Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Microinverter doppio da rete per due moduli |
|---|---|
| Modelli della serie | DS3-L (730 VA), DS3 (880 VA), DS3-H (960 VA) |
| Canali di ingresso | 2 con MPPT indipendenti |
| Potenza dei moduli consigliata | 255-550 Wp+ (DS3-L), 300-620 Wp+ (DS3), 330-660 Wp+ (DS3-H) |
| Tensione massima in ingresso | 60 V CC |
| Intervallo di funzionamento | 16-60 V |
| Intervallo MPPT | 28-45 V |
| Corrente massima per canale | 18 A (DS3-L), 20 A (DS3 e DS3-H) |
| Corrente di cortocircuito ammessa | 22,5 A per canale (DS3-L), 25 A (DS3 e DS3-H) |
| Potenza massima continua in uscita | 730 VA / 880 VA / 960 VA secondo il modello |
| Tensione di uscita | 230 V (184-253 V) |
| Corrente nominale in uscita | 3,2 A (DS3-L), 3,8 A (DS3), 4,2 A (DS3-H) |
| Frequenza | 50 Hz (48-51 Hz) |
| Fattore di potenza | 0,99 di serie, regolabile da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo |
| Unità per ramo da 2,5 mm² | 7 (DS3-L), 5 (DS3 e DS3-H) |
| Rendimento di picco | 97,3 % |
| Rendimento MPPT | 99,5 % |
| Consumo notturno | 20 mW |
| Comunicazione | ZigBee cifrato verso l'ECU APsystems, portale EMA |
| Isolamento | trasformatori ad alta frequenza, separazione galvanica |
| Connettori lato moduli | Stäubli MC4 PV-ADBP4-S2 e ADSP4-S2 |
| Cavo del bus in alternata | 2,5 mm² (23 A) |
| Dimensioni | 263 × 218 × 41,2 mm (DS3-L), 263 × 218 × 42,5 mm (DS3 e DS3-H) |
| Peso | 2,7 kg (DS3-L), 3,1 kg (DS3 e DS3-H) |
| Grado di protezione | IP67 |
| Raffreddamento | convezione naturale, senza ventole |
| Temperatura ambiente | da -40 °C a 65 °C |
| Norme di connessione | CEI 0-21, EN 50549-1, VDE-AR-N 4105, VFR 2019, UTE C15-712-1, UNE 217002, RD647, G98, G99 |
| Sicurezza ed EMC | EN 62109-1/-2, EN 61000-1/-2/-3/-4, DIN V VDE V 0126-1-1 |
| Garanzia | 10 anni di serie, 20 anni opzionali |
| Prezzo indicativo | ca. 330,00 € il DS3-L su Amazon.it |
Il giudizio in breve
Il DS3 è la terza generazione di microinverter doppi di APsystems e nasce per gli impianti fissi, dove più unità vengono collegate in cascata su un bus in corrente alternata. Sul mercato italiano interessa per due ragioni: il rendimento di picco del 97,3 % è il più alto della categoria, e la CEI 0-21 compare nell'elenco delle norme di connessione dichiarate. La taglia va scelta con attenzione, perché soltanto il DS3-L resta sotto la soglia degli 800 W che definisce il regime semplificato. Le cifre vengono dal datasheet APsystems per l'area EMEA e dal listino su Amazon.it.
A favore
- Rendimento di picco del 97,3 % e inseguimento MPPT al 99,5 %, valori di vertice fra i microinverter per due moduli
- CEI 0-21 dichiarata insieme a EN 50549-1, VDE-AR-N 4105, VFR 2019 e UNE 217002
- Consumo notturno di 20 mW, contro i 50 mW dichiarati da Deye e Hoymiles
- Fino a 7 unità sullo stesso ramo da 2,5 mm²: l'impianto cresce senza rifare la linea
- Componenti incapsulati in silicone, IP67 e finestra termica da -40 a 65 °C
- Controllo della potenza reattiva regolabile, con fattore di potenza da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo
Contro
- Il monitoraggio passa da ZigBee e richiede l'ECU APsystems, un apparecchio da comprare a parte
- La garanzia resta valida solo con l'impianto registrato sul portale EMA, quindi l'ECU diventa di fatto obbligatoria
- DS3 da 880 VA e DS3-H da 960 VA superano gli 800 W e portano l'impianto fuori dal regime semplificato
- 330 euro per il DS3-L sono più del doppio di quanto costa un microinverter da balcone con Wi-Fi integrato
- Il collegamento avviene sul bus in alternata con cavo dedicato, non con una spina pronta all'uso
Una serie nata per gli impianti fissi
Il DS3 è la terza generazione di microinverter doppi di APsystems, la stessa famiglia da cui deriva l’EZ1-M venduto nei kit da balcone. L’architettura di base è identica: un apparecchio, due moduli, due inseguitori del punto di massima potenza indipendenti.
Cambia la destinazione. Il DS3 esce dalla fabbrica con connettori Stäubli MC4 sul lato in continua e un attacco per il bus in corrente alternata sul lato di rete, il cavo da 2,5 mm² a cui si agganciano in cascata fino a sette apparecchi. È il modo in cui si cabla una copertura o un terrazzo con sei, otto, dodici moduli, e spiega perché nella scatola non si trova una spina Schuko. Cosa fa esattamente questo componente e quali valori contano nella scelta sta nella guida all’inverter fotovoltaico.
La taglia decide se resti nel regime semplificato
Questo è il punto che vale la pena chiarire prima di ogni altro, perché la serie DS3 esiste in tre versioni e solo una si adatta al percorso rapido italiano.
| Modello | Uscita massima continua | Corrente per canale | Moduli consigliati | Regime italiano |
|---|---|---|---|---|
| DS3-L | 730 VA | 18 A | 255-550 Wp+ | dentro la soglia degli 800 W |
| DS3 | 880 VA | 20 A | 300-620 Wp+ | sopra la soglia |
| DS3-H | 960 VA | 20 A | 330-660 Wp+ | sopra la soglia |
La delibera ARERA 315/2020/R/eel fissa a 800 W la potenza immessa entro cui un impianto si comunica al distributore con la procedura semplificata. Il DS3-L si ferma a 730 VA e ci rientra con margine. Il DS3 e il DS3-H la superano, quindi portano l’impianto nel perimetro ordinario del Modello Unico, con la documentazione e i tempi che ne conseguono.
La versione in vendita su Amazon.it è il DS3-L, ed è quella coerente con un impianto domestico che punta al regime semplificato. Chi progetta una copertura più ampia guadagna invece dal salto alle taglie maggiori, perché la pratica ordinaria la deve affrontare comunque.
Il 97,3 per cento e cosa ne resta in bolletta
Il rendimento di picco dichiarato è del 97,3 per cento, con inseguimento MPPT al 99,5. Sono i valori più alti fra i microinverter per due moduli oggi in commercio, dove la concorrenza si muove fra il 96 e il 97 per cento.
Tradotto in energia il vantaggio si assottiglia. Un impianto da 880 Wp a Roma produce intorno ai 1.365 kWh l’anno dietro un’uscita da 800 W, e ogni punto percentuale di rendimento vale una quindicina di kilowattora: meno di quattro euro a 0,25 €/kWh. Lo scarto rispetto a un apparecchio al 96,5 per cento si ferma quindi a tre euro l’anno, una cifra che nessuno recupera sui 175 euro di differenza di prezzo con l’EZ1-M.
Il numero che dice di più sulla cura del progetto è un altro: 20 mW di consumo notturno, contro i 50 mW dichiarati da Deye e Hoymiles per i rispettivi modelli. Sull’anno la differenza vale poco più di un decimo di kilowattora, e racconta di un’elettronica progettata per stare in linea vent’anni. Nella stessa direzione vanno i componenti incapsulati in silicone, l’IP67 e la finestra termica da -40 a 65 °C, senza il declassamento di potenza che altri apparecchi introducono oltre i 45 gradi.
Due MPPT indipendenti con ingressi capienti
Ogni canale del DS3-L accetta 18 A e una corrente di cortocircuito fino a 22,5 A, valori che salgono a 20 e 25 A sul DS3 e sul DS3-H. È il dato che apre la porta ai moduli residenziali di ultima generazione, quelli da 500 Wp e oltre che lavorano intorno ai 13-14 A e che tagliano fuori i microinverter più vecchi.
L’intervallo di inseguimento va da 28 a 45 V, con funzionamento esteso fra 16 e 60 V. Un modulo moderno da 450-550 Wp ha una tensione al punto di massima potenza fra i 35 e i 42 V, quindi cade in pieno nella finestra buona anche a luce debole e con celle calde d’estate.
L’indipendenza dei due canali conta soprattutto quando l’ombra arriva su un pannello solo, la situazione normale su un balcone e frequente anche su una falda con un camino o un’antenna. Con un regolatore condiviso il modulo in ombra impone la propria tensione di lavoro all’altro; con due regolatori separati la perdita resta dove l’ombra cade. Il modo corretto di collegare i due lati, con la polarità e il verso dei connettori, è nella guida sui connettori MC4.
Il monitoraggio richiede l’ECU, e la garanzia pure
Qui sta la rinuncia più pesante per un acquirente domestico. Il DS3 comunica in ZigBee cifrato verso l’ECU APsystems, l’unità che raccoglie i dati modulo per modulo e li inoltra al portale EMA. Un gateway Wi-Fi generico non parla quel protocollo, quindi l’apparecchio va comprato dalla stessa casa.
La conseguenza va oltre la comodità. Le condizioni di garanzia APsystems chiedono che l’impianto sia monitorato tramite il portale EMA: senza ECU la copertura decennale resta sulla carta. Chi acquista un DS3-L per due moduli deve quindi mettere in preventivo l’unità di comunicazione oltre ai 330 euro del convertitore.
Il confronto con la fascia da balcone diventa a questo punto impietoso. L’EZ1-M, della stessa casa, integra Wi-Fi e Bluetooth, si collega all’app senza accessori, eroga 800 W invece di 730 e costa 155 euro. La stessa scelta di protocollo pesa sull’Hoymiles HM-700, che chiede il DTU per gli stessi motivi.
Il vantaggio vero: sette unità sulla stessa linea
Il numero che giustifica l’esistenza di questa serie sta nella riga “unità per ramo”: fino a 7 DS3-L su un cavo da 2,5 mm², 5 nel caso delle versioni più potenti.
Significa che un impianto da due moduli oggi diventa un impianto da quattordici in tre passaggi successivi, aggiungendo un apparecchio alla linea già posata. Su un terrazzo ampio o su una copertura condominiale è l’architettura che costa meno nel tempo, perché ogni ampliamento riutilizza il cablaggio esistente. La stessa logica applicata alle superfici disponibili è descritta nella guida al fotovoltaico da terrazzo.
Il controllo della potenza reattiva completa il quadro. Il fattore di potenza è regolabile da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo, una funzione che il distributore può richiedere sugli impianti oltre una certa taglia e che i modelli da balcone in genere non offrono.
Alternative a confronto
| Modello | Uscita CA | Corrente per canale | Connettività | CEI 0-21 dichiarata | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| APsystems DS3-L | 730 VA | 18 A | ZigBee, ECU separata | sì | 330,00 € |
| APsystems EZ1-M | 799 VA | 20 A | Wi-Fi e Bluetooth | sì | 154,95 € |
| Hoymiles HM-700 | 700 VA | 11,5 A | radio 2,4 GHz, DTU separato | sì | 206,54 € |
Su un impianto da due moduli l’EZ1-M vince su tutta la linea: più potenza in uscita, connettività integrata, meno della metà del prezzo. Il DS3-L difende la propria posizione sul terreno del rendimento, della robustezza e soprattutto della scalabilità, tre argomenti che pesano quando i moduli sono sei o dieci.
Per chi ha senso il DS3
Il DS3-L è la scelta giusta per chi sta cablando un terrazzo o una copertura con più coppie di moduli e vuole un’architettura che cresca aggiungendo apparecchi alla stessa linea. Lì i 7 dispositivi per ramo, il rendimento del 97,3 per cento e il controllo della potenza reattiva diventano argomenti concreti, e l’ECU si ammortizza su tutto l’impianto invece che su un solo convertitore.
Ha senso anche per chi punta a una durata lunga e legge nei 20 mW notturni, nel silicone e nella garanzia ventennale opzionale i segnali di un progetto pensato per restare in linea.
Su un balcone con due pannelli il conto cambia. Lì servono una spina, un’app che si apra senza gateway e un prezzo proporzionato all’impianto, e la stessa casa offre l’EZ1-M che risponde meglio a tutte e tre le richieste. Prima di ordinare un DS3, in ogni caso, due verifiche: che il modello sia il DS3-L se l’obiettivo è la Comunicazione Unica sotto gli 800 W, e che il venditore consegni la dichiarazione di conformità da allegare alla pratica.
Domande frequenti
L'APsystems DS3 è conforme alla CEI 0-21?
Sì, la CEI 0-21 compare nell'elenco delle norme di connessione del datasheet EMEA, insieme a EN 50549-1, VDE-AR-N 4105, VFR 2019, UTE C15-712-1, UNE 217002 e RD647. Il relè di protezione è integrato nell'apparecchio. Come per qualunque acquisto, vale la pena farsi consegnare dal venditore la dichiarazione di conformità riferita all'esemplare, perché è quella che accompagna la pratica verso il distributore.
Quale modello della serie DS3 rispetta il limite italiano degli 800 W?
Soltanto il DS3-L, che si ferma a 730 VA di potenza massima continua. Il DS3 arriva a 880 VA e il DS3-H a 960 VA, quindi entrambi superano la soglia della delibera ARERA 315/2020/R/eel: con quelle taglie l'impianto esce dal perimetro della Comunicazione Unica e va gestito con il Modello Unico ordinario.
Serve l'ECU per far funzionare il DS3?
Per produrre energia no, il microinverter lavora da solo appena i moduli superano la tensione di avvio. L'ECU serve a due cose: vedere i dati di produzione modulo per modulo e mantenere valida la garanzia, che APsystems lega al monitoraggio sul portale EMA. Il DS3 comunica in ZigBee cifrato, quindi un gateway Wi-Fi generico non basta e occorre l'unità APsystems.
Quanti pannelli si collegano a un DS3?
Due, uno per ciascun canale MPPT. La potenza consigliata per ingresso va da 255 a oltre 550 Wp sul DS3-L e sale fino a 660 Wp sul DS3-H. La tensione a vuoto di ogni modulo deve restare sotto i 60 V, e i pannelli non vanno collegati in serie fra loro perché ogni canale insegue il proprio punto di massima potenza.
Che differenza c'è fra DS3-L, DS3 e DS3-H?
Cambiano la potenza in uscita e la capienza degli ingressi. Il DS3-L eroga 730 VA, accetta 18 A per canale e pesa 2,7 kg; il DS3 sale a 880 VA con 20 A per canale; il DS3-H arriva a 960 VA con gli stessi 20 A. Rendimento, intervallo MPPT, grado di protezione e norme dichiarate restano identici su tutti e tre.
Il DS3 va bene per un impianto da balcone?
Funziona, con due avvertenze. La prima riguarda la taglia: serve il DS3-L per restare sotto gli 800 W. La seconda riguarda il collegamento, pensato per un bus in corrente alternata con cavo da 2,5 mm² verso il quadro, mentre i kit da balcone escono con una spina già montata. Chi vuole la soluzione pronta all'uso trova più comodo un modello da balcone come l'EZ1-M.
Quanto conta davvero il 97,3 % di rendimento?
Poco in valore assoluto, e vale comunque la pena saperlo. Su un impianto da 880 Wp a Roma, che produce intorno ai 1.365 kWh l'anno dietro un'uscita da 800 W, ogni punto percentuale di rendimento pesa una quindicina di kilowattora, cioè meno di quattro euro a 0,25 €/kWh. Fra il 97,3 % del DS3 e il 96,5 % di un buon concorrente il divario annuale sta quindi intorno ai tre euro.
Quante unità DS3 si possono collegare sulla stessa linea?
Fino a 7 unità DS3-L su un ramo con cavo da 2,5 mm², oppure 5 unità nel caso di DS3 e DS3-H. È il numero che rende interessante questa serie su un terrazzo o su una copertura, perché aggiungere una coppia di moduli significa aggiungere un apparecchio alla linea esistente. Il limite va sempre verificato contro le prescrizioni locali sulla portata della linea.
Il consumo notturno di 20 mW quanto pesa in bolletta?
Praticamente nulla, e serve come metro di paragone. Venti milliwatt moltiplicati per circa 4.400 ore di buio all'anno fanno 0,09 kWh, cioè due centesimi di euro. Un apparecchio da 50 mW arriva a 0,22 kWh. La voce entra nel giudizio come indicatore della cura elettronica del progetto più che come costo.
Il DS3 funziona durante un blackout?
No. È un inverter di rete e la protezione di interfaccia prevista dalla CEI 0-21 lo obbliga a staccarsi quando la tensione del contatore manca. Per avere corrente durante un'interruzione serve un accumulo con funzione di isola e una presa di backup dedicata, come quella del Marstek Venus E 3.0.