Dati tecnici
| Tipo di prodotto | Microinverter monofase da rete per quattro moduli |
|---|---|
| Sigla di modello | MI2S-2000Q (serie MI2S-1800Q/2000Q) |
| Produttore | Shanghai Rockcore Electronics Technology |
| Numero di ingressi | 4 coppie di connettori MC4 |
| Numero di MPPT | 2 inseguitori, distribuiti sui 4 ingressi; monitoraggio indipendente sui 4 canali |
| Potenza dei moduli consigliata | da 500 a 600 W per ciascuno dei quattro ingressi |
| Tensione massima in ingresso | 60 V CC |
| Intervallo di funzionamento | da 26 a 60 V |
| Finestra MPPT ottimale | da 30 a 48 V |
| Corrente massima in ingresso | 4 × 18 A |
| Corrente massima di cortocircuito FV | 4 × 20 A |
| Potenza nominale in uscita | 2.000 VA |
| Corrente massima continua in uscita | 8,7 A |
| Tensione di rete | 230 V, campo da 207 a 253 V (regolabile da 195,5 a 264,5 V) |
| Frequenza | 50 Hz con campo da 48 a 51 Hz (regolabile da 45 a 65 Hz) |
| Fattore di potenza | 0,99, regolabile da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo |
| Distorsione armonica | THD sotto il 5 % |
| Rendimento di picco dichiarato | oltre il 95 % |
| Rendimento ponderato CEC | oltre il 93,5 % |
| Rendimento MPPT | oltre il 99,8 %, precisione di inseguimento oltre il 99,5 % |
| Consumo notturno | sotto i 100 mW |
| Dimensioni | 320 × 293 × 48 mm |
| Peso | 6,4 kg |
| Grado di protezione | IP67, classe di protezione I |
| Raffreddamento | convezione naturale, senza ventole |
| Temperatura di esercizio | da -40 °C a 65 °C |
| Categoria di sovratensione | II lato fotovoltaico, III lato rete |
| Altitudine massima | 2.000 m |
| Comunicazione | Wi-Fi 802.11 b/g/n a 2,4 GHz, monitoraggio a livello di modulo |
| Topologia | trasformatore ad alta frequenza a isolamento galvanico |
| Norme dichiarate nel datasheet | VDE 0124, VDE 0126, RD 1663, RD 1699, EN 50549-1, CEI 0-21, UNE 217001/217002, RD 647, NB/T 32004 (combinazione secondo la regione di vendita) |
| Cavo in dotazione | connettore a T per il lato rete; il cavo CA va procurato a parte (3 × 2,5 mm² o 3 × 4 mm²) |
| Garanzia | 12 anni di serie, estensione a pagamento |
| Prezzo indicativo | ca. 244,00 € su Amazon.it |
Il giudizio in breve
Il MI2S-2000Q è il modello di punta della serie Q di Rockcore: quattro ingressi MC4, 2.000 VA verso la rete e una corrente ammessa di 18 ampere per canale, la più generosa fra i convertitori a quattro moduli che si trovano su Amazon.it. Il manuale del produttore dice però una cosa che le inserzioni tacciono, cioè che dietro i quattro ingressi lavorano due soli inseguitori MPPT, con monitoraggio separato sui quattro canali e inseguimento su due. I moduli restano quindi accoppiati a coppie, e chi ha un terrazzo su due esposizioni deve pensare a come abbinarli. La valutazione nasce dal datasheet ufficiale RC-MI2S-1800Q-2000Q-4T in versione V1.1, dal manuale utente pubblicato da Rockcore, dalla targa dell'apparecchio, dalle schede sul portale ENF e dall'inserzione su Amazon.it.
A favore
- Diciotto ampere per ingresso e venti di cortocircuito ammesso: nessun limite pratico con i moduli residenziali attuali
- 2.000 VA a 244 euro, cioè 12,2 centesimi per voltampere, il valore più basso fra i convertitori a quattro moduli recensiti
- Fino a 600 W di modulo per ingresso, quindi 2.400 Wp complessivi dietro un'uscita da 2.000 VA
- Finestra di funzionamento larga, da 26 a 60 V, con punto ottimale fra 30 e 48 V
- Wi-Fi a 2,4 GHz integrato e monitoraggio a livello di singolo modulo, senza gateway da comprare
- IP67, classe di protezione I e intervallo da -40 a 65 °C, con dodici anni di garanzia di serie
Contro
- Due inseguitori MPPT per quattro ingressi: i moduli lavorano a coppie, quindi l'ombra su uno penalizza anche il suo gemello
- Rendimento di picco dichiarato oltre il 95 % e ponderato CEC oltre il 93,5 %, valori sotto ai 96,5-96,7 % della concorrenza
- La scheda elenca la CEI 0-21 con l'anno 2002, che non corrisponde a nessuna edizione della norma: la prima è del dicembre 2011
- Il cavo di collegamento alla rete non è compreso e va dimensionato a parte in 3 × 2,5 mm² o 3 × 4 mm²
- Con 2.000 VA l'impianto esce dal regime semplificato italiano degli 800 W e passa dal Modello Unico con un elettricista abilitato
- Le due schede pubblicate sul portale ENF riportano numeri diversi su garanzia, peso e corrente in uscita
Quattro ingressi, due inseguitori: come è fatto davvero
Il MI2S-2000Q si presenta con quattro coppie di connettori MC4, due per fianco, e una sigla che finisce in Q come quadruplo. Il datasheet lo chiama apertamente 4-in-1 micro inverter e l’inserzione su Amazon.it parla di quattro moduli gestiti da un apparecchio solo. Fin qui tutto torna.
Il manuale utente pubblicato da Rockcore aggiunge la riga che cambia il quadro: monitoraggio fotovoltaico indipendente su quattro canali e inseguimento MPPT su due canali. Sono due funzioni diverse che conviene tenere separate.
Il monitoraggio misura tensione e corrente di ogni ingresso e le manda all’app, così vedi quale dei quattro pannelli sta rendendo meno. L’inseguimento MPPT è il circuito che regola il punto di lavoro elettrico per estrarre la massima potenza, e qui ce ne sono due per quattro ingressi.
| Cosa fa il MI2S-2000Q | Cosa resta fuori |
|---|---|
| Misura i quattro ingressi separatamente | Regola i quattro ingressi a quattro punti di lavoro diversi |
| Mostra la resa di ogni modulo nell’app | Isola un modulo in ombra dal suo gemello di coppia |
| Accetta quattro moduli fino a 600 W ciascuno | Gestisce quattro esposizioni diverse senza perdite |
È la stessa architettura del fratello minore MI2S-800D, scalata verso l’alto: là due ingressi su un inseguitore, qui quattro su due. La differenza pratica è che su quattro moduli l’accoppiamento a coppie pesa meno di quanto pesi su due, perché un impianto da 2.400 Wp sta quasi sempre su una superficie sola.
Cosa succede quando un modulo va in ombra
Con due inseguitori i quattro pannelli formano due gruppi, e dentro ogni gruppo condividono lo stesso punto di lavoro. Un’ombra che attraversa un modulo tira giù anche il suo gemello, mentre l’altra coppia continua indisturbata.
La perdita dipende da quanto è grande lo squilibrio. Su una tettoia o su un tetto piano con quattro moduli identici e complanari lo squilibrio è vicino a zero per quasi tutta la giornata. Su un terrazzo d’angolo con due lati esposti diversamente diventa strutturale.
| Configurazione | MI2S-2000Q (2 MPPT, 4 ingressi) | Convertitore a 4 MPPT |
|---|---|---|
| Quattro moduli complanari | nessuna penalizzazione | nessuna penalizzazione |
| Un camino che ombreggia un modulo per due ore | scende anche il gemello di coppia | scende solo il modulo ombreggiato |
| Due moduli a est e due a sud | accettabile se le coppie rispettano le esposizioni | ogni modulo al proprio punto di lavoro |
| Quattro esposizioni diverse | sconsigliato | gestite in modo indipendente |
La regola di cablaggio che ne segue è semplice: abbina sulla stessa coppia di ingressi i pannelli identici e ugualmente esposti. Quali ingressi condividano l’inseguitore va verificato sul manuale prima di stendere i cavi, perché una volta fissato il convertitore sotto i moduli rifare il cablaggio costa una mattinata. Quanto pesa davvero un’ombra parziale sta nella guida sul pannello fotovoltaico in ombra.
Diciotto ampere per ingresso, il numero migliore della scheda
Il dato in cui il MI2S-2000Q batte tutta la categoria è la corrente massima in ingresso: 18 A per canale, con 20 A di cortocircuito ammesso. I convertitori a quattro moduli di Hoymiles si fermano a 12,5 o 14 A, l’APsystems EZ1D arriva a 20 A ma su due soli canali.
La corrente conta quando i moduli sono grandi. Un pannello da 600 Wp lavora con una corrente al punto di massima potenza intorno ai 13-14 A e una corrente di cortocircuito che sfiora i 15 A nelle giornate limpide e fresche, quando l’irraggiamento supera i 1.000 W/m². Con un limite a 12,5 A l’apparecchio tronca i picchi; con 18 A resta margine anche per i formati che arriveranno.
La finestra di funzionamento da 26 a 60 V copre bene i moduli residenziali attuali, che stanno fra i 30 e i 48 V al punto di massima potenza. Il punto ottimale dichiarato, da 30 a 48 V, coincide con quella fascia. Il tetto di 60 V lascia margine nelle mattine invernali, quando la tensione a vuoto sale del 9-10 per cento rispetto al valore di targa: un modulo da 600 Wp con Voc di 50 V a freddo arriva intorno ai 55 V e ci sta, uno da 54 V di targa va verificato con il datasheet in mano.
Il rendimento è il prezzo da pagare
Il datasheet dichiara oltre il 95 % di rendimento di picco e oltre il 93,5 % ponderato CEC. Sono i due valori che pesano meno bene nel confronto con la categoria.
| Modello | Uscita CA | Rendimento di picco | Prezzo | Costo per VA |
|---|---|---|---|---|
| Hoymiles HMS-1600-4T | 1.600 VA | 96,7 % | 198,20 € | 12,4 cent |
| Hoymiles HiFlow 1600 Pro | 1.600 VA | 96,7 % | 231,90 € | 14,5 cent |
| APsystems EZ1D | 1.800 VA | 96,7 % | 251,95 € | 14,0 cent |
| Hoymiles HMS-2000-4T | 2.000 VA | 96,5 % | 329,00 € | 16,5 cent |
| RockCore MI2S-2000Q | 2.000 VA | oltre 95 % | 244,00 € | 12,2 cent |
Il rendimento ponderato CEC merita una riga a parte, perché è il numero che descrive il comportamento reale meglio del picco: media la conversione su sei livelli di carico, dal 10 al 100 per cento della potenza nominale. Hoymiles dichiara il 96,5-96,7 % proprio come valore CEC, Rockcore si ferma a oltre il 93,5 %. Tre punti di scarto sul valore che conta.
Tradotto in energia il divario si assottiglia. Un impianto da 2.400 Wp a Roma produce intorno ai 3.700 kWh l’anno dietro un’uscita da 2.000 VA, e due punti di rendimento valgono una settantina di kilowattora, cioè circa diciotto euro l’anno a 0,25 €/kWh. In dodici anni di garanzia il conto sfiora i duecento euro, e sui 2.000 VA il MI2S-2000Q ne chiede ottantacinque in meno dell’HMS-2000-4T.
Sul fronte della qualità della corrente immessa i numeri sono in ordine: THD sotto il 5 %, fattore di potenza 0,99 regolabile da 0,8 in anticipo a 0,8 in ritardo, inseguimento MPPT oltre il 99,8 % con precisione dichiarata sopra il 99,5 %.
Duemila voltampere in Italia significano un’altra pratica
Questo è il punto che decide se il MI2S-2000Q ha senso per te, e riguarda la burocrazia più della tecnica.
Il regime semplificato italiano copre gli impianti plug and play fino a 800 W di potenza in immissione: si dichiarano con una comunicazione al distributore, si collegano alla presa e non richiedono un progetto. Sopra quella soglia l’impianto rientra fra quelli soggetti al Modello Unico: serve un elettricista abilitato, la dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08, il collegamento fisso al quadro e la pratica presso il distributore.
Il fatto che il cavo di rete arrivi senza spina lo conferma. Nella confezione trovi il connettore a T per il lato alternata, mentre il cavo va procurato a parte con sezione 3 × 2,5 mm² o 3 × 4 mm²: sono le sezioni di un collegamento fisso, e 8,7 A continui a 230 V le giustificano. Il quadro completo delle regole sta nella guida sulla normativa del fotovoltaico da balcone.
Chi cerca un apparecchio per il balcone di casa trova quindi la strada più corta con un convertitore da 800 VA. Il MI2S-2000Q è pensato per il terrazzo grande, la tettoia del garage, il tetto piano di una villetta: superfici dove quattro moduli da 600 W ci stanno davvero e dove l’elettricista serve comunque.
La CEI 0-21 c’è, con una data che non torna
Il datasheet elenca sotto la voce conformità una lista lunga: VDE 0124, VDE 0126, RD 1663, RD 1699, EN 50549-1, CEI 0-21, UNE 217001/217002, RD 647 e NB/T 32004. La norma italiana compare per iscritto, e non è cosa comune in questa fascia di prezzo.
Accanto alla sigla italiana la scheda riporta però l’anno 2002, e quell’anno non corrisponde a nessuna edizione della norma. La CEI 0-21, la regola tecnica di riferimento per la connessione degli utenti alle reti di bassa tensione, è stata pubblicata per la prima volta nel dicembre 2011 ed è entrata in vigore fra il gennaio e il luglio 2012; l’edizione oggi in campo è la 0-21:2022 con le sue varianti. La lettura più probabile è un refuso, con le due cifre finali invertite rispetto al 2022.
Vale poi la nota a piè di pagina che segue la tabella: combinazione secondo la regione di vendita. L’elenco copre l’intera serie sui mercati in cui viene distribuita, quindi l’apparecchio configurato per la Spagna porta le norme spagnole e quello per l’Italia le italiane. Il documento non certifica quale configurazione ti arrivi a casa.
La conseguenza è operativa e vale la telefonata: per la pratica serve la dichiarazione di conformità riferita all’apparecchio, con la CEI 0-21 nominata e il modello indicato. Cosa deve contenere sta nella guida alla dichiarazione di conformità.
Sei chili e mezzo di alluminio, e dove vanno montati
L’apparecchio misura 320 × 293 × 48 mm e pesa 6,4 kg, quindi è il più grande e il più pesante fra i convertitori a quattro moduli: l’HMS-2000-4T sta a 4,7 kg, l’HiFlow 1600 Pro a 5,6 kg. La massa serve a dissipare, perché il raffreddamento è a convezione naturale e non ci sono ventole.
Il grado IP67 e l’intervallo da -40 a 65 °C coprono qualunque terrazzo italiano, con un margine reale anche ad agosto in Sicilia. La classe di protezione I significa che l’involucro va collegato a terra, e sulla staffa c’è il simbolo apposito: su un impianto sopra gli 800 W è comunque l’elettricista a occuparsene.
La regola di montaggio resta quella di tutti i microinverter: sotto i moduli, all’ombra del pannello stesso, con qualche centimetro di aria libera sul retro perché la convezione funzioni. Le due cose da evitare sono chiuderlo dentro una cassetta e appoggiarlo contro una superficie che accumula calore.
Il consumo notturno sotto i 100 mW fa 0,44 kWh in un anno intero, una cifra trascurabile. La topologia a trasformatore ad alta frequenza con isolamento galvanico separa il circuito in corrente continua dalla rete di casa e riduce le correnti di dispersione verso terra, quelle che fanno scattare il differenziale quando i moduli stanno su una struttura metallica.
Due schede sul portale ENF, due serie di numeri
Sul portale ENF, che raccoglie i datasheet dei produttori fotovoltaici, il MI2S-1800Q/2000Q compare due volte. Una scheda porta il nome di Shanghai Rockcore Electronics Technology, l’altra quello di Suzhou Doart-Rockcore Energy Technology, e i numeri non coincidono.
| Voce | Scheda Shanghai Rockcore | Scheda Doart-Rockcore |
|---|---|---|
| Garanzia minima | 12 anni | 10 anni |
| Peso | 6,4 kg | 6,2 kg |
| Corrente massima in uscita | 8,7 A | 9,1 A |
| Rendimento | oltre 95 % di picco | 95 % |
I valori del datasheet ufficiale RC-MI2S-1800Q-2000Q-4T e quelli stampati sulla targa dell’apparecchio (2000 W, 230 V, 8,7 A, 18 A × 4 in ingresso, IP67, -40 ~ 65 °C) coincidono con la prima scheda, e sono quelli riportati in questa recensione. La differenza sulla garanzia è la più concreta delle tre: chi compra attraverso un distributore terzo fa bene a chiedere per iscritto quali condizioni valgano sul proprio esemplare, perché due anni su dodici sono un sesto della copertura.
Alternative a confronto
| Modello | Uscita CA | Ingressi | MPPT | Corrente per ingresso | Rendimento | Garanzia | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Hoymiles HMS-1600-4T | 1.600 VA | 4 | 4 indipendenti | 12,5 A | 96,7 % | 12 anni, estendibile a 25 | 198,20 € |
| Hoymiles HiFlow 1600 Pro | 1.600 VA | 4 | 4 indipendenti | 14 A | 96,7 % | 12 anni | 231,90 € |
| RockCore MI2S-2000Q | 2.000 VA | 4 | 2 | 18 A | oltre 95 % | 12 anni | 244,00 € |
| APsystems EZ1D | 1.800 VA | 2 | 2 indipendenti | 20 A | 96,7 % | 12 anni | 251,95 € |
| Hoymiles HMS-2000-4T | 2.000 VA | 4 | 4 indipendenti | 14 A | 96,5 % | 12 anni, estendibile a 25 | 329,00 € |
La riga che conta è il confronto diretto con l’HMS-2000-4T, che ha la stessa uscita: Hoymiles chiede 85 euro in più e in cambio dà quattro inseguitori indipendenti, un punto e mezzo di rendimento e l’estensione di garanzia fino a venticinque anni. Rockcore risponde con 4 ampere in più per ingresso e il costo per voltampere più basso del gruppo.
Chi può scendere a 1.600 VA trova nell’HMS-1600-4T lo stesso costo per voltampere del Rockcore con quattro MPPT veri, a patto che i moduli restino sotto i 12,5 A.
Per chi ha senso il MI2S-2000Q
Il MI2S-2000Q è un convertitore solido e correttamente dichiarato, con la corrente d’ingresso più alta della categoria, IP67, dodici anni di garanzia e il prezzo per voltampere più basso del gruppo. Paga questo posizionamento con due inseguitori dove la concorrenza ne mette quattro e con un rendimento CEC di tre punti sotto la media.
Ha senso in una situazione precisa: quattro moduli grandi da 550-600 Wp, identici e complanari, su un terrazzo o una tettoia, in un impianto che passa comunque dall’elettricista e dal Modello Unico. In quel caso l’accoppiamento a coppie non toglie quasi nulla, i 18 A per ingresso servono davvero e gli 85 euro risparmiati sull’HMS-2000-4T restano in tasca. Come si dimensiona un impianto di quella taglia sta nella guida sul fotovoltaico da terrazzo.
Con moduli su esposizioni diverse, con un camino o un pluviale che passano sopra un pannello per qualche ora, la scelta ragionevole sono quattro inseguitori indipendenti, e l’HMS-2000-4T li porta a 329 euro. Per il balcone di casa, dove il limite resta a 800 W e la pratica si chiude con una comunicazione, la strada corta passa da un convertitore della fascia sotto: come si legge la scheda di un convertitore, e perché il numero di inseguitori conta più del rendimento di picco, sta nella guida sull’inverter fotovoltaico.
Domande frequenti
Quanti MPPT ha davvero il RockCore MI2S-2000Q?
Due. Il manuale utente di Rockcore per la serie MI2S-2000Q lo scrive senza margini di lettura: monitoraggio fotovoltaico indipendente su quattro canali e inseguimento MPPT su due canali. Gli ingressi MC4 sono quattro, i circuiti che cercano il punto di massima potenza sono due. La conseguenza pratica è che i moduli lavorano a coppie: due pannelli condividono lo stesso punto di lavoro, esattamente come succede a due moduli collegati in stringa.
Quanti pannelli si possono collegare al MI2S-2000Q?
Quattro, uno per ingresso, con potenza consigliata fra 500 e 600 W ciascuno secondo il datasheet. Il tetto pratico è quindi di 2.400 Wp davanti a un'uscita da 2.000 VA, un rapporto di 1,2 fra corrente continua e alternata che è la norma in questa categoria. La corrente ammessa di 18 A per ingresso e i 20 A di cortocircuito lasciano margine anche con i moduli più grandi da 600 W, che lavorano intorno agli 11-14 A.
Il MI2S-2000Q va bene per un balcone in Italia?
Per un balcone da 800 W è sovradimensionato e porta con sé una pratica più pesante. Il regime semplificato italiano copre gli impianti plug and play fino a 800 W, che si dichiarano con una comunicazione al distributore. Con 2.000 VA l'impianto rientra fra quelli soggetti al Modello Unico, con progetto, dichiarazione di conformità di un elettricista abilitato e collegamento fisso al quadro. L'apparecchio ha senso su un terrazzo grande, su una tettoia o su un tetto piano.
Il MI2S-2000Q è conforme alla CEI 0-21?
Il datasheet elenca la CEI 0-21 fra le conformità, insieme a VDE 0124, VDE 0126, RD 1663, RD 1699, EN 50549-1 e alle norme spagnole e cinesi. Due cose meritano attenzione. La prima è la nota a piè di pagina, che parla di combinazione secondo la regione di vendita: l'elenco copre la serie sui mercati dove viene distribuita, non l'esemplare che ti arriva. La seconda è l'anno indicato accanto alla norma, il 2002, che non corrisponde a nessuna edizione: la CEI 0-21 è stata pubblicata per la prima volta nel dicembre 2011. Chiedi al venditore la dichiarazione di conformità riferita all'apparecchio prima di ordinare.
Il cavo per collegare il MI2S-2000Q alla rete è incluso?
No. Nella confezione arrivano il connettore a T per il lato alternata e la staffa di montaggio, mentre il cavo va procurato a parte. L'inserzione consiglia una sezione di 3 × 2,5 mm² oppure 3 × 4 mm² per un solo apparecchio e precisa che il collegamento alla rete va eseguito da personale qualificato. È coerente con la potenza in gioco: 8,7 A continui a 230 V chiedono un cavo dimensionato e un collegamento fisso, senza spina.
Che differenza c'è fra MI2S-2000Q e MI2S-1800Q?
Sono lo stesso apparecchio con due tarature diverse. Il 1800Q eroga 1.800 VA con 7,8 A in uscita, accetta 16 A per ingresso e vuole moduli da 450 a 540 W; il 2000Q sale a 2.000 VA con 8,7 A, 18 A per ingresso e moduli da 500 a 600 W. Tutto il resto coincide: stesse dimensioni di 320 × 293 × 48 mm, stessi 6,4 kg, stessa finestra 26-60 V, stesso IP67 e stessi dodici anni di garanzia.
Quanto rende il MI2S-2000Q rispetto alla concorrenza?
Il datasheet dichiara oltre il 95 % di picco e oltre il 93,5 % ponderato CEC. Gli apparecchi a quattro moduli di Hoymiles stanno al 96,5-96,7 % e l'APsystems EZ1D al 96,7 %, quindi il divario è di uno o due punti. Su un impianto da 2.400 Wp a Roma, che produce intorno ai 3.700 kWh l'anno, due punti di rendimento valgono una settantina di kilowattora, cioè circa diciotto euro l'anno a 0,25 €/kWh. In dodici anni di garanzia il conto arriva vicino ai duecento euro, meno della differenza di prezzo con un HMS-2000-4T.
Due MPPT bastano per quattro moduli?
Dipende da come sono messi i pannelli. Quattro moduli complanari sulla stessa falda, con la stessa inclinazione e nessun ostacolo davanti, lavorano bene anche a coppie e non perdono niente. Il problema nasce con esposizioni diverse o con un'ombra che passa su un modulo solo: il pannello in piena luce viene tirato verso il compromesso del suo gemello. La regola pratica è abbinare i pannelli identici e ugualmente esposti sulla stessa coppia di ingressi, e verificare quali ingressi condividono l'inseguitore prima di cablare.
Il MI2S-2000Q ha bisogno di un gateway per l'app?
No. Il modulo Wi-Fi a 2,4 GHz è dentro l'apparecchio e il monitoraggio arriva a livello di singolo modulo, quindi vedi separatamente la resa dei quattro pannelli anche se l'inseguimento è a coppie. Il Bluetooth serve solo al primo abbinamento. Dove il Wi-Fi di casa non arriva sul terrazzo, la configurazione si può fare anche con l'hotspot del telefono, e l'apparecchio continua a produrre pure senza rete: il monitoraggio si ferma, la conversione no.
Perché le due schede ENF del MI2S-2000Q riportano numeri diversi?
Sul portale ENF il modello compare due volte, una a nome Shanghai Rockcore Electronics Technology e una a nome Suzhou Doart-Rockcore Energy Technology. La prima riporta 12 anni di garanzia, 6,4 kg e 8,7 A di corrente massima in uscita, la seconda 10 anni, 6,2 kg e 9,1 A. I valori del datasheet ufficiale e della targa applicata sull'apparecchio coincidono con la prima scheda, quindi sono quelli che abbiamo usato. Chi compra tramite un distributore terzo fa bene a chiedere quali condizioni di garanzia valgano sul proprio esemplare.