Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Accumulo senza inverter (accoppiamento DC), fra i moduli e il microinverter |
|---|---|
| Codice produttore | H4-EU |
| Architettura | 2 in 1, regolatore fotovoltaico e batteria nello stesso corpo |
| Capacità nominale | 2.048 Wh |
| Chimica delle celle | LiFePO4 (LFP) |
| Cicli dichiarati | oltre 4.000 con l'80 % di capacità residua secondo la scheda H4, oltre 6.000 nella pagina della serie H |
| Durata stimata | circa 10 anni secondo il produttore |
| Ingressi fotovoltaici | 2 canali, connettori MC4 |
| Potenza in ingresso | da 100 a 400 W per canale, 800 Wp complessivi |
| Tensione in ingresso | da 12 a 65 V CC |
| Finestra MPPT | da 26 a 50 V |
| Corrente massima in ingresso | 15 A per canale |
| Numero di MPPT | 2, uno per ingresso |
| Potenza in uscita | 800 W massimi verso il microinverter |
| Tensione in uscita | 55 V massimi |
| Corrente massima in uscita | 18 A |
| Microinverter | non incluso, da acquistare a parte |
| Compatibilità dichiarata | microinverter con finestra fotovoltaica fra 16 e 58 V; il produttore consiglia APsystems |
| Dimensioni | 400 × 320 × 210 mm |
| Peso | 23,5 ± 0,5 kg |
| Grado di protezione | IP65 secondo la scheda del produttore, IPX4 secondo l'inserzione Amazon.it |
| Temperatura di esercizio | da -20 °C a 45 °C, con avvio a freddo a -20 °C |
| Connettività | Bluetooth 5.0 e Wi-Fi 2,4 GHz, app POWAFREE Solar Hub |
| Garanzia | 3 anni sulle prestazioni nella scheda H4, 10 anni nella pagina della serie e nell'inserzione Amazon.it |
| Prezzo indicativo | ca. 429,99 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
L'H4 è la versione compatta dell'accumulo da balcone di BigBlue: 2.048 Wh di celle LiFePO4 e il regolatore fotovoltaico chiusi nello stesso corpo da 40 × 32 × 21 cm, con due MPPT sugli ingressi e 800 W di uscita verso un microinverter da comprare a parte. Rispetto al [POWAFREE R800 + C2500](/recensioni/bigblue-powafree-r800-c2500/), che divide le stesse funzioni in due scatole, risparmia dieci chili e un cavo, e rinuncia a mezzo kilowattora di capacità. Il quadro tecnico è convincente; quello documentale meno, perché tre dati importanti (grado di protezione, numero di cicli e durata della garanzia) hanno due valori diversi a seconda della fonte del produttore. La valutazione nasce dalla scheda BigBlue dell'H4, dalla pagina della serie H, dall'inserzione su Amazon.it e dai conti di resa su un balcone italiano.
A favore
- Un corpo solo da 23,5 kg: si appoggia in un angolo senza cavo fra regolatore e batteria
- 210 € al kilowattora, in linea con la fascia media della categoria
- Avvio a freddo dichiarato a -20 °C, quindi passa l'inverno all'aperto
- Due MPPT indipendenti con 15 A per canale, sufficienti anche per moduli da 400 Wp
- Si aggiunge a un impianto già montato senza toccare il microinverter esistente
Contro
- Grado di protezione dichiarato IP65 dal produttore e IPX4 su Amazon.it: la seconda sigla non copre la polvere
- Il fratello maggiore R800 + C2500 costa 70 € in più e offre 512 Wh in più, quindi conviene di più al kilowattora
- 800 Wp è il tetto assoluto in ingresso, e con quel campo 2 kWh si riempiono solo nelle belle giornate
- Il microinverter non è incluso: al prezzo vanno aggiunti almeno 115 €
- I 391 € di risparmio annuo promessi dall'inserzione non reggono al calcolo
- Cicli e garanzia hanno due valori diversi fra la scheda del prodotto e la pagina della serie
Una scatola sola al posto di due
Il POWAFREE H4 riunisce in un unico corpo quello che il R800 + C2500 tiene separato: il regolatore che riceve i cavi dei moduli e le celle che immagazzinano l’energia. Il risultato misura 400 × 320 × 210 mm e pesa 23,5 kg, contro i 33 kg complessivi del modello diviso.
La differenza di impostazione risponde a due esigenze diverse. Il modello a due scatole permette di mettere il regolatore vicino ai moduli e la batteria in un angolo riparato, con un cavo a collegarli; l’H4 chiede un solo posto e un solo passaggio di cavi. Su un balcone piccolo, dove il cavo che attraversa il pavimento è un inciampo quotidiano, il corpo unico vince.
Il compromesso costruttivo si vede nella dissipazione. L’elettronica di potenza scalda e le celle preferiscono stare fresche: tenerle nello stesso guscio significa che d’estate, con il sole diretto sul contenitore, la temperatura interna sale più in fretta. La conseguenza è la solita, il BMS riduce la corrente di carica quando le celle superano la soglia, e il posto giusto per l’apparecchio diventa l’angolo più ombreggiato del balcone.
L’architettura resta quella dell’accoppiamento DC: l’accumulo si inserisce fra i pannelli e il microinverter, sul lato in corrente continua. È lo schema del Marstek B2500-D e dello STORCUBE S1000 Pro, spiegato per esteso nella guida alla batteria plug and play.
Due MPPT e la finestra che conta davvero
Gli ingressi sono due canali da 100 a 400 W, con tensione da 12 a 65 V e 15 A per canale. Ciascuno ha il proprio inseguitore, quindi due moduli con esposizione diversa lavorano ognuno al proprio punto di massima potenza.
Il numero da guardare con attenzione è un altro: la finestra MPPT dichiarata da 26 a 50 V. È più stretta dell’intervallo di ingresso, e descrive la zona in cui l’inseguitore lavora davvero. Un modulo da 400 Wp di formato residenziale ha una tensione al punto di massima potenza intorno ai 34-38 V, quindi cade in mezzo alla finestra senza problemi. Un pannello da 12 V nominali, di quelli usati nei camper, sta invece intorno ai 18 V e resta fuori: due di quelli vanno collegati in serie sullo stesso ingresso, e allora la coppia sale verso i 36 V.
È il tipo di verifica da fare prima di comprare, leggendo Vmp e Voc sulla targhetta dei moduli che già possiedi. Come si leggono quei valori sta nella guida alla scheda tecnica dei pannelli solari, e il controllo dei connettori nella guida al connettore MC4.
Il tetto di 800 Wp è il limite della categoria
Come tutta la serie, l’H4 accetta 800 Wp complessivi in ingresso. Il vincolo si sente perché il mercato dei moduli si è spostato verso l’alto: i pannelli residenziali più venduti oggi stanno fra 430 e 500 Wp, e due di quelli fanno da 860 a 1.000 Wp, sopra il tetto del regolatore.
Chi compra l’H4 insieme ai pannelli sceglierà quindi formati da 400 Wp, che esistono e costano poco. Chi ha già l’impianto montato con due moduli da 450 Wp li collega ugualmente, accettando che il regolatore limiti la potenza nelle poche ore di picco delle giornate limpide: la perdita reale è intorno al 3-5 % della produzione annua, perché le ore in cui un campo da balcone tocca davvero la potenza di targa sono poche.
Il confronto interno alla categoria resta impietoso su questo punto: il Marstek B2500-D accetta 1.600 W di moduli, lo STORCUBE S1000 Pro 1.200 W, tutta la serie POWAFREE si ferma a 800.
Tre dati, due valori ciascuno
Qui sta la ragione principale per cui il voto non sale. Confrontando la scheda dell’H4 sul sito BigBlue, la pagina della serie H e l’inserzione su Amazon.it, tre valori importanti risultano diversi:
| Dato | Scheda H4 | Pagina serie H | Amazon.it |
|---|---|---|---|
| Grado di protezione | IP65 | IP65 | IPX4 |
| Cicli dichiarati | oltre 4.000 all’80 % | oltre 6.000 | non indicato |
| Garanzia | 3 anni sulle prestazioni | 10 anni | 10 anni di fabbrica |
La divergenza sul grado di protezione è quella che pesa di più, perché cambia dove puoi mettere l’apparecchio. IP65 certifica la tenuta totale alla polvere e la resistenza ai getti d’acqua; IPX4 dichiara solo la protezione dagli spruzzi, e la X segnala che la prova sulla polvere non è stata fatta. Su un balcone affacciato su una strada trafficata, dove la polvere è costante, la differenza si misura in anni di vita dell’elettronica.
La divergenza sui cicli è più gestibile, perché anche il numero prudente basta: 4.000 cicli a 150-200 cicli l’anno coprono vent’anni di uso su un balcone, molto oltre la vita utile delle celle.
La divergenza sulla garanzia merita una domanda al venditore prima di ordinare. Una garanzia commerciale sul prodotto e una garanzia sulle prestazioni delle celle sono impegni diversi e possono convivere, e va chiarito quale delle due copre cosa. È lo stesso nodo già emerso sul R800 + C2500, dove le schede parlano di dieci anni e l’inserzione di dodici.
I 391 euro promessi non tornano
L’inserzione su Amazon.it dichiara un risparmio di circa 391 euro all’anno. Il conto merita di essere rifatto.
A 0,25 €/kWh, prezzo medio della componente energia per un’utenza domestica nel 2026, quei 391 euro corrispondono a 1.564 kWh l’anno di energia sottratta alla rete. Un campo da 800 Wp, che è il massimo che l’H4 accetta, produce circa 700 kWh l’anno appeso in verticale a una ringhiera in Italia centrale, e arriva verso i 1.000 kWh su un terrazzo inclinato di trenta gradi. Il metodo di calcolo per zona sta nella guida su quanto produce un impianto da balcone.
Anche nell’ipotesi più favorevole, con l’intera produzione autoconsumata grazie alla batteria, il risparmio si ferma a 250 euro l’anno. Il valore realistico, tenendo conto delle perdite di andata e ritorno e delle giornate coperte, sta fra 130 e 180 euro l’anno. La cifra dell’inserzione descrive impianti da tre o quattro kilowatt, quelli sul tetto.
Con quei numeri l’H4 da solo si ripaga in tre o quattro anni contando solo la quota di energia che la batteria sposta dal mezzogiorno alla sera, e il conto migliora ancora con la detrazione fiscale del 50 %.
Quanto rende la batteria in un anno
Il conto che conta è quanto surplus l’accumulo riesce ad assorbire. Un campo da 800 Wp produce circa 700 kWh l’anno; di questi, 250-350 kWh vengono consumati subito dai carichi sempre accesi, il frigorifero, il router, gli standby. Come si misura quella base di consumo sta nella guida al wattmetro da presa.
Quello che avanza, fra 350 e 450 kWh, è ciò che la batteria può immagazzinare e restituire la sera. Con 2.048 Wh di capacità nominale, l’80 % di profondità di scarica utile e circa il 90 % di rendimento di andata e ritorno, ogni ciclo sposta 1,47 kWh verso le ore serali. Sono da 240 a 300 cicli teorici l’anno, che nella pratica diventano 150-200 perché nei mesi invernali il surplus quotidiano non basta a riempire il pacco.
Il valore economico è quindi di 90-110 euro l’anno di energia spostata, ai quali si aggiunge l’autoconsumo diretto che l’impianto produce comunque. Il ragionamento completo su come si compone il beneficio sta nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.
Il prezzo per kilowattora nel confronto
| Accumulo | Capacità | Ingresso FV | Prezzo | € per kWh |
|---|---|---|---|---|
| STORCUBE S1000 Pro | 2,048 kWh | 1.200 W | 398,00 € | 194 |
| BigBlue POWAFREE R800 + C2500 | 2,56 kWh | 800 Wp | 499,99 € | 195 |
| BigBlue POWAFREE H4 | 2,048 kWh | 800 Wp | 429,99 € | 210 |
| Marstek B2500-D | 2,24 kWh | 1.600 W | 601,95 € | 269 |
La riga più interessante è la prima. Lo STORCUBE S1000 Pro ha esattamente la stessa capacità, 2.048 Wh, costa 32 euro in meno e accetta 400 W di moduli in più. È anche modulare, con celle impilabili da 1.024 Wh che permettono di partire piccoli e crescere. Su questo confronto diretto l’H4 esce secondo.
La seconda riga è il vero problema interno. Il fratello maggiore della stessa casa chiede 70 euro in più e in cambio dà 512 Wh in più, il che significa 137 euro al kilowattora aggiunto, molto meno del prezzo medio del prodotto. Chi ha spazio per due scatole e non teme dieci chili in più fa un affare migliore con il modello diviso, che in più ha il terzo MPPT sull’uscita e un grado IP67 sul regolatore.
Il vantaggio che resta all’H4 è la forma: 21 cm di altezza contro i 56,5 cm della batteria C2500, e nessun cavo esterno fra due apparecchi.
La norma la porta il microinverter
Un accumulo in corrente continua non tocca la rete elettrica. La corrente alternata la produce il microinverter, che è l’apparecchio a cui si applica la CEI 0-21 e che deve restare entro gli 800 W di immissione per far rientrare l’impianto nel percorso semplificato della Comunicazione Unica.
Per chi compra l’H4 questo semplifica le cose: i 2.048 Wh di capacità non entrano nel conteggio della soglia, e la documentazione da presentare riguarda il convertitore. La dichiarazione di conformità va quindi chiesta al venditore del microinverter, e cosa deve contenere è spiegato nella guida alla dichiarazione di conformità.
BigBlue chiede che il microinverter abbia una finestra fotovoltaica fra 16 e 58 V e consiglia i modelli APsystems. La condizione è larga: l’EZ1-M, l’HiFlow 800 e il Deye SUN-M80G3 la rispettano tutti.
Per chi ha senso
L’H4 è la scelta di chi ha un impianto da balcone già acceso con due moduli entro gli 800 Wp e vuole aggiungere l’accumulo con il minimo intervento: quattro connettori MC4 da staccare e ricollegare, un angolo libero di 40 × 32 cm, nessun cavo aggiuntivo da far passare.
Chi sta ancora comprando i pezzi trova conti migliori altrove: lo STORCUBE costa meno a parità di capacità e accetta più moduli, il R800 + C2500 dà mezzo kilowattora in più per settanta euro. L’H4 vale il suo prezzo quando la forma compatta risolve un problema di spazio reale.
Conclusione
Tecnicamente l’H4 fa quello che promette: due MPPT, celle LFP, avvio a freddo a -20 °C e un corpo unico che sta in un angolo. Sono caratteristiche solide, e la fascia di prezzo è corretta per la categoria.
Il voto di 3,5 nasce da due cose. La prima è di posizionamento: nella stessa gamma BigBlue il modello diviso conviene di più al kilowattora, e fuori dalla gamma lo STORCUBE offre la stessa capacità per meno. La seconda è documentale, e pesa: tre dati importanti hanno due valori diversi a seconda della fonte, e uno di questi, il grado di protezione, decide se l’apparecchio può stare all’aperto senza riparo. Prima di ordinare vale la pena scrivere al venditore e farsi confermare per iscritto IP, cicli e anni di garanzia dell’esemplare in vendita.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra POWAFREE H4 e POWAFREE R800 + C2500?
L'H4 chiude regolatore e batteria in un corpo solo da 23,5 kg con 2.048 Wh di capacità e due MPPT. Il R800 + C2500 divide le stesse funzioni in due scatole, per 33 kg complessivi, e arriva a 2.560 Wh con tre MPPT, il terzo dei quali lavora sull'uscita verso il microinverter. L'H4 costa 429,99 € e il R800 + C2500 499,99 €: i 70 € di differenza comprano 512 Wh in più, quindi al kilowattora il modello diviso conviene.
Il microinverter è incluso?
No. Nella confezione ci sono l'accumulo e i cavi MC4, e il convertitore va comprato a parte. Con un Hoymiles HiFlow 800 a 115,50 € l'impianto completo arriva intorno ai 545 €, con un APsystems EZ1-M a 154,95 € sfiora i 585 €. BigBlue consiglia proprio i modelli APsystems e chiede che la finestra fotovoltaica del convertitore stia fra 16 e 58 V.
L'H4 è IP65 o IPX4?
Le due fonti divergono. La scheda del prodotto sul sito BigBlue dichiara IP65, l'inserzione su Amazon.it parla di IPX4 e di protezione dalla pioggia leggera. La differenza è sostanziale: la X al posto della prima cifra significa che la tenuta alla polvere non è stata verificata, mentre il 6 di IP65 certifica la tenuta totale. Finché il punto resta aperto conviene trattarlo come un apparecchio da riparare sotto una tettoia, e chiedere al venditore il rapporto di prova prima dell'acquisto.
Quanti pannelli posso collegare?
Due, uno per canale, con potenza fra 100 e 400 W ciascuno e 800 Wp complessivi. La tensione a vuoto deve restare fra 16 e 60 V e la corrente entro i 15 A per ingresso. Il tetto di 400 W per canale esclude i moduli residenziali da 450 e 500 Wp, che oggi sono i più diffusi: con quei formati il regolatore taglia la potenza nelle ore di picco.
L'inserzione promette 391 euro di risparmio all'anno. È realistico?
No. A 0,25 €/kWh, 391 € corrispondono a circa 1.560 kWh l'anno, mentre un campo da 800 Wp appeso a una ringhiera in Italia centrale ne produce circa 700 e su un terrazzo inclinato arriva a 1.000. Il risparmio effettivo di un impianto con accumulo di questa taglia si colloca fra 130 e 180 € l'anno. La cifra dell'inserzione descrive impianti molto più grandi.
Quanti cicli dura la batteria?
Le due fonti BigBlue danno numeri diversi: la scheda dell'H4 parla di oltre 4.000 cicli con l'80 % di capacità residua e una vita stimata di circa dieci anni, la pagina della serie H di oltre 6.000 cicli. Su un balcone italiano si arriva comunque a 150-200 cicli l'anno, quindi anche con il numero più prudente il limite pratico arriva dall'età delle celle prima che dai cicli. Il ragionamento sulla durata sta nella guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico.
L'H4 rispetta la normativa italiana?
L'apparecchio lavora in corrente continua fra i moduli e il microinverter, quindi non si collega alla rete e la CEI 0-21 non si applica a lui. La norma di connessione la porta il microinverter, che deve restare entro gli 800 W di immissione per rientrare nella procedura semplificata della Comunicazione Unica prevista dalla delibera ARERA 315/2020/R/eel. La dichiarazione di conformità del convertitore va chiesta a chi lo vende.
Quanto costa un kilowattora immagazzinato nell'H4?
Su un balcone con 800 Wp di moduli il surplus da immagazzinare vale 350-450 kWh l'anno. In quindici anni sono fra 5.000 e 6.500 kWh movimentati, e i 429,99 € divisi per quell'energia fanno fra 6,6 e 8,6 centesimi al kilowattora. Il confronto è con i circa 25 centesimi di un kilowattora prelevato dalla rete.
Dove va appoggiato?
Sul pavimento del balcone, su una superficie piana e sollevata dall'acqua che ristagna. I 23,5 kg escludono qualunque staffa da ringhiera e la base di 40 × 32 cm chiede un angolo libero. L'altezza di 21 cm lo rende più basso e più largo del R800 + C2500, che invece sviluppa in verticale, quindi la scelta fra i due dipende anche dalla forma dello spazio che hai.
La garanzia è di 3 o di 10 anni?
La scheda dell'H4 sul sito BigBlue indica 3 anni sulle prestazioni, la pagina della serie H e l'inserzione su Amazon.it parlano di 10 anni. È lo stesso tipo di divergenza già osservata sul R800 + C2500, dove il produttore dichiara dieci anni e l'inserzione dodici. Prima di comprare conviene chiedere al venditore il documento di garanzia riferito all'esemplare, perché su un apparecchio da 430 € la differenza fra tre e dieci anni pesa.
La spesa rientra nella detrazione fiscale?
Sì, un accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 % sull'abitazione principale, in dieci quote annuali, e servono bonifico parlante e fattura intestata a chi porta la spesa in detrazione. I dettagli stanno nella guida alla detrazione per la batteria di accumulo.