Pannello solare da parete: resa, fissaggio e permessi

Quanto rende un pannello fotovoltaico sul muro di casa lato per lato, come si fissa su muratura e cappotto, quali permessi servono e cosa dice il condominio.

Fotovoltaico da balcone Pubblicato il 11 min di lettura

In questa guida
  1. Quanto produce un pannello sulla parete, lato per lato
  2. Perché d’inverno la parete sud tiene testa al tetto
  3. Est e ovest: meno kilowattora, orari diversi
  4. Staccare il modulo dal muro: inclinazione e ventilazione
  5. Come si fissa un pannello alla parete
  6. I permessi: edilizia libera e centri storici
  7. La facciata in condominio
  8. Dal muro alla presa
  9. Il verdetto
  10. Domande frequenti

La parete laterale della casa prende sole tutto il giorno, il balcone è piccolo o manca, e l’idea di appendere un paio di moduli al muro viene naturale. Le domande arrivano subito dopo: quanto rende un pannello in verticale, quale lato della casa conviene, come si fissa a un muro senza rovinarlo e se servono permessi. Qui trovi i numeri di produzione facciata per facciata, le regole di fissaggio e il quadro italiano su permessi e condominio.

Quanto produce un pannello sulla parete, lato per lato

Un pannello sulla parete sta in verticale, come uno appeso alla ringhiera di un balcone, e la resa dipende soprattutto da dove guarda la facciata. Per avere numeri confrontabili abbiamo calcolato con PVGIS 5.3, la banca dati di irraggiamento del Centro comune di ricerca della Commissione europea, un kit da 880 Wp, cioè due moduli da 440 Wp, con perdite di sistema del 14 per cento. Per ogni facciata il calcolo tratta la parete come orizzonte: il sole che passa dietro il muro non conta.

Rosa delle facciate attorno alla pianta di una casa a Roma con la produzione annua di un kit da 880 Wp montato verticale: sud 872 kWh, sud-est 844, sud-ovest 816, est 634, ovest 608, nord-est 344, nord-ovest 337, nord 174. La parete sud rende 835 kWh a Milano e 831 a Palermo; inclinando il modulo sulla parete sud a Roma si sale a 1.195 kWh con 60 gradi e 1.253 con 45; a dicembre la parete sud dà 80 kWh contro 75 del modulo inclinato a 37 gradi.
Sud, sud-est e sud-ovest si equivalgono quasi; est e ovest valgono circa metà di un modulo ideale, nord poco più di un ottavo.

I valori annui per Roma, con la percentuale rispetto al modulo inclinato a 37 gradi verso sud, la posizione migliore in quella città con 1.313 kWh:

FacciataProduzione annua, 880 WpRispetto all’ottimo
Sud872 kWh66 %
Sud-est844 kWh64 %
Sud-ovest816 kWh62 %
Est634 kWh48 %
Ovest608 kWh46 %
Nord-est344 kWh26 %
Nord-ovest337 kWh26 %
Nord174 kWh13 %

Due letture pratiche. La prima: fra sud, sud-est e sud-ovest la differenza è piccola, quindi una facciata «quasi a sud» va benissimo. La seconda: le pareti a nord producono con la sola luce diffusa, e 174 kWh l’anno su 880 Wp sono pochi per giustificare staffe, tasselli e pratica.

Sulla parete sud il risultato cambia poco da una città all’altra: 835 kWh a Milano, 872 a Roma, 831 a Palermo. Più a sud il sole estivo passa più alto e una superficie verticale lo prende di striscio, e il vantaggio climatico del meridione va quasi tutto ai moduli inclinati. Lo stesso effetto, visto sui balconi, è descritto nella guida su quanto produce un fotovoltaico da balcone.

Perché d’inverno la parete sud tiene testa al tetto

Il dato più interessante del calcolo sta nei mesi freddi. Mese per mese, a Roma, il kit da 880 Wp produce così:

MeseParete sud, 90°Inclinato a 37° verso sud
Gennaio81 kWh79 kWh
Febbraio82 kWh89 kWh
Marzo83 kWh112 kWh
Aprile70 kWh120 kWh
Maggio57 kWh128 kWh
Giugno50 kWh132 kWh
Luglio55 kWh143 kWh
Agosto70 kWh138 kWh
Settembre80 kWh118 kWh
Ottobre89 kWh103 kWh
Novembre76 kWh77 kWh
Dicembre80 kWh75 kWh

Da novembre a gennaio la parete produce quanto il modulo inclinato, e a dicembre lo supera. La ragione è l’altezza del sole: a mezzogiorno di dicembre a Roma il sole sta a circa 25 gradi sull’orizzonte e colpisce una superficie verticale quasi di fronte. D’estate succede l’opposto, con il sole a oltre 70 gradi che scivola sulla facciata, e la parete produce meno della metà del modulo inclinato.

Per chi consuma quello che produce, questa distribuzione ha un valore. Un kit da 800 W immette in rete senza compenso l’energia che la casa non usa nell’istante, e d’estate nelle ore centrali quell’eccedenza è la norma. Una produzione più piatta sull’anno lascia in casa una quota maggiore, perché d’inverno quasi ogni kilowattora prodotto viene consumato subito. Il ragionamento completo, con i numeri dell’autoconsumo, sta nella guida all’autoconsumo fotovoltaico. Come varia la produzione nei mesi freddi, e perché, lo spiega la guida alla produzione del fotovoltaico in inverno.

Est e ovest: meno kilowattora, orari diversi

Le pareti a est e a ovest rendono circa la metà del modulo ideale, e con un profilo stagionale opposto a quello della parete sud: poco d’inverno, molto d’estate.

MeseParete estParete ovest
Gennaio29 kWh27 kWh
Aprile62 kWh59 kWh
Luglio80 kWh80 kWh
Ottobre45 kWh41 kWh
Dicembre26 kWh25 kWh
Anno634 kWh608 kWh

Quello che cambia davvero è l’orario. Una parete a est produce dall’alba a metà giornata, una a ovest da metà giornata al tramonto. Una famiglia che fa colazione con bollitore e macchina del caffè ne sfrutta meglio la prima, una casa che si riempie nel tardo pomeriggio la seconda.

C’è poi una soluzione che le unisce. I microinverter da 800 W più diffusi hanno due ingressi con inseguitore MPPT indipendente, uno per modulo, quindi ciascun modulo lavora al proprio punto di massima potenza. Un modulo sulla parete est e uno sulla parete ovest, collegati ai due ingressi, danno una curva giornaliera più lunga e più bassa, che segue meglio i consumi di una casa. Come lavorano gli inseguitori MPPT e perché conta averne più di uno lo spiega la guida all’inverter fotovoltaico.

Staccare il modulo dal muro: inclinazione e ventilazione

Sulla parete il modulo non deve per forza stare in verticale. Esistono staffe da parete che lo tengono inclinato, come una pensilina, e sulla facciata sud la resa sale parecchio: a Roma, con 880 Wp, da 872 kWh in verticale a 1.195 kWh con 60 gradi e 1.253 kWh con 45 gradi di inclinazione sull’orizzontale.

Il guadagno ha tre costi. Il modulo sporge dalla facciata, e più sporge più diventa visibile dalla strada. Prende più vento, anche da sotto, dove la raffica lo solleva come una tettoia. E la staffa lavora come una leva, quindi i tasselli in alto vengono tirati con una forza che cresce con la sporgenza. Una pensilina fotovoltaica sopra una porta o una finestra fa anche da riparo, ed è un caso in cui il compromesso spesso conviene.

Anche un modulo verticale non va appoggiato contro il muro. Il silicio perde rendimento quando si scalda, e un modulo senza aria sul retro lavora più caldo. PVGIS distingue i due casi: un modulo verticale sulla parete sud a Roma con il retro ventilato rende 872 kWh, lo stesso modulo integrato nella parete senza ventilazione 845 kWh, circa il 3 per cento in meno. Le staffe da parete lasciano di solito qualche centimetro di distacco, ed è spazio che vale la pena tenere libero da rampicanti e nidi.

Come si fissa un pannello alla parete

Un modulo da 440 Wp della generazione attuale misura circa 1.762 × 1.134 mm e pesa sui 21 kg. Il peso però è il carico minore: la spinta di una raffica a 100 km/h su due metri quadri vale circa 1.157 newton, più di cinque volte il peso del modulo, e finisce tutta nei tasselli. I conti completi sul vento stanno nella guida alle staffe per il fotovoltaico da balcone.

La muratura decide il tassello. Nel calcestruzzo armato una barra M8 con ancorante chimico ha secondo il catalogo fischer un carico raccomandato a trazione di 4,8 kN, in un mattone pieno di 0,43 kN, circa dieci volte meno. Nei laterizi forati serve un ancorante chimico con bussola a rete. Il foro di prova in un punto nascosto dice con che muro hai a che fare, e la tabella di riconoscimento sta nella guida al fotovoltaico da balcone in muratura.

Il cappotto non regge carichi. Su una facciata isolata dall’esterno la staffa va ancorata al muro portante, attraversando l’isolante con fissaggi distanziati a taglio termico. Il sistema fischer TherMax, per esempio, copre spessori di isolante da 60 a 295 mm e interrompe il ponte termico con un cono isolante. Un tassello normale piantato nel polistirene non trova un appoggio solido.

Gli spigoli sono la zona peggiore. Il vento che scorre lungo una facciata crea le depressioni più forti vicino agli angoli dell’edificio. La Circolare 2019 alle Norme Tecniche per le Costruzioni assegna alla fascia di spigolo delle pareti laterali un coefficiente di pressione di −1,2, che arriva a −1,4 sulle superfici piccole, contro +0,8 sulla faccia investita direttamente. Quella fascia è larga un decimo di e, dove e è il minore fra la larghezza della facciata e il doppio dell’altezza: su una palazzina larga 20 metri e alta 15 sono i primi 2 metri da ogni angolo. Tenere il modulo fuori da quella fascia riduce il carico sui tasselli.

Sopra un passaggio pesa di più. Una facciata su strada, su un cortile di passaggio o sopra l’ingresso di casa trasforma un fissaggio debole in un rischio per altri. In questi casi il calcolo dei tasselli va fatto da un tecnico, e la scelta dei materiali segue le regole di sempre: alluminio e acciaio inox, viteria resistente alla corrosione.

I permessi: edilizia libera e centri storici

Il quadro dei titoli edilizi per il fotovoltaico è stato riordinato dal D.Lgs. 190/2024, il Testo unico sulle rinnovabili in vigore dal 30 dicembre 2024. Il suo Allegato A elenca le attività libere, quelle che non richiedono permesso di costruire, SCIA o CILA.

Per un pannello in facciata contano due lettere dell’allegato:

CasoRegolaCosa serve
Edificio fuori dalla zona A (fuori dai centri storici)lettera b: impianti a servizio di edifici, installati su edifici esistentiattività libera
Edificio in zona A del D.M. 1444/1968la lettera a copre solo i moduli integrati nella copertura, con la stessa inclinazione della faldaverifica allo sportello unico del Comune
Immobile con vincolo paesaggistico o culturaletutela del Codice dei beni culturaliautorizzazione dell’ente competente

La zona A è quella che i piani regolatori riservano ai centri storici. Chi abita lì, o in un edificio vincolato, prima di forare la facciata fa bene a chiedere allo sportello unico per l’edilizia quale procedura si applica. Il percorso completo, con i casi di vincolo e il silenzio-assenso, sta nella guida ai permessi per il fotovoltaico da balcone.

Sul lato elettrico la regola è quella di ogni kit domestico. Sotto gli 800 W basta la Comunicazione Unica al distributore, gratuita, e sopra i 350 W vanno allegati schema unifilare, dichiarazione di conformità e regolamento di esercizio. I passaggi della pratica stanno nella guida al Modello Unico.

La facciata in condominio

In un condominio la facciata è una parte comune, e il muro esterno non è una superficie di cui il singolo condomino dispone da solo. L’articolo 1122-bis del Codice civile consente però l’installazione di impianti da fonti rinnovabili al servizio della singola unità «su ogni altra idonea superficie comune», oltre che sul lastrico solare e sulle parti di proprietà individuale.

Il prezzo di questo diritto è un passaggio formale. Quando servono modifiche alle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore, indicando contenuto specifico e modalità di esecuzione. L’assemblea può prescrivere modalità alternative o imporre cautele a salvaguardia di stabilità, sicurezza e decoro architettonico, con la maggioranza dell’articolo 1136, quinto comma, e può chiedere una garanzia per eventuali danni. Il decoro architettonico è il terreno su cui si discute più spesso, e un modulo nero su una facciata storica pesa diversamente da uno sul retro di una palazzina degli anni Settanta. Le sentenze e il testo della comunicazione stanno nella guida al fotovoltaico da balcone in condominio.

Dal muro alla presa

Il modulo sulla facciata ha bisogno di un microinverter vicino e di una presa. Il microinverter si fissa di solito sotto il modulo, sulla stessa staffa, al riparo dalla pioggia diretta. Da lì il cavo in alternata scende o entra in casa attraverso un foro sigillato.

La presa a cui si collega deve essere riservata al kit, con un circuito proprio che parte dal quadro, come chiede l’articolo 551.7.2 della CEI 64-8. Se sulla parete esterna esiste già una presa da giardino, quasi sempre condivide la linea con le luci esterne e va separata. Come si verifica e quanto costa farla fare lo spiega la guida alla presa dedicata per il fotovoltaico da balcone.

Chi cerca un pannello da parete per scaldare casa sta guardando un altro prodotto. I collettori solari ad aria da parete riscaldano l’aria esterna e la immettono in casa con un piccolo ventilatore, e producono calore con regole e rese proprie. Per l’acqua calda esistono invece i pannelli solari termici, descritti nella guida ai pannelli solari termici da balcone.

Il verdetto

Una parete ben esposta è un posto valido per il fotovoltaico, a patto di scegliere il lato giusto. La facciata sud rende due terzi di un modulo inclinato ideale, circa 872 kWh l’anno con 880 Wp a Roma, e d’inverno lo pareggia. Est e ovest valgono circa la metà e spostano la produzione verso il mattino o la sera; montati insieme su un microinverter a due ingressi allungano la giornata. Nord produce troppo poco per il lavoro che richiede.

Prima di forare, tre verifiche fanno la differenza: che muro c’è sotto l’intonaco, a quale distanza dagli spigoli puoi stare, e se l’edificio è in un centro storico o in condominio. Se la facciata sud confina con un balcone in muratura, vale la pena confrontare le due posizioni con i numeri della guida al fotovoltaico da balcone in muratura.

Domande frequenti

Quanto produce un pannello solare montato sulla parete?

Dipende quasi tutto dall'orientamento della facciata. Secondo PVGIS un kit da 880 Wp montato in verticale su una parete a sud produce a Roma circa 872 kWh l'anno, due terzi di quanto darebbe inclinato a 37 gradi verso sud. Su una parete a est si scende a circa 634 kWh, a ovest a circa 608, a nord a 174. Milano e Palermo restano vicine a Roma sulla parete sud, con 835 e 831 kWh.

Conviene un pannello fotovoltaico su una parete esposta a est o a ovest?

Rende circa la metà di un modulo ideale, intorno ai 600-630 kWh l'anno per 880 Wp a Roma, con due terzi della produzione fra aprile e settembre. Il vantaggio è l'orario: la parete est produce al mattino, quella ovest nel pomeriggio, quando in casa spesso c'è più consumo. Con un microinverter a due ingressi indipendenti si può anche mettere un modulo su ciascuna delle due pareti e allargare la curva della giornata.

Serve un permesso per installare pannelli fotovoltaici sulla facciata di casa?

Fuori dai centri storici no. Il D.Lgs. 190/2024, all'Allegato A, colloca fra le attività libere gli impianti fotovoltaici a servizio di edifici posti fuori dalla zona A del D.M. 1444/1968, quando sono installati su edifici esistenti. In zona A e sugli immobili con vincolo paesaggistico serve invece una verifica allo sportello unico del Comune ed eventualmente l'autorizzazione. Sotto gli 800 W resta in ogni caso la Comunicazione Unica al distributore.

Si possono fissare pannelli fotovoltaici su un muro con cappotto?

Sì, con fissaggi pensati per il cappotto. L'isolante non regge carichi, quindi la staffa va ancorata al muro portante dietro di esso con sistemi distanziati che attraversano lo strato isolante senza creare un ponte termico. Il sistema fischer TherMax, per esempio, copre spessori di isolante da 60 a 295 mm. Un tassello normale nell'isolante non trova un appoggio solido.

Meglio montare il pannello verticale o inclinato sulla parete?

Inclinato rende molto di più, se la staffa e il muro lo permettono. Su una parete sud a Roma un kit da 880 Wp passa da circa 872 kWh in verticale a circa 1.195 kWh con 60 gradi di inclinazione e a 1.253 kWh con 45 gradi, secondo PVGIS. Il modulo inclinato sporge però dalla facciata, prende più vento e mette più leva sui tasselli. D'inverno il verticale perde poco, perché il sole basso lo colpisce quasi di fronte.

In condominio posso mettere un pannello sulla facciata?

La facciata è una parte comune, e l'articolo 1122-bis del Codice civile consente di installare impianti da fonti rinnovabili al servizio della propria unità anche su superfici comuni idonee. Chi lo fa deve comunicarlo all'amministratore indicando contenuto e modalità dei lavori, e l'assemblea può prescrivere modalità alternative o cautele per stabilità, sicurezza e decoro con la maggioranza dell'articolo 1136, quinto comma.

Quanto deve stare distante il pannello dal muro?

Abbastanza da lasciar passare l'aria dietro il modulo. Un modulo schiacciato contro il muro scalda di più e il silicio perde rendimento con la temperatura: PVGIS stima per un modulo verticale su parete sud a Roma 845 kWh l'anno se montato senza ventilazione, contro 872 kWh con aria libera sul retro, circa il 3 per cento in meno. Le staffe da parete in commercio lasciano di solito qualche centimetro di distacco.

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