Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Accumulo da balcone con microinverter e ingressi fotovoltaici integrati |
|---|---|
| Capacità nominale | 5.024 Wh |
| Chimica delle celle | LFP (litio ferro fosfato) |
| Cicli dichiarati | 10.000; l'inserzione parla di quindici anni di vita |
| Ingresso solare | 5.000 W complessivi, indicati come 1.250 W × 4 |
| Numero di MPPT | 4 |
| Tensione massima di ingresso solare | 60 V |
| Ingresso di ricarica CA | 3.000 W |
| Potenza di ricarica massima dell'unità principale | 2.500 W |
| Potenza di scarica massima dell'unità principale | 2.500 W |
| Potenza di ricarica massima del sistema | 4.000 W con batterie di espansione |
| Potenza di scarica massima del sistema | 3.000 W |
| Uscita CA in isola | 3.000 W |
| Uscita CA collegata alla rete | 800 W / 3.000 W secondo la configurazione |
| Uscita di bypass | 3.500 W di potenza massima degli apparecchi collegati |
| Espandibilità | fino a 90 kWh combinando STREAM 5000, STREAM AC 5000 e batterie di espansione |
| Riscaldamento delle celle | attivazione automatica della ricarica sotto i 10 °C |
| Grado di protezione | IP65 |
| Temperatura di esercizio | da -20 a 55 °C |
| Rumorosità dichiarata | la riga «Emissioni acustiche» della tabella EcoFlow è vuota |
| Connettività | Wi-Fi, Bluetooth e CAN |
| Gestione intelligente | EcoFlow OASIS con previsioni meteo, consumi e dati tariffari |
| Dimensioni | 295 × 488,5 × 298 mm |
| Peso | 45,4 kg secondo EcoFlow; l'inserzione indica 48,5 kg, valore che coincide con il peso del collo |
| Contenuto della confezione | unità, cavo di rete, supporto per montaggio a parete, chiave MC4, viteria, guida e certificato di garanzia |
| Garanzia | 10 anni |
| Norme di rete dichiarate | nessuna: CEI 0-21, EN 50549 e VDE non compaiono nella pagina tecnica |
| Valutazioni | 3,7 su 5 con 22 valutazioni globali su Amazon.it |
| Prezzo indicativo | 1.599,00 € su Amazon.it e su it.ecoflow.com |
Il giudizio in breve
Lo STREAM 5000 è la versione completa della famiglia da cinque kilowattora: stessa batteria e stessa elettronica di rete del modello AC, con in più quattro inseguitori di massima potenza e 5.000 W di ingresso fotovoltaico. Costa 1.599,00 €, cioè cento euro meno del modello senza ingresso solare sulla stessa vetrina Amazon, e questo da solo rende difficile giustificare l'acquisto dell'altro. Il limite vero sta nella tensione: 60 V per ingresso significano un modulo per MPPT, quindi la potenza dichiarata si raggiunge solo mettendo i pannelli in parallelo. L'analisi confronta la tabella tecnica di EcoFlow, i prezzi dei pacchetti dello store italiano e i numeri reali di un impianto da balcone.
A favore
- Quattro MPPT indipendenti mantengono separati moduli con orientamento, ombra o potenza diversi
- Costa cento euro meno dello STREAM AC 5000 e in più porta con sé tutta la parte fotovoltaica
- 5.024 Wh di celle LFP con 10.000 cicli dichiarati e riscaldamento automatico sotto i 10 °C
- 3.000 W di scarica in isola, il valore più alto fra gli accumuli da balcone analizzati qui
- IP65 e intervallo da -20 a 55 °C permettono il montaggio all'aperto
- Espandibile fino a 90 kWh, con la batteria di espansione a 1.299,00 € per altri 5.024 Wh
- Bypass da 3.500 W per alimentare direttamente un carico collegato all'apparecchio
- Garanzia di dieci anni dichiarata dal costruttore
Contro
- Nessuna norma di rete nella documentazione: la CEI 0-21 non compare in nessuna pagina pubblica del prodotto
- 60 V di tensione massima per MPPT escludono qualunque collegamento in serie fra due moduli da balcone
- I 1.250 W per ingresso si raggiungono solo mettendo due pannelli in parallelo, con il cavo 2-in-1 venduto da EcoFlow
- 5.000 W di ingresso solare sono fuori scala per un balcone, dove entrano al massimo due o tre moduli
- Oltre gli 800 W in rete servono elettricista abilitato e la procedura completa, quindi i 3.000 W restano quasi sempre teorici
- 45,4 kg su una base di 29,5 × 29,8 cm richiedono un appoggio solido e una verifica del solaio
- La tabella tecnica italiana ha tre righe rimaste in tedesco e la riga della rumorosità vuota
- Solo 22 valutazioni su Amazon.it, con una media di 3,7 su 5
Che cosa aggiunge il numero senza «AC»
La serie da cinque kilowattora di EcoFlow esiste in due versioni che sullo scaffale sembrano identiche. Hanno la stessa scocca, la stessa batteria da 5.024 Wh, le stesse potenze in alternata e lo stesso peso.
La differenza sta in quattro prese sul fianco. Lo STREAM 5000 porta quattro inseguitori di massima potenza e accetta 5.000 W di corrente continua dai pannelli. Il modello AC, che abbiamo analizzato nella recensione dello STREAM AC 5000, quella parte non ce l’ha e si limita a ricevere energia già convertita.
Il punto interessante è il prezzo. Su Amazon.it lo STREAM 5000 costa 1.599,00 € e il listino principale dello STREAM AC 5000 ne chiede 1.699,00 €. Chi compra il modello senza ingressi solari paga cento euro in più per avere una funzione in meno, e deve ancora comprarsi il microinverter.
Quattro MPPT, e perché contano più della potenza totale
Un inseguitore di massima potenza cerca il punto di lavoro migliore del gruppo di pannelli che ha davanti. Quando due moduli condividono lo stesso inseguitore, il più debole trascina in basso anche l’altro.
Su un balcone questa situazione è la norma. Un modulo prende sole pieno e quello accanto resta in ombra per un’ora al mattino a causa del muro laterale, oppure i due sono orientati su due lati diversi della ringhiera. Con quattro MPPT separati ogni modulo lavora per conto proprio, e la perdita resta confinata a quello in ombra. Il meccanismo è descritto nella guida sul pannello fotovoltaico in ombra.
È lo stesso vantaggio che offrono i microinverter a quattro ingressi come l’Hoymiles HMS-1600-4T, con la differenza che qui la batteria è già dentro la stessa scatola.
Il limite dei 60 volt, la riga che decide il cablaggio
La tabella EcoFlow indica per l’ingresso solare 5.000 W (1.250 W × 4) e tensione massima 60 V. Il secondo numero è quello che va letto con attenzione, perché stabilisce come si collegano i moduli.
Un pannello da balcone lavora tipicamente fra 32 e 42 V nel punto di massima potenza e arriva fra 38 e 50 V a circuito aperto. Il JA Solar da 440 W che abbiamo analizzato dichiara Vmp 32,47 V e Voc 38,9 V. Un singolo modulo entra quindi comodamente nei 60 V, con margine anche per il rialzo di tensione delle mattine fredde.
Due moduli in serie arrivano a circa 78 V e sono fuori specifica. La conseguenza pratica è netta: per riempire un ingresso da 1.250 W servono due pannelli collegati in parallelo, che sommano la corrente e lasciano la tensione dov’era.
Che sia questa la strada prevista lo conferma la distinta dei pacchetti pubblicata da EcoFlow. Negli allestimenti da otto moduli compaiono quattro cavi di collegamento in parallelo solare 2-in-1, uno per ogni MPPT. Chi acquista i pannelli altrove deve mettere in conto quegli adattatori, che sono connettori MC4 a Y come quelli descritti nella guida ai connettori MC4.
Cinquemila watt su un balcone non ci stanno
La potenza di ingresso dichiarata merita un bagno di realtà, perché è il numero che l’inserzione mette per primo.
Una ringhiera domestica lunga tre metri ospita due moduli montati in verticale. Con una balaustra particolarmente lunga si arriva a tre. Prendendo moduli da 440 a 500 W si sta fra 880 e 1.500 W di potenza installata, cioè fra un quinto e un terzo di quello che l’apparecchio accetterebbe.
I 5.000 W hanno senso in tre situazioni diverse dal balcone: un terrazzo dove i pannelli si appoggiano a terra su cavalletti, un giardino con una struttura dedicata, oppure una tettoia o un garage. Su questi scenari le guide dedicate sono quella del fotovoltaico da giardino e quella del fotovoltaico da balcone da 3 kW.
Chi resta sul balcone compra questa unità per la batteria e per i quattro MPPT, sapendo che gli ingressi rimarranno mezzi vuoti.
Ottocento watt contro tremila: il numero italiano
Sulla scheda EcoFlow l’uscita in alternata collegata alla rete è indicata come 800 W / 3.000 W. Quella barra obliqua nasconde due mondi amministrativi diversi.
Fino a 800 W immessi si resta nella Comunicazione Unica, la procedura semplificata prevista dalla delibera ARERA 315/2020, con il modulo che il distributore accetta senza progetto. Il quadro completo sta nella guida alla normativa del fotovoltaico da balcone.
Sopra quella soglia l’impianto smette di essere un piccolo generatore semplificato: servono schema unifilare, dichiarazione di conformità di un elettricista abilitato, regolamento di esercizio e la registrazione GAUDÌ. Il costo di quella pratica si mangia una parte del vantaggio, e va messo nel conto prima di ordinare.
C’è però un uso dei 3.000 W che resta pienamente legittimo: alimentare direttamente i carichi collegati all’uscita dell’apparecchio, senza passare per la rete. Il bypass dichiarato arriva a 3.500 W di potenza dell’apparecchio collegato, quindi una lavatrice o un forno possono lavorare a batteria mentre la rete resta esclusa da quel ramo.
Cinque kilowattora messi alla prova dei consumi reali
Il conto che conta è quello dell’energia che avanza, perché è l’unica che una batteria può immagazzinare.
Un kit da 800 W in Italia produce intorno a 1.365 kWh l’anno, con le variazioni fra nord e sud spiegate nella guida su quanto produce un impianto da balcone. In una giornata media di mezza stagione sono circa 3,7 kWh, dei quali una casa con frigorifero, router e apparecchi in attesa consuma direttamente una buona metà.
Restano quindi 1,5 o 2 kWh al giorno da immagazzinare, in una batteria che ne può accogliere 5. In estate, con la produzione a 5 o 6 kWh e la casa vuota di giorno, il surplus arriva a 3 o 4 kWh e la batteria si avvicina al pieno. Da novembre a febbraio resta quasi sempre sotto un terzo.
Il taglio grande recupera senso appena si esce dallo scenario del kit singolo: con quattro moduli su un terrazzo, oppure comprando energia di notte nelle fasce a prezzo basso per usarla nelle ore care, i 5 kWh vengono usati davvero. Il calcolo dell’autoconsumo è sviluppato nella guida sull’autoconsumo fotovoltaico.
La documentazione: tre righe rimaste in tedesco
La pagina tecnica italiana ha un difetto che merita una segnalazione, perché racconta qualcosa sulla cura del prodotto sul nostro mercato.
Nella tabella dello STREAM 5000, in mezzo a etichette italiane, compaiono «Solareingang» per l’ingresso solare, «Solareingangsspannung» per la tensione di ingresso e «Ladeaktivierung bei niedrigen Temperaturen» al posto della riga sul riscaldamento delle celle. Sono le stesse voci che negli altri modelli della serie risultano tradotte, quindi la localizzazione italiana è arrivata a metà.
Più seria è una riga che manca in tutte le lingue: «Emissioni acustiche» è vuota per l’intera serie. Un apparecchio da 3.000 W di uscita che deve stare sul balcone dovrebbe dichiarare quanto rumore fa.
E manca la riga che in Italia serve davvero. Nella pagina tecnica non compaiono la CEI 0-21, la EN 50549 né la VDE-AR-N 4105. In un impianto con microinverter integrato l’interfaccia verso la rete la costruisce l’apparecchio stesso, quindi qui l’assenza pesa più che nei modelli accoppiati in alternata.
Posa, peso e clima
Il grado di protezione dichiarato è IP65, con un intervallo di esercizio da -20 a 55 °C. Sono valori da esterno, e la scocca è pensata per stare in verticale contro un muro: nella confezione arrivano un supporto per montaggio a parete, un tassello, viti M6 e ST5,5 e una chiave MC4.
Il riscaldamento delle celle si attiva da solo per la ricarica sotto i 10 °C, dettaglio che in pianura padana d’inverno evita di perdere le poche ore utili di sole.
Il peso è il vincolo pratico. EcoFlow dichiara 45,4 kg, mentre l’inserzione Amazon riporta 48,5 kg, cioè il peso del collo, e la base misura 29,5 × 29,8 cm. Su un balcone la verifica del carico va fatta prima, come per qualunque accumulo di questa taglia; il tema è trattato nella guida sull’accumulo fotovoltaico da esterno.
Come si posiziona rispetto alle alternative
| Prodotto | Prezzo | Capacità | Ingresso solare | Scarica max |
|---|---|---|---|---|
| EcoFlow STREAM 5000 | 1.599,00 € | 5.024 Wh | 5.000 W su 4 MPPT | 3.000 W |
| EcoFlow STREAM AC 5000 | 1.699,00 € | 5.024 Wh | nessuno | 3.000 W |
| Marstek Venus E 3.0 | 1.499,00 € | 5.120 Wh | nessuno | 2.500 W |
| EcoFlow STREAM Ultra X | 1.199,00 € | 3.840 Wh | 2.800 W su 4 MPPT | 1.200 W |
Dentro la tabella c’è una stranezza tutta italiana che vale un avviso. Dello STREAM AC 5000 su Amazon.it convivono due inserzioni: quella base a 1.699,00 € e una che include il contatore intelligente a doppio trasformatore di corrente a 1.499,00 €. Chi ha deciso per il modello AC dovrebbe confrontarle entrambe, perché il pacchetto con il contatore costa meno dell’apparecchio da solo.
Rispetto al Marstek Venus E 3.0 la scelta si gioca su due voci. Il Marstek costa cento euro meno e ha un centinaio di wattora in più, lo STREAM 5000 porta con sé la parte fotovoltaica e mezzo kilowatt di scarica in più. Chi non ha ancora comprato il microinverter risparmia con EcoFlow, chi ce l’ha già trova il Marstek più conveniente.
Per chi ha senso
Il caso ideale è chi parte da zero con un impianto più grande di un balcone: un terrazzo, un giardino o una tettoia con quattro o più moduli, dove i quattro MPPT vengono usati sul serio e i 5 kWh si riempiono da maggio a settembre.
Ha senso anche per chi ha un contratto indicizzato o a fasce e vuole spostare energia nel tempo, perché l’ingresso in alternata da 3.000 W riempie la batteria in poco più di due ore nelle ore notturne a prezzo basso.
Ha meno senso in tre casi. Su un balcone con due moduli si paga una parte fotovoltaica che resterà quasi inutilizzata, e conviene guardare le taglie da 1,92 kWh come lo STREAM Max. Se la pratica al distributore è imminente, l’assenza di qualunque norma di rete dichiarata va risolta con il venditore. E chi ha bisogno di un numero sul rumore, perché il balcone confina con una camera, oggi da EcoFlow non lo ottiene.
Conclusione
Lo STREAM 5000 è il modello che rende difficile consigliare il proprio fratello: costa meno dello STREAM AC 5000, ha la stessa batteria e in più quattro MPPT con 5.000 W di ingresso solare. Dentro il catalogo EcoFlow la scelta fra i due è quasi obbligata.
Restano due cose da sapere prima di ordinare. La prima è tecnica e cambia il cablaggio: 60 V per ingresso significano un pannello per MPPT, quindi le potenze grandi si costruiscono in parallelo con i cavi a Y. La seconda è amministrativa e riguarda ogni acquirente italiano: nessuna norma di rete compare nella documentazione, e per un apparecchio che immette corrente in casa quella riga va chiesta al venditore prima di premere il pulsante.
Con queste due avvertenze chiare, chi ha spazio per più di due moduli compra oggi il migliore rapporto fra capacità, potenza e prezzo della serie.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra STREAM 5000 e STREAM AC 5000?
Gli ingressi fotovoltaici. Le due unità condividono batteria, elettronica di rete, dimensioni e potenze in alternata; lo STREAM 5000 aggiunge quattro MPPT e 5.000 W di ingresso solare, che nel modello AC mancano del tutto. Le stesse domande frequenti pubblicate da EcoFlow lo dicono con una riga: «STREAM 5000 ha 4 ingressi solari in più, con potenza solare massima in ingresso fino a 5000W». Il modello AC si rivolge a chi ha già un microinverter collegato ai pannelli, mentre questo lo sostituisce.
Quanto costa e dove conviene comprarlo?
Su Amazon.it lo STREAM 5000 costa 1.599,00 € e lo store italiano it.ecoflow.com espone la stessa cifra, quindi qui la differenza di prezzo che si vede su altri modelli della serie non esiste. Vale la pena guardare anche i pacchetti dello store: con quattro pannelli rigidi da 500 W il prezzo sale a 2.399,00 €, cioè 200,00 € a modulo, e con otto pannelli a 2.899,00 €, cioè 162,50 € a modulo. Il pacchetto con la batteria di espansione costa 2.898,00 €.
Quanti pannelli posso collegare e di che tipo?
Quattro MPPT accettano fino a 1.250 W ciascuno, con una tensione massima di 60 V. Quel secondo numero decide tutto: un modulo da balcone tipico ha una tensione a circuito aperto fra 38 e 50 V, quindi due moduli in serie superano il limite e non si possono collegare. Per riempire un ingresso servono due pannelli in parallelo, ed è esattamente ciò che fa EcoFlow nei propri pacchetti, dove compaiono quattro «cavi di collegamento in parallelo solare 2-in-1» per gli allestimenti da otto moduli.
Ha senso su un balcone?
Sull'ingresso solare no, e conviene dirlo prima dell'acquisto. Su una ringhiera standard entrano due moduli, tre con una balaustra lunga, quindi si arriva intorno a 1.000 o 1.300 W di potenza installata contro i 5.000 W accettati dall'apparecchio. La capienza di 5 kWh resta invece utile anche con pochi pannelli, perché serve a spostare l'energia nel tempo. Chi ha un terrazzo, un giardino o una tettoia è il destinatario naturale di questa taglia, come spiegato nella guida al fotovoltaico da terrazzo.
Posso davvero usare i 3.000 W di uscita?
In isola sì, cioè con i carichi collegati direttamente all'apparecchio. In parallelo alla rete la scheda EcoFlow scrive «800 W / 3 000 W», e la cifra alta vale solo con un collegamento eseguito da un elettricista abilitato. In Italia il regime semplificato della Comunicazione Unica si ferma a 800 W in immissione: sopra quel valore la pratica diventa quella di un impianto ordinario, con Modello Unico e dichiarazione di conformità firmata.
È conforme alla CEI 0-21?
Nessun documento pubblico consultato lo dichiara. La pagina tecnica italiana di EcoFlow elenca capacità, potenze, temperature, grado di protezione e garanzia senza nominare alcuna norma di rete: mancano la CEI 0-21, la EN 50549 europea e la VDE-AR-N 4105 tedesca. Per un apparecchio che immette corrente nella rete di casa quella riga è il primo documento che un installatore chiede, quindi va richiesta al venditore prima dell'ordine insieme alla dichiarazione di conformità.
Cinque kilowattora non sono troppi per un impianto da balcone?
Per un kit da 800 W lo sono. Un impianto di quella taglia produce in Italia circa 1.365 kWh l'anno, cioè intorno a 3,7 kWh in una giornata media, e la parte che avanza rispetto ai consumi di casa è ancora meno. La batteria si riempirebbe solo nelle giornate estive migliori. La taglia ha senso in tre casi: un campo di moduli più grande di quello che sta su una ringhiera, un impianto già presente sul tetto, oppure l'uso della batteria per comprare energia nelle ore a prezzo basso e usarla nelle ore care.
Quanto pesa e dove si mette?
EcoFlow dichiara 45,4 kg su 295 × 488,5 × 298 mm, mentre l'inserzione Amazon indica 48,5 kg, che è il peso del collo di spedizione. L'impronta a terra è di circa 0,088 m², quindi il carico concentrato supera i 500 kg per metro quadro nel punto d'appoggio e va posato su un piano solido e ripartito. Nella confezione c'è un supporto per il montaggio a parete con tassello e viteria, e il grado IP65 con l'intervallo fino a -20 °C consente la posa all'aperto.
Quanto è rumoroso?
EcoFlow lascia vuota la riga «Emissioni acustiche» della propria tabella, per tutti e quattro i modelli della serie. È una lacuna che pesa su un apparecchio destinato a stare vicino a una finestra, e vale la pena confrontarla con chi il numero lo pubblica: la Hoymiles HiBattery AC dichiara meno di 17 dB(A) e il BLUETTI Balco Transfer Hub dichiara 50 dB. Senza un valore ufficiale resta l'indizio indiretto della potenza in gioco, 3.000 W, che difficilmente si dissipano senza ventilazione attiva.
Conviene la batteria di espansione o una seconda unità?
La batteria di espansione, se serve solo capacità. Lo store italiano vende il pacchetto STREAM 5000 più una espansione a 2.898,00 €, quindi l'espansione da 5.024 Wh costa 1.299,00 € contro i 1.599,00 € dell'unità principale, cioè 259 €/kWh invece di 318 €/kWh. Una seconda unità completa ha senso solo se servono anche altri quattro MPPT o più potenza in uscita. Il sistema arriva a 90 kWh combinando le unità e le espansioni con il Gateway EcoFlow.