Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Accumulo ad accoppiamento AC (senza microinverter proprio) |
|---|---|
| Capacità nominale | 1,92 kWh |
| Chimica delle celle | LFP (litio ferro fosfato) |
| Cicli dichiarati | 6.000 cicli al 70 % di capacità residua |
| Ingressi MPPT | nessuno (l'energia arriva in corrente alternata) |
| Potenza di carica | 800 W |
| Potenza di scarica | 800 W |
| Funzionamento in isola | No |
| Uscita bypass per carichi diretti | No |
| Compatibilità | Tutti i microinverter, anche di altre marche |
| Espandibilità | Fino a 11,52 kWh con 6 unità collegate |
| Dimensioni | 255 × 254 × 458 mm |
| Peso | 21,2 kg |
| Grado di protezione | IP65 |
| Temperatura di esercizio | da -20 °C a 55 °C |
| Materiale dell'involucro | Alluminio |
| Connettività | Wi-Fi e Bluetooth, app EcoFlow |
| Gestione tariffaria | Modalità TOU con ottimizzazione dei prezzi orari |
| Garanzia | 10 anni |
| Prezzo corrente su Amazon.it | 599,00 € |
Il giudizio in breve
Lo STREAM AC è la versione senza fotovoltaico della serie: stessa capacità di 1,92 kWh dello STREAM Ultra, stesse celle LFP, però nessun ingresso per i moduli. Si inserisce a valle del microinverter già installato, quindi è pensato per chi un impianto ce l'ha già e vuole aggiungere l'accumulo senza rimettere mano ai pannelli. La valutazione nasce dalle tabelle tecniche di EcoFlow, dalla scheda su Amazon.it e dal confronto fra le promesse di risparmio del produttore e i numeri di un impianto da balcone italiano.
A favore
- Aggiunge l'accumulo senza smontare nulla: il microinverter esistente resta al suo posto
- Funziona con microinverter di qualsiasi marca, quindi non lega l'impianto a un ecosistema
- Carica e scarica a 800 W, la taglia esatta di un kit da balcone in regime semplificato
- 1,92 kWh di celle LFP con garanzia di 10 anni a 200 € in meno dello STREAM Ultra
- Involucro in alluminio IP65, quindi installabile all'aperto senza protezioni aggiuntive
Contro
- Il risparmio di 319 € all'anno dichiarato in scheda è calcolato su un prezzo dell'energia da mercato tedesco, quasi il doppio di quello italiano
- Nessun funzionamento in isola: durante un blackout il box resta spento come il resto dell'impianto
- La doppia conversione dell'accoppiamento AC costa qualche punto percentuale di rendimento
- EcoFlow non pubblica la conformità alla CEI 0-21 richiesta dalla pratica italiana
- 21,2 kg da appoggiare: sul balcone serve un piano stabile, non basta la ringhiera
A chi parla lo STREAM AC
La serie STREAM si divide in due filosofie. I modelli Ultra, Pro e Max hanno il microinverter dentro e gli ingressi per i pannelli, quindi diventano il cuore dell’impianto. Lo STREAM AC lavora su un altro piano: si inserisce sul solo lato in corrente alternata e lascia moduli e inverter esattamente dove sono.
Questo lo rende il pezzo giusto per una situazione precisa, cioè un impianto da balcone che funziona già. I due pannelli sono appesi, il microinverter è collegato, la Comunicazione Unica è stata mandata. Aggiungere uno STREAM Ultra vorrebbe dire smontare il microinverter appena installato e rifare i collegamenti in corrente continua. Lo STREAM AC evita quel lavoro.
Come si inserisce nell’impianto
Il box lavora a valle della presa. Misura quanta energia il microinverter sta mandando verso il contatore, la intercetta e la immagazzina nelle celle; quando in casa serve corrente e i pannelli non producono più, la restituisce all’impianto domestico. La spiegazione estesa delle due architetture sta nella guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.
Le potenze scelte da EcoFlow raccontano il posizionamento: 800 W in carica e 800 W in scarica, esattamente la soglia entro cui un impianto plug and play resta nel regime semplificato della delibera ARERA 315/2020/R/eel. Il box non aggiunge potenza all’impianto, la sposta nel tempo. Chi ha un microinverter da 800 W trova quindi un accumulo dimensionato sulla propria taglia, senza margine sprecato.
La compatibilità dichiarata con qualsiasi microinverter è più importante di quanto sembri. Significa che l’impianto non resta legato a un solo produttore: se domani il microinverter va sostituito, la batteria continua a lavorare con quello nuovo, di qualunque marca sia.
La promessa di risparmio va ricalcolata per l’Italia
La scheda del prodotto annuncia 798 kWh generati e 319 euro risparmiati all’anno. Vale la pena aprire quel conto, perché la cifra descrive un mercato che non è il nostro.
Dividendo 319 euro per 798 kWh si ottiene un prezzo dell’energia di circa 40 centesimi al kilowattora, il valore che EcoFlow usa anche nelle note delle altre schede della serie e che corrisponde al mercato domestico tedesco. In Italia il riferimento che usiamo in tutte le guide è di circa 25 centesimi. Gli stessi 798 kWh, alle nostre condizioni, valgono quindi intorno ai 200 euro.
C’è poi il secondo passaggio, più importante del primo. Quei 798 kWh presuppongono un impianto che produca abbastanza surplus da riempire la batteria quasi ogni giorno dell’anno. Su un kit da balcone da 880 Wp appeso verticale a una ringhiera il surplus annuo si ferma intorno ai 263 kWh, e una batteria perfetta ne recupera al massimo 236, cioè circa 59 euro l’anno. Il numero cresce con la superficie dei moduli e con l’inclinazione, e i conti completi stanno nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.
Il risultato sposta la responsabilità sull’impianto: il risparmio nasce dalla superficie dei moduli e dalle abitudini di consumo, e il box si limita a spostare quell’energia nel tempo. Prima di ordinare conviene quindi stimare il proprio surplus e leggere la cifra in copertina come un tetto teorico.
Il costo del kilowattora immagazzinato
Con 599 euro e 1,92 kWh nominali, lo STREAM AC costa 312 euro per kilowattora di capacità, contro i 416 dello STREAM Ultra. Il confronto è però ingiusto verso l’Ultra, che nel prezzo porta anche un microinverter da 800 W e quattro regolatori di carica.
Il numero che conta di più è quanto costa il singolo kilowattora che esce dalle celle. Su un balcone italiano la batteria fa 250-280 cicli l’anno, perché d’inverno resta ferma per settimane. Con circa 1,7 kWh utili per ciclo, in quindici anni il box muove intorno ai 6.400 kWh, e i 599 euro divisi per quell’energia fanno circa 9 centesimi al kilowattora. Sotto i 25 centesimi della rete il margine è largo, a patto che il surplus ci sia davvero.
Cosa manca rispetto agli altri modelli della serie
Tre funzioni presenti sui fratelli maggiori qui non ci sono, e conviene saperlo prima.
Nessun funzionamento in isola. Durante un blackout lo STREAM AC si spegne insieme al resto dell’impianto, perché non ha un’uscita separata dalla rete. Lo STREAM Ultra e lo STREAM AC Pro mantengono invece alimentati i carichi collegati alle proprie prese.
Nessuna presa di bypass. Non si possono collegare apparecchi direttamente al box: tutta l’energia passa per l’impianto di casa.
Ricarica da rete più lenta. Lo STREAM AC carica a 800 W, l’AC Pro e l’Ultra a 1.050 W. Per chi vuole riempire la batteria di notte con una tariffa a fasce, la differenza sono circa quaranta minuti in più per un ciclo completo.
La documentazione per la pratica italiana
Come per il resto della serie, sulle pagine pubbliche del prodotto non compare il riferimento alla CEI 0-21, la norma di connessione alle reti in bassa tensione. EcoFlow rimanda genericamente al rispetto delle normative locali.
Nel caso di un accumulo aggiunto a un impianto esistente il tema è meno spinoso che per un microinverter, perché la potenza immessa resta quella dell’inverter già comunicato. Resta comunque buona norma chiedere al venditore la documentazione di conformità e conservarla insieme a quella dell’impianto: la guida alla dichiarazione di conformità spiega quali documenti tenere e a chi vanno mostrati. Chi sta ancora scegliendo il microinverter troverà invece la CEI 0-21 dichiarata apertamente sull’APsystems EZ1-M.
Alternative a confronto
| Modello | Ingresso | Uscita CA | Capacità | Isola | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| EcoFlow STREAM AC | corrente alternata, 800 W | 800 W | 1,92 kWh | no | 599,00 € |
| EcoFlow STREAM Ultra | 2.000 W su 4 MPPT | 1.200 W | 1,92 kWh | sì | 799,00 € |
| APsystems EZ1-M | 2 MPPT, 1.460 Wp | 800 W | nessuna | no | 154,95 € |
I 200 euro di differenza fra STREAM AC e STREAM Ultra comprano quattro ingressi MPPT, 400 W di uscita in più e il funzionamento in isola. Sono soldi ben spesi per chi deve ancora comprare i pannelli, sprecati per chi ha già un microinverter che funziona.
Per chi ha senso lo STREAM AC
Lo STREAM AC è la scelta giusta in un caso ben definito: impianto già montato, microinverter da 800 W al suo posto, voglia di smettere di regalare il surplus del mezzogiorno. In quella situazione aggiunge 1,92 kWh di accumulo senza toccare un solo cavo in corrente continua, funziona con l’inverter che hai già e costa 200 euro meno del modello con i pannelli integrati.
Conviene molto meno a chi parte da zero. Comprando insieme moduli e accumulo, i quattro MPPT dello STREAM Ultra fanno lavorare più pannelli e recuperano l’energia che il limite degli 800 W taglierebbe, e la spesa aggiuntiva rientra in fretta.
Sconsigliato invece a chi cerca una riserva per i blackout: senza funzionamento in isola il box resta un ottimizzatore di bollette e non diventa mai un gruppo di continuità.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra STREAM AC e STREAM Ultra?
La capacità è identica, 1,92 kWh per entrambi. Lo STREAM Ultra ha quattro ingressi MPPT e un microinverter integrato, quindi sostituisce l'inverter dell'impianto e accetta 2.000 W di moduli. Lo STREAM AC non ha ingressi solari: riceve energia già convertita in corrente alternata dal microinverter esistente. L'Ultra costa 799 euro, l'AC 599.
Lo STREAM AC funziona con un microinverter di un'altra marca?
Sì, EcoFlow dichiara la compatibilità con tutti i microinverter. Il box lavora sul lato in corrente alternata e non ha bisogno di comunicare con l'inverter, quindi funziona anche dietro un APsystems, un Deye o un Hoymiles già installato.
Quanto fa risparmiare davvero lo STREAM AC in Italia?
La scheda del prodotto promette 319 euro l'anno, cifra calcolata su 798 kWh e un prezzo dell'energia intorno ai 40 centesimi tipico del mercato tedesco. Con i circa 25 centesimi del mercato italiano gli stessi kWh valgono circa 200 euro, e su un kit da 880 Wp il surplus da immagazzinare si ferma comunque intorno ai 263 kWh l'anno, cioè circa 60 euro. La cifra reale dipende dalla dimensione dell'impianto, non dal box.
Lo STREAM AC alimenta la casa durante un blackout?
No. Il modello base della serie non prevede il funzionamento in isola e non ha prese di bypass per collegare carichi diretti. Quando la rete cade, tutto l'impianto si separa per obbligo normativo e il box smette di erogare. Chi vuole quella funzione deve guardare allo STREAM Ultra o allo STREAM AC Pro.
Serve una pratica per aggiungere lo STREAM AC a un impianto esistente?
L'accumulo in sé non cambia la potenza immessa, che resta quella del microinverter. Se l'impianto è già stato comunicato al distributore entro gli 800 W, l'aggiunta della batteria non fa scattare una nuova soglia, perché la capacità in kWh non entra nel conteggio. Conviene comunque verificare con il proprio distributore, che può chiedere un aggiornamento della documentazione.
Quanta energia si perde con l'accoppiamento AC?
L'energia diretta alla batteria viene convertita due volte, da alternata a continua per caricare le celle e di nuovo in alternata allo scarico. Ogni passaggio costa qualche punto percentuale, quindi il rendimento di andata e ritorno resta sotto quello di un sistema ad accoppiamento DC come lo STREAM Ultra, dove l'energia dei moduli entra già in corrente continua.
Lo STREAM AC si può montare all'aperto sul balcone?
Sì, il grado di protezione è IP65 e l'involucro è in alluminio, con temperatura di esercizio fino a -20 °C. Con 21,2 kg e 458 mm di altezza serve un appoggio stabile a terra o su una mensola dimensionata, mai un fissaggio alla sola ringhiera.
Quanti STREAM AC posso collegare insieme?
Fino a sei unità, per un totale di 11,52 kWh. Su un impianto da balcone la seconda unità raramente si ripaga: già 1,92 kWh assorbono quasi tutto il surplus di un kit da 800 W, e la capacità in più resterebbe vuota per gran parte dell'anno.
La modalità TOU dello STREAM AC serve con una tariffa monoraria?
No. La modalità time of use sposta i prelievi dalle ore care a quelle economiche, quindi produce un guadagno solo con una tariffa a fasce o indicizzata al PUN. Con un contratto monorario il prezzo del kilowattora è lo stesso a tutte le ore e la funzione non ha niente su cui lavorare.
Lo STREAM AC rientra nella detrazione fiscale?
Sì. Un accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR, con aliquota del 50 per cento sull'abitazione principale per le spese sostenute nel 2026 e recupero in dieci quote annuali. Servono bonifico parlante e fattura intestata a chi detrae.