Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Accumulo con microinverter integrato (accoppiamento DC) |
|---|---|
| Capacità nominale | 3,84 kWh |
| Chimica delle celle | LFP (litio ferro fosfato) |
| Cicli dichiarati | 6.000 cicli al 70 % di capacità residua |
| Vita attesa dichiarata | 15 anni |
| Ingressi MPPT | 4 indipendenti |
| Potenza fotovoltaica in ingresso | 2.000 W (500 W per ogni MPPT) |
| Tensione massima in ingresso | 60 V CC (finestra di lavoro 15-60 V per porta) |
| Corrente massima per ingresso | 14 A |
| Uscita CA principale | 1.200 W |
| Immissione verso il contatore | 800 W |
| Carico massimo in bypass | 2.300 W (10 A) |
| Ricarica dal fotovoltaico | 1.500 W |
| Ricarica dalla rete | 1.200 W (10 A) |
| Funzionamento in isola | Sì, sulle prese dell'apparecchio |
| Espandibilità | Fino a 23,04 kWh con sei unità collegate |
| Dimensioni | 420 × 294 × 460 mm |
| Peso | 38,8 kg |
| Grado di protezione | IP65 |
| Temperatura di esercizio | da -20 °C a 55 °C |
| Autoriscaldamento delle celle | Sì, in ricarica sotto i 5 °C |
| Rumorosità | sotto i 30 dB |
| Connettività | Wi-Fi e Bluetooth, app EcoFlow |
| Garanzia | 10 anni |
| Prezzo indicativo | ca. 1.199,00 €, stesso valore sul negozio EcoFlow Italia e su Amazon.it |
Il giudizio in breve
Lo STREAM Ultra X è la versione da 3,84 kWh dell'accumulo da balcone di EcoFlow: stesse quattro entrate MPPT dello STREAM Ultra, stessa uscita da 1.200 W, il doppio delle celle e una ricarica che sale a 1.500 W. È il modello più capiente della serie e pesa 38,8 kg, quindi vuole un piano d'appoggio solido e un impianto abbastanza grande da riempirlo. La valutazione nasce dalla tabella tecnica di EcoFlow Italia, dal certificato CEI 0-21 che il produttore allega alle domande frequenti, dal listino su Amazon.it e dai conti di resa applicati al regime italiano sotto gli 800 W.
A favore
- 3,84 kWh di celle LFP a 312 euro per kilowattora di capacità, il valore migliore della serie STREAM
- Quattro MPPT indipendenti da 500 W: accetta 2.000 W di moduli e recupera l'energia che il limite degli 800 W taglierebbe
- Ricarica fino a 1.500 W dal sole, quindi la batteria si riempie anche in una giornata corta d'inverno
- Le prese dell'apparecchio restano alimentate durante un blackout, fino a 2.300 W di carico
- IP65, autoriscaldamento delle celle sotto i 5 °C e soglia di -20 °C: sta all'aperto tutto l'anno
Contro
- Il certificato CEI 0-21 pubblicato da EcoFlow elenca i modelli da 1,92 kWh, la sigla dell'Ultra X non compare
- 38,8 kg su 460 mm di altezza: serve un pavimento o una mensola robusta, appenderlo alla ringhiera è escluso
- Con due soli moduli la capacità resta vuota quasi tutto l'anno e il conto economico non torna
- Le strategie basate sui prezzi orari richiedono un abbonamento premium all'app
Lo stesso sistema con il doppio delle celle
Lo STREAM Ultra X chiude verso l’alto la serie STREAM di EcoFlow. Dentro il box ci sono le celle LFP da 3,84 kWh, quattro regolatori di carica MPPT che ricevono i cavi dei moduli e il microinverter che restituisce corrente alternata alla presa di casa. È l’architettura ad accoppiamento DC: i pannelli parlano direttamente con la batteria e l’apparecchio prende il posto del microinverter dell’impianto.
Rispetto allo STREAM Ultra cambiano due cose. La capacità raddoppia e la potenza di ricarica sale a 1.500 W dal fotovoltaico contro i 1.050 W del fratello minore. Tutto il resto resta uguale: quattro MPPT da 500 W, uscita in corrente alternata a 1.200 W, 800 W verso il contatore, 2.300 W di carico in bypass. Chi conosce già la serie sa quindi cosa aspettarsi, con un serbatoio due volte più grande. Come si inserisce un accumulo in un impianto plug and play è spiegato nella guida al fotovoltaico da balcone con accumulo.
Trentotto chili cambiano il posto dell’installazione
Il dato che pesa di più sull’installazione è il peso. 38,8 kg distribuiti su un corpo di 420 × 294 × 460 mm sono un mobiletto pieno, e l’unica sistemazione possibile è un pavimento solido oppure una mensola dimensionata per quel carico. Un accumulo da 23 kg come lo STREAM Ultra qualcuno lo sposta ancora da solo, questo chiede di essere messo dove resterà.
Il resto delle specifiche va nella direzione opposta e semplifica la vita. Il grado IP65 copre polvere e getti d’acqua, la temperatura di esercizio scende a -20 °C e sotto i 5 °C la batteria scalda le celle prima di accettare la carica, il meccanismo che evita la litiatura del litio metallico durante le ricariche invernali. La rumorosità dichiarata resta sotto i 30 dB, quindi il box può stare sotto la finestra di una camera. EcoFlow chiede 3 cm di aria libera dalle pareti e la posizione fuori dal sole diretto.
Quattro MPPT e l’energia che il limite taglierebbe
I quattro ingressi accettano 500 W ciascuno, per un totale di 2.000 W di moduli, con una finestra di lavoro fra 15 e 60 V e 14 A per porta. Un regolatore indipendente per pannello conta molto su un balcone o un terrazzo, dove l’ombra arriva quasi sempre parziale: la ringhiera del piano di sopra, un pilastro, una tenda. Con un ingresso condiviso il modulo in ombra trascina in basso anche quello al sole.
Il vantaggio più concreto riguarda però il limite italiano. Un impianto plug and play resta nel regime semplificato finché immette al massimo 800 W, e chi monta molti moduli dietro un microinverter senza accumulo accetta che nelle ore centrali la potenza in eccesso venga tagliata. Il calcolo su Roma con moduli a sud inclinati di 30 gradi, riportato nella guida al fotovoltaico da balcone da 800 W, dice che con 1.600 Wp di pannelli il limite butta via 370 kWh l’anno, il 14,9 per cento della produzione.
Con lo STREAM Ultra X quella potenza trova le celle invece del muro. A 0,25 €/kWh, il valore di riferimento che usiamo in tutte le guide, i 370 kWh valgono poco più di 90 euro l’anno se poi vengono consumati in casa. Il beneficio si somma allo spostamento normale del surplus dal mezzogiorno alla sera.
La ricarica a 1.500 W serve d’inverno
La potenza di ricarica più alta sembra un dettaglio da tabella e invece decide quante giornate all’anno la batteria si riempie davvero. Un accumulo che accetta 1.050 W ha bisogno di circa tre ore e mezza di sole pieno per assorbire 3,84 kWh, ammesso di avere i moduli per produrli. A 1.500 W lo stesso serbatoio si riempie in due ore e mezza.
La differenza si vede fra novembre e febbraio, quando la finestra utile della giornata si stringe a poche ore intorno a mezzogiorno e il sole basso lavora al 40 o 50 per cento della potenza di targa. In quei mesi la batteria compete con il consumo istantaneo della casa per la stessa energia, e ogni centinaio di watt di potenza di carica in più significa qualche kilowattora recuperato la sera. Con 2.000 Wp di moduli sul tetto o su un terrazzo la potenza c’è, quindi la ricarica veloce trova materia su cui lavorare. Il ragionamento sulla curva di consumo giornaliera sta nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.
Il conto del kilowattora dipende dai moduli, non dalla batteria
La domanda che decide l’acquisto è se il kilowattora che esce dalle celle costa meno di quello comprato dalla rete. Il calcolo si fa dividendo il prezzo per l’energia che il box muove nella sua vita, e con un accumulo grande il risultato dipende quasi solo da quanto surplus arriva.
| Impianto | Surplus disponibile | Energia in 15 anni | Costo del kWh accumulato |
|---|---|---|---|
| 2 moduli da 440 Wp | ca. 263 kWh l’anno | ca. 3.900 kWh | oltre 30 centesimi |
| 4 moduli da 500 Wp su terrazzo | ca. 1.000 kWh l’anno | ca. 15.000 kWh | sotto i 10 centesimi |
Il confronto è con i circa 25 centesimi di un kilowattora prelevato dalla rete. Nella riga di sopra il conto non torna e i 1.199 euro non rientrano mai. Nella riga di sotto il margine è ampio e regge anche togliendo qualche anno di vita all’apparecchio.
I 6.000 cicli dichiarati al 70 per cento di capacità residua non sono il vincolo. Su un impianto italiano la batteria fa 250-280 cicli l’anno, quindi in quindici anni ne accumula meno di 4.200 e resta dentro la specifica con margine. Il fattore limitante è sempre l’energia in eccesso che i moduli riescono a produrre, come mostra il confronto sulla durata delle batterie del fotovoltaico.
Il certificato CEI 0-21 e la sigla che non compare
Su questo punto la situazione è migliorata rispetto al passato e resta comunque da verificare. Alla domanda sulla certificazione CEI, EcoFlow risponde nelle proprie pagine italiane allegando un certificato di conformità DEKRA numero 4933129.01COC, rilasciato a Shanghai il 22 aprile 2025 con validità fino al 22 aprile 2030. I requisiti citati sono la CEI 0-21:2022-03 insieme alle varianti V1:2022-11 e V2:2024-01, cioè la regola tecnica per la connessione degli utenti attivi alle reti di bassa tensione.
L’allegato del certificato elenca i modelli coperti con le sigle interne EF-EA-HD-U2K, EF-EA-HD-P2K ed EF-EA-AC-P2K nelle varianti da 600, 790 e 800 W, e per tutti riporta una capacità nominale di 1,92 kWh con pesi fra 21,5 e 23,1 kg. Sono i dati di STREAM Ultra, STREAM Pro e STREAM AC Pro. La versione da 3,84 kWh e 38,8 kg non compare in quella lista.
Il documento resta un buon segnale sulla serie, e per l’esemplare che compri serve comunque la dichiarazione di conformità del venditore riferita all’apparecchio consegnato. È la carta che accompagna la Comunicazione Unica verso il distributore: cosa deve contenere e chi la firma sta nella guida alla dichiarazione di conformità, il percorso completo della pratica nella guida al Modello Unico.
Prese di backup, contatore intelligente e abbonamento
Durante un’interruzione di rete il sistema si stacca dal contatore, come impone la protezione di interfaccia, e continua ad alimentare quello che è collegato alle sue prese, fino a 2.300 W. Un frigorifero, il router, qualche luce: l’appartamento resta al buio, l’angolo del balcone no.
L’altra metà delle funzioni passa dall’app. Con il contatore intelligente EcoFlow il sistema legge il consumo di casa in tempo reale e regola l’uscita di conseguenza, anche senza connessione a internet. La piattaforma OASIS raccoglie inoltre dispositivi di terze parti che parlano Matter, Shelly o Tibber. Le strategie che inseguono i prezzi orari dell’energia richiedono però un abbonamento premium, e hanno senso soltanto con una tariffa indicizzata: con un prezzo fisso al kilowattora la funzione non ha nulla su cui lavorare.
Alternative a confronto
| Modello | Capacità | Ingresso FV | Uscita CA | Isola | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| EcoFlow STREAM Ultra X | 3,84 kWh | 2.000 W (4 MPPT) | 1.200 W | sì | 1.199,00 € |
| EcoFlow STREAM Ultra | 1,92 kWh | 2.000 W (4 MPPT) | 1.200 W | sì | 799,00 € |
| Marstek Venus E 3.0 | 5,12 kWh | nessuno (solo CA) | 2.500 W | sì | 1.499,00 € |
Il rapporto fra prezzo e capacità premia l’Ultra X sullo STREAM Ultra: 312 euro per kilowattora contro 416. Il Venus E 3.0 scende ancora, a 293 euro per kilowattora, e in più porta una presa di backup da 2.500 W, però lavora in corrente alternata e ha bisogno di un microinverter già installato a monte. Chi parte da zero con i moduli da collegare trova nei quattro MPPT dell’Ultra X un pezzo che il Marstek non ha.
Per chi ha senso lo STREAM Ultra X
Lo STREAM Ultra X è l’accumulo giusto per chi ha un terrazzo o un tetto piano con tre o quattro moduli e un consumo serale consistente. In quella configurazione i quattro MPPT lavorano tutti, la ricarica a 1.500 W riempie le celle anche nelle giornate corte e il costo del kilowattora immagazzinato scende sotto la metà del prezzo di rete. Come disporre i pannelli su una superficie orizzontale è spiegato nella guida al fotovoltaico da terrazzo.
Chi ha due pannelli su una ringhiera dovrebbe guardare altrove. Il surplus di un impianto così non riempie 3,84 kWh nemmeno d’estate, la capacità in più resta ferma e i 400 euro di differenza verso lo STREAM Ultra comprano una batteria che il tuo impianto non userà.
Due verifiche prima di ordinare: che il posto scelto regga 38,8 kg e che il venditore consegni la dichiarazione di conformità alla CEI 0-21 riferita all’esemplare, visto che il certificato pubblicato da EcoFlow elenca i modelli da 1,92 kWh.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra STREAM Ultra X e STREAM Ultra?
La capacità raddoppia, da 1,92 a 3,84 kWh, e la ricarica sale: 1.500 W dal fotovoltaico e 1.200 W dalla rete contro i 1.050 W dello STREAM Ultra. Restano identici i quattro MPPT da 500 W, l'uscita CA da 1.200 W, il carico massimo in bypass di 2.300 W e il funzionamento in isola. Cambia parecchio l'ingombro: 420 × 294 × 460 mm e 38,8 kg contro 284 × 255 × 458 mm e 23,1 kg.
Lo STREAM Ultra X rispetta il limite italiano di 800 W?
Sì. La tabella tecnica di EcoFlow indica 800 W come potenza immessa verso il contatore, il valore entro cui la delibera ARERA 315/2020/R/eel tiene l'impianto nel regime semplificato della Comunicazione Unica. L'uscita in corrente alternata dell'apparecchio arriva a 1.200 W perché la parte oltre gli 800 W può alimentare i carichi collegati direttamente alle sue prese. Prima di mettere in servizio l'impianto conviene verificare nell'app che il limite di immissione sia impostato su 800 W.
Lo STREAM Ultra X è certificato CEI 0-21?
EcoFlow risponde a questa domanda con un certificato DEKRA numero 4933129.01COC, rilasciato il 22 aprile 2025 e riferito alla CEI 0-21:2022-03 con le varianti V1:2022-11 e V2:2024-01. L'elenco dei modelli coperti riporta però sigle con capacità nominale di 1,92 kWh, cioè STREAM Ultra, Pro e AC Pro, e la versione da 3,84 kWh non compare. Prima dell'ordine vale la pena chiedere al venditore la dichiarazione di conformità riferita all'esemplare acquistato.
Quanti pannelli si collegano allo STREAM Ultra X?
Quattro, uno per ogni MPPT, con un massimo di 500 W per ingresso e 2.000 W complessivi. Ogni porta lavora fra 15 e 60 V con al massimo 14 A, quindi i moduli residenziali da 400-500 Wp con tensione a vuoto intorno ai 45-50 V vanno collegati uno per ingresso. Collegare due pannelli in serie sullo stesso ingresso porta la tensione fuori scala.
Quanto costa un kilowattora immagazzinato nello STREAM Ultra X?
Dipende quasi solo da quanta energia ci passa dentro. Su un terrazzo con 2.000 Wp di moduli la batteria muove intorno ai 1.000 kWh l'anno, quindi in quindici anni i 1.199 euro si spalmano su circa 15.000 kWh e il costo scende sotto i 10 centesimi al kilowattora, contro i circa 25 centesimi di un prelievo dalla rete. Con due soli pannelli da 440 Wp il surplus annuo si ferma intorno ai 263 kWh e lo stesso conto sale oltre i 30 centesimi.
Lo STREAM Ultra X funziona durante un blackout?
Sì, sulle prese dell'apparecchio. Il sistema rileva l'assenza di rete, smette di immettere corrente come impone la protezione di interfaccia e continua ad alimentare quello che è collegato direttamente a lui, fino a 2.300 W. Le prese di casa restano invece senza corrente, perché l'impianto domestico si separa dalla rete.
Dove si mette un apparecchio da 38,8 kg?
Su un piano d'appoggio stabile a terra, sul balcone o in una nicchia coperta. Il grado IP65 e la temperatura minima di -20 °C consentono l'installazione all'aperto, e EcoFlow raccomanda almeno 3 cm di aria libera dalle pareti e la posizione fuori dal sole diretto. Il peso e i 460 mm di altezza escludono qualunque fissaggio alla ringhiera.
Lo STREAM Ultra X ha bisogno del Wi-Fi per funzionare?
Il ciclo di carica e scarica funziona anche senza connessione. Per il controllo remoto, per lo storico dei dati e per le strategie basate sui prezzi orari servono la rete Wi-Fi e l'app EcoFlow, e alcune funzioni basate sull'intelligenza artificiale richiedono un abbonamento premium. Il solo Bluetooth copre la configurazione locale.
Si può aggiungere una seconda batteria in un secondo momento?
Sì, il sistema arriva a sei unità collegate, cioè 23,04 kWh. Su un impianto da balcone quella capacità non serve, perché il surplus non basta a riempirla. La seconda unità ha senso solo su un terrazzo con parecchi moduli inclinati, oppure quando il consumo notturno è alto per via di una pompa di calore o di un'auto elettrica.
La batteria dello STREAM Ultra X rientra nella detrazione fiscale?
Sì, l'accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'abitazione principale, recuperata in dieci quote annuali, e servono bonifico parlante e fattura intestata a chi porta la spesa in detrazione.