Supporto regolabile per moduli su superfici piane · GLIESE

GLIESE supporto per pannello solare da 114 cm (2 set)

  • Cavalletto da appoggio in alluminio per superfici piane: pavimento del balcone, tetto piano, giardino
  • Angolo regolabile da 0 a 90° a passi di circa 5°, quindi copre anche l'inclinazione ottimale italiana
  • Guide da 1.140 mm per moduli larghi fino a circa 115 cm, come i pannelli da 440 W di formato standard
  • Il blocco pubblicitario dichiara 60 m/s di vento, 1,4 kN/m² di neve e 120 kg di portata, senza citare alcuna norma
  • 54,38 € il set completo, con 4,5 su 5 e 444 valutazioni: fra i più venduti della categoria

da 54,38 €

I link di affiliazione sono contrassegnati con un asterisco (*).

Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 10 settembre 2026

GLIESE Supporto 114 cm
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Supporto a triangolo regolabile per moduli fotovoltaici su superficie piana
Materiale lega di alluminio; viteria in acciaio inossidabile secondo il blocco pubblicitario
Lunghezza delle guide 1.140 mm
Lunghezza dei puntoni di regolazione 545 mm
Angolo regolabile da 0 a 90°, a passi di circa 5° secondo il blocco pubblicitario
Larghezza dei moduli compatibile fino a circa 115 cm secondo l'inserzione
Potenza dei moduli indicata circa 100-600 W secondo l'inserzione
Portata dichiarata 120 kg, indicati solo nel blocco pubblicitario
Carico da vento dichiarato fino a 60 m/s, senza riferimento a norme
Carico da neve dichiarato 1,4 kN/m², senza riferimento a norme
Norme o certificazioni nessuna dichiarata
Contenuto secondo il punto elenco guide in alluminio da 1.140 mm, 8 guide a U da 545 mm, 12 bulloni M8 × 20, 12 dadi, viti a testa cilindrica M6 × 20, 8 rondelle elastiche M6, 8 rondelle larghe M6, 8 dadi flangiati M6, 12 viti autofilettanti ST5,5 × 38
Contenuto secondo la tabella dei dettagli 8 guide di montaggio da 1.140 mm, 4 guide a U da 545 mm, 12 viti autofilettanti ST5,5 × 50, 12 viti zigrinate M8 × 20, 12 dadi a farfalla M8, 8 viti a brugola M6 × 20
Contenuto secondo il blocco pubblicitario 8 guide di montaggio da 114 cm, 4 guide per la regolazione, 12 viti a testa zigrinata con dadi ad alette, 12 viti esagonali M6 con dadi, 12 viti autofilettanti
Dimensioni dell'articolo 114 × 3 × 3 cm
Peso 3,95 kg
Colore e finitura alluminio naturale; la tabella indica «ghisa» alla voce finitura
Superfici d'uso indicate balconi, tetti piani, garage, pareti, giardini, barche e camper
Marca e produttore GLIESE, codice modello «Solarmodulhalterung»
Posizione in classifica n. 12 nella categoria Supporti per tetto di Amazon.it
Valutazioni 4,5 su 5 con 444 valutazioni globali su Amazon.it
Prezzo indicativo 54,38 € su Amazon.it

Il giudizio in breve

Il supporto GLIESE è un cavalletto in alluminio che si appoggia su una superficie piana e regge un modulo con inclinazione libera fra 0 e 90°. Su un balcone risolve il problema che fa perdere più energia di ogni altro, cioè il modulo appeso in verticale alla ringhiera, e lo fa per poco più di cinquanta euro. I dati di carico esistono ma stanno soltanto nel blocco pubblicitario dell'inserzione, senza una norma e senza un certificato, e la distinta della confezione cambia in tre punti diversi della stessa pagina. L'analisi si basa sull'inserzione italiana, sul blocco pubblicitario del venditore e sulle NTC 2018 per il confronto sui carichi da vento.

A favore

  • Regolazione continua fra 0 e 90°, quindi copre sia l'inclinazione ottimale di 30° sia l'appoggio verticale
  • Guide da 1.140 mm compatibili con i moduli larghi 1.134 mm, cioè il formato più diffuso da 430 a 470 W
  • Alluminio e viteria in acciaio inossidabile, materiali corretti per un uso all'aperto
  • 54,38 € contro i 79,99 € del concorrente diretto con la stessa funzione
  • Regolazione dell'angolo senza attrezzi, quindi si può cambiare inclinazione fra estate e inverno
  • 444 valutazioni con media 4,5 su 5, il riscontro d'uso più ampio della categoria
  • Adatto anche a tetto piano, giardino e camper, quindi resta utile se cambi casa
  • Il blocco pubblicitario dichiara portata, carico da neve e carico da vento, valori che diversi concorrenti non forniscono affatto

Contro

  • I dati di carico compaiono solo nel blocco pubblicitario, senza norma di riferimento né certificato di prova
  • I 60 m/s dichiarati per il vento equivalgono a 216 km/h, quasi il doppio della velocità di riferimento più alta prevista dalle NTC 2018 in Italia
  • La distinta della confezione è diversa in tre punti della stessa pagina, con guide lunghe e puntoni invertiti
  • Nessun sistema di fissaggio al pavimento nella confezione: servono zavorra o tasselli, e in condominio la scelta va concordata
  • Non si aggancia al corrimano, quindi occupa la superficie calpestabile del balcone
  • La tabella indica «ghisa» come finitura di un prodotto descritto in lega di alluminio
  • Tracce di listino tedesco nell'inserzione italiana, incluso il paragrafo sull'IVA azzerata prevista dal §12 UStG
  • Nessun sito del produttore consultabile con schede tecniche o istruzioni scaricabili

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,0
Regolazione e montaggio 4,0
Dati dichiarati e verificabilità 2,0
Idoneità al balcone italiano 3,0
Qualità dell'inserzione 2,0

Voto complessivo: 3,0 / 5 media delle voci qui sopra

Il pezzo che decide quanta energia produce l’impianto

Nella spesa di un impianto da balcone il supporto è quasi sempre l’ultima voce, quella scelta di fretta dopo il pannello e il microinverter. È anche la voce che decide quanto sole prende il modulo, e la differenza è più grande di quanto sembri.

Un pannello appeso in verticale alla ringhiera raccoglie in Italia fra 926 e 1.006 kWh per kWp all’anno secondo la città. Lo stesso pannello inclinato a 30 gradi sale fra 1.331 e 1.570 kWh, come mostra la tabella per nove città della guida sulla produzione. Sono fra il 43 e il 49 % di energia in più a parità di hardware.

Il supporto GLIESE da 114 cm serve esattamente a incassare quella differenza. Costa 54,38 € e permette di appoggiare il modulo sul piano del balcone con l’inclinazione che si preferisce.

Che cosa arriva e come funziona

Il sistema è un triangolo scomponibile. Una guida in alluminio da 1.140 mm fa da base e da appoggio del modulo, un puntone a U da 545 mm regge la parte alta e la sua serie di fori stabilisce l’angolo.

L’inclinazione è regolabile da 0 a 90 gradi a passi di circa 5 gradi, e l’inserzione precisa che la regolazione avviene senza attrezzi. Sulla carta significa poter cambiare l’assetto due volte l’anno, più coricato d’estate e più eretto d’inverno, come spiegato nella guida sull’inclinazione dei pannelli solari.

I materiali sono quelli giusti per l’esterno: lega di alluminio per i profili e acciaio inossidabile per la viteria secondo il blocco pubblicitario. L’articolo pesa 3,95 kg e misura 114 × 3 × 3 cm da imballato.

I moduli che ci stanno sopra

La lunghezza delle guide, 1.140 mm, ha una conseguenza pratica precisa: definisce la larghezza massima del pannello.

Il formato dominante nei moduli da 430 a 470 W misura 1.134 mm di larghezza. Il JA Solar da 440 W che abbiamo analizzato sta esattamente su quel valore, con 1.762 mm di lunghezza, quindi appoggia sulle guide con sei millimetri di margine per parte. Anche il modello da 460 W rientra.

I moduli più piccoli non danno problemi. Il enjoy solar da 210 W è largo poco più di un metro e resta ampiamente dentro.

Attenzione ai pannelli da 500 W in su, dove alcuni costruttori allargano il telaio oltre i 1.134 mm. In quel caso la misura va presa sulla scheda tecnica prima dell’ordine, seguendo le indicazioni della guida su come si legge una scheda tecnica.

Tre numeri di carico, nessuna norma

Sui dati strutturali l’inserzione dice più della media della categoria, e conviene riportarli con la loro fonte.

Il blocco pubblicitario del venditore, quello con le immagini in fondo alla pagina, dichiara che il supporto «può sopportare carichi di vento fino a 60 m/s, carichi di neve di 1,4 kN/metri quadrati e un peso portante di 120 kg».

Sono tre valori che diversi concorrenti diretti non forniscono affatto. Il limite è che compaiono solo lì: non nella tabella tecnica, non nei punti elenco, e senza il riferimento a una norma di prova o a un certificato di un ente terzo. Non esiste inoltre un sito del produttore da cui scaricare una scheda o le istruzioni di montaggio.

La conclusione onesta è che vanno usati come ordine di grandezza. Chi ha bisogno di un valore garantito, per esempio perché l’amministratore di condominio lo chiede per iscritto, con questo prodotto non lo ottiene.

Sessanta metri al secondo, messi in scala

Il numero sul vento merita un confronto, perché a prima vista rassicura e a un esame ravvicinato dice poco.

Sessanta metri al secondo sono 216 km/h. Le NTC 2018, la norma tecnica italiana per le costruzioni, dividono il territorio in nove zone e assegnano a ciascuna una velocità di riferimento del vento: si va da 25 m/s nelle zone 1 e 2, che coprono gran parte del Nord, a 31 m/s nella zona 9, riservata alle isole minori e al mare aperto.

La dichiarazione del venditore sta quindi quasi al doppio del valore normativo più severo previsto in Italia. Un dato del genere è credibile solo insieme alla condizione che nessuno scrive: con quale ancoraggio. Un cavalletto appoggiato e non fissato si ribalta molto prima che le sue guide cedano.

La spinta del vento, con il conto in chiaro

Vale la pena fare il calcolo di ordine di grandezza, perché sposta l’attenzione dalla parte giusta.

La pressione cinetica del vento vale metà della densità dell’aria per il quadrato della velocità. Con 1,25 kg/m³ e 25 m/s, cioè il valore della zona 1, si ottengono 391 N/m².

Le NTC moltiplicano poi quel valore per il coefficiente di esposizione, che dipende da altezza e rugosità del terreno e in area urbana a dieci metri sta intorno a 1,8, e per il coefficiente di forma dell’oggetto. Restando prudenti si supera comodamente la soglia dei 700 N/m².

Su un modulo da 2 m² sono più di 1.400 N, cioè la spinta di un peso di circa 140 kg. Il numero è approssimato per eccesso o per difetto secondo l’esposizione reale, e non sostituisce una verifica strutturale, però illustra il punto: la portata di 120 kg dichiarata per il supporto e la spinta del vento su una giornata di burrasca sono nello stesso ordine di grandezza.

Detto altrimenti, il pezzo debole di un impianto appoggiato sul balcone è il collegamento fra il cavalletto e il pavimento.

Zavorra o tasselli, la scelta che l’inserzione non affronta

Nella confezione ci sono dodici viti autofilettanti da 5,5 mm, adatte a legno o lamiera. Sul pavimento in gres o in cemento di un balcone italiano quelle viti non hanno impiego.

Restano due strade. La zavorra consiste nell’appoggiare pesi sulla base delle guide: blocchi di calcestruzzo, vasi pieni di terra, piastre. È reversibile, non tocca la pavimentazione ed è la soluzione preferibile in affitto o in condominio. Richiede però che il peso sia dimensionato sulla spinta calcolata sopra, quindi qualche decina di chili per lato.

I tasselli danno un ancoraggio certo e comportano di forare la pavimentazione, cioè di attraversare lo strato impermeabile del piano. Su un balcone di proprietà esclusiva la scelta è del proprietario, sulla guaina di un terrazzo comune la questione va posta all’amministratore, come descritto nella guida sul fotovoltaico da balcone in condominio.

Il supporto non offre nulla per nessuna delle due strade, e questa è la lacuna più concreta del prodotto.

Una distinta che cambia tre volte

Chi legge la pagina per intero trova tre elenchi del contenuto, e non coincidono.

Il punto elenco parla di «guide di montaggio in alluminio da 1140 mm, 8 guide a forma di U da 545 mm per la regolazione dell’angolo, 4 pezzi». La tabella dei dettagli rovescia i numeri: «4 guide a U da 545 mm, 8 guide di montaggio da 1140 mm». Il blocco pubblicitario conferma la seconda versione e aggiunge una viteria diversa dalle prime due.

Cambiano anche le viti. Il punto elenco cita viti autofilettanti ST5,5 × 38 mm, la tabella ST5,5 × 50 mm. E nel testo italiano dei punti elenco resta incastrata una riga in tedesco, «Schrauben Schrauben mit Innensechskant», segno che la traduzione è passata sopra un listino originale in un’altra lingua.

Lo stesso vale per la taglia, che nelle recensioni compare come «2 Sets 114 cm Solarmodulhalterung», e per il paragrafo finale del blocco pubblicitario, che riporta per intero le condizioni sull’IVA azzerata del §12 UStG tedesco, una norma che in Italia non si applica. È lo stesso difetto già visto sull’inserzione del supporto SAVOLAR.

Un dettaglio minore chiude il quadro: alla voce «finitura» la tabella indica ghisa, per un prodotto descritto ovunque come lega di alluminio.

Come si posiziona rispetto alle alternative

ProdottoPrezzoTipoRegolazioneDati di carico
GLIESE 114 cm54,38 €cavalletto da appoggio0-90°3 valori nel blocco pubblicitario
SAVOLAR SAV-01-0579,99 €cavalletto da appoggio0-90°nessuno
SUPAWAY kit 4 ganci30,59 €ganci da ringhierafissoportata 25-200 kg, senza prova
EcoFlow staffa ringhiera69,00 €staffa da corrimanoinclinabile63 kg solo via rivenditore

La tabella mostra due famiglie distinte. I ganci costano meno, non tolgono spazio al balcone e lasciano il modulo in verticale, con la resa più bassa. I cavalletti costano di più, occupano il piano e restituiscono il 40 % di energia in più.

Dentro la famiglia dei cavalletti il GLIESE è oggi la scelta più sensata su amazon.it: costa 25 € meno del SAVOLAR, ha 444 valutazioni contro poche decine e almeno tre numeri li mette per iscritto.

Per chi ha senso

Il caso migliore è il balcone profondo o il terrazzo, dove un metro e mezzo di pianta si può dedicare a un modulo inclinato senza rinunciare al passaggio. Lì il salto di resa rispetto alla ringhiera è il maggiore guadagno disponibile a parità di pannello.

Funziona altrettanto bene in giardino, su un tetto piano o sulla copertura di un garage, tutti scenari in cui la zavorra si sistema senza discussioni con nessuno.

Ha poco senso in tre casi. Su un balcone stretto il pannello inclinato occupa tutto, e il gancio da corrimano resta la scelta obbligata. Se serve un valore di carico garantito per iscritto, questo prodotto non lo fornisce. E chi ha un modulo largo più di 1.134 mm deve misurare prima di ordinare.

Conclusione

Il supporto GLIESE da 114 cm fa bene la cosa per cui lo si compra: mette un pannello da balcone alla giusta inclinazione per poco più di cinquanta euro, con materiali corretti e una regolazione fine su tutto l’arco fra piano e verticale. Con il guadagno di resa che l’inclinazione porta, l’investimento rientra in un paio d’anni.

Il prodotto va però comprato sapendo che cosa manca. I numeri di carico esistono, stanno in fondo alla pagina, non hanno una norma dietro e nessun sito del produttore li conferma. La distinta della confezione cambia tre volte nella stessa inserzione. E il fissaggio al pavimento è interamente a carico di chi compra, con la zavorra come strada consigliabile in condominio.

Chi accetta queste tre condizioni compra il cavalletto con il miglior rapporto fra prezzo, riscontro d’uso e dati disponibili oggi su amazon.it.

Domande frequenti

Serve per appendere il pannello alla ringhiera?

No, questo è un cavalletto da appoggio. Si posa su una superficie piana, il pavimento del balcone, un tetto piano, il terrazzo o il prato, e regge il modulo su un triangolo con inclinazione regolabile. Chi vuole agganciare il pannello al corrimano guarda i ganci regolabili, come il kit SUPAWAY da quattro pezzi o la staffa EcoFlow per ringhiera. Il confronto fra le due famiglie sta nella guida sulle staffe.

Quanto si guadagna inclinando il pannello invece di tenerlo verticale?

Molto, ed è il motivo principale per comprare un supporto come questo. Le simulazioni PVGIS raccolte nella guida su quanto produce un impianto da balcone danno per un modulo verticale a sud 926 kWh per kWp a Milano e 1.001 a Roma; lo stesso modulo inclinato a 30° sale a 1.331 e 1.489. Sono fra il 43 e il 49 % di energia in più a parità di pannello, quindi un supporto da 54 € si ripaga in un paio d'anni.

Quali moduli ci stanno sopra?

Le guide misurano 1.140 mm e l'inserzione parla di moduli larghi fino a circa 115 cm. È la misura del formato più diffuso oggi: il JA Solar da 440 W misura 1.762 × 1.134 mm e appoggia sulle guide con sei millimetri di margine. Un modulo più stretto, come il enjoy solar da 210 W, sta comodo. Un pannello da 500 W di formato lungo va misurato prima, perché diversi modelli superano i 1.134 mm di larghezza.

I dati di carico dichiarati sono affidabili?

Vanno presi per quello che sono. I valori compaiono solo nel blocco pubblicitario del venditore, che dichiara resistenza al vento fino a 60 m/s, carico da neve 1,4 kN/m² e portata 120 kg. Nessuno dei tre numeri rimanda a una norma di prova o a un certificato di un ente terzo, e non esiste un sito del produttore da cui scaricare una scheda tecnica. Sono indicazioni commerciali, utili come ordine di grandezza e non come garanzia.

Sessanta metri al secondo sono un valore realistico?

Sono un valore molto alto. Sessanta metri al secondo corrispondono a 216 km/h, mentre le NTC 2018 assegnano al territorio italiano velocità di riferimento del vento comprese fra 25 m/s nelle zone 1 e 2 e 31 m/s nella zona 9, che copre le isole minori e il mare aperto. La dichiarazione supera quindi di quasi il doppio il valore normativo più severo previsto in Italia, il che è possibile solo con un ancoraggio adeguato della struttura al piano d'appoggio.

Come si fissa al pavimento del balcone?

Nella confezione ci sono dodici viti autofilettanti, pensate per un fissaggio su legno o su lamiera. Su una pavimentazione in ceramica o in cemento di un balcone quelle viti non servono, e restano due strade: la zavorra, con blocchi di calcestruzzo o vasi pieni appoggiati sulla base, oppure i tasselli, che significano forare la pavimentazione. La seconda strada in condominio va concordata, perché tocca l'impermeabilizzazione del piano e la parte comune, come spiegato nella guida sul condominio.

Quanta spinta fa il vento su un modulo inclinato?

Un ordine di grandezza si calcola in due passaggi. La pressione cinetica vale la metà della densità dell'aria per il quadrato della velocità: con 1,25 kg/m³ e 25 m/s si ottengono 391 N/m². Le NTC moltiplicano quel valore per il coefficiente di esposizione, che in area urbana a dieci metri di altezza sta intorno a 1,8, arrivando oltre i 700 N/m². Su un modulo da 2 m² sono più di 140 kg di spinta. È un conto semplificato, e non sostituisce una verifica strutturale, però spiega perché il fissaggio conta più della robustezza delle guide.

Che differenza c'è con il supporto SAVOLAR?

Fanno lo stesso lavoro con qualità di documentazione diversa. Il SAVOLAR SAV-01-05 costa 79,99 €, arriva a 117 cm e regola anch'esso da 0 a 90°, e il sito del produttore risulta irraggiungibile, quindi portata e carichi non sono dichiarati da nessuna parte. Il GLIESE costa 54,38 €, si ferma a 114 cm e almeno tre numeri li mette per iscritto, per quanto non normati. A parità di funzione il secondo costa 25 € in meno e dice qualcosa in più.

Quanti moduli regge una confezione?

Qui l'inserzione si contraddice, e conviene ordinare sapendolo. Il punto elenco parla di «confezione da 4 pezzi» con otto guide a U da 545 mm, la tabella dei dettagli elenca otto guide da 1.140 mm e quattro guide a U, il blocco pubblicitario ripete la versione della tabella. La lettura più coerente con il titolo, che dice «2 set», è quella di quattro elementi di sostegno: due coppie, cioè il necessario per due moduli, oppure quattro punti di appoggio sotto un modulo grande. Prima di ordinare conviene chiedere conferma al venditore.

Vale la pena su un balcone piccolo?

Dipende dallo spazio a terra. Un modulo inclinato a 30° e lungo 1,76 m occupa in pianta circa un metro e mezzo di profondità, che su un balcone stretto è tutta la superficie calpestabile. In quel caso il pannello resta appeso alla ringhiera e si accetta la resa più bassa. Su un terrazzo, su un balcone profondo o in giardino il cavalletto è la scelta giusta, come descritto nella guida al fotovoltaico da terrazzo.

Guide utili sull'argomento