Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Microinverter monofase 1-in-1, un modulo per apparecchio |
|---|---|
| Potenza nominale in uscita | 400 VA |
| Potenza dei moduli consigliata | da 320 a 540 W e oltre |
| Numero di MPPT | 1, con un solo ingresso |
| Intervallo di tensione MPPT | da 16 a 60 V |
| Tensione massima di ingresso | 60 V |
| Tensione di avvio | 22 V |
| Corrente massima di ingresso | 12,5 A |
| Corrente massima di cortocircuito in ingresso | 15 A |
| Corrente nominale in uscita | 1,74 A |
| Tensione e intervallo di rete | 230 V, da 180 a 275 V |
| Frequenza e intervallo | 50 Hz, da 45 a 55 Hz |
| Fattore di potenza | maggiore di 0,99 di serie, regolabile da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo |
| Distorsione armonica | inferiore al 3 % |
| Numero massimo di unità per stringa | 12 |
| Rendimento di picco CEC | 96,70 % |
| Rendimento ponderato CEC | 96,50 % |
| Rendimento nominale MPPT | 99,80 % |
| Consumo notturno | meno di 50 mW |
| Isolamento | trasformatore ad alta frequenza galvanicamente isolato |
| Protezione di rete | relè di protezione integrato, protezione da sovratensione 6.000 V |
| Comunicazione | radio proprietaria a 2,4 GHz (Nordic), antenna esterna |
| Monitoraggio | S-Miles Cloud tramite gateway DTU |
| Temperatura ambiente | da -40 a +65 °C |
| Raffreddamento | convezione naturale, senza ventole |
| Grado di protezione | IP67 (NEMA per esterno 6) |
| Dimensioni | 182 × 164 × 29,5 mm |
| Peso | 1,98 kg |
| Norme dichiarate | VDE-AR-N 4105: 2018, EN 50549-1: 2019, IEC/EN 62109-1 e -2, IEC/EN 61000; la CEI 0-21 non compare |
| Contenuto della confezione | microinverter e tappo terminale; nessun cavo di alimentazione |
| Valutazioni | 4,2 su 5 con 64 valutazioni globali su Amazon.it, nessuna dall'Italia |
| Prezzo indicativo | 132,77 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
L'HM-400 è il taglio più grande della famiglia 1-in-1 di Hoymiles, quella con un solo ingresso e un solo modulo per apparecchio. La scheda tecnica è completa e onesta, la costruzione è la solita della casa, con IP67 e nessuna ventola. Il problema è tutto italiano e sta in cinquanta watt: 400 VA di uscita portano l'impianto sopra la soglia dei 350 W che la CEI 0-21 riserva ai sistemi plug and play, e da lì in avanti servono documenti firmati da un elettricista. L'analisi si basa sul datasheet Hoymiles per l'Europa V202207, sull'inserzione italiana e sui prezzi degli accessori che la confezione non include.
A favore
- Scheda tecnica completa e pubblica, con tutti i valori elettrici, i rendimenti e il consumo notturno
- Rendimento di picco 96,70 % e rendimento MPPT 99,80 %, allineati alla fascia alta della categoria
- IP67 e intervallo da -40 a +65 °C, con raffreddamento a convezione naturale e nessuna parte in movimento
- Relè di protezione di rete integrato e protezione da sovratensione dichiarata a 6.000 V
- Trasformatore ad alta frequenza con isolamento galvanico fra modulo e rete
- Consumo notturno sotto i 50 mW, cioè circa 0,2 kWh in un anno
- Un MPPT per un solo modulo evita del tutto il trascinamento fra pannelli con ombra diversa
- Fattore di potenza regolabile, utile quando il distributore lo richiede
Contro
- 400 VA superano i 350 W che la CEI 0-21 riserva ai sistemi plug and play, e la pratica italiana diventa più pesante
- La CEI 0-21 non compare fra le norme dichiarate: il datasheet cita solo VDE-AR-N 4105 e EN 50549-1
- Nella confezione c'è solo il tappo terminale, quindi il cavo con spina Schuko va acquistato a parte
- Nessun Wi-Fi a bordo: senza una DTU non esiste alcun monitoraggio
- La radio a 2,4 GHz esclude i gateway per la serie HMS, incluso il DTU-WLite-S
- 0,33 €/VA, cioè più del doppio di quanto costa ogni watt su un microinverter a due ingressi
- La corrente massima di ingresso di 12,5 A esclude diversi moduli da 440 W in su, nonostante il datasheet ne consigli fino a 540 W
- L'inserzione italiana ha due sole righe di descrizione e nessuna valutazione dall'Italia
Un modulo, un apparecchio
I microinverter da balcone che si vedono di solito hanno due o quattro ingressi. L’HM-400 appartiene alla famiglia opposta, quella che Hoymiles chiama 1-in-1: un ingresso, un inseguitore di massima potenza, un modulo.
La descrizione dell’inserzione lo dice in una riga sola, e per una volta è precisa: «questo micro-inverter 1 in 1 leggero, efficiente e facile da installare converte l’energia da un massimo di un pannello solare».
La famiglia comprende tre tagli, HM-300, HM-350 e HM-400, che condividono la stessa scocca e la stessa scheda tecnica e cambiano solo nella potenza di uscita. Su amazon.it il taglio intermedio manca, il piccolo si trova solo in confezioni con cavo intorno ai 170 €, e questo resta l’unico venduto nudo.
Cinquanta watt che cambiano la pratica
Qui sta il punto che decide l’acquisto per un lettore italiano, e conviene affrontarlo subito.
La CEI 0-21 riserva la definizione di sistema plug and play agli impianti fino a 350 W, completi e pronti al collegamento tramite spina. Fino a quel valore la Comunicazione Unica si presenta con il modulo ARERA e un documento d’identità.
Con 400 VA di uscita si sale di un gradino. L’impianto resta dentro la procedura semplificata, che copre tutto fino a 800 W, e acquisisce però tre documenti in più: schema unifilare, dichiarazione di conformità e regolamento di esercizio, firmati da un elettricista abilitato. Il confronto fra le due fasce è in tabella nella guida alla normativa.
Il conto è impietoso, perché quei cinquanta watt in più su un balcone quasi non si usano. Un modulo montato in verticale su una ringhiera rende fra 926 e 1.006 kWh per kWp all’anno secondo le simulazioni PVGIS raccolte nella guida sulla produzione, contro i 1.331-1.570 kWh dello stesso modulo inclinato a 30 gradi. Su una parete verticale la potenza istantanea resta quindi lontana dal valore di targa, e la soglia dei 350 VA viene raggiunta di rado. Si pagano tre documenti firmati per una manciata di kilowattora. Chi cerca la strada leggera compra l’HM-350, che su amazon.it oggi manca, oppure accetta che questa sia già una pratica da impianto vero.
Il ragionamento cambia del tutto se l’HM-400 si aggiunge a un impianto che ha già superato i 350 W, perché in quel caso i documenti ci sono già.
Nella scatola c’è un tappo
Il titolo dell’inserzione recita «con tappo terminale», e quella parola merita una traduzione pratica.
Nei sistemi Hoymiles i microinverter si collegano fra loro su una dorsale in alternata con connettori Betteri. La serie HM usa il BC01, la serie HMS usa il BC05, come spiegato nella recensione del connettore BC05. Il tappo terminale è il coperchio che chiude l’ultimo connettore libero della dorsale e ne mantiene la tenuta.
Quello che nella confezione manca è il cavo con la spina. Per portare i 230 V dall’apparecchio alla presa serve un cavo BC01 femmina con Schuko, che costa fra 25 e 35 €. Quello da cinque metri di Solarsys, analizzato nella recensione dedicata, sta a 26,99 €.
Va aggiunto un dettaglio italiano che riguarda tutti i kit importati: la spina Schuko non entra in una presa bipasso, e serve un adattatore a norma o una presa Schuko dedicata.
Senza Wi-Fi, con la radio giusta
L’HM-400 non ha alcuna connettività verso il telefono. Comunica con una radio proprietaria a 2,4 GHz di Nordic Semiconductor e ha bisogno di un gateway DTU per mostrare qualunque dato sulla S-Miles Cloud.
La scelta del gateway è il punto dove si sbaglia più spesso, perché Hoymiles divide i propri apparecchi in due famiglie radio. Le serie HM e MI parlano a 2,4 GHz, le serie HMS e HMT parlano in Sub-1G a 868 MHz. Un gateway della famiglia sbagliata non vede nulla.
Per l’HM-400 le strade sono due. Il DTU-WLite costa 51,31 € e nella matrice di compatibilità Hoymiles porta la nota «only 4 pcs», cioè quattro microinverter al massimo. Il Technaxx TX-247 è lo stesso apparecchio con un altro marchio, costa 18,99 € e include l’alimentatore che Hoymiles lascia fuori dalla scatola.
Il DTU-WLite-S, che sullo scaffale sembra il fratello economico, con questo apparecchio è inutilizzabile.
I numeri elettrici, e quali moduli entrano davvero
Il datasheet per l’Europa V202207 è completo, e conviene leggerlo prima di scegliere il pannello.
L’ingresso lavora fra 16 e 60 V, parte a 22 V e accetta al massimo 12,5 A, con una corrente di cortocircuito ammessa di 15 A. La potenza dei moduli consigliata va da 320 a 540 W e oltre.
Fra queste due indicazioni c’è una tensione che il lettore deve risolvere da solo. Un modulo da 440 W di taglio moderno lavora intorno ai 32 V con una corrente di 13,55 A, come il JA Solar da 440 W che abbiamo analizzato, e quel valore supera i 12,5 A ammessi. Il JA Solar da 460 W arriva a 13,87 A e sta ancora più fuori.
La regola pratica è quindi diversa da quella suggerita dalla riga sulla potenza: conta la corrente, non i watt. Un modulo da 450 W con tensione più alta e corrente sotto i 12,5 A funziona, un modulo da 440 W a bassa tensione no. Come si leggono quei valori sulla scheda del pannello è spiegato nella guida sulla scheda tecnica dei pannelli solari.
Sull’uscita i numeri sono lineari: 1,74 A a 230 V, intervallo di rete da 180 a 275 V, frequenza da 45 a 55 Hz, fattore di potenza sopra 0,99 e regolabile, distorsione armonica sotto il 3 %. Su una stessa dorsale Hoymiles ammette fino a 12 unità.
Rendimento, consumo notturno e conti annui
Il rendimento di picco dichiarato secondo il metodo CEC è 96,70 %, quello ponderato 96,50 %, e l’inseguitore di massima potenza lavora al 99,80 %.
Tradotto in energia: un modulo da 440 W rende circa 420 kWh l’anno su una ringhiera verticale a sud e intorno a 620 kWh se inclinato a 30 gradi, e la conversione ne trattiene fra 15 e 22 kWh. Il consumo notturno, dichiarato sotto i 50 mW, su quattromila ore di buio vale poco più di 0,2 kWh in un anno.
C’è però un limite che va detto con chiarezza: l’apparecchio taglia a 400 VA. Con il modulo inclinato a 30 gradi e una giornata fredda e limpida di aprile la produzione supera quel valore e la parte eccedente resta sul tavolo. Sulla ringhiera verticale il taglio quasi non interviene, perché la geometria tiene la potenza istantanea più in basso.
Costruzione: la parte migliore
Sul piano meccanico l’HM-400 fa quello che ci si aspetta da Hoymiles.
Il grado di protezione è IP67, il che significa tenuta completa alla polvere e immersione temporanea, e l’intervallo ambientale dichiarato va da -40 a +65 °C, il più ampio fra i microinverter analizzati su questo sito. Il raffreddamento avviene per convezione naturale, quindi non ci sono ventole, filtri o parti in movimento.
Dentro c’è un trasformatore ad alta frequenza galvanicamente isolato, che separa elettricamente il modulo dalla rete, e un relè di protezione di rete integrato, quello che stacca l’apparecchio quando tensione o frequenza escono dai limiti. La protezione da sovratensione dichiarata è di 6.000 V.
Le misure sono 182 × 164 × 29,5 mm per 1,98 kg, quindi l’apparecchio si fissa senza problemi al telaio del modulo, all’ombra della sua superficie.
Il prezzo al watt, in tabella
| Microinverter | Uscita | Prezzo | €/VA | Ingressi |
|---|---|---|---|---|
| Hoymiles HM-400 | 400 VA | 132,77 € | 0,33 | 1 |
| Hoymiles HMS-500W-1T | 500 VA | 199,99 € | 0,40 | 1 |
| Hoymiles HM-700 | 700 VA | 206,54 € | 0,30 | 2 |
| Hoymiles HiFlow 800 | 800 VA | 115,50 € | 0,14 | 2 |
| Growatt NEO 800M-X | 800 VA | 136,01 € | 0,17 | 2 |
La tabella dice una cosa sola: gli apparecchi a un ingresso costano fra due e tre volte tanto per ogni watt convertito. È una caratteristica della categoria, perché elettronica di rete, involucro e certificazione costano uguale a prescindere dalla potenza.
Il confronto va quindi fatto dentro la stessa famiglia. Fra i due 1-in-1 a catalogo su amazon.it, l’HM-400 a 0,33 €/VA batte l’HMS-500W-1T a 0,40 €/VA, e in più consuma meno documenti solo se ci si ferma qui.
Per chi ha senso
Il caso naturale è il balcone da un modulo: una ringhiera corta, una finestra, un parapetto di un metro e mezzo dove entra un pannello e basta. Lì un apparecchio da 800 W lavorerebbe sempre a metà carico e costerebbe comunque il montaggio.
Il secondo caso è l’ampliamento asimmetrico. Chi ha già due moduli su un microinverter a due ingressi e vuole aggiungerne uno su una parete orientata diversamente evita di rimescolare le stringhe: aggiunge un HM-400 sulla stessa dorsale e sullo stesso gateway.
Ha meno senso in due situazioni. Con spazio per due pannelli un apparecchio a due ingressi costa meno della metà per watt. E per chi vuole restare nel regime fino a 350 W, i 400 VA di questo modello sono esattamente il passo di troppo.
Conclusione
L’HM-400 è un buon pezzo di elettronica venduto in una confezione incompleta e in un formato che in Italia costa documenti. La scheda tecnica è completa, il rendimento sta nella fascia alta, l’IP67 con l’intervallo da -40 a +65 °C è fra i più ampi della categoria e l’assenza di ventole toglie l’unica parte che invecchia.
Le due cose da mettere in conto prima di ordinare sono il costo totale, perché al prezzo dell’apparecchio vanno aggiunti un cavo da circa 27 € e un gateway da 19 € in su, e i cinquanta watt oltre la soglia, che spostano la pratica italiana dalla versione leggera a quella con tre documenti firmati.
Chi ha davvero un solo modulo da collegare e ha già un elettricista in gioco fa un acquisto sensato. Chi sta costruendo un impianto da zero con due pannelli trova nella stessa vetrina apparecchi che costano metà per ogni watt.
Domande frequenti
A che cosa serve un microinverter per un solo modulo?
A tre situazioni concrete. La prima è il balcone corto, dove entra un pannello soltanto e un apparecchio da 800 W resterebbe mezzo vuoto. La seconda è l'ampliamento: hai già un impianto e vuoi aggiungere un modulo su una parete con orientamento diverso, senza rifare il cablaggio in continua. La terza è la sostituzione di un microinverter guasto in un impianto che ne monta già diversi in serie sulla stessa dorsale. Fuori da questi casi, un apparecchio a due ingressi costa meno per watt.
I 400 VA creano problemi con la normativa italiana?
Sì, e vale la pena saperlo prima. La CEI 0-21 riserva la definizione di sistema plug and play agli impianti fino a 350 W. Con 400 VA di uscita si entra nella fascia da 351 a 800 W, dove la Comunicazione Unica resta la stessa procedura semplificata ma va accompagnata da schema unifilare, dichiarazione di conformità e regolamento di esercizio, tutti documenti che richiedono la firma di un elettricista abilitato. Il quadro completo sta nella guida sui permessi.
Che cosa arriva nella scatola?
Il microinverter e un tappo terminale, come dice il titolo stesso dell'inserzione. Il tappo chiude l'ultimo connettore della dorsale in alternata e serve a mantenere la tenuta, quindi non è il cavo con la spina. Per collegare l'apparecchio alla presa serve un cavo Betteri BC01 femmina con spina Schuko, che costa fra 25 e 35 €: quello da cinque metri di Solarsys è analizzato nella recensione dedicata.
Quale DTU serve per vedere i dati?
Una compatibile con la radio a 2,4 GHz, che è quella usata dalle serie HM e MI. Il DTU-WLite va bene e costa 51,31 €, con il limite dichiarato da Hoymiles di quattro microinverter collegabili. Il Technaxx TX-247 è lo stesso apparecchio con un altro marchio a 18,99 €, con l'alimentatore incluso. Il DTU-WLite-S invece lavora in Sub-1G per le serie HMS e HMT, quindi con l'HM-400 non comunica.
Quanto costa in tutto un impianto con un HM-400?
Al prezzo dell'apparecchio vanno aggiunti almeno il cavo e il gateway. Con il microinverter a 132,77 €, un cavo BC01 da cinque metri a 26,99 € e il Technaxx TX-247 a 18,99 € si arriva a 178,75 € prima ancora del modulo. Aggiungendo un pannello da 440 W intorno ai 199,00 € e un supporto, l'impianto da un modulo si colloca sopra i 400 €, per una produzione fra 420 e 620 kWh l'anno secondo l'inclinazione.
Quali moduli posso collegare?
Il datasheet consiglia moduli da 320 a 540 W e oltre, con tensione massima 60 V e corrente massima di ingresso 12,5 A. Il limite di corrente è quello che restringe davvero la scelta: il JA Solar da 440 W dichiara Imp 13,55 A e il modello da 460 W arriva a 13,87 A, quindi entrambi superano il valore ammesso. Un modulo da 400 o 450 W con tensione più alta e corrente sotto i 12,5 A resta la scelta coerente.
Vale la pena rispetto a un microinverter da 800 W?
Sul prezzo al watt no. L'HM-400 costa 0,33 €/VA, mentre l'Hoymiles HiFlow 800 sta a 0,14 €/VA e il Growatt NEO 800M-X a 0,17 €/VA. La convenienza dell'apparecchio piccolo sta altrove: resta più vicino alla soglia dei 350 W, occupa meno spazio e permette di partire con un modulo solo. Chi ha spazio per due pannelli parte da un apparecchio a due ingressi e spende meno.
Quanto rende davvero?
Il datasheet dichiara un rendimento di picco CEC del 96,70 % e un rendimento ponderato del 96,50 %, con l'inseguitore di massima potenza al 99,80 %. Su un modulo da 440 W che produce circa 500 kWh l'anno in corrente continua, la perdita di conversione vale intorno a 17 kWh. Il consumo notturno dichiarato, sotto i 50 mW, aggiunge circa 0,2 kWh in un anno e resta ininfluente sul conto.
Resiste all'aperto tutto l'anno?
I valori dichiarati dicono di sì. Il grado di protezione è IP67, l'intervallo ambientale va da -40 a +65 °C e il raffreddamento avviene per convezione naturale, quindi non ci sono ventole da manutenere. La protezione da sovratensione dichiarata è di 6.000 V e l'isolamento fra modulo e rete è garantito da un trasformatore ad alta frequenza. Restano valide le regole di posa all'ombra del modulo, spiegate nella guida su come installare un impianto da balcone.
È conforme alla CEI 0-21?
Il datasheet non lo dice. Fra le conformità dichiarate compaiono VDE-AR-N 4105: 2018, EN 50549-1: 2019, IEC/EN 62109-1 e -2 e la famiglia IEC/EN 61000, senza alcun riferimento alla norma italiana. La EN 50549-1 è il testo europeo dal quale la CEI 0-21 discende, quindi la base tecnica c'è; quello che manca è la dichiarazione esplicita che l'elettricista allega alla pratica. Va richiesta al venditore prima dell'ordine, insieme alla dichiarazione di conformità.