Accumulo all-in-one da balcone con microinverter integrato · Marstek

Marstek Jupiter C+ (accumulo all-in-one da balcone)

  • Batteria, microinverter e quattro MPPT in un solo apparecchio da collegare
  • 2,56 kWh a 699,99 €, cioè 273 euro per kilowattora di capacità
  • 2.400 W di pannelli dietro un'uscita da 800 VA che resta nel regime semplificato
  • Espandibile a 10,24 kWh impilando fino a tre batterie senza altri cavi
  • La CEI 0-21 compare fra le norme di connessione dichiarate nel manuale

da 699,99 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 14 agosto 2026

Marstek Jupiter C+
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Accumulo da balcone all-in-one con microinverter e MPPT integrati
Sigla di modello MST-HIE2.5-0800
Capacità della batteria 2,56 kWh (51,2 V, 50 Ah, 16 celle in serie)
Chimica delle celle LiFePO4
Profondità di scarica 90 %, cioè 2,30 kWh utili
Cicli dichiarati oltre 6.000 a 25 °C
Espansione fino a 3 moduli MST-E2.5ST, da 2,56 a 10,24 kWh
Potenza massima in ingresso FV 2.400 W
Numero di MPPT 4 indipendenti, un ingresso ciascuno
Intervallo MPPT da 25 a 55 V
Tensione di lavoro ammessa da 16 a 60 V (massimo 60 V)
Tensione di avvio 22 V
Corrente massima per canale 16 A (25 A di cortocircuito: 20 A)
Rendimento MPPT 99,8 %
Potenza nominale in uscita 800 VA
Tensione e frequenza di rete 230 V, 50 Hz, collegamento L/N/PE
Corrente nominale in uscita 3,48 A
Fattore di potenza 0,99 di serie
Distorsione armonica THDi sotto il 3 %
Rendimento batteria verso rete oltre 96,5 %
Presa fuori rete presa europea integrata nell'apparecchio
Norme di connessione dichiarate VDE 4105/0124, NF EN 50549-1, CEI 0-21, PN-EN 50549-1/-2, PEA 1165-2020
Sicurezza ed EMC IEC/EN 62109-1/-2, IEC/EN 61000-6-1/-2/-3/-4, IEC/EN 61000-3-2/-3, EN 300 328, EN 301 489-1/-17, EN 50665, EN 62920, IEC 62619
Comunicazione Bluetooth, Wi-Fi e RS-485 su connettore stagno
Contatori compatibili Marstek CT002 e CT003, Shelly Smart Meter, HomeWizard P1
Display touchscreen a bordo
Connettori MC4 sul lato fotovoltaico, BC01 sul lato rete
Grado di protezione IP65, raffreddamento a convezione naturale
Temperatura di esercizio da -20 a +60 °C (magazzino da -30 a +85 °C)
Dimensioni 480 × 320 × 230 mm
Peso 28 kg (modulo di espansione 23 kg)
Garanzia 10 anni
Prezzo indicativo ca. 699,99 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Il Jupiter C+ mette batteria, microinverter e quattro regolatori MPPT dentro una sola scatola da appoggiare a terra: colleghi i pannelli da un lato e la spina dall'altro, senza il box separato che serve alla maggior parte degli accumuli da balcone. La capacità di partenza è di 2,56 kWh, l'uscita si ferma agli 800 VA che tengono l'impianto nel regime semplificato e l'ingresso arriva a 2.400 W, tre volte la potenza che il convertitore può immettere. La valutazione nasce dal manuale d'installazione della serie Jupiter, dalla scheda tecnica Marstek, dall'annuncio su Amazon.it e dal confronto con gli accumuli da balcone già recensiti.

A favore

  • 273 euro per kilowattora di capacità, il valore più basso fra gli accumuli da balcone in redazione
  • Un solo apparecchio al posto di batteria più microinverter, con un unico punto di collegamento alla rete
  • 2.400 W di moduli su quattro MPPT indipendenti, il triplo di quanto l'uscita può immettere
  • La CEI 0-21 compare nell'elenco delle norme di connessione del manuale, cosa rara in questa categoria
  • Espansione fino a 10,24 kWh impilando i moduli senza cablaggi aggiuntivi

Contro

  • 28 kg da appoggiare a terra: la ringhiera del balcone è esclusa e serve una superficie piana
  • L'intervallo MPPT parte da 25 V, quindi i moduli piccoli da 12 o 20 V restano fuori
  • La presa di emergenza non ha una potenza dichiarata nel manuale, quindi va verificata prima di contarci
  • Il contatore intelligente per seguire i consumi di casa si compra a parte

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,5
Dotazione e connettività 4,0
Capacità ed espandibilità 4,5
Idoneità alla normativa italiana 4,0

Voto complessivo: 4,3 / 5 media delle voci qui sopra

Tutto dentro una scatola sola

Il Jupiter C+ risolve il problema che accompagna ogni impianto da balcone con accumulo: il numero di apparecchi da montare. La soluzione classica chiede un microinverter sotto i pannelli, un box batteria da qualche parte e i cavi che li uniscono. Qui batteria, convertitore e quattro regolatori MPPT stanno nello stesso involucro, un parallelepipedo di 480 × 320 × 230 mm che si appoggia a terra.

Il risultato pratico è che i cavi da collegare sono solo due tipi: i connettori MC4 dei pannelli su un lato, la spina verso la presa di casa sull’altro. Il display touch sul frontale mostra produzione, stato di carica e modalità attiva senza tirare fuori il telefono, cosa che sui box senza schermo richiede sempre l’app.

Il prezzo di questa integrazione si paga in chilogrammi. L’unità principale pesa 28 kg e ogni batteria aggiuntiva ne porta altri 23: la ringhiera del balcone esce dalle opzioni, serve una superficie piana che regga il carico. Su un pavimento di balcone o terrazzo non è un problema, e il grado IP65 con l’intervallo da -20 a +60 °C consente di lasciarlo all’aperto tutto l’anno. Come si distribuiscono i pesi su una struttura da balcone è spiegato nella guida su come installare il fotovoltaico da balcone.

Ottocento voltampere in uscita, duemilaquattrocento watt in ingresso

Questo squilibrio è la caratteristica più interessante dell’apparecchio, e conviene capirlo bene perché decide quanta energia il sistema riesce davvero a recuperare.

In uscita il Jupiter C+ eroga 800 VA, la soglia esatta che la delibera ARERA 315/2020/R/eel fissa per restare nel percorso della Comunicazione Unica. In ingresso accetta 2.400 W distribuiti su quattro MPPT indipendenti, cioè tre volte tanto.

Su un impianto senza batteria collegare 2.400 W di pannelli dietro un’uscita da 800 W sarebbe uno spreco: nelle ore centrali di una bella giornata il convertitore taglia tutto quello che eccede il limite e quella potenza si perde. Con una batteria in mezzo la stessa potenza cambia destino e finisce nelle celle. È il motivo per cui su questa categoria di prodotti il sovradimensionamento dei moduli conviene molto più che su un kit tradizionale.

Un ordine di grandezza aiuta a inquadrare il beneficio:

Impianto collegatoProduzione annua stimataImmettibile a 800 WQuota che la batteria può intercettare
880 Wp verticali a Romacirca 1.365 kWhquasi tuttail surplus serale, circa 263 kWh
1.760 Wp inclinati su terrazzocirca 2.500 kWhlimitata nelle ore di piccosurplus serale più la potenza tagliata a mezzogiorno
2.400 Wp inclinati su terrazzocirca 3.400 kWhlimitata per molte ore al giornoquota crescente, fino ai 2,30 kWh utili al giorno

A 0,25 €/kWh, il valore di riferimento che usiamo in tutte le guide, i 263 kWh del primo caso valgono circa 66 euro l’anno. Il secondo e il terzo scenario alzano la cifra perché aggiungono l’energia che oggi il limite degli 800 W butterebbe via. Il ragionamento completo su quanto surplus produce un impianto da balcone sta nella guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.

La finestra MPPT parte da 25 volt

È il dato tecnico che merita più attenzione prima di comprare, perché limita la scelta dei pannelli. L’intervallo di inseguimento dichiarato va da 25 a 55 V, con tensione di lavoro ammessa fra 16 e 60 V, avvio a 22 V e massimo assoluto di 60 V.

Tradotto: i moduli residenziali moderni da 400 a 600 W, che lavorano fra i 31 e i 45 V al punto di massima potenza, stanno comodi dentro la finestra. I pannelli piccoli pensati per camper e nautica, quelli venduti come 12 V o 20 V, restano invece fuori perché non arrivano nemmeno alla tensione di avvio.

Ogni canale accetta 16 A con 20 A di corrente di cortocircuito ammessa, valori che coprono qualunque modulo in commercio. I quattro ingressi sono indipendenti, quindi l’ombra del parapetto su un pannello non trascina giù gli altri tre: è lo stesso vantaggio che rende i microinverter preferibili agli inverter di stringa sui balconi, spiegato nella guida all’inverter fotovoltaico.

Duecentosettantatré euro per kilowattora

Sul prezzo il Jupiter C+ si difende bene. I 699,99 € per 2,56 kWh nominali fanno 273 euro per kilowattora, e nel conto è già compreso il microinverter che negli altri sistemi si compra a parte.

ModelloCapacitàConvertitore inclusoPrezzoEuro per kWh
Marstek Jupiter C+2,56 kWhsì, 800 VA699,99 €273 €
Marstek B2500-D2,24 kWhno601,95 €269 €
EcoFlow STREAM Ultra1,92 kWhsì, 800 W799,00 €416 €
EcoFlow STREAM Ultra X3,84 kWhsì, 800 W1.199,00 €312 €

Il B2500-D costa quattro euro in meno per kilowattora e lavora in corrente continua fra i moduli e il microinverter, quindi al suo prezzo va aggiunto un convertitore da 120 a 200 euro. Guardando la spesa complessiva per mettere in piedi un impianto con accumulo, il Jupiter C+ diventa la soluzione più economica del gruppo.

Sul rientro dell’investimento vale la stessa aritmetica di tutta la categoria. Con i 66 euro l’anno del kit da 880 Wp la spesa piena rientra in poco più di dieci anni, che scendono intorno ai cinque con la detrazione del 50 per cento del bonus fotovoltaico. Con un impianto più grande, che è il terreno per cui questo apparecchio è nato, i tempi si accorciano ancora.

Espansione fino a 10,24 kilowattora

La batteria di partenza si allarga impilando fino a tre moduli MST-E2.5ST da 2,56 kWh ciascuno, per un totale di 10,24 kWh. L’interfaccia di impilamento è meccanica ed elettrica insieme, quindi non ci sono cavi da aggiungere: il modulo si appoggia sotto e il sistema lo riconosce.

Questa scalabilità cambia il senso dell’acquisto. Un impianto da balcone da 800 Wp non riempie mai 10 kWh di batteria, mentre un terrazzo con 2.400 Wp di pannelli e una famiglia che consuma la sera li usa davvero. La regola pratica resta quella di dimensionare l’accumulo sul surplus reale e di partire dalla taglia base, perché ogni modulo aggiunto costa e va riempito per rendere. Quanto durano le celle in questo tipo di impiego è raccontato nella guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico.

Le celle sono LiFePO4 con profondità di scarica del 90 per cento, quindi 2,30 kWh utili per modulo, oltre 6.000 cicli dichiarati a 25 °C e garanzia di 10 anni. Il rendimento dichiarato dal lato batteria verso la rete supera il 96,5 per cento, un valore in linea con i sistemi accoppiati in corrente alternata della stessa fascia.

La norma italiana compare nel manuale

Su questo punto il Jupiter C+ si distingue dalla concorrenza. Il manuale d’installazione della serie Jupiter riporta un elenco di norme di connessione alla rete organizzato per mercato: VDE 4105/0124 per la Germania, NF EN 50549-1 per la Francia, la norma italiana CEI 0-21, PN-EN 50549-1/-2 per la Polonia e PEA 1165-2020 per la Thailandia. Nel documento la sigla italiana è trascritta in modo impreciso, la struttura dell’elenco per paesi rende però il riferimento chiaro.

La differenza rispetto al resto della categoria è concreta. Quasi tutti i produttori di accumuli da balcone dichiarano solo le norme di sicurezza dell’apparecchio e di compatibilità elettromagnetica, lasciando scoperto il documento che in Italia serve davvero. Qui il riferimento c’è, e questo semplifica la richiesta al venditore.

Resta il consiglio valido per ogni acquisto di questo tipo: farsi consegnare la dichiarazione di conformità riferita all’apparecchio prima di ordinare, perché è il documento che accompagna la Comunicazione Unica. Cosa deve contenere sta nella guida alla dichiarazione di conformità.

Contatore intelligente e gestione del surplus

Per decidere quando caricare e quando scaricare, un accumulo accoppiato alla rete deve sapere quanto sta consumando la casa. Il Jupiter C+ legge il dato da un contatore esterno e accetta Marstek CT002 e CT003, gli Shelly Smart Meter e l’HomeWizard P1, quindi anche apparecchi che molti hanno già installati per altri motivi.

Il contatore si compra a parte e questo va messo in conto nel budget. Senza di lui il sistema funziona lo stesso, appoggiandosi agli orari di carica e scarica programmati nell’app, e su una casa con consumi irregolari la differenza di resa si sente.

La comunicazione avviene via Bluetooth, Wi-Fi e RS-485, quest’ultima su un connettore stagno di tipo aeronautico. La presenza dell’RS-485 apre la porta all’integrazione nei sistemi di domotica, strada che gli apparecchi con solo cloud proprietario non offrono.

Per chi ha senso il Jupiter C+

Il Jupiter C+ è la scelta giusta per chi parte da zero e vuole un impianto da balcone con accumulo comprando un apparecchio solo. In quel caso il prezzo per kilowattora è il più basso della categoria, il convertitore è già dentro e i quattro ingressi lasciano spazio per crescere fino a 2.400 W di pannelli senza cambiare nulla.

È indicato in particolare per chi ha un terrazzo o un giardino con spazio a terra e vuole sfruttare l’energia che oggi si perde contro il limite degli 800 W. Chi invece ha già un impianto da balcone funzionante e vuole solo aggiungere una batteria trova soluzioni più economiche fra gli accumuli accoppiati in corrente alternata, come lo STREAM AC. E chi cerca una presa di emergenza con potenza dichiarata per i blackout guardi al Marstek Venus E 3.0, che su quel fronte mette in chiaro i numeri.

Domande frequenti

Il Marstek Jupiter C+ resta nel regime semplificato italiano?

Sì. La potenza nominale in uscita è di 800 VA, cioè esattamente la soglia che la delibera ARERA 315/2020/R/eel fissa per il percorso rapido della Comunicazione Unica. L'apparecchio accetta fino a 2.400 W di pannelli, però verso il contatore non immette mai più di 800 W, quindi l'impianto resta plug and play. Il documento da chiedere al venditore prima dell'acquisto è la dichiarazione di conformità riferita all'apparecchio.

Quanta energia recupera davvero il Jupiter C+ in un anno?

Dipende da quanti pannelli gli colleghi. Su un kit da 880 Wp montato in verticale a Roma il surplus che oggi esce verso il contatore si ferma intorno ai 263 kWh l'anno, cioè circa 66 euro a 0,25 €/kWh. Portando l'impianto verso i 1.800 o 2.000 Wp che i quattro ingressi accettano, la produzione sale oltre i 2.500 kWh e la quota che la batteria intercetta cresce in proporzione, perché tutta la potenza oltre gli 800 W finisce nelle celle invece di fermarsi al limite del convertitore.

Quanto pesa il Jupiter C+ e dove si installa?

L'unità principale pesa 28 kg e misura 480 × 320 × 230 mm, ogni batteria di espansione aggiunge 23 kg. È un apparecchio da appoggiare a terra su una superficie piana, quindi il pavimento del balcone, del terrazzo o del giardino. Il grado IP65 e l'intervallo da -20 a +60 °C consentono il montaggio all'aperto, mentre la ringhiera è esclusa dal peso.

Che pannelli si possono collegare al Jupiter C+?

Moduli fotovoltaici da tetto o da balcone con tensione al punto di massima potenza compresa fra 25 e 55 V, che è l'intervallo MPPT dichiarato. Rientrano tutti i formati residenziali da 400 a 600 W con connettori MC4. Restano fuori i pannelli piccoli a 12 o 20 V pensati per il camper, perché non raggiungono la tensione di avvio di 22 V.

Il Jupiter C+ funziona senza connessione a internet?

Sì, la conversione e la ricarica non dipendono dal cloud. L'apparecchio ha un touchscreen a bordo per impostare le modalità di funzionamento e comunica via Bluetooth, Wi-Fi e RS-485. L'app serve per programmare gli orari di carica e scarica e per leggere i dati a distanza, mentre la gestione automatica del surplus in base ai consumi di casa richiede uno dei contatori compatibili.

Quanto dura la batteria del Jupiter C+?

Marstek dichiara oltre 6.000 cicli a 25 °C con celle LiFePO4 e una profondità di scarica del 90 per cento, quindi 2,30 kWh utili sui 2,56 nominali. Su un impianto da balcone che compie fra i 150 e i 250 cicli completi all'anno la soglia dei 6.000 cicli resta molto lontana, e il vincolo pratico diventa la garanzia di 10 anni.

Il Jupiter C+ è conforme alla CEI 0-21?

Il manuale d'installazione della serie Jupiter elenca fra le norme di connessione VDE 4105/0124, NF EN 50549-1, la norma italiana CEI 0-21, PN-EN 50549-1/-2 e PEA 1165-2020, una per ciascun mercato di destinazione. Nel documento la sigla italiana è scritta in modo impreciso, l'elenco per paesi non lascia però dubbi sul riferimento. Vale comunque la regola di sempre: la dichiarazione di conformità dell'apparecchio va chiesta al venditore prima dell'acquisto.

Quanto costa il Jupiter C+ rispetto agli altri accumuli da balcone?

Su Amazon.it l'apparecchio sta intorno ai 699,99 €, cioè 273 euro per kilowattora di capacità nominale. Il Marstek B2500-D chiede 269 euro per kilowattora senza il microinverter integrato, lo STREAM Ultra di EcoFlow arriva a 416 e lo STREAM Ultra X a 312. Il Jupiter C+ è quindi fra i più convenienti della categoria, e la differenza vera sta nel fatto che qui il convertitore è già dentro il prezzo.

Il Jupiter C+ dà corrente durante un blackout?

L'apparecchio ha una presa europea sul lato fuori rete, indicata nel manuale fra le connessioni generali. Il documento non dichiara però la potenza erogabile da quella presa, quindi prima di contarci per alimentare un frigorifero o una pompa conviene chiedere il dato al venditore. Un accumulo con presa di backup dichiarata è il Marstek Venus E 3.0, che eroga 2.500 W.

Sul Jupiter C+ si può avere la detrazione fiscale?

Sì. L'accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR: per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'abitazione principale, recuperata in dieci quote annuali. Servono bonifico parlante, fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione e la documentazione tecnica dell'apparecchio.

Guide utili sull'argomento