Cosa puoi alimentare con un pannello solare da balcone

Frigorifero, router e lavatrice sì, forno e bollitore mai: quali apparecchi stanno sotto la potenza di un kit da balcone e quali la superano di tre volte.

Fotovoltaico da balcone Pubblicato il 8 min di lettura

In questa guida
  1. I due numeri che decidono tutto
  2. La scala che risolve la domanda
  3. Il gruppo che il kit copre per intero
  4. Il gruppo che il kit copre solo in parte
  5. Il gruppo che resta fuori portata
  6. Il malinteso che vale la pena chiarire
  7. Una giornata tipo, ora per ora
  8. Le tre mosse che allargano l’elenco
  9. Il verdetto
  10. Domande frequenti

La domanda arriva sempre nella stessa forma: con due pannelli sul balcone riesco a far andare la lavatrice? Oppure il condizionatore? La risposta dipende da un numero che sulla scatola del kit non c’è, cioè la potenza che quei pannelli mettono davvero a disposizione a mezzogiorno.

I due numeri che decidono tutto

Chi confronta un kit con i propri elettrodomestici deve tenere separate due grandezze che nel linguaggio comune si sovrappongono.

La potenza, in watt, dice quanto un apparecchio assorbe nell’istante in cui lavora. È il numero che decide se il kit riesce a coprirlo o no, e sta sulla targhetta dietro l’apparecchio.

L’energia, in kilowattora, dice quanto quell’apparecchio consuma nell’arco di un ciclo o di una giornata. È il numero che finisce in bolletta, e nasce dalla potenza moltiplicata per il tempo.

Un kit da balcone ha un tetto sulla prima e un budget sulla seconda. Il tetto è la potenza del microinverter, tipicamente 800 W, che nessun raggio di sole può superare. Il budget è l’energia prodotta in giornata: a Roma un kit da 880 Wp montato verticale sulla ringhiera rende in media 2,4 kWh al giorno secondo i dati PVGIS, con 1,7 kWh in giugno e 2,8 in ottobre.

C’è poi la parte che quasi nessuno racconta. Su una ringhiera verticale il sole colpisce il modulo di sbieco, quindi la potenza istantanea resta lontana dal tetto: spalmando 2,4 kWh sull’arco di luce si ottiene una media intorno ai 250 W, e una punta di mezzogiorno realistica fra 350 e 550 W. Chi monta i moduli inclinati su un terrazzo guadagna quasi la metà su questi valori, e si avvicina davvero al limite del microinverter.

La scala che risolve la domanda

Messi in fila sulla stessa scala, gli apparecchi di casa si dividono in tre gruppi in modo abbastanza netto.

Diagramma a barre orizzontali con la potenza assorbita dagli apparecchi domestici, da 10 a 2.400 watt: router e modem 10 watt, ventilatore 50 watt, illuminazione LED di un appartamento 60 watt, frigorifero con compressore attivo 100 watt, televisore LED 100 watt, computer con monitor 120 watt, lavatrice in fase di lavaggio 200 watt, lavastoviglie in fase di lavaggio 200 watt, condizionatore inverter da 9.000 BTU a regime 800 watt, forno a microonde 1.200 watt, asciugacapelli 1.800 watt, bollitore elettrico 2.000 watt, lavatrice in fase di riscaldamento 2.000 watt, forno elettrico 2.400 watt. Due linee verticali segnano la potenza di picco realistica di un kit verticale, circa 450 watt, e il limite del microinverter, 800 watt.
Le due linee verticali separano i tre gruppi: sotto la prima il kit copre tutto, fra le due copre solo con sole pieno, oltre la seconda non arriva mai.

Le potenze sono valori di targa tipici, quelli che trovi sull’etichetta degli apparecchi in commercio. Ogni modello ha i suoi, e sui carichi che scaldano la differenza fra le marche è piccola: una resistenza da 2.000 W assorbe 2.000 W a casa di chiunque.

Il gruppo che il kit copre per intero

Sono gli apparecchi che stanno sotto le poche centinaia di watt e restano accesi a lungo. È il gruppo in cui il kit da balcone dà il suo massimo, perché la produzione e il consumo hanno la stessa forma: bassi e continui.

ApparecchioPotenza tipicaNota
Router e modem8-12 Wsempre accesi, 24 ore su 24
Decoder, smart TV in standby1-3 W ciascunopochi watt che si sommano
Illuminazione a LED di un appartamento40-80 Wtutta la casa insieme
Frigorifero, media sul ciclo30-60 Wil compressore assorbe 100 W ma non lavora sempre
Ventilatore da soffitto o da terra30-60 Wconsumo tipico dell’estate
Televisore LED da 55 pollici80-120 Win funzione
Computer portatile con monitor80-150 Wpostazione di lavoro completa
Pompa di ricircolo, acquario, ventilazione20-80 Wcarichi continui spesso dimenticati

Sommati, questi apparecchi formano il carico di base della casa, cioè quello che la tua abitazione assorbe anche quando sembra spenta. In un appartamento italiano sta fra 150 e 400 W a seconda di quante persone ci sono di giorno, e coincide quasi esattamente con la potenza che un kit verticale produce nelle ore di luce.

Da qui viene la regola di dimensionamento che vale più di tutte le altre: il kit rende quanto il carico di base della casa, e il modo più semplice per misurarlo è un wattmetro da presa sui singoli apparecchi. I conti completi, taglia per taglia, stanno nella guida sul fotovoltaico da balcone senza accumulo.

Il gruppo che il kit copre solo in parte

Qui stanno gli apparecchi che cambiano potenza durante il ciclo, e sono i più interessanti da programmare.

Lavatrice. Il ciclo si divide in due fasi molto diverse: il riscaldamento dell’acqua assorbe fino a 2.000 W per dieci o venti minuti, il resto del lavaggio e la centrifuga stanno intorno ai 200 W. Un kit da balcone copre interamente la seconda parte e una frazione della prima. Lavando a 30 gradi la fase di riscaldamento si accorcia, e la quota coperta cresce.

Lavastoviglie. Stesso schema, con l’aggiunta dell’asciugatura. Il programma eco allunga il ciclo e abbassa la potenza media, quindi si sposa meglio con un impianto da balcone.

Condizionatore inverter. Uno split da 9.000 BTU assorbe intorno agli 800 W a regime, con una punta all’avvio e un assorbimento che scende quando la stanza è a temperatura. È il caso in cui la copertura reale dipende dal montaggio: con moduli verticali si copre un terzo o poco più, con moduli inclinati su terrazzo si arriva vicino alla metà nelle ore centrali. Il calcolo ora per ora, con gli orari che conviene scegliere, è nella guida al fotovoltaico da balcone per condizionatori.

Forno a microonde. Assorbe 1.200 W ma per pochi minuti. In termini di energia costa poco, in termini di potenza sta fuori dalla portata del kit.

Il gruppo che resta fuori portata

Tutto ciò che produce calore con una resistenza elettrica chiede da 1.800 W in su, cioè da due a tre volte il tetto del microinverter e da quattro a sei volte la produzione reale di mezzogiorno.

ApparecchioPotenza tipicaQuanto ne copre un kit da balcone
Asciugacapelli1.800 Wmeno di un terzo
Bollitore elettrico2.000 Wun quarto
Piano a induzione, una zona2.000 Wun quarto
Forno elettrico2.400 Wun quinto
Scaldabagno elettrico1.200-1.500 Wun terzo
Asciugatrice a resistenza2.000-2.500 Wun quinto

Nessuno di questi valori indica un problema tecnico. Quando accendi il forno, il kit continua a produrre quello che la luce gli consente e la differenza arriva dalla rete, senza nessun effetto sull’impianto. Cambia solo la contabilità: in quel momento stai prelevando.

Una nota va allo scaldabagno, che nell’elenco è il caso più interessante. La sua potenza è alta ma il suo compito non ha orario: acceso con un timer nelle ore centrali, si comporta come un accumulo termico e assorbe tutta la produzione del kit finché scalda l’acqua. È il modo più economico che esiste per alzare l’autoconsumo, e non richiede nessuna batteria.

Il malinteso che vale la pena chiarire

Molte domande partono dal presupposto che il pannello alimenti un apparecchio in particolare. Non funziona così, e capire il motivo cambia il modo di ragionare.

Il microinverter immette la sua corrente nella presa, quindi nel circuito di casa. Da lì l’energia va agli apparecchi accesi in quel momento, seguendo le leggi dell’elettricità e senza nessuna assegnazione possibile. Se in casa ci sono 300 W di carichi accesi e il kit produce 300 W, la rete non porta nulla; se i carichi salgono a 2.500 W, la rete copre i 2.200 W che mancano. Il percorso completo, dal modulo alla presa, sta nella guida su come funziona il fotovoltaico da balcone.

La conseguenza pratica è che non esiste un modo per «collegare il frigorifero al pannello». Esiste invece un modo per fare in modo che il frigorifero consumi energia solare: assicurarsi che il kit stia producendo mentre il compressore lavora, cosa che di giorno succede da sola.

Una giornata tipo, ora per ora

Il modo più concreto di rispondere alla domanda iniziale è mettere in fila una giornata di ottobre, il mese migliore per un impianto verticale a Roma.

Fascia orariaProduzione tipicaCosa copre
7-950-150 Wcarico di base, router, frigorifero
9-12200-400 Wbase più un ciclo di lavaggio a freddo
12-15350-550 Wbase più lavastoviglie eco, o parte del condizionatore
15-18150-350 Wbase più computer e televisore
dopo il tramonto0 Wnulla: la casa torna sulla rete

Le due colonne insieme spiegano perché l’ora in cui avvii un elettrodomestico conta più della potenza del kit. Una lavatrice avviata alle 13 invece che alle 21 sposta uno o due kilowattora al giorno dalla colonna dell’energia regalata a quella dell’energia usata, e su base annua è l’intervento che rende di più a costo zero.

Il limite della tabella è la sera, e non si aggira con nessun accorgimento: senza accumulo il kit lavora soltanto mentre c’è luce. Quanta energia recupera davvero una batteria, e in quanti anni rientra, sta nella guida sul fotovoltaico da balcone con accumulo.

Le tre mosse che allargano l’elenco

Spostare i cicli programmabili sotto il sole. Lavatrice, lavastoviglie, ricarica di bici e utensili, deumidificatore: tutto ciò che ha un timer va nelle ore centrali. Una presa temporizzata da pochi euro fa il lavoro.

Preferire i programmi eco e le basse temperature. Abbassano la potenza media del ciclo e allungano la durata, cioè avvicinano il consumo alla forma della produzione.

Portare il carico di base sotto controllo prima di comprare. Un frigorifero vecchio da 90 W di media e sei alimentatori sempre in presa consumano più di quanto molti immaginino, e ogni watt di base tolto è un watt che il kit può dedicare ad altro.

Il verdetto

Un kit da balcone copre bene tutto ciò che assorbe poche centinaia di watt in modo continuo, cioè il carico di base della casa: frigorifero, router, luci, televisore, computer. Copre in parte i cicli di lavaggio e il condizionatore, e resta lontano da qualsiasi apparecchio che scaldi con una resistenza.

La lettura utile è ribaltata rispetto alla domanda di partenza: invece di chiederti quale elettrodomestico puoi alimentare, guarda quanti watt la tua casa assorbe già adesso mentre il sole lavora. Quel numero, misurabile in mezz’ora, dice quanta energia del kit resterà davvero in casa, e da lì si scelgono taglia e orari. Come si calcola la quota che non esce dal contatore lo trovi nella guida sull’autoconsumo fotovoltaico.

Domande frequenti

Cosa si può alimentare con un pannello solare da balcone?

Tutto quello che assorbe poche centinaia di watt in modo continuo: frigorifero, router, illuminazione a LED, televisore, computer, ventilatore, pompa di ricircolo. Un kit da 800 W copre questi carichi per intero nelle ore di luce. Gli apparecchi che scaldano con una resistenza, come forno e bollitore, restano fuori portata perché chiedono da 2.000 W in su.

Un kit da balcone da 800 W alimenta la lavatrice?

In parte. Il ciclo di lavaggio assorbe intorno ai 200 W e il kit lo copre senza problemi, mentre la fase di riscaldamento dell'acqua arriva a 2.000 W e viene coperta solo per una frazione. Lavando a 30 gradi o con il programma eco la quota di riscaldamento si riduce, e avviare la lavatrice a mezzogiorno resta l'operazione che rende di più.

Posso alimentare il condizionatore con il fotovoltaico da balcone?

Puoi coprirne una parte. Uno split da 9.000 BTU con tecnologia inverter assorbe intorno agli 800 W a regime, con punte più alte all'avvio e consumi minori quando la stanza ha raggiunto la temperatura. Un kit da 880 Wp montato verticale sulla ringhiera produce a mezzogiorno fra 350 e 550 W, quindi la copertura reale si colloca fra un terzo e due terzi del fabbisogno.

Quanti watt produce davvero un kit da balcone a mezzogiorno?

Meno del numero stampato sulla scatola. A Roma un kit da 880 Wp verticale rende in media 2,4 kWh al giorno secondo i dati PVGIS, e da quella media si ricava una potenza di picco realistica fra 350 e 550 W. Il tetto degli 800 W del microinverter si raggiunge soltanto con moduli inclinati e sole perpendicolare.

Il pannello alimenta un apparecchio specifico o tutta la casa?

Tutta la casa, o meglio il circuito a cui è collegato. L'energia entra nell'impianto domestico dalla presa e va agli apparecchi accesi in quel momento, senza nessuna assegnazione: non esiste modo di dedicare il kit al solo frigorifero. Il contatore registra soltanto la differenza fra quello che la casa consuma e quello che il kit produce.

Cosa succede se accendo il forno mentre il kit produce?

Niente di anomalo. Il forno assorbe 2.400 W, il kit ne mette a disposizione qualche centinaio e la differenza arriva dalla rete come sempre. Non c'è nessun rischio per l'impianto né per l'apparecchio: il microinverter continua a lavorare al massimo che la luce gli consente.

Serve una batteria per alimentare gli elettrodomestici la sera?

Sì, se l'obiettivo è usare di sera l'energia prodotta di giorno. Senza accumulo il kit lavora soltanto mentre c'è luce, e la sera la casa torna interamente sulla rete. Una batteria da 2 kWh copre il carico di base notturno di un appartamento, mentre gli apparecchi che scaldano restano fuori portata anche con l'accumulo.

Un kit da balcone può alimentare la casa durante un blackout?

No, non nella configurazione normale. Il microinverter deve staccarsi quando la rete manca, come prescrive la norma CEI 0-21, perché altrimenti immetterebbe tensione su una linea che qualcuno potrebbe stare riparando. Per avere corrente durante un blackout serve un sistema con funzione di backup, che è un'altra categoria di prodotto.

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