Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Misuratore di energia monofase da incasso, un canale, senza relè |
|---|---|
| Tensione di misura | da 110 a 240 V in alternata, 50/60 Hz |
| Corrente di misura | da 0 a 16 A |
| Potenza massima misurabile | 3.840 W |
| Accuratezza dichiarata | ±1 % su tensione e ±1 % su corrente; nessuna classe IEC 62053 dichiarata |
| Misura bidirezionale | sì: l'interfaccia espone total_act_energy e total_act_ret_energy |
| Consumo proprio | meno di 1 W |
| Memoria dei dati | almeno 10 giorni con risoluzione di un minuto |
| Processore | ESP-Shelly-C68F |
| Memoria flash | 8 MB |
| Scripting | supportato |
| Wi-Fi | 802.11 b/g/n/ax a 2,4 GHz, fino a 30 m in interni |
| Bluetooth | 5.0, fino a 10 m in interni |
| Zigbee | 802.15.4 a 2,4 GHz, fino a 100 m in interni |
| Matter | compatibile |
| Morsetti | a vite, coppia massima 0,4 Nm |
| Sezione dei conduttori | da 0,5 a 4 mm² (20-11 AWG), spellatura da 6 a 7 mm |
| Protezione a monte richiesta | magnetotermico curva B o C, massimo 16 A, potere di interruzione minimo 6 kA |
| Montaggio | in scatola da incasso o dietro una presa |
| Temperatura di esercizio | da -20 a 40 °C |
| Umidità di esercizio | dal 30 al 70 % di umidità relativa |
| Altitudine massima | 2.000 m |
| Dimensioni | 29 × 34 × 16 mm |
| Peso | 13 g secondo Shelly, 20 g secondo l'inserzione |
| Involucro | plastica, colore bianco |
| Produttore e origine | Shelly Europe, prodotto dichiarato di origine bulgara |
| Ricambi disponibili nell'Unione europea | 3 anni secondo l'inserzione |
| Valutazioni | 4,5 su 5 con 142 valutazioni globali su Amazon.it |
| Prezzo indicativo | 20,49 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
L'EM Mini Gen4 è il misuratore più piccolo ed economico del catalogo Shelly: un modulo da 29 × 34 × 16 mm che si nasconde dietro una presa, legge un solo circuito fino a 16 A e riporta separatamente l'energia prelevata e quella restituita alla rete. Per chi ha un impianto da balcone è lo strumento con cui si capisce quanto consuma davvero la casa, prima ancora di scegliere pannelli e accumulo. Il ruolo che gli manca, e conviene dirlo subito, è quello di contatore generale per gli accumuli da balcone che inseguono il fabbisogno domestico. L'analisi si basa sulla scheda della knowledge base Shelly, sulla documentazione delle API e sull'inserzione italiana.
A favore
- Misura nei due sensi e tiene contatori separati per l'energia prelevata e quella restituita
- Costa 20,49 €, cioè meno di un terzo di un misuratore Shelly con pinza amperometrica
- Accuratezza dichiarata ±1 % su tensione e corrente, valore raro in questa fascia di prezzo
- Wi-Fi 802.11ax, Bluetooth 5.0, Zigbee e Matter tutti sullo stesso apparecchio
- 8 MB di flash, scripting e almeno dieci giorni di dati con risoluzione di un minuto
- 29 × 34 × 16 mm per 13 g: entra dove i moduli con pinza non entrano
- Morsetti a vite da 0,5 a 4 mm², quindi accetta anche il cavo da 4 mm² di una dorsale
- Documentazione tecnica completa e pubblica, comprese le API locali
Contro
- Non compare nelle liste di compatibilità degli accumuli Marstek, che accettano Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50
- 16 A coprono un contratto domestico da 3 kW ma non uno da 4,5 o 6 kW
- Nessuna classe di accuratezza normata: il ±1 % è una dichiarazione del costruttore, senza riferimento alla IEC 62053
- Il conduttore va aperto e collegato ai morsetti, quindi serve un elettricista e un circuito fuori tensione
- Temperatura di esercizio fino a 40 °C e umidità fra 30 e 70 %: apparecchio da interni, mai sul balcone
- L'inserzione trascina campi da relè, con «tipo di contatto normalmente aperto» e «materiale del contatto: argento» su un apparecchio senza relè
- Un bullet promette timer e programmazioni «per ogni canale» su un modulo che non può accendere né spegnere nulla
- La riga «specifiche raggiunte: Materia» è la traduzione automatica di Matter
Venti euro per sapere quanto consumi
Prima di scegliere quanti pannelli mettere sulla ringhiera serve un numero che quasi nessuno conosce: quanti watt consuma la casa quando nessuno fa nulla. Frigorifero, router, decoder, caricabatterie e apparecchi in attesa formano una base che sta di solito fra 80 e 250 W, e quella base è la parte di produzione solare che viene autoconsumata con certezza.
L’EM Mini Gen4 è lo strumento più economico del catalogo Shelly per misurarla. Costa 20,49 €, sta in 29 × 34 × 16 mm e pesa 13 g, quindi entra dietro una presa o in una scatola da incasso già occupata da altro.
Fa una cosa sola: misura. Non ha relè, non accende e non spegne niente, e lo scrive l’inserzione stessa nel primo punto elenco.
Le due direzioni, la funzione che conta qui
Un misuratore da presa ordinario conta i watt che passano e basta. Su un impianto fotovoltaico questo non basta, perché la corrente può andare in due sensi.
La documentazione delle API Shelly risolve la questione senza ambiguità. Il componente EM1Data espone due contatori separati: total_act_energy, l’energia attiva totale, e total_act_ret_energy, l’energia attiva restituita, entrambi in wattora.
Tradotto in pratica: collegato sulla linea che porta il microinverter, il modulo conta i kilowattora che l’impianto ha immesso; collegato sulla linea di un carico, conta quelli consumati. Le due grandezze restano distinte, e sono esattamente quelle che servono per capire la quota di autoconsumo di un impianto da balcone, come spiegato nella guida sul contatore bidirezionale.
Sedici ampere e il contatore italiano
Il limite di corrente è 16 A, corrispondenti a 3.840 W a 230 V. Su questo numero l’Italia ha una particolarità che rende l’apparecchio più utile di quanto sembri.
Il contratto domestico più diffuso è quello da 3 kW. La potenza realmente disponibile al contatore è quella contrattuale aumentata del 10 %, quindi 3,3 kW, che a 230 V valgono circa 14,3 A. Il limitatore del contatore interviene oltre quel valore.
Ne segue che un solo EM Mini Gen4, montato sulla linea generale a valle dell’interruttore principale, copre l’intero prelievo di una casa con contratto da 3 kW con qualche ampere di margine.
Il ragionamento si ferma qui però. Con un contratto da 4,5 kW la disponibilità sale a 4,95 kW, cioè circa 21,5 A, e con 6 kW si arriva intorno ai 28,6 A. In entrambi i casi il modulo esce dalla propria portata e servono apparecchi con pinza amperometrica, come lo Shelly EM Gen3 con la sua pinza da 50 A oppure lo Shelly Pro EM 50A.
Che cosa questo apparecchio non è
Qui va detta la cosa che l’inserzione non dice, e che decide molti acquisti sbagliati.
Un accumulo da balcone che insegue il fabbisogno di casa ha bisogno di leggere un contatore sulla linea generale, e i costruttori pubblicano l’elenco dei modelli con cui il proprio firmware sa parlare. Marstek, per le serie Venus e Jupiter, indica i propri CT002 e CT003 più tre apparecchi Shelly: Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50.
L’EM Mini Gen4 in quelle liste non c’è. La ragione sta nel protocollo: il firmware dell’accumulo cerca un modello preciso all’indirizzo di rete che gli indichi, e con un modulo diverso la lettura fallisce.
Chi compra questo modulo pensando di far funzionare l’inseguimento del carico su un Marstek Venus E 3.0 o su un Jupiter C Plus sbaglia acquisto e deve tornare al CT002 o all’EM Gen3.
Precisione dichiarata, classe assente
Shelly dichiara ±1 % sulla misura di tensione e ±1 % su quella di corrente. Nella fascia sotto i venticinque euro è un valore raro: diversi concorrenti diretti la precisione non la nominano affatto, come il SONOFF MINI-1GP o le prese smart di fascia bassa.
La riga che manca è quella della classe di accuratezza normata. Un contatore in classe 1 secondo la IEC 62053-21, come il KETOTEK KTEM06pro, dichiara l’errore massimo in condizioni di prova definite da una norma, con verifiche su tutto il campo di misura. Il ±1 % di Shelly è una dichiarazione del costruttore, tecnicamente credibile e formalmente più debole.
Nessuno dei due, va aggiunto, è MID. Nessun apparecchio di questa categoria può essere usato per fatturare energia a un terzo, per esempio a un inquilino o a un vicino in un impianto condiviso.
La generazione 4, spiegata dove si vede
Il salto rispetto alla generazione precedente sta nella parte digitale, ed è più consistente di quanto un misuratore da venti euro faccia pensare.
A bordo c’è un processore ESP-Shelly-C68F con 8 MB di flash. La memoria basta a conservare almeno dieci giorni di dati con risoluzione di un minuto direttamente sull’apparecchio, quindi il grafico non dipende dal cloud, e a far girare script locali per piccole automazioni.
Sul fronte radio ci sono quattro tecnologie insieme: Wi-Fi 802.11 b/g/n/ax a 2,4 GHz, Bluetooth 5.0, Zigbee secondo lo standard 802.15.4 e la compatibilità Matter. Per chi ha già un coordinatore Zigbee in casa questo significa poter tenere il misuratore fuori dalla rete Wi-Fi, cosa che nessun concorrente diretto in questa fascia offre.
L’inserzione aggiunge un dato di formato: 35 % più piccolo rispetto agli altri apparecchi Shelly Gen4, che è ciò che permette di infilarlo in una scatola già piena.
Installazione: morsetti, non spine
Il collegamento avviene su morsetti a vite con coppia massima 0,4 Nm, per conduttori da 0,5 a 4 mm² spellati di 6 o 7 mm. L’intervallo di sezioni è più ampio di quello del concorrente SONOFF, che si ferma a 2,5 mm², e permette di intervenire anche su una dorsale da 4 mm².
Il conduttore va aperto e i due capi vanno ai morsetti, quindi il lavoro si fa a impianto sezionato e nel rispetto delle regole sugli impianti elettrici domestici. La documentazione Shelly richiede a monte un magnetotermico con caratteristica B o C, corrente nominale non superiore a 16 A e potere di interruzione minimo 6 kA.
Il luogo di installazione è l’interno. L’intervallo dichiarato va da -20 a 40 °C con umidità fra il 30 e il 70 %, e nessun grado IP compare nella scheda. Il modulo va quindi in una scatola dentro casa, mai nella cassetta stagna accanto al microinverter.
Le righe sbagliate dell’inserzione
La scheda italiana ha tre difetti che vale la pena riconoscere prima di leggerla come se fosse una fonte.
Il primo è il gruppo di campi da relè: «tipo di contatto: normalmente aperto», «materiale del contatto: argento», «voltaggio della bobina: 240 V», «tensione di commutazione minima: 240 V». Sono attributi di un contatto elettromeccanico che questo apparecchio non ha, e la loro presenza nasce dalla categoria merceologica in cui Amazon lo ha classificato.
Il secondo è un bullet che promette una funzione inesistente: «imposta timer e orari personalizzati per ogni canale o crea scenari per un’automazione completa della casa». Su un modulo senza relè non c’è nulla da temporizzare.
Il terzo è minore e istruttivo: «specifiche raggiunte: Materia» è la traduzione automatica di Matter, e «tipo di montaggio: montaggio plug in» contraddice l’installazione a incasso descritta nel resto della pagina.
Come si posiziona nel resto del campo
| Apparecchio | Prezzo | Portata | Accuratezza | Installazione |
|---|---|---|---|---|
| Shelly EM Mini Gen4 | 20,49 € | 16 A | ±1 % dichiarato | incasso, morsetti |
| SONOFF MINI-1GP | 16,30 € | 16 A | non dichiarata | incasso, morsetti |
| Shelly EM Gen3 | 57,90 € | 50 A con pinza | ±1 % dichiarato | quadro, pinza |
| Shelly Pro EM 50A | 79,90 € | 50 A con due pinze | ±1 % da 5 a 50 A | guida DIN, pinze |
| KETOTEK KTEM06pro | 54,99 € | 65 A diretti | classe 1 IEC 62053-21 | guida DIN, morsetti |
La tabella chiarisce dove sta il confine. Sotto i venticinque euro si comprano moduli da incasso che misurano un circuito; sopra i cinquanta si comprano apparecchi da quadro che misurano la linea generale e che gli accumuli riconoscono.
Il posto dell’EM Mini Gen4 sta nella prima riga, con la scheda tecnica più completa della sua fascia.
Per chi ha senso
Il caso migliore è chi sta ancora progettando l’impianto. Venti euro spesi prima di comprare i pannelli restituiscono il profilo di consumo reale della casa, e da lì si decide se servono due moduli o tre, e se conviene una batteria. Il ragionamento è sviluppato nella guida su cosa alimentare con un pannello da balcone.
Il secondo caso è chi ha già l’impianto e vuole verificarlo: montato sulla linea del microinverter, il modulo conta i kilowattora immessi e permette di confrontarli con quanto promette il costruttore.
Il terzo è chi ha una casa con contratto da 3 kW e vuole un contatore generale a basso costo, accettando di restare fuori dalle liste di compatibilità degli accumuli.
Ha poco senso per chi cerca il contatore di un accumulo da balcone, per chi ha un contratto da 4,5 kW o più, e per chi vuole misurare qualcosa che sta all’aperto.
Conclusione
Lo Shelly EM Mini Gen4 è il misuratore da incasso meglio documentato della sua fascia di prezzo. Dichiara la precisione quando i concorrenti la tacciono, tiene dieci giorni di dati a bordo, parla Wi-Fi, Zigbee e Matter insieme e sta in una scatola dove altri non entrano.
La cosa da capire prima di ordinare riguarda il ruolo. Questo apparecchio misura un circuito, e lo fa in entrambe le direzioni, con una portata che copre esattamente il contratto domestico italiano più diffuso. Il compito di contatore generale per un accumulo da balcone appartiene ad altri modelli, e le liste di compatibilità dei costruttori lo dicono chiaramente.
Chi compra sapendo questo spende venti euro per il numero da cui parte ogni buon dimensionamento di un impianto da balcone.
Domande frequenti
Serve come contatore per un accumulo da balcone?
No, e va chiarito perché è la domanda più frequente. Gli accumuli che inseguono il fabbisogno di casa leggono un contatore posto sulla linea generale, e i costruttori pubblicano liste di modelli ammessi. Marstek per le serie Venus e Jupiter indica i propri CT002 e CT003 più tre apparecchi Shelly: Pro 3EM, EM Gen3 e Pro EM-50. L'EM Mini Gen4 in quelle liste non compare. Per quel ruolo restano il Marstek CT002 o lo Shelly EM Gen3.
Allora a che cosa serve su un impianto da balcone?
A due lavori concreti. Il primo è la misura del carico di base: si mette sul circuito delle prese o su un elettrodomestico e in una settimana si sa quanti watt la casa consuma di continuo, che è il numero da cui si parte per dimensionare i pannelli. Il secondo è la verifica dell'impianto: collegato sulla linea del microinverter conta i kilowattora prodotti e li separa da quelli prelevati, perché la misura è bidirezionale. Il ragionamento sul dimensionamento sta nella guida sull'autoconsumo fotovoltaico.
I 16 A bastano per la mia casa?
Dipende dal contratto. Un contratto domestico da 3 kW rende disponibili 3,3 kW, cioè il valore contrattuale più il 10 % di tolleranza previsto da ARERA, e a 230 V corrispondono circa 14,3 A: l'apparecchio li copre con margine, dato che arriva a 16 A e 3.840 W. Con un contratto da 4,5 kW la potenza disponibile sale a 4,95 kW, cioè circa 21,5 A, e il misuratore resta fuori scala. Chi ha aumentato la potenza del contatore deve guardare i modelli con pinza amperometrica.
Distingue davvero l'energia immessa in rete?
Sì, e la prova sta nelle API. Il componente EM1Data espone due contatori distinti, «total_act_energy» per l'energia attiva totale e «total_act_ret_energy» per l'energia attiva restituita, entrambi in wattora. Sono le due direzioni del flusso, quindi collegando il modulo sulla linea del microinverter si legge separatamente quanto è stato immesso. È la stessa funzione che rende utili i contatori bidirezionali descritti nella guida dedicata.
Posso installarlo da solo?
Il montaggio richiede di aprire il circuito e collegare i conduttori ai morsetti a vite, con una coppia di 0,4 Nm e una spellatura di 6 o 7 mm. Il lavoro si fa quindi a impianto sezionato e nel rispetto delle regole sugli impianti elettrici domestici. La stessa documentazione Shelly chiede una protezione a monte con caratteristica di intervento B o C, corrente nominale massima 16 A e potere di interruzione minimo 6 kA. Chi non ha dimestichezza con il quadro chiama un elettricista.
Quanto è preciso?
Shelly dichiara ±1 % sulla misura di tensione e ±1 % su quella di corrente. È un valore buono per un apparecchio da venti euro, e va letto per quello che è: una dichiarazione del costruttore senza il riferimento a una norma di prova. Un contatore con classe dichiarata, come il KETOTEK KTEM06pro in classe 1 secondo la IEC 62053-21, offre una garanzia formalmente più forte. Nessuno dei due è MID, quindi nessuno dei due serve per fatturare energia a terzi.
Che differenza c'è rispetto al SONOFF MINI-1GP?
Sono due moduli della stessa categoria, entrambi da incasso, entrambi senza relè, entrambi bidirezionali. Il SONOFF MINI-1GP costa 16,30 € e conserva fino a un anno di dati, ma non dichiara alcuna accuratezza e accetta conduttori solo fino a 2,5 mm². Lo Shelly costa 20,49 €, dichiara ±1 %, arriva a 4 mm², aggiunge Zigbee accanto a Wi-Fi e Matter e mette a disposizione 8 MB di flash con lo scripting. Quattro euro di differenza per una scheda tecnica più completa.
Funziona senza cloud?
Sì. L'apparecchio espone le proprie API locali sulla rete di casa, quindi si integra con Home Assistant e sistemi simili senza passare da un servizio esterno. In più supporta Matter, che è lo standard con cui gli assistenti vocali e le app di domotica parlano agli apparecchi in locale, e Zigbee per chi ha già un coordinatore in casa. Lo scripting a bordo permette di far girare piccole automazioni direttamente sul modulo.
Si può mettere sul balcone accanto al microinverter?
No. L'intervallo di esercizio dichiarato va da -20 a 40 °C e l'umidità ammessa sta fra il 30 e il 70 %, senza alcun grado di protezione IP dichiarato. È un modulo pensato per una scatola da incasso all'interno dell'abitazione. La parte di impianto che sta all'aperto va misurata portando i conduttori dentro casa, oppure con un apparecchio nato per l'esterno come il TP-Link Tapo P410M, che dichiara IP54.
Perché la scheda Amazon parla di contatti e bobine?
È un difetto della scheda, non del prodotto. La tabella dei dettagli riporta «tipo di contatto: normalmente aperto», «materiale del contatto: argento», «voltaggio della bobina: 240 V» e «tensione di commutazione minima: 240 V», campi che appartengono a un relè. L'apparecchio non ne ha uno, e lo scrive il primo bullet dell'inserzione stessa: «nessuna capacità di commutazione». Nella stessa tabella «specifiche raggiunte: Materia» è la traduzione automatica di Matter, e «tipo di montaggio: montaggio plug in» contraddice l'installazione da incasso.