Microinverter ibrido da balcone con batteria e presa di emergenza · APsystems

APsystems EZHI (microinverter ibrido con accumulo)

  • Presa di emergenza che commuta in 5 ms e regge 1.200 VA continui
  • Uscita di serie a 800 VA, la soglia del regime semplificato italiano
  • Wi-Fi e Bluetooth a bordo, senza gateway da comprare a parte
  • Batteria LiFePO4 da 2,71 kWh già compresa nella confezione
  • Dodici anni di garanzia sul convertitore, cinque sull'accumulo

da 792,40 €

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Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 14 agosto 2026

APsystems EZHI
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Microinverter ibrido monofase con accumulo accoppiato in corrente continua
Modello EZHI-EMEA (confezione 00-9101200V2-EPEVER)
Contenuto della confezione microinverter ibrido EZHI più accumulo LiFePO4 da 51,2 V e 2.713 Wh
Potenza massima in ingresso FV 2 × 600 W
Potenza dei moduli consigliata da 430 a 900 Wp e oltre in totale
Tensione massima in ingresso 60 V CC
Intervallo di lavoro da 12 a 60 V
Intervallo MPPT da 12 a 48 V
Tensione di avvio 18 V
Corrente massima in ingresso 2 × 17 A (cortocircuito ammesso 2 × 25 A)
Potenza in uscita di serie 800 VA, regolabile fino a 1.200 VA dall'app
Potenza massima continua in uscita 1.200 VA
Corrente massima continua in uscita 5,22 A
Tensione e frequenza di rete 230 V, 50 Hz, monofase
Fattore di potenza oltre 0,99, regolabile di ±0,8
Presa fuori rete: potenza continua 1.200 VA
Presa fuori rete: picco 1.800 VA per 10 secondi
Tempo di commutazione 5 ms
Tensione della batteria da 40 a 60 V CC, nominale 51,2 V
Corrente massima di carica 40 A
Corrente massima di scarica 27 A
Comunicazione con la batteria CAN
Rendimento massimo 96,2 %
Comunicazione Wi-Fi e Bluetooth integrati, app AP EasyPower
Capacità dell'accumulo 2.713 Wh, celle LiFePO4 a 51,2 V
Cicli dichiarati dell'accumulo 5.000 a 0,5 C, 25 °C e 80 % di profondità di scarica
Dimensioni del convertitore 351 × 269 × 47 mm
Peso del convertitore 8 kg
Grado di protezione IP67 sul convertitore, IP65 a livello di sistema
Temperatura di esercizio da -40 a 65 °C (accumulo da -20 a 55 °C)
Raffreddamento convezione naturale, senza ventole
Norme dichiarate EN 62109-1/-2, EN 62477-1, EN IEC 61000-6-1/-2/-3/-4, EN 62920, VDE-AR-N 4105, EN 303 645, EN 50549-1, EN 50549-10, G98, G99
Garanzia 12 anni sul convertitore, 5 anni sull'accumulo
Prezzo indicativo ca. 792,40 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

L'EZHI è un microinverter ibrido: converte l'energia dei pannelli come un apparecchio da balcone qualunque e gestisce in più una batteria a 51,2 V collegata direttamente ai suoi morsetti. La confezione venduta su Amazon.it lo abbina a un accumulo LiFePO4 da 2,71 kWh, e la caratteristica che lo separa dal resto della categoria è la presa fuori rete: 1.200 VA continui con commutazione in 5 millisecondi, valori scritti nero su bianco nel datasheet. La valutazione nasce dal datasheet EZHI in revisione 1.0, dalla scheda del prodotto su Amazon.it, dalle condizioni di garanzia APsystems e dal confronto con gli accumuli da balcone già recensiti.

A favore

  • Presa di emergenza con numeri dichiarati: 1.200 VA continui, 1.800 VA di picco per 10 secondi, commutazione in 5 ms
  • Wi-Fi e Bluetooth integrati, quindi nessun gateway da acquistare e configurare
  • Di serie eroga 800 VA, il valore che tiene l'impianto nella Comunicazione Unica
  • L'intervallo MPPT parte da 12 V e accoglie anche moduli di piccolo formato
  • IP67 sul convertitore, raffreddamento passivo e intervallo da -40 a 65 °C

Contro

  • Il datasheet non cita la CEI 0-21 fra le norme di connessione dichiarate
  • Portare l'uscita a 1.200 VA dall'app fa uscire l'impianto dal regime semplificato
  • La batteria della confezione è di un altro produttore e ha 5 anni di garanzia contro i 12 del convertitore
  • 292 euro per kilowattora immagazzinato, sopra la media degli accumuli all-in-one

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,0
Dotazione e connettività 4,5
Funzione di emergenza 4,5
Idoneità alla normativa italiana 3,5

Voto complessivo: 4,1 / 5 media delle voci qui sopra

Un microinverter che gestisce anche la batteria

L’EZHI appartiene a una categoria ancora poco affollata: il microinverter ibrido. Dove un impianto da balcone con accumulo normalmente chiede due apparecchi che dialogano fra loro, qui il convertitore ha i morsetti della batteria a bordo e li gestisce direttamente.

Il funzionamento quotidiano segue tre priorità. L’energia dei pannelli va prima ai consumi di casa, poi in batteria, e quello che avanza esce verso il contatore. Quando il sole cala, la batteria restituisce l’energia attraverso lo stesso convertitore. La particolarità sta nel percorso: i pannelli caricano le celle restando in corrente continua, saltando una conversione che negli accumuli accoppiati in alternata avviene sempre.

La confezione venduta su Amazon.it comprende il convertitore e un accumulo LiFePO4 da 2.713 Wh a 51,2 V, quindi il sistema arriva completo. Chi ha già una batteria compatibile a 51,2 V con comunicazione CAN può usare quella: APsystems pubblica una lista di compatibilità con i modelli verificati.

La presa di emergenza è il vero motivo per sceglierlo

Molti accumuli da balcone accennano a una funzione di backup senza dichiararne i numeri. L’EZHI li mette a datasheet, e sono numeri che reggono un uso serio: 1.200 VA continui dalla porta fuori rete, 1.800 VA di picco per 10 secondi e una commutazione in 5 millisecondi.

I 5 millisecondi contano più di quanto sembri. Sotto i 10 millisecondi la maggior parte degli apparecchi elettronici non si accorge dell’interruzione, quindi il computer non si riavvia, il router non perde la linea e il frigorifero non fa scattare la protezione del compressore. Il picco di 1.800 VA serve proprio a quello: i motori assorbono per un istante molto più della loro potenza nominale quando partono.

Cosa ci si può attaccare, in pratica:

CaricoAssorbimento tipicoSostenibile dalla presa
Frigorifero di classe A100-200 W, picco all’avvio fino a 800 Wsì, picco compreso
Illuminazione a LED di tutta la casa50-100 Wsì
Router, modem e computer portatile60-150 Wsì
Pompa di un impianto di riscaldamento50-300 Wsì
Forno elettrico o phon1.500-2.200 Wno

Con 2,71 kWh in batteria l’autonomia va da circa due ore a pieno carico a una notte intera con qualche centinaio di watt. Chi cerca una potenza di backup più alta trova 2.500 W dichiarati sul Marstek Venus E 3.0, che però costa il doppio e non converte i pannelli.

Ottocento voltampere di serie, milleduecento se lo imposti

Questo è il punto che decide la pratica amministrativa, e l’apparecchio lo gestisce in modo intelligente. Di fabbrica l’EZHI eroga 800 VA, esattamente la soglia che la delibera ARERA 315/2020/R/eel fissa per restare nel percorso rapido della Comunicazione Unica. L’app AP EasyPower consente di alzare il valore fino a 1.200 VA.

Conviene farlo? Dipende da dove si installa l’impianto. Su un balcone la risposta è quasi sempre no: passare a 1.200 VA significa uscire dal regime semplificato e affrontare il Modello Unico, con la connessione fissa realizzata da un elettricista abilitato. Il guadagno di 400 VA non ripaga la pratica.

Su un terrazzo o in giardino, con quattro moduli e una casa che consuma parecchio di giorno, i 1.200 VA hanno senso. La scelta va fatta prima dell’installazione, perché cambia il percorso burocratico dall’inizio. Il confronto fra le due strade sta nella guida al fotovoltaico da balcone da 800 W.

Va detto che la regolazione via software non porta con sé un certificato che attesti il limite impostato. Chi resta a 800 VA fa bene a farsi consegnare dal venditore la dichiarazione di conformità dell’apparecchio, il documento che accompagna la Comunicazione Unica: cosa deve contenere sta nella guida alla dichiarazione di conformità.

Ingressi larghi in basso, stretti in alto

La finestra di lavoro dei due canali ha una forma insolita. L’intervallo MPPT va da 12 a 48 V, con avvio a 18 V e massimo assoluto di 60 V.

Il limite basso a 12 V è più generoso di quasi tutta la concorrenza: gli accumuli all-in-one partono di solito da 16 o addirittura 25 V, e sotto quella soglia i moduli di piccolo formato non vengono nemmeno riconosciuti. Qui invece rientrano anche i pannelli pensati per camper e casette da giardino, che aprono qualche possibilità in più su balconi stretti dove un modulo grande non entra.

Il limite alto a 48 V va invece verificato con attenzione. I moduli residenziali moderni da 500 o 600 W lavorano fra i 35 e i 45 V al punto di massima potenza e ci stanno dentro, però la tensione a circuito aperto in una giornata fredda e limpida sale, e il tetto assoluto resta 60 V. Con due pannelli grandi vale la pena controllare i valori di targa prima di ordinare, come spiegato nella guida ai connettori MC4.

Ogni canale accetta 600 W con 17 A continui e 25 A di corrente di cortocircuito ammessa, e la potenza dei moduli consigliata va da 430 a 900 Wp complessivi. Il sovradimensionamento rispetto agli 800 VA di uscita è voluto: la potenza in eccesso nelle ore centrali finisce in batteria invece di fermarsi contro il limite del convertitore.

Dodici anni sul convertitore, cinque sulla batteria

Sulla durata l’apparecchio è coperto bene, con una asimmetria da tenere presente. APsystems dà 12 anni di garanzia standard sul microinverter, in linea con quanto la casa offre sulla serie EZ1. L’accumulo della confezione, che è di un altro produttore, porta 5 anni.

Lo scarto ha una logica industriale: le celle sono la parte che invecchia. La batteria dichiara 5.000 cicli a 0,5 C, 25 °C e 80 per cento di profondità di scarica, con certificazioni IEC 62619, CE e UN 38.3, e lavora fra -20 e 55 °C. Su un impianto da balcone che compie fra i 150 e i 250 cicli l’anno i 5.000 cicli restano lontani, quindi il vincolo pratico è la garanzia. Quanto durano davvero le celle in questo impiego è raccontato nella guida su quanto durano le batterie del fotovoltaico.

Il convertitore è costruito per stare fuori: IP67 sull’apparecchio e IP65 a livello di sistema, raffreddamento a convezione naturale senza ventole, intervallo di esercizio da -40 a 65 °C. Pesa 8 kg per 351 × 269 × 47 mm, quindi si fissa alla struttura di supporto come un microinverter tradizionale.

Quanto costa, e rispetto a cosa

I 792,40 € della confezione completa fanno 292 euro per kilowattora immagazzinato, con il convertitore già compreso.

ModelloCapacitàUscita CAPresa di emergenzaPrezzoEuro per kWh
APsystems EZHI2,71 kWh800-1.200 VA1.200 VA, 5 ms792,40 €292 €
Marstek Jupiter C+2,56 kWh800 VApresente, potenza non dichiarata699,99 €273 €
EcoFlow STREAM Ultra1,92 kWh800 Wassente799,00 €416 €
Marstek Venus E 3.05,12 kWh800 W2.500 W1.499,00 €293 €

Il Jupiter C+ costa meno per kilowattora e accetta il triplo dei pannelli, la sua presa fuori rete resta però senza numeri dichiarati. Il Venus E 3.0 ha la potenza di backup più alta del gruppo e il doppio della capacità, e chiede il doppio della spesa senza convertire i moduli. L’EZHI si colloca nel mezzo: il sistema più completo se la funzione di emergenza è una ragione d’acquisto reale.

Sul rientro dell’investimento vale l’aritmetica di categoria. Su un kit da 880 Wp verticale a Roma il surplus recuperabile si ferma intorno ai 263 kWh l’anno, cioè circa 66 euro a 0,25 €/kWh: la spesa piena rientra oltre i dieci anni, che si dimezzano con la detrazione del 50 per cento del bonus fotovoltaico. Chi compra questo apparecchio lo fa in buona parte per la presa di emergenza, e quel valore non si misura in kilowattora.

Per chi ha senso l’EZHI

L’EZHI è la scelta giusta per chi vuole un impianto da balcone con accumulo e una presa che resti viva durante un blackout, con la potenza di backup scritta nel datasheet. La combinazione di 1.200 VA continui, 5 millisecondi di commutazione e Wi-Fi integrato senza gateway è difficile da trovare altrove in questa fascia di prezzo.

Funziona bene anche per chi ha già un impianto da balcone e vuole aggiungere la batteria: il datasheet prevede l’accoppiamento in corrente alternata dentro un sistema con microinverter esistente.

Ha meno senso per chi cerca solo la capacità di accumulo al prezzo più basso. In quel caso il Jupiter C+ offre più kilowattora per euro e accetta quattro pannelli invece di due, e chi punta alla sola conversione senza batteria trova nell’EZ1-M della stessa casa un apparecchio da 154,95 €.

Domande frequenti

L'APsystems EZHI resta nel regime semplificato italiano?

Con l'impostazione di fabbrica sì. Il datasheet indica una potenza apparente in uscita di 800 VA di serie, cioè il limite fissato dalla delibera ARERA 315/2020/R/eel per il percorso della Comunicazione Unica. L'app AP EasyPower consente di alzare il valore fino a 1.200 VA, e in quel caso l'impianto passa alla procedura ordinaria del Modello Unico con la connessione realizzata da un elettricista abilitato.

Cosa alimenta la presa di emergenza dell'EZHI?

La porta fuori rete eroga 1.200 VA continui con un picco di 1.800 VA per 10 secondi, e la commutazione avviene in 5 millisecondi. Con questi valori regge un frigorifero, l'illuminazione, il router e un piccolo elettrodomestico, mentre restano fuori i carichi resistivi come forni, phon e stufette. L'autonomia dipende dalla carica: i 2,71 kWh della batteria coprono circa due ore a 1.200 W e una notte intera con carichi da poche centinaia di watt.

L'EZHI è conforme alla CEI 0-21?

Il datasheet in revisione 1.0 elenca EN 62109-1/-2, EN 62477-1, EN IEC 61000-6-1/-2/-3/-4, EN 62920, VDE-AR-N 4105, EN 303 645, EN 50549-1, EN 50549-10 e le norme britanniche G98 e G99. La CEI 0-21 non compare. La norma europea EN 50549-1 è il riferimento da cui discende anche l'allegato italiano, il documento che serve al distributore resta però la dichiarazione di conformità dell'apparecchio, da chiedere al venditore prima dell'acquisto.

Che batteria si può collegare all'EZHI?

Batterie a 51,2 V nominali con comunicazione CAN, in una finestra di tensione fra 40 e 60 V. APsystems pubblica una lista di compatibilità con i modelli verificati di diversi produttori. La confezione venduta su Amazon.it arriva già con un accumulo LiFePO4 da 2.713 Wh, quindi il sistema è pronto senza altre verifiche.

Quanti pannelli si collegano all'EZHI?

Due, uno per ciascun canale, con 600 W di potenza massima per ingresso e una potenza dei moduli consigliata fra 430 e 900 Wp complessivi. Ogni canale accetta 17 A continui con 25 A di cortocircuito ammesso. L'intervallo MPPT va da 12 a 48 V con avvio a 18 V, quindi accoglie sia i moduli residenziali sia i formati piccoli che altri apparecchi rifiutano.

L'EZHI ha bisogno di un gateway o di un contatore?

Il gateway no: Wi-Fi e Bluetooth sono integrati e l'app AP EasyPower comunica direttamente con l'apparecchio. Per far seguire alla batteria i consumi reali della casa serve invece un sensore di consumo, altrimenti carica e scarica funzionano sugli orari programmati. Il monitoraggio della produzione e il cambio delle impostazioni non richiedono altri accessori.

Quanto rende l'EZHI rispetto a un accumulo accoppiato in corrente alternata?

Un po' di più, perché l'energia dei pannelli entra in batteria restando in corrente continua e salta una conversione. Il rendimento massimo dichiarato è del 96,2 per cento. Un accumulo accoppiato in alternata come lo STREAM AC deve invece convertire due volte, e su mille kilowattora movimentati in un anno la differenza vale qualche decina di kilowattora.

Quanto costa l'EZHI rispetto agli altri sistemi con accumulo?

Su Amazon.it la confezione con la batteria sta intorno ai 792,40 €, cioè 292 euro per kilowattora immagazzinato. Il Marstek Jupiter C+ scende a 273 euro per kilowattora e lo STREAM Ultra X di EcoFlow a 312. L'EZHI si paga quindi il posto di mezzo, e in cambio porta la presa di emergenza dichiarata e un convertitore che arriva a 1.200 VA.

L'EZHI si può aggiungere a un impianto da balcone già installato?

Sì, il datasheet indica esplicitamente il supporto all'accoppiamento in corrente alternata dentro un sistema con microinverter da balcone. In quella configurazione l'EZHI convive con il convertitore esistente e si occupa della batteria. Chi parte da zero collega invece i pannelli direttamente ai due ingressi dell'EZHI e usa un apparecchio solo.

Sull'EZHI si può avere la detrazione fiscale?

Sì. L'accumulo abbinato a un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Casa dell'articolo 16-bis del TUIR: per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'abitazione principale, recuperata in dieci quote annuali. Servono bonifico parlante, fattura intestata a chi porta la spesa in dichiarazione e la documentazione tecnica dell'apparecchio.

Guide utili sull'argomento