Fotovoltaico da balcone in muratura: dove e come fissarlo

Parapetto in muratura: fuori con staffe a tassello, sopra il muretto o a terra dietro. L'ombra d'inverno, i tasselli giusti e cosa dire al condominio.

Fotovoltaico da balcone Pubblicato il 12 min di lettura

In questa guida
  1. Perché un parapetto in muratura cambia tutto
  2. Le tre posizioni possibili per il modulo
  3. L’ombra del parapetto sul modulo a terra
  4. Il modulo sul lato esterno: staffe e tasselli
  5. Sopra il muretto: più sole, più vento
  6. Il condominio: di chi è la faccia esterna del parapetto
  7. Gli errori che si vedono più spesso
  8. Il verdetto
  9. Domande frequenti

Il balcone guarda a sud, lo spazio c’è, e tutti i kit in vendita mostrano moduli appesi a una ringhiera di metallo. Il tuo balcone invece ha un muretto pieno, intonacato, con una copertina in pietra sopra, e i ganci a morsetto non hanno niente da stringere. Qui trovi le tre posizioni possibili per il modulo, quanto rende ciascuna mese per mese, come si fissa una staffa nella muratura e cosa c’entra il condominio.

Perché un parapetto in muratura cambia tutto

Quasi tutti i sistemi per il fotovoltaico da balcone sono pensati per la ringhiera. Il modulo si appende al corrimano con due ganci, i morsetti stringono un tubolare e nessun foro tocca l’edificio. Un parapetto in muratura non offre questo appiglio: è un muro alto un metro, spesso intonacato, a volte rivestito, chiuso in cima da una copertina in pietra, marmo o cemento.

Le conseguenze sono due. La prima è meccanica: per tenere il modulo servono staffe fissate con tasselli nel muro oppure supporti che si reggono da soli sul pavimento. La seconda è ottica: un muro pieno fa ombra, e un modulo che sta dietro di lui vede il sole solo quando il sole è alto.

Sotto l’intonaco la muratura può essere molto diversa, e la differenza pesa sui fissaggi:

Cosa c’è sotto l’intonacoCome si riconosceFissaggio adatto
Calcestruzzo armatoforo duro, polvere grigia, a volte si incontra un ferrotassello meccanico o ancorante chimico
Mattone pienopolvere rossa, resistenza uniformeancorante chimico
Laterizio forato o blocco alveolatola punta «cade» nei vuoti a scattiancorante chimico con bussola a rete
Muratura con cappottostrato morbido di isolante sotto l’intonacofissaggi distanziati a taglio termico

Il riconoscimento con un foro di prova in un punto nascosto è il primo lavoro da fare, prima ancora di scegliere le staffe. Chi ha ancora dubbi fra le famiglie di supporti e i loro limiti trova il quadro completo nella guida alle staffe per il fotovoltaico da balcone.

Le tre posizioni possibili per il modulo

Su un parapetto in muratura il modulo può stare in tre posti, e ciascuno sposta i compromessi in una direzione diversa.

PosizioneResa a Roma, 880 WpFori nel muroVento e visibilità
Sul lato esterno, verticalecirca 870 kWh l’anno, regolare in tutte le stagionisì, staffe a tassellosporgenza minima, modulo sulla facciata
Sul lato esterno, aperto di 30°circa 1.200 kWh l’annosì, con più leva sui tassellisporge di più dalla facciata
Sopra il muretto, 30°circa 1.240 kWh l’annosì, sul muretto o sulla copertinail più esposto e il più visibile
A terra dietro il parapetto, 30°circa 955 kWh l’anno, quasi nulla d’invernono, basta la zavorrainvisibile dalla strada, riparato

I valori vengono da PVGIS 5.3, la banca dati di irraggiamento della Commissione europea, con perdite di sistema del 14 per cento e un balcone esposto a sud. Per la posizione a terra il calcolo include come orizzonte il parapetto alto un metro davanti al modulo, e ci torniamo fra poco perché è il caso che inganna di più.

La prima riga è l’equivalente della ringhiera: il modulo appeso in verticale fuori dal balcone, con la stessa resa di un pannello solare da ringhiera. La seconda e la terza guadagnano un terzo di produzione grazie all’inclinazione. La quarta è la più semplice da montare e quella con la resa peggio distribuita.

L’ombra del parapetto sul modulo a terra

L’idea del supporto a pavimento è attraente: niente fori, niente condominio, il modulo si posa, si zavorra e si inclina a 30 gradi come su un terrazzo. Il limite si capisce disegnando il balcone di lato.

Il D.M. 236/1989 fissa per i parapetti di balconi e terrazze un’altezza minima di 100 cm. A mezzogiorno di una giornata limpida l’ombra di quel metro di muro si allunga sul pavimento per una profondità che dipende solo dall’altezza del sole. A Roma, latitudine 41,9 gradi, il sole di mezzogiorno sta a 71,5 gradi il 21 giugno, a 48,1 gradi agli equinozi e a 24,7 gradi il 21 dicembre.

Sezione laterale di un balcone esposto a sud a Roma con parapetto in muratura alto 1 metro: a mezzogiorno l'ombra sul pavimento è profonda 0,33 metri il 21 giugno, 0,90 metri il 21 marzo e 2,17 metri il 21 dicembre, quando copre tutto il balcone profondo 1,50 metri. Sotto, grafico a barre della produzione mensile di un kit da 880 Wp: verticale sul lato esterno 872 kWh l'anno, fra 50 e 89 kWh al mese; a terra a 30 gradi dietro il parapetto 955 kWh l'anno, con 13-22 kWh al mese da novembre a febbraio.
Sull’anno il modulo a terra produce quanto quello esterno, e da novembre a febbraio ne vale meno di un quarto.

La profondità dell’ombra a mezzogiorno è semplice geometria, un metro diviso per la tangente dell’altezza del sole:

DataAltezza del sole a RomaOmbra di un parapetto alto 1 m
21 giugno71,5°0,33 m
21 marzo e 21 settembre48,1°0,90 m
21 dicembre24,7°2,17 m

A dicembre l’ombra supera la profondità di quasi tutti i balconi: su uno profondo 1,50 metri copre l’intero pavimento e sale ancora di 31 centimetri sul muro di casa. Ed è il valore di mezzogiorno, quello più favorevole della giornata invernale, perché al mattino e al pomeriggio il sole è più basso e l’ombra si allunga.

Tradotto in produzione, con un kit da 880 Wp inclinato a 30 gradi, posato 30 centimetri dietro il parapetto, i dati PVGIS mese per mese sono questi:

MeseEsterno, verticaleA terra, 30°
Gennaio81 kWh14 kWh
Febbraio82 kWh22 kWh
Marzo83 kWh105 kWh
Aprile70 kWh117 kWh
Maggio57 kWh118 kWh
Giugno50 kWh119 kWh
Luglio55 kWh127 kWh
Agosto70 kWh133 kWh
Settembre80 kWh114 kWh
Ottobre89 kWh55 kWh
Novembre76 kWh16 kWh
Dicembre80 kWh13 kWh
Anno872 kWh955 kWh

Il totale annuo sembra dare ragione al modulo a terra, e qui sta il tranello. La produzione a terra arriva quasi tutta fra aprile e settembre, i mesi in cui un kit da balcone produce già più di quanto la casa riesca a consumare nelle ore centrali. Sotto gli 800 W l’energia che esce in rete non viene pagata, quindi una parte di quei kilowattora estivi in più vale poco. D’inverno, quando ogni kilowattora prodotto finisce consumato in casa, il modulo esterno ne dà 319 fra novembre e febbraio e quello a terra 65. Quanto vale davvero l’energia autoconsumata lo trovi nella guida all’autoconsumo fotovoltaico.

C’è poi un limite del calcolo, e lavora contro il modulo a terra. PVGIS valuta l’orizzonte in un solo punto, qui il centro del modulo. Il bordo basso, più vicino al muretto, resta in ombra più a lungo, e in un modulo fotovoltaico basta una fila di celle in ombra per far intervenire i diodi di bypass e spegnere un terzo della superficie. I valori a terra della tabella sono quindi un massimo. Come si comporta un modulo parzialmente ombreggiato, cella per cella, lo spiega la guida su cosa succede a un pannello fotovoltaico in ombra.

Il supporto a terra ha comunque due situazioni in cui funziona bene: sui balconi molto profondi, dove il modulo si può arretrare di oltre un metro dal muretto e l’ombra di marzo e ottobre non lo raggiunge più, e sui terrazzi con parapetto basso. Per zavorre e distanze fra le file vale quanto scritto nella guida al fotovoltaico da terrazzo.

Il modulo sul lato esterno: staffe e tasselli

Portare il modulo fuori dal parapetto risolve l’ombra e crea un problema di fissaggio. Il modulo si comporta come una vela: con la formula della pressione dinamica, una raffica a 100 km/h spinge su un modulo di circa due metri quadri con 1.157 newton, e a 120 km/h con 1.666 newton, l’equivalente di 118 e 170 chili. Quella spinta finisce tutta nei tasselli.

La portata di un tassello dipende soprattutto dal muro in cui lavora. Il catalogo fischer degli ancoranti chimici riporta per una barra filettata M8 questi carichi raccomandati a trazione, già comprensivi dei coefficienti di sicurezza:

SupportoCarico raccomandato a trazione, M8
Calcestruzzo non fessurato C20/254,8 kN
Mattone semipieno a fori verticali0,57 kN
Mattone pieno0,43 kN

Il salto fra calcestruzzo e mattone è di circa dieci volte. Anche nell’ipotesi più favorevole, con la spinta di una raffica a 100 km/h divisa in parti uguali su quattro tasselli, ogni tassello in un mattone pieno lavora a circa due terzi del suo carico raccomandato. A 120 km/h il margine si esaurisce, e nella realtà i carichi non si dividono mai in parti uguali, perché la staffa fa leva e il vento arriva a raffiche. La conclusione pratica è che il numero, il tipo e la posizione dei tasselli vanno scelti da un tecnico sulla muratura reale, e lo stesso catalogo rimanda al benestare tecnico europeo per la progettazione.

Tre regole di montaggio valgono in ogni caso:

  • distanza dal bordo. Nella muratura il catalogo indica una distanza minima dal bordo di 80 mm. Un tassello troppo vicino alla sommità del muretto spacca l’ultimo corso di mattoni
  • copertina intatta. La lastra di pietra o marmo sopra il parapetto protegge il muro dall’acqua, e un foro mal sigillato la trasforma in un ingresso d’acqua che gela d’inverno
  • acciaio inox o alluminio. Staffe e viteria all’aperto vanno scelte resistenti alla corrosione, e l’accoppiamento fra alluminio e acciaio inox è quello usato dai sistemi di montaggio seri

Se le staffe lo consentono, conviene aprire il modulo verso l’esterno di una trentina di gradi rispetto alla verticale. Secondo PVGIS la resa sale da circa 870 a circa 1.200 kWh l’anno per 880 Wp a Roma. Il prezzo è più sporgenza e più leva sui tasselli, quindi è una scelta da fare insieme al calcolo del fissaggio.

Sopra il muretto: più sole, più vento

La terza strada porta il modulo sopra il parapetto, su un telaio fissato al muretto o alla sua copertina. È la posizione con più sole: niente ombra del parapetto, inclinazione libera, e a Roma circa 1.240 kWh l’anno con 880 Wp a 30 gradi, con la facciata di casa che taglia solo il sole radente del primo mattino e della sera d’estate.

Il conto si paga in esposizione. Sopra il muretto il modulo è il punto più alto del balcone, prende il vento da tutte le direzioni e si vede dalla strada più di qualsiasi altra soluzione. Per il fissaggio valgono le stesse regole dei tasselli, con un’attenzione in più alla copertina, che in questa posizione viene quasi sempre forata.

Un’altra verifica riguarda il parapetto stesso. Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018 chiedono che i parapetti dei balconi reggano una spinta orizzontale di 2,00 kN per metro, applicata alla quota del bordo superiore. È il carico di progetto delle persone che si appoggiano, e un parapetto costruito secondo le regole lo sopporta. Su un muretto datato, con crepe o con la copertina che si muove, conviene far guardare la struttura prima di aggiungere una vela di due metri quadri in cima.

Il condominio: di chi è la faccia esterna del parapetto

Sul piano legale il balcone aggettante è considerato proprietà esclusiva di chi possiede l’appartamento. Fanno eccezione gli elementi che concorrono all’aspetto della facciata: la Cassazione, con la sentenza 30071/2017 e prima ancora con la 14576/2004, ha ricondotto alle parti comuni i rivestimenti e i frontalini dei parapetti quando svolgono una funzione estetica per l’intero edificio.

Per un parapetto in muratura questo pesa più che per una ringhiera. Un modulo appoggiato a terra resta dentro la proprietà esclusiva. Una staffa tassellata sulla faccia esterna del muretto tocca invece proprio l’elemento che la giurisprudenza tende a considerare comune.

L’articolo 1122-bis del Codice civile dà la regola per questo caso. L’installazione di impianti da fonti rinnovabili al servizio della singola unità è consentita anche sulle parti comuni, e se servono modifiche a quelle parti l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore, indicando contenuto e modalità di esecuzione. L’assemblea può prescrivere modalità alternative o cautele per stabilità, sicurezza e decoro, con la maggioranza dell’articolo 1136, quinto comma. Il testo della comunicazione e le sentenze più recenti stanno nella guida al fotovoltaico da balcone in condominio.

Gli errori che si vedono più spesso

Il supporto a terra comprato per un balcone stretto. Su un balcone profondo un metro e con un muretto alto un metro, il modulo a terra resta in ombra da ottobre a febbraio. È la scelta più comoda da montare e quella che delude di più nel primo inverno.

Il modulo appoggiato sul muretto senza fissaggio. Una raffica lo solleva e lo fa cadere di sotto. Sopra il parapetto il modulo va sempre vincolato a un telaio tassellato.

Il tassello universale nella muratura sconosciuta. Un tassello a espansione in un laterizio forato spacca le sottili pareti del blocco e perde presa. Il foro di prova e il tassello giusto costano pochi minuti.

La copertina forata e non sigillata. L’acqua entra nel foro, gela e crepa la lastra. Ogni foro all’aperto va sigillato.

I cavi che scendono lungo la facciata. Sul lato esterno i cavi vanno fissati alla staffa e portati dentro il balcone il più presto possibile. Da lì al quadro serve una presa riservata al kit, come spiega la guida alla presa dedicata per il fotovoltaico da balcone.

Il verdetto

Un balcone con parapetto in muratura ospita un fotovoltaico senza problemi, a patto di scegliere la posizione con i numeri dell’inverno davanti. Il lato esterno del muretto è la scelta equilibrata: produce in modo regolare tutto l’anno, circa 870 kWh con 880 Wp a Roma in verticale e intorno ai 1.200 con una staffa inclinata. Richiede tasselli dimensionati sulla muratura vera e, se il rivestimento è parte comune, una comunicazione all’amministratore.

Sopra il muretto si ottiene la resa più alta, con più vento e più visibilità. A terra dietro il parapetto si evita ogni foro, e ha senso solo su balconi profondi o terrazzi, perché altrimenti da novembre a febbraio il modulo lavora a meno di un quarto. Se il parapetto del tuo balcone confina con una parete di casa ben esposta, vale la pena confrontare anche il montaggio in facciata descritto nella guida al pannello solare da parete.

Domande frequenti

Si può installare un fotovoltaico su un balcone con parapetto in muratura?

Sì, con sistemi di fissaggio diversi da quelli per ringhiera. I ganci a morsetto hanno bisogno di un corrimano da stringere, che su un muretto pieno manca. Restano tre strade: staffe fissate con tasselli sul lato esterno del parapetto, un supporto sopra il muretto, oppure un supporto a terra con zavorra dietro il parapetto. La terza evita i fori e paga il conto in inverno, quando il muretto fa ombra al modulo.

Quanto produce un pannello appoggiato a terra dietro un parapetto in muratura?

Sull'anno quasi quanto uno verticale sul lato esterno, con una distribuzione opposta. Con i dati PVGIS per Roma, un kit da 880 Wp inclinato a 30 gradi a terra, 30 cm dietro un parapetto alto 1 metro, dà circa 955 kWh l'anno, contro 872 kWh dello stesso kit verticale sul lato esterno. Da novembre a febbraio però il modulo a terra si ferma a 65 kWh, quello esterno arriva a 319. Il valore a terra è un massimo, perché il bordo basso del modulo resta in ombra più a lungo del centro.

Che tasselli servono per fissare le staffe sul muretto?

Dipende da cosa c'è sotto l'intonaco, e va verificato con un foro di prova. Nel calcestruzzo armato lavorano bene tasselli meccanici o chimici; nel mattone pieno e nei blocchi forati serve un ancorante chimico, nei forati con bussola a rete. La differenza di portata è grande: nel catalogo fischer una barra M8 con ancorante chimico ha un carico raccomandato a trazione di 4,8 kN nel calcestruzzo e di 0,43 kN nel mattone pieno.

Serve il permesso del condominio per forare il parapetto del balcone?

Un'autorizzazione preventiva dell'assemblea non serve, perché l'articolo 1122-bis del Codice civile riconosce il diritto di installare impianti da fonti rinnovabili al servizio della propria unità. Il rivestimento esterno del parapetto però può essere parte comune quando concorre al decoro della facciata, come ha ricordato la Cassazione con la sentenza 30071/2017. In quel caso lo stesso articolo chiede di comunicare all'amministratore contenuto e modalità dell'intervento.

Posso appoggiare il pannello sopra il muretto del balcone?

Si può, con un supporto fissato al muretto e mai con il modulo semplicemente appoggiato. Sopra il parapetto il modulo prende il sole di tutto l'anno e con 30 gradi di inclinazione a Roma un kit da 880 Wp arriva intorno ai 1.240 kWh. In cambio sta più in alto, prende più vento e si vede di più dalla strada, quindi pesano fissaggio e decoro architettonico. La copertina in pietra o marmo sopra il muretto non va forata senza sigillare bene i fori.

Quanto è alto di solito un parapetto in muratura e perché conta?

Il D.M. 236/1989 fissa per balconi e terrazze un parapetto alto almeno 100 cm, e i regolamenti edilizi comunali possono chiedere di più, per esempio 110 cm. Per il fotovoltaico conta perché un metro di muro davanti a un modulo appoggiato a terra fa un'ombra lunga: a Roma, a mezzogiorno, 0,33 metri a giugno, 0,90 a marzo e 2,17 metri a dicembre, cioè più della profondità di quasi tutti i balconi.

Quale inclinazione conviene sul lato esterno di un parapetto in muratura?

Se le staffe lo consentono, aprire il modulo di una trentina di gradi rispetto alla verticale rende molto di più. Secondo PVGIS un kit da 880 Wp a Roma passa da circa 870 kWh in verticale a circa 1.200 kWh con 60 gradi sull'orizzontale. Il prezzo è una sporgenza maggiore dalla facciata e più leva sui tasselli, quindi la scelta va fatta insieme al calcolo del fissaggio.

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