Accumulo ad accoppiamento AC da 1,92 kWh per impianti da balcone · Hoymiles

Hoymiles HiBattery AC 1920 (accumulo da balcone)

  • Porta in isola con presa Schuko a bordo: 800 VA continui e 1.200 VA di picco per dieci secondi, cosa che l'EcoFlow STREAM AC non offre
  • IP66, estintore interno, valvole di sfogo e riscaldamento autonomo delle celle sotto zero
  • Silenziosa per costruzione: raffreddamento a convezione naturale, nessuna ventola, meno di 17 dB(A) dichiarati
  • La scheda tecnica cita come norma di rete solo la VDE-AR-N 4105:2018, senza alcun riferimento alla CEI 0-21 italiana
  • 798,99 € contro i 599,00 € dello STREAM AC a parità di capacità: duecento euro di differenza da giustificare

da 798,99 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 9 settembre 2026

Hoymiles HiBattery AC 1920
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Accumulo ad accoppiamento AC, si inserisce a valle del microinverter
Modello HB-1920-AC-SV, scheda tecnica REV1.1 regione globale
Capacità nominale 1,92 kWh
Chimica delle celle LiFePO4
Cicli dichiarati oltre 6.000
Potenza della batteria 1.000 VA nominali e massimi, in carica e in scarica
Uscita verso la rete 800 VA nominali e massimi, personalizzabili fino a 2.000 VA dall'app S-Miles Home
Tensione e frequenza di rete 230 V da 180 a 270 V; 50 Hz da 45 a 55 Hz
Corrente di uscita verso la rete 3,48 A nominali e massimi
Fattore di potenza superiore a 0,99, regolabile da 0,8 induttivo a 0,8 capacitivo
Porta in isola presa Schuko, 800 VA continui, 1.200 VA di picco per 10 secondi
Ingresso sulla porta in isola 1.800 VA massimi, 7,83 A
Distorsione armonica su carico lineare inferiore al 3 %
Rendimento bidirezionale CC/CA 96,5 %
Rendimento di ciclo in corrente alternata 87 % secondo la scheda tecnica, 86 % secondo l'inserzione italiana
Espandibilità fino a 6 unità e 11,52 kWh; 2,4 kW di potenza, fino a 6 kW con quadro di distribuzione
Temperatura di carica e scarica da -20 a 55 °C, con riscaldamento autonomo delle celle
Grado di protezione IP66
Raffreddamento convezione naturale, nessuna ventola
Rumorosità dichiarata inferiore a 17 dB(A)
Protezioni della batteria BMS a 48 livelli, doppio microcontrollore, estintore interno, valvole di sfogo della pressione
Dimensioni 460 × 240 × 203 mm, pari a 0,02 m³
Peso 24 kg
Montaggio a parete o a pavimento, supporto venduto separatamente
Connettività Bluetooth e Wi-Fi 2,4 GHz, app S-Miles Home, connettività MQTT aperta
Norma di rete dichiarata VDE-AR-N 4105:2018
Norme di sicurezza IEC 62477-1, IEC 62619, IEC 63056, UN 38.3
Compatibilità elettromagnetica EN 61000-6-1/-2/-3/-4, EN 61000-3-2/-3
Garanzia 10 anni, vita di progetto dichiarata 15 anni
Contenuto della confezione batteria e accessori di montaggio Hoymiles
Valutazioni 4,7 su 5 con 137 valutazioni globali su Amazon.it
Prezzo indicativo 798,99 € su Amazon.it per la versione con la sola batteria

Il giudizio in breve

La HiBattery AC è la risposta di Hoymiles alla categoria che EcoFlow e Marstek hanno aperto: un accumulo che si inserisce a valle di un microinverter già montato, senza toccare i pannelli. La costruzione è la parte migliore, con IP66, estintore interno, valvole di sfogo, riscaldamento autonomo delle celle e nessuna ventola. La parte discutibile è il prezzo, perché a parità di capacità l'EcoFlow STREAM AC costa duecento euro in meno. La valutazione nasce dalla scheda tecnica ufficiale HB-1920-AC-SV REV1.1, dalla pagina prodotto Hoymiles e dall'inserzione italiana.

A favore

  • La porta in isola con presa Schuko dà 800 VA continui e 1.200 VA di picco per dieci secondi, quindi la batteria alimenta un carico anche a rete assente
  • IP66, un gradino sopra l'IP65 della concorrenza diretta, quindi regge il getto d'acqua oltre agli spruzzi
  • Estintore interno e valvole di sfogo della pressione dentro il pacco celle, dotazione che nessun concorrente di questa fascia dichiara
  • Riscaldamento autonomo delle celle: la carica resta possibile fino a -20 °C, quindi il balcone invernale non blocca l'apparecchio
  • Nessuna ventola e meno di 17 dB(A) dichiarati, valore che conta se la batteria sta sotto una finestra della camera
  • 1.000 VA di potenza in carica e in scarica sul lato batteria, contro gli 800 W dei concorrenti diretti
  • Connettività MQTT aperta, quindi i dati possono entrare in un sistema domotico senza passare da un'integrazione proprietaria
  • Espandibile fino a 11,52 kWh con sei unità, e la scheda tecnica è pubblica e completa riga per riga

Contro

  • 798,99 € contro i 599,00 € dell'EcoFlow STREAM AC a parità di capacità e di garanzia
  • La scheda tecnica dichiara come norma di rete soltanto la VDE-AR-N 4105:2018, senza citare la CEI 0-21 richiesta in Italia
  • L'uscita verso la rete è portabile a 2.000 VA dall'app, e in Italia quel valore porta l'impianto fuori dal regime semplificato
  • Il rendimento di ciclo dichiarato è 87 %, quindi ogni 10 kWh immagazzinati ne tornano indietro 8,7
  • 24 kg da fissare a parete, con il supporto venduto separatamente e non incluso
  • Il controllo a immissione zero richiede un contatore intelligente di terze parti, che va comprato e configurato a parte
  • Le tre inserzioni Amazon della stessa batteria si contraddicono sui contenuti: la variante da 761,17 € dichiara «HiBattery AC + HiFlow 1600 Pro» e costa meno di quella con la sola batteria
  • Il rendimento di ciclo compare come 86 % nell'inserzione italiana e come 87 % nella scheda tecnica del produttore

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 2,5
Capacità e durata delle celle 4,0
Sicurezza e costruzione 4,5
Idoneità alla normativa italiana 2,5
Documentazione del produttore 4,0

Voto complessivo: 3,5 / 5 media delle voci qui sopra

La categoria in cui entra, e chi c’era già

Un accumulo ad accoppiamento AC non tocca i pannelli. Si mette a valle del microinverter, prende l’energia dalla presa quando avanza e la restituisce alla stessa presa quando serve. È la formula più semplice da installare, perché l’impianto esistente resta com’è, e la più costosa in termini di rendimento, perché l’energia viene convertita due volte in più.

Su questo terreno la HiBattery arriva quando il campo è già occupato. L’EcoFlow STREAM AC fa la stessa cosa da 599,00 €, con la stessa capacità di 1,92 kWh, le stesse celle LFP e gli stessi dieci anni di garanzia. Il Marstek Venus E 3.0 sale a 5,12 kWh per 1.499,00 €.

Hoymiles chiede 798,99 €, cioè duecento euro più di EcoFlow per la stessa capacità. Tutta la recensione ruota intorno a una domanda sola: che cosa comprano quei duecento euro.

La presa che funziona quando la rete non c’è

La prima risposta sta sul fianco dell’apparecchio, ed è una presa Schuko.

La scheda tecnica la chiama «Off-Grid Port» e le assegna numeri precisi: 800 VA continui, 1.200 VA di picco per dieci secondi, onda con distorsione sotto il 3 % su carico lineare. In ingresso la stessa porta accetta fino a 1.800 VA e 7,83 A.

Quella presa eroga corrente prendendola dalle celle, senza dipendere dalla rete. Con 1,92 kWh a disposizione e un carico da 100 W tiene acceso qualcosa per una quindicina di ore; con un frigorifero moderno da 150 W medi il conto scende a una decina.

È esattamente la funzione che allo STREAM AC manca: la scheda di EcoFlow scrive «funzionamento in isola: no». Per chi abita in una zona con interruzioni frequenti, o semplicemente vuole che il router e il frigo restino accesi durante un guasto, quella riga da sola può valere la differenza di prezzo. L’argomento è sviluppato nella guida sull’accumulo come gruppo di continuità.

Come è costruita dentro

La seconda risposta riguarda le protezioni, ed è insolitamente dettagliata per il settore.

Hoymiles dichiara un BMS a 48 livelli di protezione, un doppio microcontrollore, un estintore interno e valvole di sfogo della pressione dentro il pacco celle. Nessuno dei concorrenti diretti di questa fascia scrive tutte e quattro le cose nella propria scheda.

Va messa in prospettiva. Le celle LiFePO4 sono già la chimica più stabile fra quelle usate negli accumuli domestici, e le norme citate nella scheda coprono proprio quel terreno: IEC 62619 per le celle in applicazioni industriali, IEC 63056 per le batterie negli impianti di accumulo, UN 38.3 per il trasporto. Un estintore dentro il guscio è una cintura in più su una bretella già allacciata, e il tema di fondo è affrontato nella guida sul rischio incendio degli accumuli.

Restano due dettagli costruttivi che si notano nell’uso quotidiano. Il grado IP66 copre il getto d’acqua, un gradino sopra l’IP65 dello STREAM AC che si ferma agli spruzzi. E il raffreddamento è a convezione naturale senza ventole, con una rumorosità dichiarata sotto i 17 dB(A): se la batteria finisce sotto la finestra di una camera, quella riga conta.

Il riscaldamento autonomo delle celle chiude il quadro invernale. L’intervallo di carica e scarica va da -20 a 55 °C, e sotto zero la batteria consuma un po’ della propria energia per portare il pacco in temperatura prima di accettare la carica. Molti accumuli economici in quelle condizioni smettono semplicemente di caricare. Il capitolo posa all’aperto sta nella guida sull’accumulo fotovoltaico da esterno.

La riga che manca nella scheda tecnica

C’è però un punto su cui questa recensione deve essere netta, perché riguarda la carta prima ancora dell’hardware.

Sotto la voce «Grid compliance» la scheda tecnica REV1.1 riporta una sigla sola: VDE-AR-N 4105: 2018. È la regola tecnica di connessione alla rete di bassa tensione in Germania.

La CEI 0-21, che è il riferimento richiesto dal distributore italiano, non compare né lì né nelle pagine pubbliche del prodotto. Nemmeno la EN 50549-1, che è la norma europea da cui la CEI 0-21 discende e che diversi costruttori citano proprio per coprire più mercati con una riga sola.

La lettura corretta è misurata. Le due norme condividono gran parte dei requisiti su tensione, frequenza, anti-isola e tempi di distacco, e Hoymiles vende in Italia da anni con microinverter regolarmente certificati. Può quindi darsi che la certificazione esista e non sia pubblicata. Il punto è che oggi, per chi compra, quella riga non c’è, e la Comunicazione Unica al distributore chiede di dichiarare la conformità dell’apparecchio.

Il comportamento pratico è semplice: chiedere al venditore la dichiarazione di conformità con il riferimento alla CEI 0-21 prima di ordinare, e conservarla. Vale la pena notare che lo stesso rilievo è emerso su EcoFlow e su Marstek: in questa categoria la documentazione italiana è mediamente più povera di quella tedesca.

Ottocento volt-ampere di fabbrica, duemila con un tocco

Nella scheda tecnica, accanto alla potenza massima in uscita verso la rete, c’è una nota numerata. Dice: «può essere personalizzata tramite l’app S-Miles Home e regolata fino a 2.000 VA».

Il valore di fabbrica è 800 VA, che coincide con la soglia italiana del regime semplificato fissata dalla delibera ARERA 315/2020 e ripresa dalla CEI 0-21. Su quel valore l’impianto rientra nella Comunicazione Unica, cioè nel modulo semplificato che si invia al distributore senza progetto e senza pratiche complesse.

Portarlo a 2.000 VA dall’app cambia la natura giuridica dell’impianto. Si esce dal regime semplificato e si entra nella procedura ordinaria con il Modello Unico, che richiede un percorso diverso. Sulla carta la funzione è utile per i mercati dove la soglia è più alta; in Italia è un’impostazione da lasciare stare.

Da notare che la potenza sul lato batteria è più alta della potenza verso la rete: 1.000 VA nominali e massimi, in carica e in scarica, contro gli 800 W dei concorrenti diretti. Significa che le celle si riempiono un po’ più in fretta quando il sole spinge, e che la porta in isola può lavorare mentre la parte verso la rete fa il suo.

L’ottantasette per cento, e cosa costa

Il rendimento di ciclo in corrente alternata dichiarato è 87 %. Il rendimento bidirezionale CC/CA, cioè quello di una sola conversione, è 96,5 %.

La differenza fra i due numeri racconta il prezzo dell’accoppiamento in alternata. L’energia esce dal microinverter in corrente alternata, la batteria la raddrizza per immagazzinarla, poi la riconverte per restituirla. Due conversioni in più, e ogni 10 kWh che entrano tornano indietro come 8,7 kWh.

Su un impianto reale il conto è questo. Un kit da 880 Wp montato in verticale su un balcone di Roma manda verso il contatore circa 263 kWh l’anno di energia non consumata sul momento. Passandoli dalla batteria ne tornano indietro circa 229 kWh, che al riferimento italiano di 25 centesimi valgono attorno ai 57 euro l’anno.

Su 798,99 € il rientro teorico supera quindi i dieci anni, che è più della garanzia di dieci anni e meno della vita di progetto dichiarata di quindici. Il numero migliora in due casi: con un impianto più grande, dove il surplus cresce, oppure con una tariffa che differenzi davvero le ore, perché la batteria può caricarsi dalla rete di notte e scaricarsi nelle fasce care.

C’è anche una lettura più favorevole, la stessa che usiamo per gli altri accumuli. Su 250-280 cicli l’anno con circa 1,67 kWh utili per ciclo, in quindici anni la batteria muove intorno ai 6.400 kWh, e 798,99 € divisi per quell’energia fanno circa 12,5 centesimi al kilowattora. Resta sotto i 25 centesimi della rete, con un margine più stretto dei 9 centesimi che si ottengono con lo STREAM AC.

Una differenza va segnalata: l’inserzione italiana scrive 86 % dove la scheda tecnica scrive 87 %. È un punto percentuale che non cambia nessuna decisione, e conferma che la traduzione della pagina è stata fatta in fretta.

Ventiquattro chili sul muro

Il peso è 24 kg su un ingombro di 460 × 240 × 203 mm, cioè 0,02 metri cubi. Nella confezione di spedizione, 50 × 30 × 30 cm, arriva a 24 kg netti.

La scheda tecnica indica montaggio a parete o a pavimento, e aggiunge fra parentesi «sold separately», cioè il supporto si compra a parte. L’inserzione italiana promette invece «accessori di montaggio Hoymiles» nel contenuto della confezione, quindi qualcosa c’è; che sia il kit completo per la parete o solo la viteria di base non è ricavabile dai documenti pubblici.

Il consiglio pratico non cambia. Ventiquattro chili a parete su un balcone chiedono un fissaggio su muratura piena o su cemento, mai su tramezzi leggeri o su pannelli di rivestimento, e vale la pena verificare cosa c’è dietro l’intonaco prima di forare. Chi non se la sente lascia la batteria a pavimento, che la scheda tecnica prevede espressamente e che sul balcone è spesso la soluzione più sensata.

Sei unità, e il quadro di distribuzione

L’espandibilità dichiarata arriva a sei unità per 11,52 kWh, che è la stessa cifra dello STREAM AC di EcoFlow.

La potenza però non cresce allo stesso modo. Hoymiles indica 2,4 kW in configurazione a cascata, e fino a 6 kW passando per un quadro di distribuzione. Quel secondo scenario esce dal perimetro del fotovoltaico da balcone e chiede un intervento sull’impianto elettrico, quindi un elettricista.

Per l’uso che ci interessa qui, la scalabilità utile è la prima: si parte con una unità, e se il surplus lo giustifica se ne aggiunge una seconda. Il che porta a un’osservazione onesta sui numeri visti sopra. Con 263 kWh di surplus annuo, una sola HiBattery resta già in gran parte inutilizzata, perché 0,72 kWh al giorno riempiono poco più di un terzo delle celle. La seconda unità ha senso solo con un impianto molto più grande, per esempio su un terrazzo o in giardino.

Immissione zero: serve un contatore, e non è incluso

Hoymiles dichiara il supporto al controllo a immissione zero e la compatibilità con contatori intelligenti di terze parti, oltre a una connettività MQTT aperta che permette di portare i dati dentro un sistema domotico senza integrazioni proprietarie.

Sono due punti a favore, con una condizione: il contatore va comprato e configurato a parte, e Hoymiles non pubblica un elenco di modelli approvati.

Sul mercato italiano i candidati naturali sono i misuratori con pinza amperometrica da mettere sul montante. Per un impianto monofase, che è il caso della grande maggioranza delle abitazioni, uno Shelly EM Gen3 a 57,90 € fa il lavoro. Per un impianto trifase serve un apparecchio a tre pinze come il Marstek CT002 a 84,99 €. In entrambi i casi la compatibilità con la HiBattery va verificata con il venditore prima dell’acquisto, perché una connessione MQTT aperta non equivale a un’integrazione già pronta.

Senza contatore la batteria funziona lo stesso, in modalità autoconsumo semplice e con i programmi orari dell’app. Quello che manca è l’inseguimento istante per istante del consumo di casa, spiegato nella guida sul fotovoltaico senza immissione in rete.

Come si posiziona rispetto alle alternative

AccumuloPrezzoCapacitàPresa in isolaProtezionePeso
Hoymiles HiBattery AC798,99 €1,92 kWhsì, 800 VA e 1.200 di piccoIP6624 kg
EcoFlow STREAM AC599,00 €1,92 kWhnoIP6521,2 kg
EcoFlow STREAM Max639,00 €1,92 kWhnoIP6522,0 kg
Marstek B2500-D601,95 €2,24 kWhnoIP6520 kg
Marstek Venus E 3.01.499,00 €5,12 kWhsì, 2.500 WIP65circa 58 kg

Il confronto immediato è con lo STREAM AC, ed è quello che decide. Duecento euro comprano la presa in isola, un gradino di protezione, l’estintore interno, il riscaldamento delle celle, 200 VA in più sul lato batteria e l’MQTT aperto. Chi userà almeno due di queste cose fa un acquisto ragionato; chi vuole solo immagazzinare il surplus spende duecento euro per funzioni che non accenderà mai.

Il confronto meno ovvio è con lo STREAM Max a 639,00 €, che a quaranta euro in più dello STREAM AC porta anche due ingressi solari MPPT. Chi non ha ancora il microinverter dovrebbe guardare lì, perché un accumulo con MPPT integrati fa a meno di un apparecchio intero.

E per chi cerca capacità pura, il Venus E 3.0 costa il doppio e dà quasi il triplo dei kilowattora, con 293 euro al kilowattora contro i 416 della HiBattery.

Per chi ha senso

Il caso ideale è definito con precisione: hai già un impianto da balcone con il suo microinverter, il surplus è consistente, e almeno una fra la presa in isola e la posa all’aperto esposta conta per te. In quella situazione la HiBattery porta la costruzione più protetta della categoria, ed è silenziosa per progetto.

Ha senso anche per chi vuole i dati in un sistema domotico, perché l’MQTT aperto evita di dipendere da un’integrazione ufficiale.

Ha meno senso in tre casi. Se il surplus annuo si ferma intorno ai 250 kWh, duecento euro in meno con lo STREAM AC immagazzinano esattamente la stessa energia. Se non hai ancora il microinverter, uno STREAM Max con MPPT a bordo evita una scatola. E se la tua pratica al distributore è già in corso o vicina, il fatto che la scheda tecnica non citi la CEI 0-21 va risolto con il venditore prima dell’ordine, non dopo.

Conclusione

La HiBattery AC è costruita meglio di quanto il suo prezzo faccia sospettare, e peggio posizionata di quanto la sua costruzione meriti. IP66, estintore interno, valvole di sfogo, riscaldamento delle celle, nessuna ventola e una presa in isola da 1.200 VA di picco compongono la scheda più solida della categoria da 1,92 kWh.

Il problema è che a fianco, sullo stesso scaffale, sta un apparecchio che immagazzina la stessa energia per duecento euro in meno. Il divario si giustifica soltanto se userai la presa in isola oppure se la batteria vivrà davvero all’aperto e al freddo.

Resta un ultimo controllo da fare prima di ordinare, e non riguarda i watt: chiedi al venditore la dichiarazione di conformità con il riferimento alla CEI 0-21. La scheda tecnica del produttore, oggi, si ferma alla norma tedesca.

Domande frequenti

La Hoymiles HiBattery AC è a norma per l'Italia?

La scheda tecnica ufficiale REV1.1 riporta una sola riga sotto «Grid compliance», e quella riga dice «VDE-AR-N 4105: 2018», cioè la regola tecnica di connessione tedesca. La CEI 0-21, che è il riferimento richiesto dal distributore italiano, non compare né lì né nelle altre pagine pubbliche del prodotto. La conclusione da trarre è misurata: le due norme condividono gran parte dei requisiti e il costruttore potrebbe avere certificazioni non pubblicate, quindi il rilievo riguarda la documentazione disponibile oggi. Per chi compra, questo significa che prima dell'acquisto conviene chiedere al venditore la dichiarazione di conformità con il riferimento alla CEI 0-21, come descritto nella guida sulla dichiarazione di conformità.

Serve un microinverter particolare?

No, e questo è il vantaggio dell'accoppiamento in corrente alternata. La batteria si inserisce a valle dell'impianto già montato e prende l'energia dalla presa, quindi non le interessa quale convertitore ci sia davanti. Funziona con un Hoymiles HMS-800W-2T come con un Growatt NEO 800M-X o con un APsystems EZ1-M. Il prezzo di questa libertà è il rendimento: l'energia viene convertita due volte in più, e il rendimento di ciclo scende all'87 %. Il confronto fra accoppiamento AC e DC sta nella guida sull'accumulo fotovoltaico AC.

Che cosa fa la presa in isola?

È una presa Schuko sul fianco dell'apparecchio che eroga corrente prendendola dalle celle, indipendentemente dalla rete. La scheda tecnica dichiara 800 VA continui e 1.200 VA di picco per dieci secondi, quindi regge un frigorifero, un router, una lampada, un caricabatterie. È la funzione che distingue questa batteria dall'EcoFlow STREAM AC, che non prevede alcun funzionamento in isola. Con 1,92 kWh di celle e un carico da 100 W la presa tiene acceso qualcosa per una quindicina di ore, meno se il carico è più alto. L'uso dell'accumulo come gruppo di continuità è approfondito nella guida dedicata.

Quanto si risparmia davvero in un anno?

Il conto dipende dal surplus del tuo impianto, non dalla batteria. Un kit da 880 Wp montato in verticale su un balcone di Roma manda verso il contatore circa 263 kWh l'anno di energia non consumata. Con un rendimento di ciclo dell'87 % ne tornano indietro circa 229 kWh, che al riferimento italiano di 25 centesimi valgono circa 57 euro. Su 798,99 € il rientro teorico supera quindi i dieci anni, e la batteria dà il meglio con impianti più grandi oppure caricando dalla rete nelle ore a prezzo basso. Il ragionamento completo sta nella guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.

Che differenza c'è rispetto all'EcoFlow STREAM AC?

Stessa capacità, stessa chimica, stessa garanzia di dieci anni, duecento euro di differenza. Lo STREAM AC costa 599,00 €, pesa 21,2 kg ed è IP65. La HiBattery costa 798,99 €, pesa 24 kg, è IP66, ha 1.000 VA di potenza sul lato batteria invece di 800 W, porta la presa in isola che allo STREAM AC manca, dichiara estintore interno e riscaldamento delle celle, e apre l'MQTT. Chi vuole solo immagazzinare il surplus risparmia duecento euro con EcoFlow. Chi vuole una presa che funzioni a rete assente e una costruzione più protetta paga la differenza.

Posso portarla a 2.000 VA come dice la nota della scheda?

Tecnicamente sì, e la nota 1 della scheda tecnica lo spiega: dall'app S-Miles Home l'uscita verso la rete si personalizza fino a 2.000 VA. In Italia però quel valore ha una conseguenza precisa: la soglia del regime semplificato per gli impianti plug and play è 800 W in corrente alternata, fissata dalla delibera ARERA 315/2020 e ripresa dalla CEI 0-21. Sopra quella cifra si esce dalla Comunicazione Unica e si entra nella procedura ordinaria con il Modello Unico. Quindi l'impostazione da tenere è quella di fabbrica, e il quadro completo sta nella guida alla normativa.

Come si ottiene l'immissione zero?

Serve un contatore intelligente di terze parti, che la batteria legge per sapere quanto sta consumando casa. Hoymiles dichiara il supporto al controllo a immissione zero e la compatibilità con misuratori di altre marche, senza però pubblicare un elenco di modelli approvati. Sul mercato italiano i candidati naturali sono i misuratori con pinza amperometrica sul montante, per esempio uno Shelly EM Gen3 per l'impianto monofase o un Marstek CT002 se l'impianto è trifase. La verifica della compatibilità va fatta prima dell'acquisto, e il funzionamento senza immissione è spiegato nella guida dedicata.

Che cosa significa estintore interno?

Dentro il pacco celle Hoymiles dichiara un sistema di estinzione e valvole di sfogo della pressione, oltre a un BMS a 48 livelli di protezione e a un doppio microcontrollore. È una dotazione che nessun concorrente diretto di questa fascia scrive nelle proprie schede, e che risponde alla preoccupazione più comune di chi mette una batteria al litio sul balcone di casa. Va detto che le celle LiFePO4 sono già la chimica più stabile fra quelle usate negli accumuli domestici, e le norme citate nella scheda (IEC 62619, IEC 63056, UN 38.3) coprono proprio la sicurezza delle celle e il trasporto. Il tema è trattato nella guida sul rischio incendio delle batterie di accumulo.

Funziona d'inverno sul balcone?

Sì, ed è uno dei punti costruiti meglio. L'intervallo dichiarato per carica e scarica va da -20 a 55 °C, e sotto zero interviene un riscaldamento autonomo delle celle: la batteria consuma un po' della propria energia per portare il pacco in temperatura prima di accettare la carica. È la funzione che manca a molti accumuli economici, dove sotto i 0 °C la carica si blocca del tutto. Il grado IP66 completa il quadro, perché copre il getto d'acqua oltre agli spruzzi. Il tema della posa all'aperto è approfondito nella guida sull'accumulo fotovoltaico da esterno.

Perché su Amazon ci sono tre inserzioni con prezzi diversi?

Perché lo stesso prodotto è pubblicato in tre varianti, e i campi non sono coerenti fra loro. La variante da 798,99 € dichiara nel campo dimensioni «1x HiBattery AC» e nel contenuto «HiBattery AC, accessori di montaggio», ed è quella con la sola batteria. Le altre due, a 761,17 € e a 903,31 €, dichiarano entrambe «1x HiBattery AC + 1x HiFlow 1600 Pro», quindi un pacchetto con il microinverter, però una costa meno della batteria da sola e l'altra centoquattro euro in più. Prima di ordinare conviene aprire la pagina della variante scelta e controllare il contenuto della confezione riga per riga.

Guide utili sull'argomento