Gateway locale con firmware OpenDTU per microinverter Hoymiles serie HMS e HMT · CASmo

CASmo-DTU-HMS (gateway per microinverter Hoymiles)

  • Arriva con OpenDTU già installato: si alimenta, si collega al Wi-Fi di casa e la pagina di lettura è subito lì
  • I dati restano in casa: interfaccia web locale, MQTT verso Home Assistant, IoBroker, Node-RED e OpenHAB
  • Copre tutta la serie HMS da 300 a 2000 VA più gli HMT-1800 e HMT-2250, fino a dieci microinverter insieme
  • Non legge i modelli con la W nella sigla, quelli con Wi-Fi a bordo che si collegano da soli al cloud
  • 39,00 € venduti dal produttore stesso, con antenna inclusa e alimentatore da procurarsi a parte

da 39,00 €

I link di affiliazione sono contrassegnati con un asterisco (*).

Recensione della redazione di balconesolare.it · Pubblicata il 5 settembre 2026

CASmo CASmo-DTU-HMS
Schema della redazione · foto del prodotto su Amazon*

Dati tecnici

Tipo di prodotto Gateway radio fra microinverter Hoymiles e rete Wi-Fi domestica
Modello CASmo-DTU-HMS, manuale versione 30.10.2024
Serie di microinverter compatibili HMS da 300 a 2000 VA, HMT-1800 e HMT-2250
Serie non compatibili modelli HMS con Wi-Fi integrato (sigla con la W) e serie HM e MI a 2,4 GHz
Microinverter gestiti fino a 10
Radio verso i microinverter modulo CMT2300A, banda Sub-1G a 868 MHz
Portata dichiarata circa 15 m all'interno di un edificio, di più all'aperto
Microcontrollore modulo ESP32
Interfaccia USB CH340 per aggiornamenti seriali
Firmware installato OpenDTU, aggiornabile dall'utente
Firmware alternativi supportati AhoyDTU
Integrazioni dichiarate IoBroker, Home Assistant, OpenHAB, Symcon, Node-RED, MQTT
Interfaccia utente pagina web locale da browser, PC o smartphone
Alimentazione 5 V CC via USB-C oppure spinotto 5,5/2,5 mm; alimentatore non incluso
Corrente a riposo < 25 mA secondo il manuale
Corrente di lavoro circa 60 mA secondo il manuale, circa 150 mA secondo l'inserzione
Potenza assorbita circa 0,08 W dichiarati dal manuale
Temperatura di esercizio da -20 a +80 °C
Dimensioni 76 × 27 × 54 mm secondo il manuale, 75 × 30 × 55 mm secondo l'inserzione
Peso 44 g
Segnalazione di stato LED rosso per l'alimentazione, verde per il Wi-Fi di casa, blu per il microinverter collegato
Rete di configurazione access point OpenDTU-XXXXXXX, password openDTU42
Contenuto della confezione gateway con antenna e software OpenDTU preinstallato
Assistenza software aggiornamenti gratuiti per un anno dall'acquisto, apparecchio da spedire al produttore
Conformità dichiarata CE
Produttore Caraudio-Systems Vertriebs GmbH, Bobenheim-Roxheim, Germania
Valutazioni 4,2 su 5 con 29 valutazioni su Amazon.it
Prezzo indicativo 39,00 € su Amazon.it, venduto dal produttore

Il giudizio in breve

I microinverter Hoymiles della serie HMS senza Wi-Fi producono corrente in silenzio: parlano in radio a 868 MHz e aspettano che qualcuno li ascolti. Il CASmo-DTU-HMS è la scatoletta che li ascolta, e lo fa con firmware OpenDTU già installato, quindi senza saldature e senza flashare niente. La differenza rispetto a una chiavetta Hoymiles sta in dove finiscono i dati: qui restano in casa, dentro una pagina web locale e su un broker MQTT. L'analisi si basa sul manuale ufficiale del produttore, sulla documentazione del progetto OpenDTU e sul confronto con i gateway già analizzati qui.

A favore

  • OpenDTU arriva già installato: nessun cavo di programmazione, nessuna compilazione, nessuna saldatura di moduli radio
  • I dati restano dentro casa: pagina web locale, MQTT e integrazione diretta con Home Assistant, IoBroker, OpenHAB e Node-RED
  • Copre l'intera serie HMS da 300 a 2000 VA e i due HMT, cioè proprio i microinverter che senza gateway restano muti
  • Fino a dieci microinverter contro i due della chiavetta Hoymiles equivalente
  • Con OpenDTU il microinverter si comanda oltre che leggerlo: limite di potenza in percentuale o in watt, accensione e spegnimento
  • Il produttore ha nome, indirizzo tedesco e un manuale datato: cosa rara in questa fascia di prezzo
  • Antenna esterna nella confezione, con connettore dedicato invece di una pista stampata sul circuito
  • Temperatura di esercizio fino a 80 °C, quindi il gateway può stare in un sottotetto d'estate

Contro

  • Non funziona con i modelli HMS che hanno la W nella sigla, cioè i più venduti in Italia: quelli hanno già il Wi-Fi e non servono gateway
  • L'inserzione dichiara «HMS serie, 2.4GHz», mentre la radio di quella serie lavora a 868 MHz: il chip montato, il CMT2300A, è un transceiver Sub-1G
  • L'alimentatore non è compreso, e nemmeno il cavo USB-C
  • Manuale e inserzione non concordano sui consumi: 60 mA contro 150 mA, con una potenza dichiarata di 0,08 W che a 5 V non torna con nessuno dei due
  • La password dell'access point è openDTU42 per tutti gli esemplari e sta stampata nel manuale pubblico: va cambiata al primo accesso
  • Gli aggiornamenti gratuiti durano un anno e richiedono la spedizione dell'apparecchio al produttore, a spese del cliente
  • La tabella dei dettagli dell'inserzione mostra i campi di un inverter da 1.840 VA con onda sinusoidale pura, che non c'entrano con una scatola da 44 grammi
  • Nessun grado di protezione dichiarato: è un apparecchio da interno, e va tenuto lontano da umidità e pioggia

La valutazione voce per voce

Rapporto qualità-prezzo 4,0
Compatibilità con i microinverter 3,5
Apertura e integrazione domotica 4,5
Documentazione del produttore 3,0
Chiarezza dell'inserzione 2,0

Voto complessivo: 3,4 / 5 media delle voci qui sopra

Il microinverter che parla una lingua che il router non capisce

Chi compra un microinverter Hoymiles della serie HMS senza Wi-Fi si trova davanti a un silenzio che nessuno gli aveva annunciato.

L’apparecchio lavora: converte, immette in rete, si comporta bene. Quello che non fa è raccontarlo. La produzione esiste soltanto come numero che scorre più piano sul contatore, e se uno dei due moduli smette di funzionare te ne accorgi settimane dopo, per caso.

Il motivo è tecnico e sta nella radio. Le serie HMS e HMT comunicano in Sub-1G a 868 MHz, una banda che nessun router domestico ascolta. Serve un traduttore: un apparecchio che parli 868 MHz da un lato e Wi-Fi dall’altro. Quello è il gateway, e Hoymiles lo vende a parte come parte necessaria del sistema, tanto che la recensione dell’HMS-1600-4T lo conta dentro il prezzo dell’impianto.

Il CASmo-DTU-HMS costa 39,00 € e fa quel lavoro, con una differenza sostanziale rispetto alla soluzione ufficiale: i dati non passano da nessun server.

Cosa c’è dentro la scatola da 44 grammi

L’hardware è dichiarato con precisione insolita per la fascia di prezzo, e conviene leggerlo perché spiega tutto il resto.

Sulla scheda ci sono un modulo ESP32, il microcontrollore con Wi-Fi che regge l’intera categoria dei gateway aperti, un CMT2300A, che è il transceiver radio per la banda 868 MHz, e un CH340 come ponte USB seriale per gli aggiornamenti. Tutto integrato, senza moduli da innestare.

La scatola misura 76 × 27 × 54 mm e pesa 44 grammi. Sul fianco c’è la presa USB-C per l’alimentazione a 5 V, in alternativa uno spinotto da 5,5/2,5 mm. L’antenna è nella confezione, con connettore dedicato invece di una pista stampata sul circuito, e su un collegamento radio che deve attraversare un muro esterno la differenza si sente.

Non c’è invece l’alimentatore, e nemmeno il cavo USB-C. Vanno recuperati da un cassetto o comprati, e visto il consumo dichiarato va bene qualunque caricatore da telefono.

OpenDTU già dentro: cosa cambia davvero

Il pezzo forte sta nel firmware che ci trovi sopra.

OpenDTU è un progetto open source che sostituisce l’infrastruttura Hoymiles con un server che gira dentro l’apparecchio. Chi lo usa di solito compra una scheda ESP32 da qualche euro, un modulo radio, salda i collegamenti, installa gli strumenti di compilazione e flasha il firmware. Il risultato funziona benissimo e richiede una serata di lavoro più la disponibilità a rifarla quando qualcosa non parte.

Qui quel passaggio è già fatto. Si alimenta la scatola, si cerca dal telefono la rete OpenDTU-XXXXXXX, si digita la password openDTU42 e si apre l’interfaccia. Dentro si indicano il Wi-Fi di casa e il numero di serie del microinverter, e da quel momento la pagina mostra la produzione.

Il manuale precisa comunque che «per l’installazione sono necessarie competenze tecniche». È un’avvertenza onesta: nessuna app guida passo per passo, e l’interfaccia OpenDTU parla il linguaggio di chi sa cos’è un broker MQTT.

Leggere e comandare: le tre cose che il cloud non fa

Con OpenDTU il gateway smette di essere una finestra e diventa un telecomando.

I dati restano in casa. L’interfaccia web sta dentro l’apparecchio, quindi funziona anche con la linea internet giù. Non c’è account da creare, non c’è piattaforma che possa cambiare le condizioni fra due anni, e la produzione dell’impianto resta leggibile finché la scatola è alimentata.

Vanno dove vuoi tu. Il firmware pubblica tutto su MQTT con la scoperta automatica di Home Assistant, e il produttore dichiara l’integrazione anche con IoBroker, OpenHAB, Symcon e Node-RED. In pratica la produzione del balcone diventa una variabile del sistema domotico, utilizzabile per accendere la lavatrice quando il sole spinge o per confrontare produzione e consumo insieme a un misuratore come lo Shelly EM Gen3.

Comandi il microinverter. OpenDTU imposta il limite di potenza in percentuale o in watt assoluti e accende o spegne l’apparecchio da remoto. È la funzione che sul portale ufficiale esiste solo in forma percentuale, e che apre la strada alle logiche di autoconsumo descritte nella guida sul fotovoltaico plug and play senza immissione in rete.

Il limite da verificare prima di ordinare

L’avvertenza sta in cima alla pagina di vendita, in maiuscolo, e merita di stare anche qui: i modelli con la W nella sigla non sono supportati.

Sono i microinverter con Wi-Fi integrato, l’HMS-800W-2T in testa, cioè proprio quelli più venduti in Italia per gli impianti da balcone. Il motivo però è rassicurante: quegli apparecchi non hanno bisogno di nessun gateway, perché si collegano da soli al router e caricano i dati su S-Miles Cloud.

Il CASmo serve quindi a una platea precisa: chi ha un microinverter HMS o HMT senza Wi-Fi, tipicamente i modelli a quattro ingressi come l’HMS-1600-4T e l’HMS-2000-4T, scelti per la potenza o per l’estensione di garanzia che i modelli Wi-Fi non hanno.

L’errore dei 2,4 GHz, e perché conta

La pagina di vendita descrive l’apparecchio come «gateway per il trasferimento di dati fino a 10 inverter Hoymiles (serie HMS, 2.4GHz)».

La frequenza è sbagliata. La serie HMS comunica a 868 MHz, e il chip montato sulla scheda, il CMT2300A, è un transceiver progettato esattamente per quella banda. I 2,4 GHz sono la radio delle serie HM e MI, che questo apparecchio non legge affatto.

L’errore non è una pignoleria da tecnici. Un lettore che conosce la differenza fra le due famiglie usa proprio quel numero per capire quale gateway gli serve, e qui la riga lo manda dalla parte opposta. La contraddizione è visibile dentro la pagina stessa, perché l’avvertenza iniziale nomina correttamente la serie HMS e la descrizione lunga cita come modello incompatibile un inesistente «HM-600 W», che nel testo originale tedesco era HMS-600W.

Va aggiunto un difetto della stessa famiglia: la tabella dei dettagli riporta «Potenza in uscita: 1839,92 Watt», «Tensione d’uscita: 230 Volt», «Watt potenza di picco: 2208» e «Forma d’onda elettrica in uscita: Onda sinusoidale pura». Sono i campi di un inverter, finiti nella scheda di una scatoletta da 44 grammi che di potenza ne assorbe meno di uno.

I consumi dichiarati, che non tornano

Il capitolo dei dati tecnici del manuale è breve e contiene un’incoerenza che vale la pena segnalare.

Il produttore dichiara corrente a riposo sotto i 25 mA, corrente di lavoro circa 60 mA e potenza assorbita circa 0,08 W. A 5 volt, però, 60 mA fanno 0,3 W, quindi quasi quattro volte il valore dichiarato. L’inserzione Amazon aggiunge una terza cifra, «circa 150 mA», che a 5 V farebbe 0,75 W.

Nessuno dei tre numeri cambia la vita: anche prendendo il più alto si sta sotto i 7 kWh all’anno, cioè meno di due euro di corrente. Ma sono tre valori diversi per la stessa grandezza in due documenti dello stesso produttore, e questo dice qualcosa sulla cura con cui la scheda è stata scritta.

Più interessante è il campo di temperatura, da -20 a +80 °C, che è largo e utile: un gateway che deve stare vicino al microinverter finisce spesso in un sottotetto o in un ripostiglio, dove d’estate quaranta gradi si superano senza sforzo.

La password che tutti conoscono

Un punto va affrontato senza drammi e senza silenzi: openDTU42 è la password dell’access point e dell’utenza admin di ogni esemplare venduto, ed è stampata nel manuale pubblico.

Finché l’apparecchio è in modalità configurazione, chiunque si trovi nel raggio del suo Wi-Fi può collegarsi. Dopo l’ingresso nella rete di casa la superficie si riduce parecchio, perché il gateway smette di irradiare la propria rete, però la stessa stringa continua a proteggere l’interfaccia web, da cui si comanda il limite di potenza del microinverter e lo si può spegnere.

Il rimedio è banale e sta nel menu impostazioni. Va fatto durante la prima configurazione, insieme al collegamento al router, e non dopo.

Quanto costa rispetto alle alternative

ApparecchioPrezzoSerie letteDove stanno i datiInverter gestiti
CASmo-DTU-HMS39,00 €HMS, HMTin casa, web locale e MQTT10
Hoymiles DTU-WLite51,31 €HM, MIS-Miles Cloud2
Technaxx TX-24718,99 €HM, MIS-Miles Cloud2
OpenDTU Fusion65,90 €HM, MI, HMS, HMTin casa, web locale e MQTT10

Il confronto diretto con la soluzione ufficiale Hoymiles per la serie HMS, la DTU-WLite-S, si gioca su cifre vicine: le due stanno entrambe intorno ai quaranta euro su Amazon.it. Quello che cambia è il modello di funzionamento. La chiavetta Hoymiles porta i dati sul cloud e ne dichiara quattro moduli, il CASmo li tiene in casa e ne gestisce dieci di microinverter.

Il confronto più stretto è invece con la scheda OpenDTU Fusion, che gira sullo stesso firmware. La Fusion costa 26,90 € in più e monta entrambe le radio, quindi legge anche le serie HM e MI. Il CASmo ne monta una sola, e chi ha soltanto microinverter HMS non ha motivo di pagare la seconda.

Per chi ha senso, e per chi no

Il caso perfetto è netto: hai un microinverter Hoymiles HMS o HMT senza Wi-Fi, vuoi vedere la produzione e possibilmente comandarla, e non ti interessa un account su una piattaforma cinese. In quella situazione il CASmo costa quaranta euro, si configura in un quarto d’ora e ti restituisce il controllo dell’impianto.

Ha senso anche per chi ha già una casa domotica. Con MQTT e la scoperta automatica di Home Assistant, la produzione del balcone entra nel sistema esistente e diventa una variabile su cui costruire automazioni, insieme al dato di consumo di un contatore.

Non ha senso in due casi. Se il microinverter porta la W nella sigla, il Wi-Fi ce l’ha già e questo apparecchio non lo vedrebbe comunque. E se hai microinverter delle serie HM o MI, la radio è quella sbagliata: lì servono una chiavetta come il Technaxx TX-247 oppure la scheda Fusion, che le legge entrambe.

Conclusione

Il CASmo-DTU-HMS risolve un problema reale con la soluzione più sensata disponibile: prende il firmware open source migliore della categoria e lo consegna già installato su una scheda fatta bene, con l’antenna esterna nella scatola e un produttore tedesco che mette nome e indirizzo sul manuale.

Quello che compri a 39,00 € è indipendenza. I dati del tuo impianto restano dentro casa, il microinverter risponde ai comandi che gli mandi tu, e il giorno in cui una piattaforma cambia condizioni la tua pagina di lettura continua a funzionare come prima.

Quello che non compri è una mano che ti accompagna. L’interfaccia OpenDTU è tecnica, la password di serie va cambiata subito e la pagina di vendita contiene errori che un acquirente distratto pagherebbe caro, a partire da una frequenza radio sbagliata. Prima di ordinare vale la pena guardare l’etichetta del microinverter: se c’è scritto HMS o HMT senza W, questo è il pezzo giusto.

Domande frequenti

Con quali microinverter funziona il CASmo-DTU-HMS?

Il manuale elenca tutta la serie HMS di Hoymiles da 300 a 2000 VA, quindi HMS-300, 350, 400, 450, 500, 600, 700, 800, 900, 1000, 1600, 1800 e 2000, più gli HMT-1800 e HMT-2250. Fra gli apparecchi analizzati qui rientrano l'HMS-1600-4T e l'HMS-2000-4T, che comunicano in radio Sub-1G e senza gateway non mostrano nulla. Restano fuori le serie HM e MI, che usano una radio diversa a 2,4 GHz: per quelle serve una chiavetta come il Technaxx TX-247.

Perché non funziona con l'HMS-800W-2T?

Perché quel modello ha il Wi-Fi integrato e il gateway non gli serve. La W nella sigla indica proprio i microinverter che si collegano da soli al router e caricano i dati su S-Miles Cloud senza intermediari. Il manuale CASmo lo scrive come avvertenza in cima alla pagina. Se hai un HMS-800W-2T il monitoraggio ce l'hai già, e questo apparecchio sarebbe una spesa senza funzione.

Devo saper programmare per usarlo?

No, ed è la differenza principale rispetto al fai da te. Le soluzioni OpenDTU classiche richiedono di comprare una scheda ESP32, un modulo radio, saldare i collegamenti e compilare il firmware. Qui il firmware è già dentro. Si alimenta l'apparecchio, si cerca dal telefono la rete OpenDTU-XXXXXXX, si inserisce la password openDTU42 e si apre la pagina di configurazione, dove si indicano il Wi-Fi di casa e il numero di serie del microinverter. Il manuale dichiara comunque che «per l'installazione sono necessarie competenze tecniche», cioè si aspetta un utente che sappia cosa sta facendo.

Che cosa posso fare con OpenDTU che il cloud Hoymiles non fa?

Tre cose concrete. Vedere i dati senza internet, perché la pagina web sta dentro l'apparecchio. Portarli dove vuoi tu via MQTT, quindi dentro Home Assistant, IoBroker, OpenHAB o Node-RED, con la scoperta automatica delle entità. E comandare il microinverter invece di limitarti a leggerlo: OpenDTU imposta il limite di potenza in percentuale o in watt e accende o spegne l'apparecchio da remoto. Sul portale S-Miles la regolazione esiste in forma percentuale, il resto no.

L'inserzione dice 2,4 GHz. È corretto?

No, ed è l'errore più fastidioso della pagina di vendita. La serie HMS comunica in radio Sub-1G a 868 MHz, e il chip montato sulla scheda è un CMT2300A, che è esattamente un transceiver per quella banda. I 2,4 GHz sono la frequenza dell'altra famiglia, le serie HM e MI, che questo apparecchio non legge. Chi si fida della riga sbagliata rischia di comprare il gateway per il microinverter sbagliato, ed è il motivo per cui conviene guardare la sigla stampata sull'apparecchio prima di ordinare.

Serve un alimentatore particolare?

Basta un qualunque alimentatore da 5 V con uscita USB-C, di quelli da telefono, oppure un power bank o la porta USB di un computer. Il manuale prevede in alternativa uno spinotto da 5,5/2,5 mm sul lato della scatola. Né l'alimentatore né il cavo sono nella confezione, quindi vanno messi in conto se non ne hai già uno in casa. Il consumo è comunque irrisorio: qualche decimo di watt, cioè meno di un euro di corrente all'anno.

Dove va installato?

In un punto asciutto, al riparo da pioggia e umidità, il più vicino possibile al microinverter e con copertura Wi-Fi decente. L'inserzione indica una portata di circa 15 m all'interno di un edificio, molto di più all'aperto, con l'avvertenza che il valore dipende dai muri di mezzo. La banda 868 MHz aiuta parecchio in questo: attraversa la muratura meglio dei 2,4 GHz, quindi un balcone dietro un muro portante resta raggiungibile dove un gateway a 2,4 GHz farebbe fatica.

Quanto costa rispetto alla soluzione ufficiale Hoymiles?

Il CASmo sta a 39,00 € e la chiavetta Hoymiles per la serie HMS, la DTU-WLite-S, è sulle stesse cifre su Amazon.it. A parità di spesa i due apparecchi offrono cose diverse: la chiavetta Hoymiles porta i dati su S-Miles Cloud e ne dichiara quattro moduli, il CASmo li tiene in casa e gestisce fino a dieci microinverter. La scelta dipende da cosa vuoi: un'app pronta e curata, oppure i tuoi dati sul tuo server.

La password openDTU42 è un problema di sicurezza?

Va cambiata, e subito. Quella stringa è identica su ogni esemplare venduto e sta stampata nel manuale che chiunque scarica dal sito. Finché l'apparecchio resta in modalità access point, chi è nel raggio del Wi-Fi può collegarsi e riconfigurarlo; dopo il collegamento alla rete di casa l'esposizione si riduce, ma la stessa password protegge anche l'utenza admin dell'interfaccia web. Il cambio è una voce del menu impostazioni e richiede un minuto.

Gli aggiornamenti come funzionano?

In due modi, e vale la pena distinguerli. Il firmware OpenDTU si aggiorna da soli, caricando il file della nuova versione dall'interfaccia web: il progetto è open source e pubblica versioni nuove con regolarità. Il servizio che CASmo dichiara nel manuale è un'altra cosa, cioè l'assistenza del produttore, gratuita per un anno dall'acquisto e con l'apparecchio da spedire a proprie spese. In pratica il primo canale basta quasi sempre, e la clausola del produttore riguarda i casi in cui il gateway non si avvia più.

Guide utili sull'argomento