inverter dentro la scatola, due ingressi MC4 che accolgono i cavi dei moduli e due uscite MC4 che vanno al microinverter già montato sul balcone. Questa architettura lascia intatto il cuore normativo dell'impianto, perché la potenza immessa in casa continua a dipendere dal microinverter e non cambia di un watt. La valutazione nasce dalla scheda tecnica Marstek, dal listino su Amazon.it e dai calcoli di resa sulle serie PVGIS di Roma usati in tutte le nostre guide.

A favore

  • Si aggiunge a un impianto esistente senza toccare il microinverter, quindi senza rimettere in discussione la pratica già presentata
  • Due ingressi da 800 W accolgono fino a 1.600 W di moduli, il doppio di quanto un microinverter da 800 W porti in casa
  • 2,24 kWh sono la taglia che il surplus di un balcone riesce davvero a riempire
  • Celle LFP con oltre 6.000 cicli dichiarati e dieci anni di garanzia
  • IP65 e 20 kg su 35 cm di altezza: si appoggia in un angolo del balcone senza opere

Contro

  • Lo Smart Meter resta fuori dalla confezione, e senza quello la batteria non insegue i consumi di casa
  • La temperatura minima di esercizio si ferma a -10 °C, un margine stretto per gli inverni della pianura padana
  • Marstek non pubblica il consumo dell'elettronica in standby, una voce che su un impianto da balcone pesa
  • Sul marketplace italiano il prodotto passa da rivenditori terzi e il prezzo oscilla parecchio nell'arco dell'anno

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,0
Dotazione e ingressi 4,5
Capacità e durata delle celle 4,0
Inserimento nell'impianto italiano 4,0

Voto complessivo: 4,1 / 5 media delle voci qui sopra

Una batteria che si infila prima del microinverter

Il B2500-D appartiene alla famiglia degli accumuli ad accoppiamento DC, e il nome dice già tutto quello che serve capire. I cavi dei moduli, che oggi vanno diritti al microinverter, si fermano prima e entrano nella batteria. Dalle uscite della batteria partono altri due cavi MC4 che raggiungono l’ingresso del microinverter, il quale continua a fare esattamente il lavoro di prima.

Il vantaggio pratico è che l’impianto elettrico dichiarato non cambia. La potenza che entra nell’appartamento resta quella del microinverter, la pratica presentata al distributore resta valida, e la batteria si comporta come un serbatoio inserito nel tubo. Il rovescio è che la scatola non produce corrente alternata di suo: senza microinverter il B2500-D non alimenta nulla. La differenza fra questa architettura e quella dei sistemi con inverter integrato è spiegata per esteso nella guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.

Due ingressi generosi, un modulo per canale

Ogni canale accetta fino a 800 W e 13,5 A, con tensione compresa fra 12 e 59 V. La finestra di tensione merita attenzione: un modulo residenziale da 500 Wp lavora intorno ai 45 V a vuoto e ci sta comodo, mentre due pannelli in serie arrivano oltre i 90 V e la batteria li rifiuta. La regola pratica quindi è un modulo per ingresso, con la libertà di montarne di grossi.

Il senso di ingressi così larghi sta nel confronto con l’uscita. La batteria accoglie molto più di quanto il microinverter da 800 W riesca a riversare in casa, e nelle ore centrali di una bella giornata quella potenza in eccesso trova la strada delle celle. Il calcolo orario sulle serie PVGIS di Roma, riportato nella guida al kit da 800 W, quantifica l’energia che il tetto degli 800 W taglierebbe.

ImpiantoModuliEnergia tagliata dal limiteRecuperabile in batteria
Kit standard verticale880 Wpnessunaniente da questa voce
Kit inclinato su ringhiera1.200 Wp2,6 %circa 48 kWh l’anno
Terrazzo con due unità1.600 Wp14,9 %circa 370 kWh l’anno

La prima riga è il caso più diffuso, e dice chiaramente che con due moduli verticali da 440 Wp il vantaggio degli ingressi larghi resta teorico: il limite non viene mai toccato e la batteria si limita a spostare il surplus dal mezzogiorno alla sera. Il valore vero compare dalla seconda riga in poi, quando i moduli diventano grandi o inclinati.

L’uscita da 800 W combacia con la norma italiana

Le due uscite in continua consegnano 400 W ciascuna, per un totale di 800 W verso il microinverter. È un numero che sembra scelto apposta per il mercato europeo, e in Italia combacia con la soglia della delibera ARERA 315/2020/R/eel che separa gli impianti in Comunicazione Unica da quelli che passano per il Modello Unico.

Attenzione a un dettaglio che sfugge spesso: la scarica avviene comunque attraverso il microinverter, quindi la potenza che arriva alla presa di casa passa per il rendimento di conversione di quell’apparecchio. Con un microinverter al 96 per cento di rendimento, gli 800 W nominali della batteria diventano circa 770 W reali all’uscita del cavo. Sul conto annuale è una perdita modesta, e va comunque messa in conto quando si confrontano le schede tecniche.

Quanto costa il kilowattora che esce da questa batteria

Il conto che decide l’acquisto è sempre lo stesso: quanto costa il kilowattora immagazzinato rispetto ai circa 0,25 euro di quello prelevato dalla rete. Il prezzo di listino attuale su Amazon.it è di 601,95 euro e i cicli utili dipendono da quanto surplus produce il tuo impianto.

ImpiantoSurplus annuoEnergia recuperataValore a 0,25 €/kWhRientro
880 Wp verticali a Roma263 kWh234 kWh59 €circa 10 anni
1.200 Wp inclinati a Romaoltre 540 kWhcirca 430 kWh108 €circa 6 anni

La riga di sopra racconta il caso più comune e anche il meno brillante. Su un kit standard da due moduli verticali il surplus disponibile è talmente poco che la batteria da 2,24 kWh si riempie solo nelle belle giornate di mezza stagione, il capitale rientra in una decina di anni a prezzo pieno e il kilowattora immagazzinato costa circa 17 centesimi, poco sotto i 25 della bolletta. La detrazione del 50 per cento dimezza quel tempo e cambia il giudizio complessivo.

La riga di sotto è la configurazione per cui il B2500-D esiste davvero. Con due moduli grandi e inclinati il surplus abbonda, la batteria lavora tutti i giorni buoni e il costo del kilowattora immagazzinato scende intorno ai 9 centesimi, cioè poco più di un terzo del prezzo di rete.

La taglia è quella giusta per un balcone

Sul mercato si trovano accumuli da 5 kWh venduti per impianti da balcone, e la tentazione di prendere il modello più capiente è forte. I numeri raccontano un’altra storia: su un kit da 880 Wp il surplus giornaliero medio è di 0,72 kWh, e anche nelle giornate migliori di ottobre supera raramente i 2 kWh.

Nel modello di calcolo che abbiamo costruito sulle serie orarie di Roma, una batteria da 2 kWh utili recupera 234 kWh l’anno, mentre una da 3 e una da 5 kWh si fermano entrambe a 236. La capacità in più resta vuota perché non c’è energia da metterci. I 2,24 kWh nominali del B2500-D, che al netto della profondità di scarica valgono circa 2 kWh utili, cadono esattamente sul ginocchio di quella curva.

Questo rende il modulo di espansione una scelta da valutare con freddezza. Quattro unità in parallelo arrivano a 8,96 kWh, un numero che ha senso su un impianto vero da tetto e resta capitale immobilizzato dietro una ringhiera.

Cosa manca nella confezione

Nella scatola trovi la batteria e i cavi di prolunga MC4. Fuori restano due cose, e la seconda pesa più della prima.

La prima è il microinverter, per chi non ce l’ha già. Un modello a due MPPT costa fra i 150 e i 250 euro, e le opzioni per il mercato italiano sono raccontate nella guida all’inverter fotovoltaico. La seconda è lo Smart Meter, il contatore intelligente che si installa nel quadro elettrico e comunica alla batteria quanto sta assorbendo la casa in quell’istante. Senza quel dispositivo il B2500-D scarica a potenza fissa, e tutto quello che l’appartamento non consuma sul momento se ne va verso il contatore senza compenso.

Il contatore Marstek costa fra i 50 e gli 80 euro. Sommato al resto, un impianto completo con B2500-D parte quindi da circa 850 euro di sola elettronica, moduli e staffe esclusi.

Il freddo è il limite vero

L’intervallo di esercizio dichiarato va da -10 °C a 50 °C, contro i -20 °C di diversi concorrenti diretti. Sopra non ci sono preoccupazioni: un balcone italiano d’agosto arriva a scottare, però l’involucro passivo di questa taglia smaltisce senza ventole e la batteria lavora dentro le specifiche.

Sotto invece il margine è più stretto di quanto sembri. Le celle al litio ferro fosfato non accettano carica sotto lo zero senza danneggiarsi, e il BMS interviene bloccando l’ingresso. Su un balcone di Torino o di Bolzano, dove le minime di gennaio stanno sotto zero per settimane, la batteria passa buona parte dell’inverno inattiva proprio mentre la produzione è già al minimo. In Sicilia o sulla costa tirrenica il problema non si pone quasi mai.

Il dato che invece manca del tutto è il consumo dell’elettronica in standby. Marstek non lo pubblica, e su un impianto da balcone quella voce non è trascurabile: un assorbimento continuo di 5 W vale 44 kWh l’anno, quasi un quinto di quello che l’accumulo recupera su un kit standard. La guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico spiega perché questo numero conta più della capacità nominale.

Alternative a confronto

ModelloArchitetturaCapacitàIngresso FVIsolaPrezzo
Marstek Saturn B2500-DDC, senza inverter2,24 kWh2 × 800 Wno601,95 €
EcoFlow STREAM UltraDC, inverter integrato1,92 kWh4 × 500 Wsì799,00 €
EcoFlow STREAM ACAC, a valle dell’inverter1,92 kWhnessunono599,00 €

Le tre soluzioni rispondono a domande diverse. Lo STREAM Ultra costa 200 euro in più e sostituisce il microinverter esistente, restituendo in cambio quattro ingressi separati e una presa che resta viva durante un blackout. Lo STREAM AC si attacca a valle dell’impianto senza toccare i cavi in continua ed è il più semplice da installare. Il B2500-D sta nel mezzo: chiede di aprire i collegamenti MC4 e in cambio raccoglie l’energia che il microinverter non riesce a far passare.

Per chi ha senso il B2500-D

Il Saturn B2500-D è la scelta giusta per chi ha già un impianto da balcone funzionante e vuole aggiungere l’accumulo senza rimettere mano alla pratica presentata al distributore. Il microinverter resta al suo posto, la potenza dichiarata non cambia, e l’unica operazione è staccare i connettori MC4 e infilare la batteria in mezzo.

Il secondo profilo, quello dove il prodotto dà il meglio, è chi dispone di spazio per più di due moduli. Un terrazzo con quattro pannelli inclinati riempie entrambi gli ingressi da 800 W, produce surplus in abbondanza e porta il costo del kilowattora immagazzinato sotto i 9 centesimi.

Ha meno senso per chi cerca una presa di emergenza durante i blackout, funzione che questa architettura non prevede, e per chi vive dove l’inverno scende stabilmente sotto zero. In entrambi i casi conviene guardare a un accumulo con inverter integrato e soglia termica più bassa, e prima di ordinare vale la pena mettere in conto anche lo Smart Meter: senza quello la batteria lavora al buio.

Domande frequenti

Il B2500-D ha bisogno di un microinverter separato?

Sì, la scatola contiene solo celle ed elettronica di gestione. I moduli entrano nei due ingressi MC4 della batteria, e le due uscite MC4 vanno all'ingresso del microinverter, che resta l'apparecchio incaricato di produrre i 230 V della presa di casa. Chi parte da zero deve quindi mettere in conto anche quella spesa, fra i 150 e i 250 euro per un modello a due MPPT.

Il Marstek B2500-D rispetta il limite italiano di 800 W?

La soglia della delibera ARERA 315/2020/R/eel riguarda la potenza attiva immessa dall'inverter, e la batteria non immette nulla di suo. Il B2500-D scarica al massimo 800 W in corrente continua verso il microinverter, che a sua volta resta il tetto vero dell'impianto. Fino a quando il microinverter è dichiarato a 800 W o meno, l'impianto resta nel perimetro della Comunicazione Unica.

Quanti pannelli si possono collegare al B2500-D?

Due, uno per ciascun ingresso, con un massimo di 800 W e 13,5 A per canale. In pratica ci stanno anche i moduli residenziali più generosi da 500-600 Wp, purché la tensione a vuoto resti sotto i 59 V. Chi vuole superare quel numero collega più unità B2500-D in parallelo, fino a quattro.

Serve lo Smart Meter Marstek?

Serve se vuoi che la batteria segua il consumo istantaneo della casa. Senza contatore intelligente il B2500-D scarica a potenza impostata e la parte che la casa non assorbe finisce in rete senza compenso. Con il contatore installato nel quadro la scarica insegue il carico e recupera molta più energia. Il costo aggiuntivo si aggira intorno ai 50-80 euro.

Quanta energia recupera davvero il B2500-D su un balcone?

Su un kit da 880 Wp montato in verticale a Roma il surplus annuo che esce verso il contatore si ferma a circa 263 kWh, e una batteria da 2 kWh utili ne intercetta circa 234. A 0,25 €/kWh sono poco meno di 59 euro l'anno. Con moduli inclinati su un terrazzo o con 1.600 Wp collegati ai due ingressi il recupero sale oltre i 500 kWh.

Che differenza c'è fra il B2500-D e il vecchio B2500?

La generazione D raddoppia la potenza in ingresso, da 500 a 800 W per canale, quindi accetta 1.600 W di moduli contro i 1.000 W della versione precedente. Cambia anche la capacità massima raggiungibile in parallelo, che passa da 6,72 a 8,96 kWh. Capacità della singola unità, chimica delle celle e uscita da 800 W restano identiche.

Il B2500-D funziona durante un blackout?

No. La batteria consegna corrente continua al microinverter, e quest'ultimo per norma si stacca quando la rete cade. Chi cerca una presa che resti viva durante un'interruzione deve guardare agli accumuli con uscita in alternata e funzione di isola, come il Marstek Venus E 3.0 o lo STREAM Ultra di EcoFlow.

Si può installare il B2500-D all'aperto tutto l'anno?

Il grado di protezione dichiarato è IP65, quindi polvere e getti d'acqua non sono un problema. Il limite vero è la temperatura: l'intervallo di esercizio va da -10 °C a 50 °C, e sotto lo zero il BMS riduce o blocca la carica per proteggere le celle. In pianura padana conviene appoggiare la batteria in una zona riparata del balcone o portarla in un ripostiglio nei mesi più freddi.

L'accumulo rientra nella detrazione fiscale?

Sì, la batteria abbinata a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa previsto dall'articolo 16-bis del TUIR. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'abitazione principale, da recuperare in dieci quote annuali di pari importo. Servono bonifico parlante e fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione.

Quanto dura il Marstek B2500-D?

Marstek dichiara oltre 6.000 cicli con l'80 per cento di capacità residua e copre il prodotto con dieci anni di garanzia. Su un balcone italiano quel numero di cicli non si raggiunge mai, perché la batteria lavora circa 250 volte l'anno nelle stagioni buone e resta quasi ferma d'inverno. A decidere la vita reale è allora l'invecchiamento di calendario delle celle, che porta la durata utile intorno ai quindici anni.

Guide utili sull'argomento