Contatore di energia trifase da guida DIN con trasformatore combinato · Shelly

Shelly Pro 3EM-3CT63 (contatore trifase da guida DIN)

  • Trasformatore trifase combinato 3CT63, un solo blocco da agganciare sopra l'interruttore
  • Misura in quattro quadranti fino a 63 A per fase, con il neutro come quarto canale
  • Wi-Fi ed Ethernet attivi insieme, con Modbus, MQTT e scripting a bordo
  • Sessanta giorni di storico a un minuto di risoluzione, il valore più alto del catalogo Shelly
  • Costa 51,41 € meno del Pro 3EM 120A V2 e fa lo stesso lavoro su una casa domestica

da 98,49 €

I link di affiliazione sono contrassegnati con un asterisco (*).

Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 12 settembre 2026

Shelly Pro 3EM-3CT63
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Contatore di energia trifase o monofase da guida DIN con trasformatore combinato
Modello del costruttore SPEM-003CEBEU63
Canali di misura 3 fasi più il neutro
Trasformatore nella confezione 3CT63 combinato a tre fasi; il trasformatore per il neutro è un accessorio separato
Intervallo di corrente da 0 a 63 A per canale
Precisione in corrente ±1 % da 2 a 63 A, ±2 % da 1 a 2 A, ±5 % da 0 a 1 A
Intervallo di tensione misurato da 100 a 260 V per fase, precisione ±1 %
Classe di precisione classe B per l'energia attiva, dichiarata su prove interne del costruttore
Grandezze misurate potenza attiva e apparente, energia attiva e apparente, fattore di potenza, energia attiva e reattiva fondamentale
Soglia di non funzionamento 30 VA per canale
Carico minimo per la calibrazione fra canali 500 W per canale
Memoria dati almeno 60 giorni con risoluzione di 1 minuto
Esportazione dati CSV per i valori registrati, JSON tramite RPC
Alimentazione da 100 a 260 V CA, 50/60 Hz
Consumo proprio meno di 3 W
Protezione esterna richiesta curva B o C, 16 A massimi, potere di interruzione minimo 6 kA
Connettività Wi-Fi 802.11 b/g/n, Ethernet RJ45, Bluetooth 4.2 per la sola inclusione
Protocolli Modbus, MQTT, RPC, scripting, 20 webhook con 5 URL ciascuno
Relè integrato assente; il comando di un contattore richiede lo Shelly Pro 3EM Switch Add-on
Processore e memoria ESP32-D0WDQ6, 16 MB di flash
Apertura per i conduttori Ø9 mm sul trasformatore 3CT63
Morsetti da 0,5 a 2,5 mm² sul contatore, da 0,2 a 2,5 mm² sul trasformatore, coppia massima 0,4 Nm
Dimensioni e peso contatore 94 × 19 × 69 mm e 62 g; trasformatore 3CT63 14 × 54 × 26 mm e 32 g
Rigidità dielettrica del 3CT63 1.000 V CA per 60 secondi
Temperatura di esercizio da -20 a +40 °C, umidità dal 30 al 70 %
Valutazioni 4,4 su 5 con 328 valutazioni globali su Amazon.it
Prezzo indicativo 98,49 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Lo Shelly Pro 3EM-3CT63 è la versione economica del contatore trifase di punta della casa: stesso processore, stessa misura in quattro quadranti, stessa coppia Wi-Fi ed Ethernet, e al posto delle tre pinze apribili un unico blocco di trasformatori da agganciare sopra l'interruttore generale. La portata scende da 120 a 63 A, il prezzo scende da 149,90 a 98,49 €, e su una casa italiana con contratto da 3 o 6 kW nessuno dei due limiti si avvicina mai. La valutazione nasce dalla documentazione tecnica Shelly per questo modello, dalla tabella dell'inserzione su Amazon.it e dal confronto con i misuratori già analizzati qui.

A favore

  • Misura in quattro quadranti su tre fasi più il neutro, quindi separa prelievo e immissione canale per canale
  • Trasformatore combinato in un blocco solo, che riduce gli errori di montaggio rispetto a tre pinze separate
  • Wi-Fi ed Ethernet possono restare attivi insieme, con il cavo come riserva della radio
  • Sessanta giorni di storico a un minuto, contro i sette del 3EM-63 Gen3 e i quarantacinque del Pro 3EM V2
  • Modbus a bordo oltre a MQTT, scripting e venti webhook: si integra anche in impianti industriali
  • Shelly lo elenca fra i contatori esterni ammessi dagli accumuli Marstek
  • Costa 51,41 € meno del Pro 3EM 120A V2 e dichiara la stessa precisione nella fascia utile

Contro

  • I conduttori passano in aperture da 9 mm, quindi vanno scollegati per infilarli: niente pinza da chiudere sul cavo
  • Il quinto punto elenco promette timer e orari per ogni canale, mentre l'apparecchio non ha alcun relè
  • Il blocco A+ dell'inserzione descrive lo scripting attribuendolo allo «Shelly Pro 3PM», un altro modello
  • Il trasformatore per il neutro non è incluso e va comprato a parte
  • La classe B è dichiarata su prove interne, quindi l'apparecchio non serve per la fatturazione
  • La temperatura massima di esercizio è di 40 °C, limite stretto per un quadro esposto al sole
  • L'inserzione cita la compatibilità KNXnet/IP, che la documentazione tecnica di Shelly non riporta

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,5
Precisione e metrologia 4,0
Dotazione e connettività 4,5
Documentazione e trasparenza 3,5
Idoneità al fotovoltaico da balcone 3,5

Voto complessivo: 4,0 / 5 media delle voci qui sopra

Il contatore di punta senza le pinze

Lo Shelly Pro 3EM-3CT63 nasce da una scelta precisa: prendere l’elettronica del contatore trifase più completo della casa e cambiarle il sensore di corrente. Il modulo da quadro resta lo stesso, 94 × 19 × 69 mm per 62 g, un solo modulo DIN, processore ESP32-D0WDQ6 con 16 MB di flash.

A cambiare è quello che sta fuori. Al posto delle tre pinze apribili da 120 A arriva il 3CT63, un blocco unico che contiene tre trasformatori di corrente e si aggancia sopra l’interruttore automatico generale. Pesa 32 g, misura 14 × 54 × 26 mm e i conduttori di fase ci passano dentro attraverso aperture da 9 mm di diametro.

Da qui discende tutto il resto: la portata scende da 120 a 63 A per canale, il prezzo scende da 149,90 a 98,49 €, e il montaggio cambia natura. Le grandezze misurate restano identiche, cioè potenza attiva e apparente, energia attiva e apparente, fattore di potenza, energia attiva e reattiva fondamentale, tutte lette in quattro quadranti e separate fase per fase.

Sessantatré ampere bastano, e avanzano

Vale la pena fare il conto prima di tutto il resto, perché su una casa italiana risolve la domanda principale.

Un contratto domestico da 3 kW mette a disposizione 3,3 kW, cioè circa 14,3 A a 230 V. Un contratto da 6 kW arriva a circa 28,7 A. I 63 A per canale di questo apparecchio coprono quindi il doppio del contratto domestico più generoso, e restano dentro il perimetro di una casa anche con una colonnina di ricarica e una pompa di calore accese insieme.

La precisione nella fascia che interessa è quella di tutta la famiglia: ±1 % da 2 a 63 A, ±2 % da 1 a 2 A e ±5 % sotto l’ampere. Un impianto da balcone che immette 300 W corrisponde a 1,3 A e cade nella fascia al 2 per cento; a 150 W si scende nella fascia al 5. La soglia di non funzionamento è di 30 VA per canale, quindi la produzione di un impianto da balcone viene comunque contata.

Il confronto con il fratello maggiore diventa a questo punto un fatto aritmetico. I 120 A del Pro 3EM 120A V2 coprono un impianto trifase da oltre ottanta kilowatt, una taglia che in un appartamento non esiste. I 51,41 € di differenza comprano portata che non userai.

Un blocco solo, ma i cavi vanno staccati

Qui sta il compromesso vero di questo modello, e va capito prima dell’ordine perché cambia il lavoro dell’elettricista.

Il 3CT63 è un trasformatore combinato: tre nuclei in un corpo unico, progettato per essere agganciato direttamente sopra un interruttore automatico. Il vantaggio è pratico e non banale. Con tre pinze separate ogni nucleo va orientato nel verso giusto della corrente, e un montaggio invertito su una fase produce letture negative che si scoprono soltanto guardando i dati. Con un blocco unico l’orientamento è uno solo, deciso dalla forma del pezzo.

Il costo di questa semplificazione è che le aperture sono fisse, da 9 mm. Per farci passare i conduttori bisogna svitarli dai morsetti dell’interruttore, infilarli e ricollegarli. Il quadro va aperto e messo fuori tensione, e la stessa limitazione riguarda il 3EM-63W Gen3, che lavora con aperture da 8 mm. Le pinze apribili del Pro 3EM V2 e dell’EM Gen3 si chiudono invece attorno al cavo senza toccarlo.

In entrambi i casi resta un lavoro da elettricista abilitato: l’alimentazione e le tre tensioni di fase arrivano su morsetti a vite da 0,5 a 2,5 mm² con coppia di 0,4 Nm, e a monte serve una protezione di curva B o C da 16 A con potere di interruzione di almeno 6 kA.

Sessanta giorni di memoria, il record della famiglia

Sul fronte dei dati registrati questo modello fa il numero più alto fra i contatori Shelly passati da queste pagine.

ModelloStorico a bordoCanaliPortataPrezzo
Shelly Pro 3EM-3CT6360 giorni3 + neutro63 A98,49 €
Shelly Pro 3EM 120A V245 giorni3 + neutro120 A149,90 €
Shelly 3EM-63W Gen37 giorni363 A66,99 €
Shelly Pro EM 5060 giorni250 A79,90 €
Shelly EM Gen310 giorni250 A57,90 €

Due mesi di storico a un minuto di risoluzione cambiano il tipo di domanda a cui puoi rispondere. Con sette giorni vedi se ieri hai autoconsumato; con sessanta confronti un mese di agosto con un mese di ottobre e capisci come cambia la quota di autoconsumo quando le giornate si accorciano. L’orologio interno mantiene i riferimenti temporali corretti anche quando la connessione cade, quindi i record restano coerenti.

L’esportazione in CSV per i valori registrati e l’accesso in JSON tramite RPC permettono poi di portare tutto in un sistema esterno e conservarlo a tempo indeterminato. La lettura corretta dei dati di scambio è il tema della guida sull’autoconsumo fotovoltaico, e il confronto con quello che registra il contatore del distributore sta nella guida al contatore bidirezionale.

Modbus, Ethernet e tre errori nell’inserzione

Sul piano della connettività questo modello prende tutto dalla famiglia Pro. Wi-Fi ed Ethernet restano attivi insieme, il Bluetooth 4.2 serve alla sola inclusione, e ai protocolli di casa (MQTT, RPC, scripting, venti webhook con cinque URL ciascuno) si aggiunge il Modbus, che apre la strada agli impianti industriali e ai PLC.

Tre punti dell’inserzione italiana vanno però corretti prima dell’acquisto.

Il primo riguarda il relè. La documentazione Shelly scrive che l’apparecchio non ne ha uno e che il comando di un contattore passa dallo Shelly Pro 3EM Switch Add-on, da collegare all’interfaccia seriale. Il quinto punto elenco dell’inserzione promette invece di impostare «timer e orari personalizzati per ogni canale», una funzione che con il solo contatore non esiste.

Il secondo riguarda il blocco A+. Il riquadro dedicato allo scripting recita «Shelly Pro 3PM supporta completamente la programmazione mjS», citando un modello diverso (il Pro 3PM è un relè trifase) e storpiando il nome del motore di script, che si chiama mJS. Nello stesso blocco due riquadri distinti, quello sui registri dati e quello sul Modbus, portano la stessa frase di descrizione.

Il terzo riguarda il KNXnet/IP, che la descrizione dell’inserzione presenta come protocollo supportato. La pagina tecnica di Shelly per questo modello elenca Modbus, MQTT, HTTP e WebSocket, senza citare KNX. Chi progetta un’integrazione su quel bus conviene che verifichi prima con il costruttore.

Il ruolo accanto a un accumulo da balcone

Qui sta la ragione per cui un contatore trifase interessa chi ha un impianto da balcone con batteria.

Un accumulo che insegue il fabbisogno di casa deve sapere quanta corrente la casa sta prelevando dalla rete in quel momento, altrimenti scarica a potenza fissa e sbaglia in entrambe le direzioni. Marstek, per le serie Venus e Jupiter, elenca fra i contatori esterni ammessi i propri CT002 e CT003 più Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50: la famiglia Pro 3EM rientra, e questa variante ne fa parte.

Su una casa trifase il vantaggio è concreto, perché un accumulo che legge una sola fase regola sulla fase sbagliata due volte su tre. Il Marstek Venus D e il Jupiter C+ trovano qui una soluzione completa a un prezzo intermedio fra il CT002 a 84,99 € e il Pro 3EM V2 a 149,90 €. Il funzionamento di questi sistemi è descritto nella guida alla batteria plug and play e, per gli impianti con più fasi, nella guida all’accumulo fotovoltaico trifase.

Costruzione e limiti ambientali

Il corpo è in plastica bianca, il montaggio su guida DIN occupa un modulo, e il consumo proprio resta sotto i 3 W, circa 26 kWh l’anno. Il trasformatore 3CT63 dichiara una rigidità dielettrica di 1.000 V CA per 60 secondi e accetta conduttori da 0,2 a 2,5 mm² sui propri morsetti.

Il limite da tenere d’occhio è la temperatura: da -20 a +40 °C con umidità dal 30 al 70 per cento. Quaranta gradi sono pochi per un quadro chiuso addossato a una parete esposta a sud in una estate italiana, e il valore è lo stesso su tutta la gamma Shelly. L’apparecchio ha un sensore di temperatura interno che riporta il dato, quindi il problema si vede prima che diventi un guasto. La quota massima dichiarata è di 2.000 metri.

Conclusione

Lo Shelly Pro 3EM-3CT63 è la versione sensata del contatore trifase di punta per chi vive in una casa e non in un capannone. Prende l’elettronica completa della famiglia Pro, cioè quattro quadranti, Wi-Fi ed Ethernet insieme, Modbus, scripting, classe B e sessanta giorni di storico, e la accoppia a un sensore dimensionato per un impianto domestico invece che per una cabina.

Il risultato è un apparecchio che costa 51,41 € meno del Pro 3EM 120A V2 e che su una casa italiana misura esattamente le stesse cose con la stessa precisione dichiarata. Il prezzo di quel risparmio è il montaggio: i conduttori passano in aperture da 9 mm e vanno scollegati, quindi l’intervento dell’elettricista è più lungo di una pinza da chiudere.

Compralo se la casa è trifase, se il quadro ha spazio per un modulo e se vuoi due mesi di storico a bordo senza dipendere dal cloud. Scegli un modello più piccolo se l’impianto è monofase e ti basta leggere lo scambio con la rete: in quel caso l’EM Gen3 a 57,90 € fa il lavoro con due canali e una pinza che si apre.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra Pro 3EM-3CT63 e Pro 3EM 120A V2?

Il sensore di corrente. Il 120A V2 arriva con tre pinze apribili da 120 A che si chiudono attorno ai cavi senza toccarli; questo modello arriva con il 3CT63, un blocco unico di tre trasformatori da 63 A in cui i conduttori vanno infilati. Cambiano portata e prezzo, 98,49 € contro 149,90 €, mentre processore, quattro quadranti, Wi-Fi, Ethernet e classe B restano identici. Su una casa italiana con contratto da 3 kW la portata da 63 A resta comunque quattro volte quella richiesta.

Come si monta il trasformatore 3CT63?

Si aggancia sopra l'interruttore automatico generale e i tre conduttori di fase passano attraverso aperture da 9 mm di diametro. Questo significa staccare i cavi dai morsetti dell'interruttore, infilarli nel blocco e ricollegarli, quindi il quadro va aperto e messo fuori tensione. È un lavoro da elettricista abilitato, come per il Marstek CT002 e per gli altri misuratori da quadro.

Serve su un impianto da balcone monofase?

Può servire, e in quel caso i tre canali diventano tre punti di misura indipendenti sulla stessa fase: uno sulla linea generale, uno sulla produzione fotovoltaica, uno su un carico che vuoi seguire da vicino, come la pompa di calore o la colonnina. Per la sola lettura dello scambio con la rete esistono però modelli da uno o due canali che costano molto meno, e la scelta dipende da quanti punti vuoi leggere.

Ha un relè per accendere e spegnere i carichi?

No, e la documentazione Shelly lo dice in modo esplicito. Il quinto punto elenco dell'inserzione italiana promette invece di impostare «timer e orari personalizzati per ogni canale»: quella funzione richiede lo Shelly Pro 3EM Switch Add-on, che si collega all'interfaccia seriale e si acquista separatamente. L'apparecchio da solo misura e comunica, senza commutare nulla.

Quanti giorni di storico conserva?

Almeno 60 giorni con risoluzione di un minuto, secondo la scheda tecnica del costruttore. È il valore più alto fra i contatori Shelly analizzati qui: il Pro 3EM 120A V2 dichiara almeno 45 giorni e il 3EM-63 Gen3 soltanto 7. I dati si esportano in CSV per i valori registrati e in JSON tramite RPC, quindi l'archivio si può portare in un sistema esterno come Home Assistant e conservare per anni.

Funziona come contatore esterno per un accumulo Marstek?

Sì. Marstek, per le serie Venus e Jupiter, elenca fra i contatori ammessi i propri CT002 e CT003 più tre apparecchi Shelly: Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50. L'elenco nomina la famiglia Pro 3EM senza distinguere le varianti hardware, quindi il 3CT63 rientra. È la funzione che permette a un accumulo di inseguire il consumo di casa invece di scaricarsi a potenza fissa.

Wi-Fi ed Ethernet funzionano davvero insieme?

Sì, ed è la caratteristica più utile di tutta la famiglia Pro. I due canali possono restare attivi nello stesso momento e ognuno si può disattivare a scelta, quindi il cavo fa da riserva quando la radio cade. Su un apparecchio che pilota la scarica di una batteria questa ridondanza vale, perché un contatore muto lascia l'accumulo senza il dato su cui regolarsi. Il Bluetooth 4.2 serve alla sola fase di inclusione.

La classe B vale per fatturare energia?

No. Shelly dichiara la classe B per l'energia attiva secondo la IEC 62053-21, precisando che la conformità si basa su prove interne di validazione. È un'informazione sulla qualità della catena di misura, e resta diversa da una certificazione MID rilasciata da un ente notificato, che è il requisito per fatturare energia a terzi. Per il monitoraggio domestico e per pilotare un accumulo la distinzione non ha effetti pratici.

Cosa misura in quattro quadranti?

Contare in quattro quadranti significa tenere separate l'energia attiva prelevata e quella immessa, e fare lo stesso con la componente reattiva in anticipo e in ritardo. Per un impianto fotovoltaico è la funzione decisiva, perché senza quella separazione un contatore somma tutto e restituisce un numero da cui non si capisce quanta energia hai autoconsumato. L'apparecchio riporta anche l'energia attiva e reattiva fondamentale, cioè al netto delle armoniche.

Quanto consuma?

Meno di 3 W secondo la scheda tecnica, cioè circa 26 kWh l'anno se resta acceso sempre, poco più di 6 € a 0,25 €/kWh. È il consumo tipico della famiglia Pro e si spiega con due radio, la porta Ethernet, quattro canali di misura e il processore ESP32 sempre attivo. I modelli Gen3 restano sotto i 2 W perché rinunciano all'Ethernet.

Guide utili sull'argomento