Contatore intelligente trifase su guida DIN per accumuli da balcone · Marstek

Marstek CT002 (contatore intelligente trifase)

  • Il contatore di serie degli accumuli Marstek: dice alla batteria quanta corrente sta uscendo verso la rete
  • Tre pinze amperometriche da 100 A, quindi tre punti di misura anche su un impianto monofase italiano
  • Precisione dichiarata ±1 % fra 5 e 100 A, con consumo proprio sotto i 2 W
  • Guida DIN, IP20, morsetti a vite: è un apparecchio da quadro, e il manuale chiede un elettricista
  • 84,99 € su Amazon.it, sopra lo Shelly Pro EM 50 che ha API aperte

da 84,99 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 4 settembre 2026

Marstek CT002
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Contatore di energia trifase su guida DIN con trasformatori di corrente
Codice modello del manuale TPM-100CTW
Fasi misurate 3 (L1, L2, L3) più neutro; utilizzabile anche su impianto monofase
Punti di misura in monofase fino a 3, secondo la descrizione Marstek
Pinze incluse 3 trasformatori di corrente
Corrente massima per fase 100 A
Precisione di misura della corrente ±1 % fra 5 e 100 A secondo il manuale
Precisione di misura della tensione ±1 %
Tensione di alimentazione 100-260 V CA, 50/60 Hz, tolleranza ±10 %
Categoria di sovratensione CAT III, 3 × 260 V CA
Consumo proprio < 2 W
Connettività Wi-Fi 802.11 b/g/n (2,4 GHz) e Bluetooth 5.2
Portata radio dichiarata fino a 100 m all'aperto in Wi-Fi, 50 m in Bluetooth
Distanza consigliata dal router entro 5 m senza muri, secondo il manuale
Grado di protezione IP20
Grado di inquinamento III
Temperatura di esercizio da -20 a +40 °C
Umidità di esercizio 5-80 %
Altitudine massima 2.000 m
Dimensioni 65,4 × 26,5 × 83 mm
Peso 0,2 kg
Installazione guida DIN
Coppia di serraggio dei morsetti 0,4 Nm
Lunghezza di spelatura 3-4 mm
Materiale e colore dell'involucro plastica, nero
App Marstek (iOS e Android), abbinamento via Bluetooth
Apparecchi compatibili serie Venus, Jupiter e Saturn secondo Marstek
Garanzia 10 anni secondo il certificato nel manuale
Produttore Marstek Energy Co., Limited, Shenzhen; importatore Marstek Energy GmbH, Düsseldorf
Valutazioni 4,5 su 5 con 393 valutazioni su Amazon.it
Prezzo indicativo 84,99 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Un accumulo da balcone accoppiato in corrente alternata ha un problema di informazione: sa quanta energia ha in pancia, e non sa quanta ne sta consumando la casa. Il contatore che gliela racconta è questo. Il CT002 si monta sulla guida DIN del quadro, abbraccia i conduttori con tre pinze e manda i dati in Wi-Fi all'accumulo, che a quel punto scarica esattamente quanto serve. L'analisi si basa sul manuale ufficiale, sulla scheda del produttore e sul confronto con i misuratori Shelly già analizzati qui.

A favore

  • È il contatore che Marstek dichiara per i propri accumuli: nessun dubbio di compatibilità con Venus, Jupiter e Saturn
  • Tre pinze da 100 A nella confezione, mentre gli Shelly di pari prezzo ne portano una o due
  • Precisione dichiarata con la fascia di validità (±1 % fra 5 e 100 A), cosa che in questa categoria si legge di rado
  • Consumo proprio sotto i 2 W, trascurabile su un impianto che lavora tutto l'anno
  • CAT III e grado di inquinamento III: sono i valori giusti per un quadro domestico
  • Dieci anni di garanzia, con produttore e importatore europeo dichiarati nel manuale

Contro

  • Il primo punto dell'inserzione promette che «non sono necessarie competenze professionali», mentre il manuale dello stesso apparecchio scrive che l'installazione va fatta da un professionista
  • Fuori dall'app Marstek non fa nulla: niente MQTT, niente API locale, niente Home Assistant
  • 84,99 € sono più dei 79,90 € dello Shelly Pro EM 50, che ha due pinze e piattaforma aperta
  • La precisione non è agganciata a una norma: nessuna classe IEC 62053 dichiarata, e non è MID
  • La tabella dei dettagli dell'inserzione mostra le righe di un accumulo Venus E (5.120 Wh, LiFePO4, 63 kg) al posto di quelle del contatore
  • «Risparmia fino al 30 % sui costi dell'elettricità» è una promessa senza alcun calcolo a sostegno
  • Un'inserzione italiana che pubblicizza il «supporto in lingua tedesca» è un testo tradotto senza rilettura

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 3,0
Precisione e dati dichiarati 3,5
Integrazione con gli accumuli Marstek 4,5
Apertura e uso indipendente 2,5
Chiarezza dell'inserzione 2,5

Voto complessivo: 3,2 / 5 media delle voci qui sopra

Il pezzo che trasforma una batteria in un accumulo intelligente

Chi compra un accumulo da balcone accoppiato in corrente alternata scopre presto un limite che nessuna scheda tecnica mette in evidenza.

L’apparecchio conosce il proprio stato di carica e la propria potenza di uscita. Quello che gli manca è il dato più importante di tutti: quanto sta consumando la casa in questo istante. Senza quel numero la batteria eroga alla cieca, e le due modalità possibili sono entrambe sbagliate. Se eroga poco, resta carica mentre tu paghi la corrente al fornitore. Se eroga troppo, il surplus scivola nel contatore verso la rete, dove per un impianto da balcone vale poco o niente.

Il Marstek CT002 esiste per chiudere questo anello. Costa 84,99 €, si monta sulla guida DIN del quadro e misura la corrente reale sul punto di consegna con tre pinze amperometriche. Quel valore arriva in Wi-Fi all’accumulo venti volte al minuto, e la batteria insegue il consumo invece di indovinarlo.

Che cosa c’è nella scatola e come si riconosce il modello

L’inserzione parla di CT002 e basta. Il manuale ufficiale è più preciso: la sigla del prodotto è TPM-100CTW, un contatore trifase da guida DIN con antenna integrata.

Nella confezione ci sono l’apparecchio e tre trasformatori di corrente. Il corpo misura 65,4 × 26,5 × 83 mm, pesa 200 grammi e occupa poco più di un modulo e mezzo sulla guida. Sul fronte ci sono due LED: verde per l’alimentazione, blu per lo stato della rete Wi-Fi.

Sotto il coperchio ci sono undici punti di collegamento: tre ingressi di tensione per le fasi, uno per il neutro, e quattro connettori per le pinze. I morsetti a vite vanno serrati a 0,4 Nm su conduttori spelati per 3-4 mm, valori che il manuale indica esplicitamente e che raramente compaiono in questa fascia di prezzo.

Tre pinze su un impianto monofase: quello che sembra uno spreco

Qui va sciolto un equivoco che scoraggia molti acquirenti italiani.

Il CT002 è dichiarato come contatore trifase, e in Italia le utenze domestiche trifase sono una minoranza: il contratto tipico è monofase da 3 o 4,5 kW. A prima vista due delle tre pinze restano nel cassetto.

Marstek indica invece un uso diverso: le tre pinze diventano tre punti di misura indipendenti sulla stessa fase. Una si mette sul montante generale a valle del contatore, una sul ramo dedicato del fotovoltaico, una su un carico che vuoi seguire da vicino, per esempio la pompa di calore o il boiler. L’app mostra i tre flussi separati, e il quadro di quello che succede in casa diventa molto più leggibile del singolo numero complessivo.

Il manuale pone una condizione precisa: in monofase, tensione e corrente vanno portate ai morsetti della fase A. Le altre due restano libere per i punti di misura aggiuntivi. Chi ha davvero un’utenza trifase trova invece il caso d’uso classico, spiegato nella guida sull’accumulo fotovoltaico trifase.

I numeri della misura, e dove finisce la garanzia dell’1 %

La precisione dichiarata è ±1 % sulla corrente fra 5 e 100 A e ±1 % sulla tensione fra 100 e 260 V.

Il modo in cui il dato è scritto merita una nota positiva. Dichiarare la fascia di validità insieme alla percentuale è corretto e frequente solo negli strumenti seri: un trasformatore di corrente perde linearità alle basse correnti, e chi scrive «±1 %» senza intervallo sta dicendo poco. Marstek scrive l’intervallo.

Il rovescio è che sotto i 5 A la garanzia decade. Cinque ampère a 230 V valgono circa 1.150 W, e la casa media italiana sta sotto quella soglia per gran parte della notte e delle ore centrali della giornata. Nelle fasce di consumo basso la lettura resta indicativa, il che conta poco per la bolletta e conta di più se stai cercando di capire quale apparecchio consuma cosa. Il KETOTEK KTEM06pro è, fra i misuratori analizzati qui, l’unico che dichiara una classe 1 secondo la IEC 62053-21, cioè una precisione agganciata a una norma di prodotto.

Nessuno di questi apparecchi è MID, quindi nessuno vale per il conguaglio con il fornitore. La misura che conta ai fini economici resta quella del contatore del distributore.

Consumo proprio, categoria di sovratensione e altri dettagli da quadro

Tre valori del manuale dicono che l’apparecchio è progettato per stare dove deve stare.

Il consumo proprio è sotto i 2 W. Su un anno fanno meno di 18 kWh, cioè attorno ai cinque euro: la cifra si ripaga con il primo mese di scarica ottimizzata.

La categoria di sovratensione è CAT III a 3 × 260 V CA, ed è il livello giusto per un apparecchio installato nel quadro di distribuzione, a monte delle prese. Il grado di inquinamento III dice che il costruttore ha previsto un ambiente con polvere e umidità, cioè un quadro reale.

Il grado di protezione è IP20, quindi solo protezione contro il dito. È la conferma che l’apparecchio va dentro un quadro chiuso, al riparo da polvere e pioggia. Lo stesso vale per la temperatura di esercizio, da -20 a +40 °C: il limite superiore è basso per un componente da quadro, e in un quadro pieno d’estate quaranta gradi si raggiungono più facilmente di quanto si pensi.

Wi-Fi nel quadro: il vincolo che decide se l’installazione funziona

Questo è il punto in cui le installazioni deludono, e non compare in nessuna descrizione commerciale.

Il manuale dichiara una portata di 100 m all’aperto in Wi-Fi e 50 m in Bluetooth. Nella pagina successiva, sotto «Attention», scrive però che la distanza ottimale fra apparecchio e router è entro 5 m e che fra i due non devono esserci ostacoli o muri.

Le due frasi convivono perché parlano di cose diverse: cento metri sono lo spazio libero, cinque metri sono la raccomandazione realistica. Nella casa italiana tipica il quadro sta in ingresso o in un ripostiglio, spesso dietro uno sportello metallico che attenua il segnale a 2,4 GHz in modo netto. Se il router sta in salotto due muri più in là, il collegamento tiene finché tiene, e quando cade la batteria smette di ricevere il dato di consumo proprio quando serve.

La soluzione è banale e va prevista prima: un ripetitore o un access point vicino al quadro. Vale la pena verificare la copertura con il telefono davanti allo sportello chiuso, prima di far venire l’elettricista.

Chiuso nell’ecosistema: il prezzo vero del CT002

La differenza fra questo contatore e i concorrenti Shelly non sta nella misura, sta in cosa puoi farci.

Il CT002 parla con l’app Marstek e con gli accumuli Marstek. Non espone MQTT, non ha un’API locale, non entra in Home Assistant. È una scelta di prodotto coerente: l’apparecchio è un accessorio della batteria, e in quel ruolo fa esattamente quello che promette senza chiedere configurazioni.

Il confronto con il resto del campo mette però in difficoltà il prezzo.

MisuratorePrezzoCanali / pinzePiattaforma apertaPrecisione dichiarata
Marstek CT00284,99 €3 pinze da 100 Ano±1 % (5-100 A)
Shelly Pro EM 5079,90 €2 pinze da 50 Asì (MQTT, script)±1 % (5-50 A)
Shelly EM Gen357,90 €1 pinza da 50 A, 2 canalisì (MQTT, script)±1 %
KETOTEK KTEM06pro54,99 €misura diretta 5(65) Ano (cloud Tuya)classe 1, IEC 62053-21

Il CT002 è il più caro dei quattro. In cambio porta la terza pinza e l’integrazione garantita con la batteria. Chi ha già un accumulo Marstek e vuole che funzioni senza pensieri compra questo. Chi sta costruendo un sistema domotico e vuole che i dati restino suoi, anche fra cinque anni e con un’altra marca di batteria, trova negli Shelly una base più solida: Marstek stessa riconosce alcuni loro modelli come contatori esterni.

L’installazione, e chi la firma in Italia

Il manuale è netto e vale la pena riportarlo per intero, perché contraddice il primo punto elenco dell’inserzione.

Il capitolo cinque si apre con «Caution!! Installation and wiring must be performed by professional», seguito da nove avvertenze numerate. Fra queste: le pinze vanno collegate all’apparecchio prima di essere chiuse sui conduttori, mai il contrario, perché una pinza chiusa su un cavo in tensione e scollegata dal modulo sviluppa una tensione indotta pericolosa. E i cavi di misura vanno collegati prima di quelli di alimentazione.

L’inserzione Amazon, nello stesso punto in cui promette il montaggio «in pochi minuti», scrive che «non sono necessarie competenze professionali». Poche righe più in basso, nel testo redazionale di Marstek dentro la stessa pagina, si legge che l’installazione deve essere fatta da un elettricista professionista per garantire sicurezza e prestazioni. La contraddizione è dentro la pagina di vendita.

In Italia la questione è comunque chiusa dalla legge. Un intervento nel quadro elettrico rientra nel DM 37/08 e si chiude con la dichiarazione di conformità di un’impresa abilitata, come per qualunque modifica all’impianto fisso. Il tema è trattato per esteso nella guida sulla dichiarazione di conformità e in quella sulla normativa del fotovoltaico da balcone.

Quanto vale in bolletta, con numeri reali

L’inserzione promette «fino al 30 %» di risparmio. Il numero è appeso al vuoto, quindi conviene rifare il conto dal basso.

Un impianto da balcone da 800 W produce in Italia centrale attorno a 1.100-1.300 kWh l’anno. Senza accumulo, la quota che riesci a consumare davvero si ferma sul 30-40 %, perché il picco di produzione cade a mezzogiorno e i consumi domestici stanno la sera. Con un accumulo da 2 kWh la quota sale al 70-80 %.

Il contatore agisce sull’ultimo tratto di quella curva. Senza dato di consumo, una batteria che eroga a potenza fissa manda in rete una parte di quello che scarica: le stime dei costruttori parlano di un 10-20 % dell’energia scaricata. Su 900 kWh transitati per la batteria in un anno, recuperare un 15 % vale circa 135 kWh, cioè fra i 30 e i 40 € ai prezzi correnti dell’energia in tutela graduale.

Il CT002 si ripaga quindi in due o tre anni sulla sola ottimizzazione. Il ritorno resta concreto e verificabile, con numeri parecchio più prudenti di quelli che l’inserzione lascia immaginare. Il conto completo sta nella guida su quanto produce un fotovoltaico da balcone.

Le righe dell’inserzione che raccontano un’altra scheda

La pagina di vendita ha tre punti che meritano una segnalazione.

La tabella dei dettagli riporta «Capacità: 5120WH», «Tipo: LiFePO4», «Potenza nominale in uscita: 800 VA», «Peso: 63», «L×W×H mm: 560 x 690 x 201» e «Versione: Venus E 2.0». Sono i dati di un accumulo Venus E, non di un contatore da 200 grammi. Il numero di parte e il codice modello, entrambi CT002, sono invece corretti.

Il terzo punto elenco promette «istruzioni chiare e supporto in lingua tedesca» in un’inserzione destinata al mercato italiano. È il segno che la scheda arriva dalla versione tedesca senza rilettura.

Il primo punto elenco chiude con «risparmia fino al 30 % sui costi dell’elettricità», cifra che nessuna riga della pagina spiega e che il conto fatto sopra ridimensiona parecchio.

Nessuno di questi difetti tocca l’apparecchio, che resta ben documentato dal proprio manuale. Dicono però qualcosa sulla cura della pagina, e su un prodotto da quadro elettrico la documentazione fa parte di quello che compri.

Per chi è il CT002, e per chi non lo è

Il caso in cui conviene senza discussione è uno solo, e vale per molti lettori: hai già un accumulo Marstek e vuoi che sfrutti l’energia con il criterio giusto. In quel caso il CT002 è il pezzo previsto dal costruttore, l’abbinamento in app dura un minuto e le tre pinze ti danno anche una lettura dettagliata dei consumi di casa.

Conviene anche a chi ha un’utenza trifase e un accumulo Marstek, perché lì gli Shelly monofase costringono a comprarne più di uno.

Ha meno senso in due situazioni. Se hai un accumulo di un’altra marca, resta un misuratore chiuso e senza la sua funzione principale. E se stai costruendo un sistema con Home Assistant, i 25 € di differenza con lo Shelly EM Gen3 comprano la chiusura invece dell’apertura, che è il contrario di quello che ti serve.

Conclusione

Il Marstek CT002 è un accessorio ben fatto e mal presentato. Il manuale del produttore è completo, dichiara la precisione con la sua fascia di validità, indica la coppia di serraggio e la lunghezza di spelatura, e mette nero su bianco le avvertenze giuste sulle pinze amperometriche. Le tre pinze da 100 A nella confezione sono una dotazione generosa per il prezzo, e su un impianto monofase diventano tre punti di misura invece di due sprechi.

Quello che manca è l’apertura. A 84,99 € l’apparecchio costa più dello Shelly Pro EM 50 e fa meno cose fuori dal proprio ecosistema. La domanda giusta prima di ordinare è quindi una sola: il contatore deve servire alla batteria, oppure deve servire a te? Se la risposta è la batteria Marstek, questo è il pezzo previsto e funziona. Se la risposta è un impianto che vuoi governare per conto tuo, i venticinque euro risparmiati con uno Shelly comprano MQTT, script e la libertà di cambiare marca di accumulo senza buttare via il contatore.

Domande frequenti

A cosa serve davvero il Marstek CT002?

A far scaricare la batteria nella quantità giusta. Un accumulo accoppiato in corrente alternata come il Venus E 3.0 inietta energia nella casa attraverso una presa, e da solo non sa quanto stanno assorbendo frigorifero, forno e pompa di calore in quel momento. Il CT002 misura il flusso sul punto di consegna e glielo comunica via Wi-Fi. Con quel dato la batteria eroga esattamente il fabbisogno istantaneo, senza spingere il surplus verso la rete.

Serve per forza, o l'accumulo funziona anche senza?

Funziona anche senza, in modo più grossolano. Senza contatore l'accumulo lavora a potenza fissa impostata a mano oppure legge il consumo attraverso il proprio sensore interno, che vede solo la linea a cui è collegato. Il risultato tipico è che scarica troppo, e l'eccesso finisce in rete senza compenso. Il salto di rendimento economico sta tutto qui, ed è spiegato nella guida sull'autoconsumo fotovoltaico.

Ha senso un contatore trifase su un impianto monofase italiano?

Sì, e il motivo è meno ovvio del previsto. La quasi totalità delle utenze domestiche italiane è monofase da 3 o 4,5 kW, quindi due delle tre pinze sembrano superflue. Marstek indica però l'uso delle tre pinze come tre punti di misura separati sullo stesso impianto monofase: uno sul montante generale, uno sul ramo del fotovoltaico, uno su un carico che vuoi tenere d'occhio. In quel modo l'apparecchio non spreca niente. Il manuale chiede che, in monofase, tensione e corrente si colleghino ai morsetti della fase A.

Posso installarlo da solo?

Il manuale del CT002 apre il capitolo sull'installazione con la frase «Caution!! Installation and wiring must be performed by professional», e l'avviso è ripetuto nel testo di Marstek dentro l'inserzione stessa. Il lavoro consiste nel portare le tensioni delle fasi e il neutro ai morsetti dell'apparecchio dentro il quadro, quindi si opera su conduttori in tensione a monte degli interruttori. In Italia un intervento nel quadro rientra nel DM 37/08 e si chiude con la dichiarazione di conformità di un'impresa abilitata.

Che precisione ha, e vale come contatore fiscale?

Il manuale dichiara ±1 % sulla corrente nella fascia da 5 a 100 A e ±1 % sulla tensione. È un dato onesto, perché indica anche l'intervallo in cui vale, cosa che diversi concorrenti omettono. Non è però agganciato a una norma di prodotto: non compare nessuna classe secondo la IEC 62053, e l'apparecchio non è MID. Per il conguaglio con il fornitore vale solo il contatore del distributore, questo serve a governare la batteria e a farti vedere i consumi.

Che differenza c'è rispetto agli Shelly?

Il CT002 è chiuso e specializzato, gli Shelly sono aperti e generici. Il CT002 parla soltanto con l'app Marstek e con gli accumuli della casa, e in cambio l'integrazione è immediata. Lo Shelly Pro EM 50 a 79,90 € e lo Shelly EM Gen3 a 57,90 € offrono MQTT, script e webhook, quindi entrano in Home Assistant e restano utili anche se un domani cambi marca di batteria. Marstek riconosce alcuni modelli Shelly come contatori esterni, quindi la scelta è reale.

Con quali accumuli funziona?

Marstek indica le serie Venus, Jupiter e Saturn. In pratica coprono i modelli in commercio in Italia: il Venus E 3.0, il Venus D, il Jupiter C Plus e il Saturn B2500-D. Su un accumulo di un'altra marca il contatore resta un misuratore per l'app Marstek, senza la funzione di regolazione che è la sua ragione d'essere.

Le pinze vanno bene per la mia linea?

Il limite dichiarato è 100 A per fase, quindi molto sopra il fabbisogno di un'utenza domestica: un contatore da 4,5 kW monofase lavora attorno ai 20 A. La precisione dichiarata parte da 5 A, cioè circa 1.150 W, e sotto quella soglia il manuale non garantisce l'1 %. È un limite che si nota nelle ore notturne, quando la casa assorbe poche centinaia di watt. Marstek non pubblica il diametro dell'apertura delle pinze, e quello resta il dato da verificare prima di ordinare se il montante è particolarmente grosso.

Il Wi-Fi arriva fino al quadro?

Questa è la nota pratica più importante. Il manuale chiede una distanza fra apparecchio e router entro 5 m e senza muri di mezzo. I quadri elettrici italiani stanno spesso in ingresso o in un ripostiglio, dietro uno sportello metallico che si comporta come una gabbia, e la portata dichiarata di 100 m si riferisce allo spazio aperto. Se il router è lontano conviene mettere in conto un ripetitore, altrimenti la batteria perde il dato proprio nei momenti in cui il consumo cambia più in fretta.

Che cosa non torna nell'inserzione Amazon?

Tre cose. La tabella dei dettagli riporta capacità 5.120 Wh, tipo LiFePO4, peso 63 kg e misure 560 × 690 × 201 mm, che sono i dati di un accumulo Venus E finiti nella scheda del contatore. Il primo punto elenco promette un risparmio «fino al 30 %» sulla bolletta senza indicare da dove esca quella cifra. E il terzo punto assicura «istruzioni chiare e supporto in lingua tedesca» a un lettore italiano, segno di una traduzione presa da un'altra scheda. I dati veri stanno nel manuale del produttore, che è completo e verificabile.

Guide utili sull'argomento