Chi installa il fotovoltaico con la detrazione del Bonus Casa ha in mano, spesso senza saperlo, anche il bonus mobili: la detrazione sugli arredi e sui grandi elettrodomestici che richiede un intervento edilizio come presupposto. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’impianto fotovoltaico basta a farlo scattare. Qui trovi le condizioni, le date che contano e il caso del kit da balcone.
Perché il fotovoltaico apre il bonus mobili
Il bonus mobili ha una regola di accesso precisa. Spetta a chi fruisce della detrazione del Bonus Casa, l’articolo 16-bis del TUIR, per un intervento di recupero edilizio, e sulle singole abitazioni l’intervento deve essere almeno di manutenzione straordinaria. La manutenzione ordinaria, come tinteggiare o cambiare i pavimenti, non basta.
Il fotovoltaico entra in questa catena in due passaggi:
- È un intervento del Bonus Casa. La lettera h) dell’articolo 16-bis comprende gli interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo agli impianti a fonti rinnovabili. L’Agenzia vi ha ricondotto il fotovoltaico con la risoluzione 22/E del 2 aprile 2013, a condizione che l’impianto sia al servizio dell’abitazione.
- È manutenzione straordinaria. La guida al bonus mobili dell’Agenzia, nell’edizione di gennaio 2026, scrive che rientrano nella manutenzione straordinaria anche gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Per il fotovoltaico la conferma esplicita è arrivata dalla rubrica della posta di FiscoOggi, la rivista dell’Agenzia, il 17 febbraio 2023: a un lettore che installava un impianto con la detrazione del 50 per cento, l’Agenzia ha risposto che l’intervento rientra nella manutenzione straordinaria e dà diritto anche al bonus mobili.
Il presupposto resta la detrazione dell’impianto: il bonus mobili arriva insieme al Bonus Casa e ne segue le sorti. Come si imposta la detrazione sul fotovoltaico lo spiega la guida alla detrazione fiscale del fotovoltaico da balcone.
Quanto vale il bonus mobili nel 2026
La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, comma 22) ha prorogato il bonus mobili agli acquisti del 2026 con le regole dell’anno precedente.
| Anno dell’acquisto | Aliquota | Spesa massima per immobile | Detrazione massima |
|---|---|---|---|
| 2022 | 50 % | 10.000 € | 5.000 € |
| 2023 | 50 % | 8.000 € | 4.000 € |
| 2024 | 50 % | 5.000 € | 2.500 € |
| 2025 | 50 % | 5.000 € | 2.500 € |
| 2026 | 50 % | 5.000 € | 2.500 € |
Tre regole definiscono il tetto:
- Vale per unità immobiliare. Il limite riguarda la singola abitazione con le sue pertinenze, quindi chi fa interventi su più immobili ha più plafond.
- Comprende trasporto e montaggio. Anche queste voci entrano nei 5.000 euro, pagate con le stesse modalità dei beni.
- Si scala con gli acquisti dell’anno prima. Se l’intervento è iniziato nel 2025 e nel 2025 hai già comprato mobili agevolati per 3.000 euro, per gli acquisti del 2026 restano 2.000 euro.
L’aliquota del bonus mobili resta al 50 per cento anche quando l’impianto fotovoltaico si detrae al 36, come succede sulla seconda casa. Per gli acquisti del 2027 servirà una nuova proroga nella prossima legge di bilancio.
Le date da rispettare
Il calendario è il punto in cui si perde più spesso il bonus. Le regole sono due, e la seconda è quella che sorprende.

L’intervento deve essere iniziato dal 1° gennaio dell’anno precedente. Per gli acquisti del 2026 i lavori collegati devono essere partiti dal 1° gennaio 2025 in poi. Un impianto fotovoltaico montato nel 2023 non apre più il bonus mobili.
L’inizio lavori viene prima dell’acquisto. La guida dell’Agenzia lo dice in modo esplicito: la data di inizio dei lavori deve precedere quella in cui si comprano i beni. L’ordine dei pagamenti invece è libero, perché le spese dell’intervento edilizio possono arrivare anche dopo quelle per l’arredo. Puoi quindi pagare la cucina prima di saldare l’installatore, purché il cantiere sia già aperto.
La data di inizio si dimostra con i titoli abilitativi o con la comunicazione preventiva all’ASL, quando sono obbligatori. Per gli interventi che non richiedono né comunicazioni né titoli basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. È la situazione tipica del fotovoltaico domestico, che per il Testo unico rinnovabili è attività libera: la dichiarazione con la data di inizio lavori va preparata il giorno in cui i lavori cominciano e conservata con le fatture.
Chi può chiederlo
Il bonus mobili spetta unicamente al contribuente che fruisce della detrazione per l’intervento edilizio. La guida porta l’esempio dei coniugi: se le spese per l’intervento le ha sostenute solo uno dei due e quelle per l’arredo l’altro, il bonus non spetta a nessuno dei due.
Per il fotovoltaico la regola pratica è semplice. La fattura e il bonifico parlante dell’impianto e i pagamenti dei mobili devono fare capo alla stessa persona. Se l’impianto è cointestato, può chiedere il bonus mobili chi ha sostenuto una parte della spesa dell’impianto, perché la guida ammette anche chi ha pagato solo una quota dei lavori.
Cosa si può comprare
Il bonus copre mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare l’immobile su cui è stato fatto l’intervento, anche in un ambiente diverso da quello dei lavori.
| Categoria | Esempi ammessi | Requisito |
|---|---|---|
| Mobili | letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani, materassi, apparecchi di illuminazione | nuovi |
| Forni | forni | classe energetica non inferiore alla A |
| Lavaggio | lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie | classe non inferiore alla E |
| Freddo | frigoriferi, congelatori | classe non inferiore alla F |
| Altri grandi elettrodomestici | asciugatrici, piani cottura, stufe e radiatori elettrici, ventilatori, condizionatori | elenco dell’Allegato II del D.Lgs. 49/2014 |
Restano esclusi porte, pavimenti come il parquet, tende e tendaggi e gli altri complementi d’arredo. Gli elettrodomestici senza etichetta energetica sono agevolati se per la loro categoria l’obbligo di etichetta non è ancora previsto.
Il legame con il fotovoltaico diventa interessante proprio sugli elettrodomestici. Lavatrice, lavastoviglie e asciugatrice nuove, con la partenza programmabile, spostano i consumi nelle ore di produzione dei pannelli e fanno salire la quota di energia usata in casa. Come si ragiona su quella quota lo spiega la guida all’autoconsumo fotovoltaico.
Come pagare e quali documenti conservare
I pagamenti ammessi sono il bonifico e le carte di credito o di debito. Per i mobili basta un bonifico ordinario, senza la ritenuta del bonifico parlante. Restano esclusi contanti, assegni e altri mezzi. Con la carta, la data della spesa è quella dell’utilizzo della carta indicata nella ricevuta, anche se l’addebito sul conto arriva dopo.
È ammesso anche l’acquisto a rate con un finanziamento, a condizione che la società finanziaria paghi il venditore con le stesse modalità e che tu conservi la ricevuta del pagamento. In quel caso l’anno della spesa è quello in cui paga la finanziaria.
Da conservare:
- ricevute dei bonifici o delle transazioni con carta, con l’addebito sul conto
- fatture o scontrini con codice fiscale, che indichino natura, qualità e quantità dei beni
- documentazione della classe energetica degli elettrodomestici
- per l’impianto: fattura, bonifico parlante e dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori
Alcuni elettrodomestici vanno anche comunicati all’ENEA: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici. La mancata o tardiva comunicazione non fa perdere la detrazione, come ha chiarito la risoluzione 46/E del 18 aprile 2019.
Il caso del kit da balcone
Qui la domanda si fa concreta, perché un kit da 800 W costa qualche centinaio di euro e il bonus mobili arriva fino a 2.500 euro.
I passaggi dei documenti dell’Agenzia portano in una direzione coerente. Il kit da balcone rientra nel Bonus Casa come impianto fotovoltaico al servizio dell’abitazione, anche in assenza di opere edilizie propriamente dette. L’installazione di un impianto fotovoltaico agevolato è manutenzione straordinaria, e la manutenzione straordinaria apre il bonus mobili. La lettura che ne discende è che anche il kit faccia scattare il bonus.
Manca però un chiarimento dell’Agenzia dedicato ai kit plug and play, e un acquisto di arredi da 5.000 euro merita una conferma. Tre accorgimenti rendono la posizione solida:
- Detrai davvero il kit. Fattura intestata a te, bonifico parlante, comunicazione ENEA e, oltre i 350 W, dichiarazione di conformità dell’elettricista.
- Documenta l’inizio lavori. Firma la dichiarazione sostitutiva con la data di montaggio prima di comprare i mobili.
- Chiedi conferma prima. Un passaggio dal CAF o dal commercialista prima degli acquisti importanti costa poco e chiude il dubbio quando è ancora reversibile.
Quando il fotovoltaico non apre il bonus mobili
Ci sono casi in cui l’impianto c’è e il bonus mobili no:
| Situazione | Perché il bonus mobili non spetta |
|---|---|
| Pannelli solari termici con l’Ecobonus | la guida esclude gli interventi agevolati con la detrazione per la riqualificazione energetica |
| Impianto su una casa di nuova costruzione | manca la detrazione del Bonus Casa, riservata agli edifici esistenti |
| Impianto condominiale sulle parti comuni | il bonus copre solo gli arredi delle parti comuni, come la guardiola o la sala riunioni |
| Impianto iniziato prima del 2025 | per gli acquisti del 2026 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 |
| Mobili pagati da un’altra persona | il bonus spetta solo a chi detrae la spesa dell’impianto |
Il secondo caso ha una guida dedicata, bonus fotovoltaico per la nuova costruzione, con le regole che valgono sulle case nuove.
Un esempio completo
Una famiglia monta a marzo 2026 un kit da balcone da 800 W sulla casa in cui vive, spesa 600 euro, e ad aprile rinnova la cucina: mobili per 3.800 euro e un frigorifero di classe D da 1.200 euro, pagati con la carta.
| Voce | Spesa | Aliquota | Detrazione | Quota annuale |
|---|---|---|---|---|
| Kit fotovoltaico, Bonus Casa sull’abitazione principale | 600 € | 50 % | 300 € | 30 € |
| Mobili ed elettrodomestici, bonus mobili | 5.000 € | 50 % | 2.500 € | 250 € |
| Totale | 5.600 € | 2.800 € | 280 € |
Le spese sono esempi di calcolo. La cucina e il frigorifero insieme raggiungono esattamente il tetto di 5.000 euro; una spesa superiore non aumenta la detrazione.
Il verdetto
Il fotovoltaico agevolato con il Bonus Casa dà diritto al bonus mobili: per l’Agenzia delle Entrate l’installazione è manutenzione straordinaria, il gradino che apre la detrazione su arredi e grandi elettrodomestici. Nel 2026 vale il 50 per cento su 5.000 euro per immobile, con lavori iniziati dal 1° gennaio 2025 e prima degli acquisti.
Le regole pratiche sono tre: la stessa persona detrae l’impianto e i mobili, la data di inizio lavori va documentata prima di comprare, e i pagamenti passano da bonifico o carta. Se stai pensando sia ai pannelli sia a una cucina o a nuovi elettrodomestici, montare prima l’impianto e comprare poi gli arredi, entro il 31 dicembre 2026, ti fa incassare entrambe le detrazioni.
Domande frequenti
L'installazione di un impianto fotovoltaico dà diritto al bonus mobili?
Sì, se l'impianto è agevolato con la detrazione del Bonus Casa. L'Agenzia delle Entrate lo ha confermato nella rubrica di FiscoOggi del 17 febbraio 2023: l'installazione del fotovoltaico rientra nella manutenzione straordinaria, che è il livello minimo di intervento richiesto per il bonus mobili sulle singole abitazioni. La guida di gennaio 2026 inserisce nella manutenzione straordinaria tutti gli interventi finalizzati all'utilizzo di fonti rinnovabili di energia.
Quanto si può detrarre con il bonus mobili nel 2026?
Il 50 per cento su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, cioè fino a 2.500 euro, recuperati in dieci quote annuali da 250 euro. Il limite comprende mobili, grandi elettrodomestici, trasporto e montaggio. Se per lo stesso intervento hai già comprato arredi l'anno precedente, il tetto del 2026 si riduce della spesa già agevolata.
Devo pagare prima il fotovoltaico e poi i mobili?
No. La condizione riguarda le date di inizio: i lavori del fotovoltaico devono essere iniziati prima dell'acquisto dei mobili, e per gli acquisti del 2026 devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi. L'ordine dei pagamenti invece è libero, quindi puoi saldare i mobili prima delle fatture dell'impianto, purché il cantiere sia già partito.
Un kit fotovoltaico da balcone basta per avere il bonus mobili?
La lettura coerente con i documenti dell'Agenzia è sì: il kit rientra nel Bonus Casa come impianto fotovoltaico al servizio dell'abitazione, e l'Agenzia inquadra l'installazione del fotovoltaico agevolato come manutenzione straordinaria. Manca però un chiarimento specifico sui kit plug and play, quindi prima di acquisti importanti conviene farlo confermare al CAF o al commercialista. La data di inizio lavori si documenta con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
I pannelli solari termici danno diritto al bonus mobili?
Non se li porti in detrazione con l'Ecobonus. La guida dell'Agenzia delle Entrate esclude dal bonus mobili gli interventi agevolati con la detrazione per la riqualificazione energetica e cita come esempio proprio l'installazione di pannelli solari. Il fotovoltaico agevolato con il Bonus Casa segue invece la regola della manutenzione straordinaria.
Posso pagare i mobili con la carta di credito?
Sì. Per il bonus mobili sono ammessi il bonifico e le carte di credito o di debito, e il bonifico può essere quello ordinario, senza la ritenuta dei bonifici per le ristrutturazioni. Restano esclusi contanti e assegni. È ammesso anche il finanziamento a rate, se la finanziaria paga il venditore con queste modalità e conservi la ricevuta.
Il bonus mobili collegato al fotovoltaico vale anche per la seconda casa?
Sì. Il bonus mobili resta al 50 per cento anche quando la detrazione dell'impianto è al 36 per cento, e il limite di 5.000 euro vale per ogni unità immobiliare. Chi installa il fotovoltaico sia sulla casa in cui vive sia su una seconda casa ha quindi due plafond distinti, ciascuno per arredare l'immobile oggetto dell'intervento.