Contatore di energia trifase da guida DIN con pinze amperometriche · Shelly

Shelly Pro 3EM 120A V2 (contatore trifase da guida DIN)

  • Tre canali da 120 A con misura in quattro quadranti, quindi legge prelievo e immissione separatamente
  • Wi-Fi ed Ethernet attivi insieme, con MQTT, scripting e webhook già a bordo
  • Marstek lo elenca fra i contatori esterni ammessi dai propri accumuli da balcone
  • Classe B per l'energia attiva secondo la IEC 62053-21, dichiarata su prove del costruttore
  • Largo un modulo DIN e pesante 62 g, con meno di 3 W di consumo proprio

da 149,90 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 11 settembre 2026

Shelly Pro 3EM 120A V2
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Contatore di energia trifase o monofase da guida DIN, con pinze amperometriche
Canali di misura 3 fasi più il neutro
Pinze nella confezione 3 pinze da 120 A; la pinza per il neutro è un accessorio separato
Intervallo di corrente da 0 a 120 A per canale
Precisione in corrente ±1 % da 2 a 120 A, ±2 % da 1 a 2 A, ±5 % da 0 a 1 A
Intervallo di tensione misurato da 100 a 260 V per fase, precisione ±1 %
Classe di precisione classe B per l'energia attiva, conformità IEC 62053-21 dichiarata su prove del costruttore
Grandezze misurate potenza attiva e apparente, energia attiva e apparente, fattore di potenza, energia attiva e reattiva fondamentale
Soglia di non funzionamento 30 VA per canale
Carico minimo per la calibrazione fra canali 500 W per canale
Memoria dati almeno 45 giorni con risoluzione di 1 minuto secondo la scheda tecnica
Esportazione dati CSV per i valori registrati, JSON tramite RPC
Alimentazione da 100 a 260 V CA, 50/60 Hz
Consumo proprio meno di 3 W
Protezione esterna richiesta curva B o C, 16 A massimi, potere di interruzione minimo 6 kA
Connettività Wi-Fi 802.11 b/g/n, Ethernet RJ45, Bluetooth 4.2 per la sola inclusione
Matter disponibile dopo l'aggiornamento all'ultimo firmware
Protocolli MQTT, scripting, webhook (20 azioni con 5 URL ciascuna); CoAP assente
Processore e memoria ESP32-D0WDQ6, 16 MB di flash
Interfaccia add-on connettore seriale proprietario per lo Shelly Pro 3EM Switch Add-on
Morsetti da 0,5 a 2,5 mm², coppia massima 0,4 Nm, spelatura da 6 a 7 mm
Dimensioni e peso 94 × 19 × 69 mm, 62 g, montaggio su guida DIN
Temperatura di esercizio da -20 a +40 °C, umidità dal 30 al 70 %
Valutazioni 4,5 su 5 con 65 valutazioni globali su Amazon.it
Prezzo indicativo 149,90 € su Amazon.it, 157,90 € nello store Shelly

Il giudizio in breve

Lo Shelly Pro 3EM 120A V2 è il contatore più completo del catalogo Shelly: tre canali da 120 A letti con pinze amperometriche, misura in quattro quadranti, Wi-Fi ed Ethernet attivi nello stesso momento e la compatibilità Matter dopo un aggiornamento. Per un impianto fotovoltaico da balcone la domanda vera è un'altra: quanto di questa capacità serve davvero su una casa italiana con un contratto da 3 kW monofase. La valutazione nasce dalla documentazione tecnica di Shelly per la versione V2, dalla tabella dell'inserzione su Amazon.it e dal confronto con i misuratori già analizzati qui.

A favore

  • Misura in quattro quadranti su tre canali, quindi separa l'energia prelevata da quella immessa fase per fase
  • Wi-Fi ed Ethernet possono restare attivi insieme, una ridondanza rara in questa fascia
  • Precisione dichiarata ±1 % da 2 a 120 A e ±1 % sulla tensione, con classe B per l'energia attiva
  • Marstek lo elenca fra i contatori esterni ammessi dagli accumuli Venus, Jupiter e B2500
  • MQTT, scripting e venti webhook a bordo: funziona in locale senza passare dal cloud
  • Interfaccia per l'add-on a relè, che aggiunge un contatto di comando senza cambiare apparecchio
  • Largo un solo modulo DIN e leggero 62 g, con meno di 3 W di consumo proprio
  • Esportazione dei dati in CSV e in JSON tramite RPC, quindi archivio consultabile fuori dall'app

Contro

  • 149,90 € sono più del doppio di quanto costa lo Shelly 3EM-63W Gen3, che copre anch'esso tre fasi
  • L'inserzione italiana promette cinque pinze nella confezione, mentre Shelly ne dichiara tre con quella del neutro come accessorio
  • La scheda tecnica indica almeno 45 giorni di memoria, il testo della stessa pagina e l'inserzione parlano di 60
  • 120 A per fase sono otto volte la corrente di un contratto domestico da 3 kW
  • La classe B è dichiarata su prove del costruttore, quindi l'apparecchio non è utilizzabile per fatturazione
  • La temperatura massima di esercizio è 40 °C, un limite stretto per un quadro esposto al sole
  • La tabella dell'inserzione trascina campi da relè, come il tipo di contatto e il materiale, che questo apparecchio non ha
  • Matter arriva solo dopo l'aggiornamento del firmware, mentre l'inserzione lo presenta come funzione già disponibile

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 3,0
Precisione e metrologia 4,0
Dotazione e connettività 5,0
Documentazione e trasparenza 3,5
Idoneità al fotovoltaico da balcone 3,0

Voto complessivo: 3,7 / 5 media delle voci qui sopra

Un contatore trifase largo un modulo

Lo Shelly Pro 3EM 120A V2 è un misuratore da quadro elettrico. Occupa un modulo DIN, pesa 62 g e legge fino a quattro canali: le tre fasi più il neutro.

La misura arriva da pinze amperometriche che si chiudono attorno ai conduttori senza tagliarli, e dalle tensioni di fase portate su morsetti a vite. Da queste due grandezze l’apparecchio ricava potenza attiva e apparente, energia attiva e apparente, fattore di potenza, energia attiva e reattiva fondamentale, e li espone all’app, alla rete locale e al cloud.

Il dettaglio che conta per il fotovoltaico è la misura in quattro quadranti: l’energia che entra e quella che esce restano contate separatamente, fase per fase. È la base di qualunque ragionamento sull’autoconsumo, e la guida sull’autoconsumo fotovoltaico spiega perché senza quel dato si naviga a intuito.

Centoventi ampère su un contratto da 3 kW

Prima dei pregi tecnici va affrontata la questione del dimensionamento, perché su un impianto da balcone italiano è la domanda decisiva.

Un contratto domestico da 3 kW mette a disposizione 3,3 kW, cioè circa 14,3 A a 230 V. Un contratto da 6 kW arriva a circa 28,7 A. I 120 A per canale di questo apparecchio coprono un impianto trifase da oltre ottanta kilowatt.

Questo non lo rende impreciso alle correnti piccole: la scheda dichiara ±1 % da 2 a 120 A, ±2 % da 1 a 2 A e ±5 % sotto 1 ampère, quindi un balcone che immette 300 W (1,3 A) cade nella fascia al 2 % e uno che ne immette 150 W nella fascia al 5 %. La soglia di non funzionamento è di 30 VA per canale, quindi la produzione di un impianto da balcone viene comunque contata.

Il punto resta economico. A 149,90 € l’apparecchio costa più del doppio di misuratori che su una casa monofase fanno lo stesso lavoro con lo stesso grado di precisione nella fascia utile.

Tre pinze, non cinque

L’inserzione italiana apre il primo punto elenco così: «si installa nel quadro elettrico esistente avvalendosi delle 5 pinze amperometriche toroidali incluse».

La documentazione Shelly dice un’altra cosa, e la dice in modo netto: l’apparecchio viene fornito con tre pinze di serie, una per fase, e la pinza per il neutro compare nello schema di collegamento con l’annotazione «opzionale, non inclusa».

Per chi compra la differenza è concreta. Il quarto canale è la ragione principale per preferire questo modello a un misuratore a tre canali, perché su un impianto trifase squilibrato il neutro porta corrente e conoscerla serve. Chi la vuole deve aggiungere un accessorio all’ordine.

Vale anche la lettura al contrario: su un impianto monofase, quello della stragrande maggioranza delle case italiane, le tre pinze bastano e avanzano, perché diventano tre punti di misura indipendenti sulla stessa fase.

Quarantacinque giorni, oppure sessanta

La seconda divergenza sta dentro la pagina del costruttore.

La tabella delle specifiche della versione V2 riporta alla voce memoria: «almeno 45 giorni con risoluzione di 1 minuto». Il testo descrittivo poco più in alto sulla stessa pagina annuncia invece «60 giorni di storico sul dispositivo con risoluzione al minuto», e la tabella dell’inserzione su Amazon.it riprende quel numero nel titolo.

Quando una scheda tecnica e un testo di presentazione si contraddicono, il valore da assumere è quello della scheda. Chi ha bisogno di un archivio più lungo ha comunque una strada pulita: l’esportazione in CSV dei valori registrati e l’accesso in JSON tramite RPC permettono di portare i dati in un sistema esterno, per esempio Home Assistant, e tenerli per anni.

L’orologio interno mantiene i riferimenti temporali corretti anche quando la connessione cade, quindi i record restano coerenti.

Il contatore esterno degli accumuli Marstek

Qui sta la ragione per cui questo apparecchio interessa chi ha un impianto da balcone con batteria.

Un accumulo che insegue il fabbisogno di casa deve sapere quanta corrente la casa sta prelevando dalla rete, altrimenti scarica a potenza fissa e sbaglia in entrambe le direzioni. Marstek, per le serie Venus e Jupiter, indica i propri CT002 e CT003 più tre apparecchi Shelly: Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50.

Il Pro 3EM è quindi ammesso, ed è l’unico dei tre a coprire un impianto trifase con quattro canali. Chi ha un Marstek Venus D o un Jupiter C+ su una casa trifase trova qui la soluzione più completa; chi sta su una casa monofase ottiene lo stesso risultato con il CT002 a 84,99 € o con l’EM Gen3 a 57,90 €. Il funzionamento generale di questi sistemi è descritto nella guida alla batteria plug and play.

Wi-Fi ed Ethernet insieme, Matter dopo l’aggiornamento

Sul piano della connettività questo è il modello più ricco passato da queste pagine.

Wi-Fi ed Ethernet possono restare attivi nello stesso momento, e ognuno dei due canali si può disattivare a scelta. Su un apparecchio che pilota la scarica di una batteria la ridondanza vale: se il Wi-Fi cade, il cavo continua a portare i dati. Il Bluetooth 4.2 serve alla sola fase di inclusione.

Dentro ci sono un ESP32-D0WDQ6 e 16 MB di flash, che alimentano MQTT, lo scripting e venti webhook con cinque URL ciascuno. Sono gli strumenti con cui si accende uno scaldacqua quando il fotovoltaico supera una soglia, senza passare dal cloud. Il CoAP manca, quindi le integrazioni più vecchie basate su quel protocollo vanno riviste.

Il Matter è indicato come disponibile dopo l’aggiornamento all’ultimo firmware, mentre l’inserzione lo presenta come funzione già pronta. Il primo passo dopo il montaggio è quindi l’aggiornamento.

Resta una nota sulla tabella dell’inserzione, che ripete uno schema già visto sullo Shelly EM Mini Gen4 e sul 3EM-63W Gen3: compaiono campi da relè come «Tipo di contatto: Normalmente aperto» e «Materiale del contatto: Silver Alloy», e l’apparecchio finisce classificato fra i relè nelle classifiche Amazon. Un contatto di comando esiste, però sta nello Shelly Pro 3EM Switch Add-on, che si collega all’interfaccia seriale e si compra a parte.

Il confronto con gli altri misuratori

ModelloCanaliPortataMisura bidirezionalePrezzo
Shelly Pro 3EM 120A V23 + neutro120 Asì149,90 €
Shelly Pro EM 50250 Asì79,90 €
Shelly 3EM-63W Gen3363 Asì66,99 €
Shelly EM Gen3250 Asì57,90 €
Marstek CT0023100 Asì84,99 €
Shelly EM Mini Gen4116 Asì20,49 €

La tabella dice che il sovrapprezzo di questo modello non compra precisione, perché il ±1 % è il valore dichiarato anche dai fratelli minori. Compra tre cose: il quarto canale, l’Ethernet e la portata che serve fuori dal perimetro domestico.

Da segnalare che lo store Shelly vende lo stesso apparecchio a 157,90 €, quindi su Amazon.it costa otto euro in meno.

Per chi ha senso, e per chi no

Ha senso su una casa trifase, dove i tre canali servono davvero e il quarto sul neutro chiude il quadro. Ha senso anche dove il quadro è lontano dal router e il cavo Ethernet è l’unica connessione affidabile, oppure dove un accumulo Marstek deve leggere tutte e tre le fasi per regolare la scarica.

Ha senso infine per chi costruisce automazioni locali: scripting, MQTT e venti webhook su un apparecchio che misura quattro canali sono una base solida, e l’add-on a relè evita di aggiungere un secondo dispositivo.

Ha meno senso sul caso più comune, cioè l’appartamento monofase con contratto da 3 kW e un impianto da balcone da 800 W. Lì il 3EM-63W Gen3 a 66,99 € copre le stesse tre misure, e l’EM Gen3 a 57,90 € basta per leggere la linea generale e la produzione. Ottanta euro di differenza, su un impianto da balcone, valgono mezzo modulo.

Conclusione

Lo Shelly Pro 3EM 120A V2 è il misuratore più completo del catalogo: quattro canali, quattro quadranti, Wi-Fi ed Ethernet in parallelo, Matter dopo l’aggiornamento, scripting e MQTT a bordo, tutto in un modulo DIN da 62 grammi. La documentazione tecnica di Shelly resta fra le migliori della categoria, e permette di verificare ogni riga.

Due dettagli vanno però corretti rispetto a come li racconta l’inserzione: le pinze incluse sono tre e non cinque, e la memoria dichiarata nella scheda tecnica è di 45 giorni e non sessanta. Il terzo punto è di dimensionamento: 120 A per fase su un contratto domestico da 3 kW sono un margine che nessun impianto da balcone userà.

Compralo se la casa è trifase, se ti serve l’Ethernet nel quadro o se un accumulo deve leggere tutte le fasi. Scegli un modello più piccolo se l’obiettivo è misurare l’autoconsumo di un impianto da balcone su una linea monofase: in quella situazione la spesa in più non porta un dato migliore.

Domande frequenti

Serve davvero un contatore da 120 A per un impianto da balcone?

Raramente. Un contratto domestico italiano da 3 kW mette a disposizione 3,3 kW, cioè circa 14,3 A a 230 V; anche un contratto da 6 kW resta sotto i 30 A. I 120 A per canale di questo apparecchio servono su impianti trifase di taglia industriale o su colonnine di ricarica. Per leggere lo scambio con la rete di una casa monofase con un impianto da balcone bastano modelli molto più piccoli, come lo Shelly EM Gen3 con la sua pinza da 50 A.

Quante pinze amperometriche ci sono nella confezione?

Tre, una per fase. La documentazione Shelly è esplicita: l'apparecchio viene fornito con tre pinze di serie e quella per il conduttore di neutro è un accessorio opzionale. L'inserzione italiana su Amazon.it scrive invece «avvalendosi delle 5 pinze amperometriche toroidali incluse», un'indicazione che la scheda del costruttore non conferma. Chi vuole misurare anche il neutro deve mettere in conto un acquisto separato.

Quanti giorni di storico tiene in memoria?

Le due fonti non concordano, e conviene saperlo prima di contare su quel dato. La tabella delle specifiche della versione V2 indica «almeno 45 giorni con risoluzione di 1 minuto». Il testo descrittivo sulla stessa pagina Shelly e la tabella dell'inserzione su Amazon.it parlano invece di 60 giorni. Il valore prudente da assumere è quello della scheda tecnica, cioè 45 giorni, con l'esportazione periodica in CSV per conservare l'archivio più a lungo.

Funziona come contatore esterno per un accumulo Marstek?

Sì. Marstek, per le serie Venus e Jupiter, elenca fra i contatori ammessi i propri CT002 e CT003 più tre apparecchi Shelly: Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50. L'elenco nomina la famiglia senza distinguere le versioni hardware. È la funzione che permette a un accumulo come il Marstek Venus E 3.0 di inseguire il consumo di casa invece di scaricarsi a potenza fissa, come spiegato nella guida al fotovoltaico plug and play senza immissione in rete.

Posso usarlo su un impianto monofase?

Sì, e l'inserzione lo dichiara apertamente. Su un impianto monofase i tre canali diventano tre punti di misura indipendenti sulla stessa fase: uno sulla linea generale, uno sulla produzione fotovoltaica, uno su un carico che vuoi seguire da vicino, per esempio la pompa di calore o la colonnina. È un uso sensato di un apparecchio nato per tre fasi, e lo Shelly Pro EM 50 offre la stessa logica su due canali a metà prezzo.

La classe B vale per la fatturazione?

No. Shelly dichiara la classe B per l'energia attiva con riferimento alla IEC 62053-21, precisando che la conformità si basa su prove del costruttore. È un'informazione utile sulla qualità della catena di misura, e resta diversa da una certificazione MID rilasciata da un ente notificato, che è il requisito per fatturare energia a terzi. Per il monitoraggio domestico e per pilotare un accumulo la distinzione non ha effetti pratici.

Matter è già attivo quando lo ricevo?

Shelly indica Matter come funzione disponibile dopo l'aggiornamento all'ultimo firmware. L'inserzione italiana lo presenta invece come compatibilità già presente. In pratica il primo passaggio dopo il montaggio è l'aggiornamento, che si fa dall'app Shelly Smart Control o dall'interfaccia web locale. Il Bluetooth, va detto, serve soltanto alla fase di inclusione e non resta come canale di comunicazione.

Come si installa e chi può farlo?

L'apparecchio si monta su guida DIN dentro il quadro e occupa un modulo. Le pinze si chiudono attorno ai conduttori di fase senza tagliarli, e questa è la parte semplice; l'alimentazione e le tre tensioni di fase arrivano però su morsetti a vite da 0,5 a 2,5 mm² con coppia di 0,4 Nm, quindi il quadro va aperto e messo fuori tensione. È un lavoro da elettricista abilitato, come per il Marstek CT002 e per gli altri misuratori da quadro.

Che differenza c'è con lo Shelly 3EM-63W Gen3?

Il 3EM-63W Gen3 costa 66,99 €, misura fino a 63 A per canale e fa passare i conduttori attraverso aperture da 8 mm, quindi in fase di montaggio i cavi vanno scollegati. Questo Pro 3EM V2 arriva a 120 A con pinze apribili, aggiunge l'Ethernet, l'interfaccia per l'add-on a relè e il canale dedicato al neutro. Per un impianto da balcone su contratto monofase le differenze che contano davvero sono poche, e la recensione del 3EM-63W Gen3 spiega dove quel modello basta.

Consuma corrente anche lui?

Meno di 3 W secondo la scheda tecnica, cioè circa 26 kWh l'anno se resta acceso sempre, poco più di 6 € a 0,25 €/kWh. È il valore più alto fra i misuratori analizzati qui, alla pari con lo Shelly Pro EM 50, e si spiega con tre radio, quattro canali di misura e il processore ESP32 sempre attivo. Su un impianto che produce diverse centinaia di kilowattora l'anno resta una voce marginale, e vale la pena conoscerla.

Guide utili sull'argomento