Misuratore di energia per impianti da balcone · Shelly

Shelly EM Gen3 (misuratore di energia Wi-Fi)

  • Misura separata di prelievo e immissione, il dato che dice quanto del tuo impianto stai davvero usando
  • Due canali: uno sulla linea di casa, l'altro sul ramo del fotovoltaico, con un solo apparecchio
  • Riconosciuto dagli accumuli Marstek come contatore esterno, alternativa al CT002 di serie
  • MQTT, scripting e webhook aperti, quindi entra in Home Assistant senza cloud
  • Serve un intervento nel quadro elettrico, e in Italia lo firma un'impresa abilitata

da 69,40 €

I link di affiliazione sono contrassegnati con un asterisco (*).

Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 26 agosto 2026

Shelly EM Gen3
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Misuratore di energia Wi-Fi monofase con trasformatore di corrente
Generazione Gen3, piattaforma Shelly con API RPC
Canali di misura 2, monofase
Pinza inclusa 1 trasformatore di corrente da 50 A
Pinze collegabili fino a 2, disponibili anche in versione da 80 A
Campo di misura della corrente da 0 a 80 A per canale
Precisione sulla corrente ±2 % da 1 a 50 A, ±5 % sotto 1 A
Precisione sulla tensione ±2 %
Misura bidirezionale sì, prelievo e immissione contati separatamente
Contatto di comando contatto pulito 2 A a 240 V, per pilotare un contattore
Alimentazione da 110 a 240 V, 50 / 60 Hz
Consumo proprio sotto 1,2 W
Protezione esterna richiesta 2 A, curva B o C, potere di interruzione 6 kA
Connettività Wi-Fi 802.11 b/g/n a 2,4 GHz, Bluetooth 4.2 per la configurazione
Protocolli MQTT, HTTP, WebSocket, RPC, scripting, 20 webhook con 5 URL ciascuno
Memoria dati locale 8 MB, almeno 10 giorni di storico con risoluzione di 1 minuto
Dimensioni 37 × 42 × 16 mm
Peso 23 g il modulo, 50 g la pinza da 50 A
Montaggio scatola da incasso o quadro elettrico
Temperatura di esercizio da -20 a +40 °C, umidità dal 30 al 70 %
Quota massima 2.000 m
Certificazione CE. Nessuna omologazione MID, quindi non è un contatore fiscale
Prezzo indicativo 57,90 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Lo Shelly EM Gen3 è un misuratore di energia grande come una scatola di fiammiferi che si infila nel quadro elettrico e legge la corrente con una pinza amperometrica, senza tagliare cavi. Per chi ha o vuole un impianto da balcone risponde alla domanda che nessuna app di inverter risolve: quanta della tua produzione stai consumando sul posto e quanta finisce in rete. In più gli accumuli Marstek lo accettano come contatore esterno al posto del CT002 di serie. La valutazione nasce dalla documentazione tecnica di Shelly, dalla tabella dell'inserzione su Amazon.it e dall'uso tipico in un impianto da balcone italiano.

A favore

  • Legge prelievo e immissione separatamente, il dato che serve per capire l'autoconsumo reale
  • Due canali con un solo modulo: linea di casa e ramo fotovoltaico misurati insieme
  • Marstek lo elenca fra i contatori esterni compatibili con Venus, Jupiter e B2500
  • MQTT, script e webhook aperti: funziona in locale anche senza cloud
  • Dieci giorni di storico al minuto nella memoria interna, indipendenti dalla connessione

Contro

  • Va installato nel quadro elettrico, e in Italia l'intervento sull'impianto fisso spetta a un'impresa abilitata
  • Nella confezione c'è una sola pinza da 50 A: per usare il secondo canale ne serve un'altra
  • Temperatura di esercizio fino a 40 °C, poco margine dentro un quadro chiuso esposto al sole
  • Precisione ±5 % sotto 1 A, cioè proprio nella zona degli assorbimenti di standby
  • Nessuna omologazione MID: i suoi numeri non valgono per ripartizioni condominiali o rendicontazioni ufficiali

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,5
Dotazione e connettività 4,5
Precisione di misura 3,5
Facilità di installazione 3,0

Voto complessivo: 3,9 / 5 media delle voci qui sopra

Il numero che nessuna app dell’inverter conosce

Quando accendi un impianto da balcone, l’app del microinverter ti mostra una curva di produzione. È una bella curva e risponde a metà della domanda, perché sotto gli 800 W di potenza l’energia che non consumi mentre viene prodotta finisce in rete e non torna indietro in denaro, salvo entrare nei meccanismi del ritiro dedicato o dello scambio sul posto.

La quota che conta è quindi l’autoconsumo, e per conoscerla serve un apparecchio che guardi il punto in cui la casa incontra la rete. Lo Shelly EM Gen3 fa esattamente questo: legge la corrente sulla linea generale con una pinza amperometrica, distingue il verso del flusso e separa il prelievo dall’immissione.

Con quel dato le decisioni cambiano. Sapere che la casa assorbe 180 W di base per dodici ore al giorno significa sapere che un impianto da 400 W autoconsuma quasi tutto, mentre uno da 800 W regala metà della produzione alle ore centrali. Il metodo di lettura sta nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.

Due canali dentro un modulo da 23 grammi

L’apparecchio misura 37 × 42 × 16 mm e pesa 23 grammi, quindi entra in una scatola da incasso o in un angolo libero del quadro. Non ha guida DIN, e questo è un vantaggio quando il quadro è pieno.

I canali di misura sono due e indipendenti, ciascuno con la propria pinza. La disposizione più utile mette il primo canale sulla linea generale a valle del contatore e il secondo sul ramo che porta il microinverter. Da lì si ricavano tre numeri: quanto produce l’impianto, quanto preleva la casa e quanto esce verso la rete.

Un dettaglio da mettere nel conto: nella confezione la pinza è una sola, quella da 50 A. Il secondo canale resta muto finché non ne compri un’altra, e la spesa aggiuntiva sta fra i 15 e i 20 €. Chi ha un contratto oltre i 6 kW può montare la versione da 80 A.

Il contatore esterno degli accumuli Marstek

Questa è la funzione che rende l’EM Gen3 interessante per chi ha già una batteria da balcone, e vale la pena spiegarla per intero.

Un accumulo come il Marstek Venus E 3.0 o il Saturn B2500-D deve sapere quanta corrente sta prendendo la casa dalla rete, altrimenti scarica a potenza fissa e sbaglia in entrambe le direzioni: troppo poco quando accendi il forno, troppo quando la casa dorme. Marstek risolve con il proprio contatore CT002, e nell’app accetta anche contatori Shelly, fra cui l’EM Gen3.

Il vantaggio della scelta Shelly sta in quello che il dispositivo fa quando la batteria non lo interroga. Il CT002 parla soltanto con l’accumulo; l’EM Gen3 espone gli stessi dati via MQTT, HTTP e WebSocket, quindi finisce in Home Assistant, in un foglio di calcolo o in uno script che ti manda una notifica quando l’immissione supera una soglia. È un contatore che lavora per due padroni.

Chi possiede un Marstek Jupiter C+ o pensa di aggiungere un accumulo più avanti trova nella guida alla batteria plug and play il quadro di come questi sistemi leggono la rete.

L’installazione è la parte seria

Qui sta il limite che separa questo apparecchio da un misuratore da presa, e va detto con chiarezza.

Il modulo va alimentato a 230 V e protetto da un interruttore da 2 A curva B o C. La pinza va aperta e richiusa attorno al conduttore di fase, a valle del contatore. Sono operazioni dentro il quadro elettrico, sull’impianto fisso dell’abitazione, e in Italia rientrano nel D.M. 37/2008: le esegue un’impresa abilitata, che al termine rilascia la dichiarazione di conformità della modifica.

Il costo dell’intervento, per un lavoro di mezz’ora su un quadro accessibile, si colloca intorno ai 50-100 € e raddoppia abbondantemente il prezzo dell’apparecchio. Chi cerca una misura senza opere trova nel wattmetro da presa la strada alternativa, che misura però un solo elettrodomestico alla volta e ignora il senso del flusso sulla linea generale.

Il quadro d’estate è un ambiente ostile

La temperatura di esercizio dichiarata arriva a 40 °C, con umidità fra il 30 e il 70 %. È un intervallo normale per l’elettronica da quadro, e in Italia va guardato con attenzione.

Un quadro chiuso su una parete esposta a sud, in una giornata di luglio nel Centro-Sud, supera i 40 °C interni senza sforzo. Il modulo consuma meno di 1,2 W e scalda pochissimo per conto proprio, quindi il problema arriva da fuori. Se il quadro è in un vano tecnico ventilato o dentro casa non c’è nulla di cui preoccuparsi; se sta in un armadietto esterno al sole conviene almeno verificarne la temperatura in agosto.

Cosa significa ±2 %, e quando diventa ±5 %

La precisione dichiarata è ±2 % sulla tensione e ±2 % sulla corrente fra 1 e 50 A, con un allargamento a ±5 % sotto 1 A.

Un ampere a 230 V corrisponde a circa 230 W. Sopra quella soglia, cioè su lavatrice, forno, piano a induzione e sul grosso del prelievo diurno, l’errore resta di pochi watt e il conto mensile torna. Sotto, nella zona dove vivono frigorifero in pausa, router, decoder e alimentatori in standby, la tolleranza si allarga: su 50 W misurati l’incertezza vale 2,5 W.

Per il lavoro che ci interessa, dimensionare un impianto e capire l’autoconsumo, quella precisione è abbondante. Per cose diverse non basta: l’apparecchio ha la marcatura CE e non l’omologazione MID, quindi i suoi numeri non hanno valore legale in una ripartizione condominiale o nella rendicontazione dell’energia condivisa di una comunità energetica.

Alternative a confronto

ApparecchioCanaliPinze incluseMontaggioPrezzo
Shelly EM Gen32 monofase1 da 50 Ascatola o quadro57,90 €
Shelly Pro EM 502 monofase2 da 50 Aguida DIN, anche Ethernetcirca 80,00 €
Shelly 3EM-63W Gen33 fasiintegrato, 63 Aguida DINcirca 67,00 €
Wattmetro da presa1 presanessunasi infila e bastacirca 20,00 €

La riga del wattmetro da presa serve da promemoria: costa un terzo e risolve un problema diverso, cioè misurare un singolo apparecchio. Chi ha un impianto trifase, raro nelle case ma frequente nelle villette con pompa di calore, deve passare direttamente al 3EM. Il Pro EM 50 è la scelta di chi ha spazio sulla guida DIN e vuole la porta Ethernet, perché il Wi-Fi nel quadro resta il punto debole di tutta la categoria.

Per chi ha senso

Ha senso in tre situazioni. Prima di comprare l’impianto, per misurare la base di consumo e scegliere fra 400 e 800 W con un dato in mano invece che a intuito. Dopo aver comprato, per sapere quanto stai davvero autoconsumando e decidere se un accumulo si ripagherebbe. Insieme a un accumulo Marstek, come contatore esterno che sostituisce il CT002 e in più apre i dati al resto della casa smart.

Non ha senso per chi vuole soltanto sapere quanto consuma la lavatrice, e nemmeno per chi non ha modo di far intervenire un elettricista sul quadro.

Conclusione

A 57,90 € l’EM Gen3 fa un lavoro che nessun altro apparecchio nella stessa fascia di prezzo fa altrettanto bene: misura la linea generale nei due sensi, tiene dieci giorni di storico al minuto anche senza rete, si lascia interrogare da un accumulo Marstek e da Home Assistant nello stesso momento. Per un impianto da balcone è il pezzo che trasforma le sensazioni in numeri.

Il voto si ferma a 3,9 per due ragioni concrete. La prima è l’installazione, che richiede un’impresa abilitata e aggiunge al prezzo un intervento da 50-100 €. La seconda è la pinza singola in confezione, che lascia il secondo canale inattivo finché non spendi altri 15-20 €. Se hai già un elettricista che mette le mani nel quadro per altro, l’occasione è quella giusta per farci aggiungere anche questo.

Domande frequenti

A cosa serve un misuratore se ho già l'app dell'inverter?

L'app dell'inverter conosce la produzione e ignora il resto. Non sa quanta di quell'energia stai usando in casa e quanta esce verso il contatore. Lo Shelly EM Gen3 misura il flusso sulla linea generale nei due sensi, quindi ti dice la quota di autoconsumo reale, ora per ora. È il numero da cui dipende il risparmio in bolletta e la scelta di aggiungere o meno un accumulo.

Funziona come contatore esterno per un accumulo Marstek?

Sì. Nell'app Marstek, accanto ai contatori CT002 e CT003 del produttore, compaiono anche i modelli Shelly fra cui l'EM Gen3, usati dagli accumuli Venus, Jupiter e B2500 per leggere lo scambio con la rete e regolare la scarica. È la funzione che permette alla batteria di inseguire il consumo di casa invece di scaricarsi a potenza fissa. La logica è spiegata nella guida sul fotovoltaico plug and play senza immissione in rete.

Devo chiamare un elettricista?

Sì, per due ragioni. Il modulo va alimentato a 230 V e la pinza va chiusa attorno al conduttore di fase a valle del contatore, quindi si lavora dentro il quadro elettrico. In Italia gli interventi sull'impianto fisso rientrano nel D.M. 37/2008 e spettano a un'impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità per la modifica. È la differenza sostanziale rispetto a un wattmetro da presa, che si infila e basta.

Una pinza da 50 A basta per casa mia?

Nella quasi totalità dei casi sì. Un contratto domestico da 3 kW impegna circa 13 A, uno da 6 kW arriva a 27 A: la pinza da 50 A lavora a metà scala anche nelle case con pompa di calore o piano a induzione. Chi ha un contratto più grande può montare la versione da 80 A, che il dispositivo accetta senza cambiare nulla nella configurazione.

Che differenza c'è fra i due canali?

Sono due misure indipendenti, ciascuna con la propria pinza. L'uso tipico mette il primo canale sulla linea generale, per leggere prelievo e immissione, e il secondo sul ramo dove entra il fotovoltaico, per leggere la produzione. Con i due valori insieme l'autoconsumo si ricava per differenza, senza altri apparecchi. Nella confezione, però, la pinza è una sola: la seconda va comprata a parte.

Quanto è preciso?

Shelly dichiara ±2 % sulla tensione e ±2 % sulla corrente fra 1 e 50 A, con la tolleranza che sale a ±5 % sotto 1 A. Tradotto: sui consumi normali di casa l'errore è di pochi watt su qualche centinaio, mentre nella zona degli standby, sotto i 230 W circa, il margine si allarga. Per dimensionare un impianto o un accumulo la precisione è più che sufficiente.

Posso usarlo per dividere le spese in condominio?

No. L'EM Gen3 ha la marcatura CE ma non l'omologazione MID prevista per gli strumenti di misura usati in transazioni commerciali. I suoi dati vanno benissimo per capire i propri consumi e per pilotare un accumulo, e non hanno valore per ripartire una bolletta fra più famiglie o per rendicontare l'energia condivisa di una comunità energetica.

Il Wi-Fi arriva nel quadro elettrico?

Dipende dal quadro. Shelly dichiara una portata fino a 30 metri in interni, che nella pratica si riduce parecchio dentro una scatola metallica o in una nicchia di cemento. Il modulo tiene comunque almeno dieci giorni di storico al minuto nella memoria interna, quindi una connessione instabile non fa perdere i dati. Prima dell'installazione conviene provare la copertura del router nel punto esatto del quadro.

Meglio l'EM Gen3 o il Pro EM 50?

Cambia il formato e il prezzo. L'EM Gen3 costa 57,90 €, è un modulo minuscolo da nascondere in una scatola o in un angolo del quadro e arriva con una pinza. Il Pro EM 50 sta intorno agli 80 €, si aggancia alla guida DIN come un interruttore, ha la porta Ethernet oltre al Wi-Fi e due pinze in dotazione. Chi ha un quadro con spazio sulla guida e vuole il cavo di rete sceglie il Pro; chi deve infilarlo dove capita sceglie il Gen3.

Serve anche se non ho un accumulo?

È anzi il momento in cui serve di più. Misurando per due settimane prima di comprare scopri quanto assorbe la casa nelle ore di sole, e quel dato decide se ti conviene un impianto da 400 o da 800 W e se un accumulo ha senso. Comprare la batteria prima di conoscere il proprio profilo di consumo è il modo più diffuso di spendere qualche centinaio di euro di troppo, come racconta la guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.

Guide utili sull'argomento