Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Misuratore di energia trifase o a tre canali monofase, senza relè |
|---|---|
| Codice modello | S3EM-003CXCEU63 |
| Varianti | 3EM-63W a fili (questa) e 3EM-63T a morsetti piatti |
| Canali di misura | 3, come tre fasi oppure tre circuiti monofase indipendenti |
| Campo di misura della corrente | da 0 a 63 A per fase, saturazione a 130 A |
| Precisione sulla corrente | ±1 % da 2 a 63 A, ±2 % da 1 a 2 A, ±5 % sotto 1 A |
| Campo di misura della tensione | da 220 a 240 V, 50 / 60 Hz |
| Precisione sulla tensione | migliore di ±1 % |
| Classe di precisione | Classe B sull'energia attiva |
| Tipo di misura | quattro quadranti, prelievo e immissione contati separatamente |
| Soglia di non carico | 30 VA per canale secondo la documentazione Shelly |
| Contatto di comando | assente, è un apparecchio di sola misura |
| Connettività | Wi-Fi 802.11 b/g/n a 2,4 GHz, Bluetooth 4.2. Nessuna porta Ethernet |
| Protocolli | MQTT, HTTP, WebSocket con TLS, scripting, webhook |
| Memoria dati locale | almeno 7 giorni con risoluzione di 1 minuto |
| Alimentazione | da 220 a 240 V, 50 / 60 Hz |
| Consumo proprio | sotto 2 W |
| Passaggio dei conduttori | foro da 8 mm di diametro per fase |
| Protezione richiesta a monte | 63 A, curva B o C, potere di interruzione 6 kA |
| Dimensioni | 21 × 54 × 42 mm |
| Peso | 58 g |
| Montaggio | sopra o sotto gli interruttori su guida DIN |
| Temperatura di esercizio | da -20 a +40 °C, umidità dal 30 al 70 % |
| Quota massima | 2.000 m |
| Certificazione | CE. Nessuna omologazione MID |
| Ricambi garantiti nella UE | 2 anni |
| Prezzo indicativo | 66,99 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
Lo Shelly 3EM-63W Gen3 misura tre circuiti a 66,99 €, un prezzo per canale che nessun altro apparecchio della famiglia raggiunge. Nasce per le forniture trifase e in una casa italiana, quasi sempre monofase, il suo interesse sta altrove: i tre canali possono seguire tre rami distinti dello stesso impianto, per esempio la linea generale, il fotovoltaico e l'accumulo. Il prezzo di quel vantaggio è un montaggio più invasivo, perché i conduttori passano dentro il modulo invece di essere abbracciati da una pinza. La valutazione nasce dalla documentazione tecnica di Shelly e dalla scheda dell'inserzione su Amazon.it.
A favore
- Tre canali a 22,33 € ciascuno, il costo per misura più basso del catalogo Shelly
- Precisione ±1 % già da 2 A, quindi il grosso dei consumi domestici cade nella fascia migliore
- Quattro quadranti: separa prelievo e immissione e conta anche la potenza reattiva
- Consuma meno di 2 W e occupa 21 mm di larghezza sopra o sotto gli interruttori
- MQTT, scripting e webhook con TLS, quindi lavora in locale dentro Home Assistant
Contro
- I conduttori vanno fatti passare nei fori da 8 mm: si scollega e si ricollega, non è una pinza da chiudere
- Nessun contatto di comando: misura e basta, a differenza del Pro EM 50
- Nessuna porta Ethernet, e dentro un quadro metallico il Wi-Fi resta il punto debole
- Solo 7 giorni di storico interno, contro i 60 del Pro EM 50
- L'inserzione promette funzionamento via LAN e timer per canale, funzioni che l'apparecchio non ha
- Non compare fra i contatori esterni che Marstek elenca per i suoi accumuli
- Due anni di ricambi garantiti nella UE, contro i cinque del Pro EM 50
Ventidue euro per canale, il conto che rende interessante questo apparecchio
Il catalogo Shelly dei misuratori si legge bene in una sola colonna: il costo per canale di misura. L’EM Gen3 costa 57,90 € per due canali, e uno dei due resta muto finché non compri la seconda pinza. Il Pro EM 50 costa 79,90 € per due canali completi, cioè 39,95 € ciascuno. Il 3EM-63W Gen3 costa 66,99 € per tre canali, cioè 22,33 € ciascuno.
È il prezzo più basso della famiglia, e non arriva gratis. Il risparmio si paga con un’installazione più invasiva, con l’assenza di qualsiasi funzione di comando e con una memoria interna ridotta a sette giorni. Vale la pena capire in quali situazioni quel compromesso conviene.
Trifase in Italia, e il motivo per cui non è questo il punto
Il nome dice trifase e in Italia la fornitura domestica trifase è rara. Le utenze residenziali standard sono monofase fino a 6 kW, e il trifase compare nelle villette con pompa di calore, nei laboratori, in qualche casa con potenza impegnata sopra i 6 kW. Un impianto da balcone, che per definizione sta sotto gli 800 W di immissione, con il trifase ha poco a che spartire.
Il valore reale del 3EM-63W Gen3 sta in una frase della documentazione Shelly: l’apparecchio misura una fornitura trifase oppure tre circuiti monofase indipendenti. Ed è la seconda modalità quella interessante.
Un impianto da balcone maturo, con moduli, microinverter e batteria, ha tre rami che meritano una misura separata: la linea generale verso il contatore, il ramo del fotovoltaico e il ramo dell’accumulo. Con un apparecchio a due canali ne segui due e stimi il terzo. Con questo li leggi tutti e tre in tempo reale, e da lì ricavi senza calcoli quanto produce l’impianto, quanto carica e scarica la batteria, quanto entra ed esce dalla rete. Il metodo di lettura dei tre flussi è quello descritto nella guida sull’autoconsumo fotovoltaico.
Il filo passa dentro: l’installazione è un’altra cosa
Qui sta il compromesso principale, e va spiegato con precisione perché è la ragione per cui molti sceglieranno un altro modello.
I misuratori con pinza amperometrica, come l’EM Gen3 e il Pro EM 50, si installano senza toccare il circuito: la pinza si apre, abbraccia il conduttore di fase e si richiude. Il cavo resta collegato, nessun morsetto viene allentato.
Il 3EM-63W Gen3 lavora in modo diverso. Ogni fase attraversa fisicamente il modulo passando in un foro da 8 mm di diametro, dimensione che accoglie i conduttori isolati tipici di una fornitura domestica da 6 o 10 mm². Per installarlo bisogna aprire l’interruttore generale, scollegare i conduttori dai morsetti, infilarli nei fori del misuratore e ricollegarli. Il modulo si posiziona sopra o sotto gli interruttori sulla guida DIN, quindi il cablaggio va anche riordinato.
Il risultato pratico: l’intervento dura di più, richiede di togliere tensione all’abitazione e lascia meno margine di errore. In Italia rientra comunque nel D.M. 37/2008, quindi lo esegue un’impresa abilitata che rilascia la dichiarazione di conformità della modifica. Il costo dell’intervento sale rispetto a un montaggio con pinza, e con esso il conto complessivo.
Quattro quadranti, tradotti in pratica
La misura in quattro quadranti è la caratteristica tecnica più seria di questo apparecchio, e nelle schede commerciali compare senza spiegazioni.
I quattro quadranti sono le combinazioni fra il verso del flusso e la natura della potenza. Due riguardano la potenza attiva, quella che produce lavoro utile: attiva prelevata dalla rete e attiva immessa in rete. Due riguardano la potenza reattiva, quella che i carichi induttivi e capacitivi fanno oscillare avanti e indietro senza consumarla: reattiva induttiva e reattiva capacitiva.
Per un impianto da balcone i primi due quadranti sono quelli che pagano la bolletta. Separare prelievo e immissione è l’unico modo per sapere quale parte della produzione stai usando davvero, il numero che decide se un accumulo si ripaga. Gli altri due servono a leggere il fattore di potenza: un frigorifero, una pompa e un alimentatore di vecchia generazione assorbono corrente reattiva, e quando il fattore di potenza scende sotto 0,9 la corrente che scorre nei cavi cresce senza che l’energia utile aumenti.
Nelle utenze domestiche italiane la potenza reattiva non viene fatturata, quindi il dato ha valore diagnostico. Serve a riconoscere un carico che lavora male e, in un impianto con accumulo plug and play, a capire perché l’inverter della batteria fatica a compensare certi consumi.
Sessantatré ampere su una casa da tre chilowatt
Il campo di misura arriva a 63 A per fase con saturazione a 130 A, valori dimensionati per un quadro di distribuzione e non per una casa.
Una fornitura domestica italiana da 3 kW impegna circa 13 A, una da 6 kW ne impegna 27 A. Si lavora quindi nel primo terzo della scala, e la domanda giusta è dove comincia la fascia di precisione migliore. Shelly dichiara ±1 % già da 2 A, che a 230 V corrispondono a circa 460 W. Sopra quel livello cadono lavatrice, forno, piano a induzione, scaldabagno e l’intera produzione di un impianto da 800 W: la misura resta nella fascia buona quasi sempre.
Sotto i 2 A la tolleranza sale a ±2 %, e sotto 1 A arriva a ±5 %. In più la documentazione riporta una soglia di non carico di 30 VA per canale, cioè circa 130 mA a 230 V: sotto quel valore il canale segna zero. Il titolo dell’inserzione parla invece di “nessuna soglia di carico”, una formulazione che il dato tecnico non conferma. Per il monitoraggio di un impianto da balcone la differenza è teorica, perché produzione e prelievo domestico stanno sempre ben sopra quei 30 VA.
Quello che l’inserzione promette e il dispositivo non ha
Tre affermazioni della scheda su Amazon.it meritano una correzione, e la fonte più solida per farlo è la stessa inserzione, che si contraddice da sola.
Il quarto punto elenco annuncia “funzionamento via LAN e Wi-Fi”. La documentazione Shelly per il 3EM-63 Gen3 riporta Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 4.2, senza alcuna porta Ethernet. La LAN è una prerogativa della linea Pro, e su questo modello non esiste.
Il quinto punto elenco promette “timer e orari personalizzati per ogni canale”. Il primo punto elenco, poche righe sopra, precisa che l’apparecchio non ha capacità di commutazione. Le due frasi non possono essere vere insieme, e vale la seconda: il 3EM-63W Gen3 è uno strumento di sola misura, senza relè né contatto pulito.
La tabella dei dettagli, infine, riporta voci come “tipo di contatto: normalmente aperto”, “corrente nominale dei contatti: 63 A” e “voltaggio della bobina: 240 V”. Sono campi della categoria merceologica dei contattori, riempiti automaticamente con i dati di misura. Chi comprasse questo apparecchio aspettandosi di comandare un carico resterebbe deluso, e per quel lavoro serve il Pro EM 50 con il suo contatto da 2 A.
Alternative a confronto
| Apparecchio | Canali | Installazione | Rete | Comando | Prezzo | Costo per canale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Shelly 3EM-63W Gen3 | 3 | conduttori da infilare | solo Wi-Fi | assente | 66,99 € | 22,33 € |
| Shelly Pro EM 50A | 2 | 2 pinze da chiudere | Ethernet + Wi-Fi | contatto 2 A | 79,90 € | 39,95 € |
| Shelly EM Gen3 | 2 | 1 pinza da chiudere | solo Wi-Fi | assente | 57,90 € | circa 37,70 € con la 2ª pinza |
| Wattmetro da presa | 1 presa | si infila e basta | variabile | presa comandata | circa 20,00 € | 20,00 € |
La tabella mette in fila il compromesso. Il 3EM vince nettamente sul costo per canale e perde su tutto il resto: rete, comando, memoria e semplicità di montaggio. Chi ha davvero tre rami da seguire fa il conto e sceglie il 3EM; chi ne ha due paga 12,91 € in più e prende il Pro, che gli risparmia un intervento più lungo e gli lascia la possibilità di comandare un carico.
Per chi ha senso
Ha senso per chi ha una fornitura trifase, situazione in cui non ci sono alternative economiche di questa qualità. Ha senso per chi ha un impianto da balcone articolato in tre rami e vuole vederli tutti separatamente, tipicamente rete, fotovoltaico e accumulo. Ha senso per chi ha già l’elettricista al lavoro sul quadro per altri motivi, perché il costo aggiuntivo dell’intervento si diluisce.
Ha meno senso per chi vuole soltanto conoscere il proprio autoconsumo prima di comprare l’impianto, e nemmeno per chi punta a comandare un carico con l’eccedenza solare. In quei due casi il Pro EM 50 costa 12,91 € in più e risolve entrambi i problemi. Chi invece deve solo capire quanto assorbe un singolo elettrodomestico trova la strada più corta nel wattmetro da presa.
Conclusione
A 66,99 € il 3EM-63W Gen3 è il modo meno caro per portare tre misure vere dentro un quadro elettrico, con una precisione dell’1 % già da 2 A e la lettura in quattro quadranti che separa prelievo e immissione. Per un impianto da balcone con moduli, microinverter e batteria è l’apparecchio che chiude il quadro dei flussi senza calcoli intermedi.
Il voto si ferma a 3,8 per tre ragioni concrete. L’installazione chiede di scollegare i conduttori e infilarli nel modulo, quindi un intervento più lungo e a impianto spento. La dotazione rinuncia a Ethernet, contatto di comando e memoria estesa, tre cose che il Pro EM 50 offre per 12,91 € in più. E la scheda dell’inserzione promette LAN e timer che l’apparecchio non ha, una discrepanza da conoscere prima di ordinare. Se i canali da coprire sono tre, il conto torna comunque a favore di questo modello.
Domande frequenti
Ha senso un misuratore trifase se casa mia è monofase?
Ha senso se ti servono più misure contemporanee. Il 3EM-63W Gen3 accetta tre circuiti monofase indipendenti oltre alla configurazione a tre fasi, quindi in una casa con fornitura monofase puoi seguire la linea generale, il ramo del fotovoltaico e quello dell'accumulo con un solo apparecchio da 66,99 €. Con due misuratori a due canali spenderesti di più e occuperesti più spazio nel quadro.
Che differenza c'è fra la versione W e la versione T?
Cambia il modo in cui i conduttori entrano nel dispositivo. La versione W, quella recensita qui, ha fili e fori di passaggio da 8 mm di diametro. La versione T ha morsetti piatti e misura 31 mm di profondità invece di 21. La scelta dipende da come è cablato il quadro, e in entrambi i casi il conduttore va scollegato per essere inserito.
L'installazione è più difficile rispetto a un misuratore con pinza?
Sì, ed è la differenza pratica più importante. Una pinza amperometrica si apre, si richiude attorno al cavo e il circuito non viene mai interrotto. Qui i conduttori di fase devono attraversare fisicamente il modulo, quindi vanno scollegati dai morsetti, infilati nei fori e ricollegati. Serve staccare l'interruttore generale e serve un'impresa abilitata secondo il D.M. 37/2008.
Cosa significa misura in quattro quadranti?
Significa che il misuratore classifica l'energia in quattro combinazioni: potenza attiva prelevata, potenza attiva immessa, potenza reattiva induttiva e potenza reattiva capacitiva. Per il fotovoltaico contano soprattutto i primi due, perché separano quello che compri da quello che regali alla rete. I quadranti reattivi aiutano a riconoscere carichi come motori e alimentatori, che assorbono corrente senza produrre lavoro utile.
63 A non sono troppi per una casa da 3 kW?
Sono abbondanti e non danneggiano la misura. Una fornitura domestica da 3 kW impegna circa 13 A, una da 6 kW arriva a 27 A, quindi si lavora nel primo terzo della scala. Quello che conta è dove inizia la fascia di precisione migliore, e Shelly la dichiara già da 2 A: sopra i 460 W circa l'errore resta entro l'1 %. Il margine fino a 63 A serve semmai per un futuro contatore più grande o una colonnina di ricarica.
L'inserzione parla di LAN e di timer, è vero?
No, e conviene saperlo prima di ordinare. La documentazione Shelly per il 3EM-63 Gen3 riporta Wi-Fi e Bluetooth senza alcuna porta Ethernet, e descrive l'apparecchio come strumento di sola misura privo di capacità di commutazione. Lo dice anche il primo punto elenco della stessa inserzione. I riferimenti a LAN, timer per canale e contatti di commutazione appartengono ad altri prodotti della famiglia Shelly.
Funziona come contatore esterno per un accumulo Marstek?
Nelle liste di compatibilità note gli accumuli Marstek accettano il proprio CT002, lo Shelly Pro 3EM, lo Shelly EM Gen3 e lo Shelly Pro EM 50. Il 3EM-63W Gen3 non compare fra questi, quindi chi compra il misuratore proprio per pilotare una batteria dovrebbe verificare l'elenco dentro l'app Marstek prima dell'acquisto. Per quell'uso lo Shelly EM Gen3 resta la scelta documentata.
Sette giorni di memoria bastano?
Bastano a coprire una disconnessione del Wi-Fi e non bastano a costruire un profilo di consumo. Una settimana comprende un weekend e cinque giorni feriali, quindi dà un'idea del ritmo domestico senza intercettare le variazioni stagionali. Chi vuole dati su cui dimensionare un impianto conviene che li faccia confluire in Home Assistant o in un database via MQTT, dove restano quanto vuoi.
Quanta corrente serve prima che il misuratore la conti?
La documentazione Shelly indica una soglia di non carico di 30 VA per canale, che a 230 V corrispondono a circa 130 mA. Sotto quel valore il canale riporta zero. È un dettaglio da tenere presente per chi vuole misurare i consumi di standby più piccoli, e per il monitoraggio di un impianto da balcone resta irrilevante, perché produzione e prelievo domestico stanno sempre parecchio sopra.
Meglio questo o il Pro EM 50?
Dipende da quante misure ti servono e da come è messo il quadro. Il 3EM-63W dà tre canali a 66,99 € e chiede di scollegare i conduttori. Il Pro EM 50 dà due canali a 79,90 €, arriva con due pinze che non interrompono nulla, ha la porta Ethernet, un contatto per comandare un contattore e 60 giorni di storico. Per un impianto da balcone tipico il Pro è più completo, il 3EM conviene quando i rami da seguire sono tre.