Contatore bidirezionale fotovoltaico: come funziona

Due registri separati, nessuna lancetta che gira al contrario: cosa misura il contatore 2G, come si leggono A+ e A− sul display e cosa fa il distributore dopo la pratica.

Normativa e incentivi Pubblicato il 7 min di lettura

In questa guida
  1. Bidirezionale vuol dire due contabilità separate
  2. Il contatore che hai è già quello giusto
  3. Cosa fa il distributore dopo la tua pratica
  4. Come si leggono i registri sul display
  5. Perché la lettura del display non basta a stimare l’impianto
  6. Se colleghi il kit senza aver fatto la pratica
  7. I dati quartorari, il pezzo che serve davvero
  8. Il verdetto
  9. Domande frequenti

Prima di collegare un kit da balcone la domanda arriva puntuale: serve un contatore nuovo? E quando immetto energia, il numero sul display torna indietro? Le due risposte stanno nello stesso posto, cioè nel modo in cui un contatore elettronico tiene i conti.

Bidirezionale vuol dire due contabilità separate

L’immagine del contatore che gira al contrario appartiene ai misuratori elettromeccanici, quelli con il disco di alluminio, e in Italia sono spariti dalle case da anni. Un contatore elettronico funziona in modo diverso: misura il verso in cui la corrente attraversa il punto di connessione e incrementa il registro corrispondente.

Il risultato sono due numeri che crescono ognuno per conto proprio. Il registro del prelievo aumenta quando la casa assorbe più di quanto il kit produce; il registro dell’immissione aumenta quando il kit produce più di quanto la casa consuma. Nessuno dei due scende mai, e la compensazione fra i due, dove esiste, avviene a valle, nella contabilità del venditore o del GSE.

E-Distribuzione lo descrive con le stesse parole: il contatore bidirezionale «permette di monitorare l’immissione e il consumo di energia per un impianto di produzione», e nelle letture l’energia immessa compare con il segno meno mentre quella prelevata porta il segno più.

Il contatore che hai è già quello giusto

Dal 2017 E-Distribuzione ha avviato la sostituzione progressiva dei vecchi misuratori con l’Open Meter, il contatore elettronico di seconda generazione. Esiste in tre versioni a seconda della fornitura: GEMIS per il monofase, GETIS per il trifase fino a 30 kW e GESIS per il trifase oltre i 30 kW.

Questi apparecchi sono bidirezionali per costruzione. La misura in immissione è una funzione che c’è già e resta disattivata finché il punto è un semplice punto di prelievo. Quando diventi produttore, il distributore la attiva.

La conseguenza pratica è quella che interessa a chi compra un kit: non devi comprare niente. La logica di attivazione ha due soli scenari:

Situazione di partenzaCosa serveChi lo fa
Contatore elettronico (1G o 2G)modifica della configurazione da remotoil distributore
Vecchio misuratore analogicosostituzione fisica con un elettronicoil distributore

La scelta del modello non è tua: è il distributore a installare e attivare l’apparecchio idoneo, all’interno della lavorazione della pratica di connessione.

Cosa fa il distributore dopo la tua pratica

Per un kit fino a 800 W la strada è la Comunicazione Unica, la procedura semplificata prevista dalla delibera ARERA 315/2020/R/eel: un modulo, nessun corrispettivo, nessun contratto di dispacciamento e la rinuncia esplicita alla remunerazione dell’energia immessa. Il distributore registra il punto come punto di produzione e la misura bidirezionale entra in servizio.

Sopra gli 800 W si passa al Modello Unico, che prevede due parti, la documentazione tecnica e un corrispettivo per la connessione. Anche lì la configurazione del contatore fa parte della lavorazione della pratica, senza acquisti a carico tuo. Quali documenti servono a ciascuna soglia sta nella guida sulla normativa del fotovoltaico da balcone.

Come si leggono i registri sul display

Il frontalino di un Open Meter monofase ha un display al centro, un pulsante di lettura sulla destra e due LED sulla sinistra. Tutto quello che serve si ottiene premendo il pulsante più volte.

Schema del frontalino di un contatore elettronico Open Meter monofase con sei punti numerati e legenda: il pulsante di lettura sulla destra che a ogni pressione cambia schermata, il display centrale che mostra in sequenza POD, potenza istantanea in chilowatt e fascia oraria, i registri A1 più, A2 più e A3 più dell'energia prelevata nelle tre fasce F1, F2 e F3, il registro A meno dell'energia immessa presente soltanto sulle forniture bidirezionali, i due LED di consumo che lampeggiano mille volte per ogni chilowattora e la sigla L1 in basso a sinistra che indica il funzionamento regolare. Due frecce opposte sopra il contatore rappresentano i due versi della misura: prelievo verso casa e immissione verso la rete.
Le sigle con il più sono i registri del prelievo, una per fascia; la sigla con il meno appare solo quando il punto è configurato per la produzione.

La sequenza delle schermate è sempre la stessa:

  1. POD, il codice che identifica il punto di prelievo. Serve per ogni pratica e comincia con IT.
  2. Potenza istantanea in kW, aggiornata di continuo. Con il kit in produzione questo valore scende, perché misura il saldo fra consumo della casa e produzione.
  3. Fascia oraria in corso, F1, F2 o F3.
  4. Energia prelevata nel ciclo di fatturazione, in kWh, con le sigle A1+, A2+ e A3+ una per fascia.
  5. Energia immessa, indicata con A−: compare soltanto sulle forniture bidirezionali, quindi la sua presenza è la conferma che la configurazione è attiva.

I due LED a sinistra lampeggiano in proporzione al consumo, con mille lampeggi per ogni kilowattora, e sono il modo più rapido per capire a occhio se la casa sta assorbendo molto o poco. La sigla L1 in basso a sinistra indica il funzionamento regolare, mentre un punto esclamativo segnala un’anomalia: se compare insieme all’assenza di corrente, il numero da chiamare è l’800 130 336. Tenendo premuto il pulsante per più di due secondi si entra nella schermata dei simboli e della versione software.

Perché la lettura del display non basta a stimare l’impianto

C’è un limite strutturale da tenere presente: il contatore misura solo ciò che attraversa il punto di connessione. L’energia che il kit produce e che la casa consuma nello stesso istante non passa da lì e resta completamente invisibile.

Su un impianto da balcone questa parte è la quasi totalità del beneficio economico. Con un carico di base diurno di 250 W, un kit da 880 Wp verticale a Roma consuma in casa intorno al 70 per cento dei suoi 879 kWh annui: il contatore vede diminuire il registro del prelievo, e la produzione autoconsumata resta un calcolo di chi legge.

Per misurarla ci sono tre strade: l’app del microinverter, che riporta la produzione lato corrente continua, un misuratore di energia sulla linea del kit, oppure un wattmetro da presa per capire prima di tutto quanto assorbe la casa a riposo. Come si combinano i due numeri lo abbiamo spiegato nella guida sull’autoconsumo fotovoltaico.

Se colleghi il kit senza aver fatto la pratica

Qui sta la ragione più concreta per non rimandare la Comunicazione Unica, e riguarda proprio il contatore.

Finché il punto non è configurato come punto di produzione, la misura in immissione resta spenta. L’energia che esce verso la rete attraversa un misuratore che non ha un registro dove metterla, e il rischio documentato è che venga conteggiata come energia prelevata. Il risultato è paradossale: paghi in bolletta i kilowattora che hai prodotto tu, e più il kit produce, più la bolletta sale.

A questo si aggiunge la parte formale. Un impianto collegato alla rete senza comunicazione al distributore resta una connessione non autorizzata, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano contrattuale. La pratica per un kit sotto gli 800 W è gratuita e si chiude con un modulo, quindi non c’è nessun motivo per correre il rischio: come si compila, passo per passo, sta nella guida su come installare un fotovoltaico da balcone.

I dati quartorari, il pezzo che serve davvero

Oltre alle letture sul frontalino, il contatore 2G registra i consumi con granularità di quindici minuti e li trasmette al distributore, che li rende disponibili nella propria area clienti e li condivide con il venditore.

Sono i dati che permettono di fare il conto vero della convenienza, perché mostrano la forma della giornata: dove sta il carico di base, quando arrivano le punte, quante ore la casa consuma davvero mentre il sole lavora. Con la curva quartoraria in mano, dimensionare un kit smette di essere una scommessa, come mostrano i conti della guida sul fotovoltaico da balcone senza accumulo.

Il canale dedicato ai dispositivi dell’utente, chiamato Chain 2, è la porta con cui apparecchi compatibili possono leggere i dati direttamente dal contatore, senza passare dal portale. È una funzione degli Open Meter che apre la strada ai sistemi di monitoraggio domestico, e la disponibilità dipende dal dispositivo che colleghi.

Il verdetto

Sul contatore bidirezionale il lavoro è tutto di configurazione: l’apparecchio che hai in casa sa già contare nei due versi e aspetta soltanto che il distributore attivi la misura in immissione, cosa che fa da remoto quando lavora la tua pratica. Per un kit fino a 800 W tutto questo è gratuito e non richiede nessun intervento in casa.

Le due cose da ricordare sono opposte fra loro. La prima è che il display non torna mai indietro, perché i registri sono separati e crescono ognuno per conto proprio. La seconda è che collegare il kit prima della pratica può far finire l’energia immessa nel registro sbagliato, cioè quello che poi paghi. Quanto valga davvero il kilowattora che esce dal contatore, e perché convenga consumarlo in casa, lo trovi nella guida al Ritiro Dedicato.

Domande frequenti

Cos'è un contatore bidirezionale?

È un misuratore che conta separatamente l'energia che prelevi dalla rete e quella che immetti. E-Distribuzione lo descrive come il contatore che permette di monitorare immissione e consumo per un impianto di produzione: nelle letture l'energia immessa compare con il segno meno e quella prelevata con il segno più. Non è un contatore diverso dagli altri, è lo stesso apparecchio con la misura in immissione attivata.

Devo cambiare contatore per installare un fotovoltaico da balcone?

Quasi certamente no. Se il contatore è già elettronico, e in Italia lo è praticamente sempre dopo la campagna Open Meter avviata nel 2017, basta che il distributore modifichi la configurazione da remoto. La sostituzione fisica serve solo dove resta un vecchio misuratore analogico, e in quel caso la esegue il distributore.

Il contatore gira al contrario quando immetto energia?

No, e non è mai stato così sui contatori elettronici. L'apparecchio tiene due contabilità distinte: incrementa il registro del prelievo quando la corrente entra in casa e incrementa il registro dell'immissione quando esce. I due numeri crescono ognuno per conto proprio e non si sottraggono a vicenda.

Come si legge l'energia immessa sul display?

Premendo il pulsante di lettura sulla destra si scorrono le schermate: POD, potenza istantanea in kW, fascia oraria in corso, energia prelevata nel ciclo di fatturazione per le tre fasce con le sigle A1+, A2+ e A3+. La voce dell'energia immessa, indicata con A−, compare soltanto sulle forniture bidirezionali, cioè dopo che il distributore ha configurato il punto come punto di produzione.

Quanto costa attivare la misura bidirezionale?

Per un kit fino a 800 W la Comunicazione Unica è gratuita e non prevede corrispettivi di connessione, quindi la configurazione del contatore non ti viene addebitata. Sopra quella soglia si entra nel Modello Unico, dove è previsto un corrispettivo per la pratica di connessione.

Cosa succede se immetto energia senza aver comunicato l'impianto?

Il rischio concreto è che quei kilowattora finiscano nel registro del prelievo invece che in quello dell'immissione, perché il punto non è configurato come punto di produzione. In quel caso paghi in bolletta l'energia che hai prodotto tu, e il vantaggio economico dell'impianto si capovolge. È il motivo più pratico per chiudere la pratica prima di collegare il kit.

Il contatore mi dice quanta energia sto autoconsumando?

No, e questa è la sua limitazione più fraintesa. Il contatore misura solo ciò che attraversa il punto di connessione con la rete: l'energia che il kit produce e la casa consuma nello stesso istante non lo attraversa e resta invisibile. Per vederla servono un misuratore sul lato produzione, oppure l'app del microinverter.

Dove trovo i dati quartorari del mio contatore?

Il contatore 2G registra i dati con granularità di quindici minuti e li trasmette al distributore, che li mette a disposizione nell'area clienti del proprio portale e li condivide con il tuo venditore. Sul frontalino resta la lettura sintetica per fascia, mentre le curve di carico si consultano online.

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