Inverter fotovoltaico fuori tolleranza: cause e rimedi

Il messaggio segnala una rete oltre i limiti della CEI 0-21: sopra 253 V di media su dieci minuti il microinverter si stacca. Soglie, cause e rimedi.

Fotovoltaico da balcone Pubblicato il 13 min di lettura

In questa guida
  1. Cosa vuol dire il messaggio sul display
  2. Le soglie della CEI 0-21, una per una
  3. Sotto gli 800 W la tabella è un’altra
  4. Perché la tensione sale proprio a mezzogiorno
  5. Quanto pesa il tuo kit sulla tensione
  6. Cosa succede dopo lo stacco
  7. Come misurare la tensione di casa
  8. La verifica della tensione con il distributore
  9. Cosa non fare
  10. Quando la rete è troppo bassa
  11. Il verdetto
  12. Domande frequenti

È una giornata di luglio con il cielo pulito, e l’app del microinverter mostra una linea piatta proprio fra mezzogiorno e le tre, con un avviso tipo «rete fuori tolleranza» o «Grid overvoltage». La mattina il kit produceva, la sera anche. Quel messaggio racconta una cosa precisa sulla rete del tuo quartiere, e qui trovi quale, con le soglie della norma, il modo di misurarla e la strada da seguire con il distributore.

Cosa vuol dire il messaggio sul display

Ogni inverter collegato alla rete italiana contiene un sistema di protezione di interfaccia, l’SPI della norma CEI 0-21. Controlla in continuo tensione e frequenza ai morsetti di uscita e, quando una delle due esce dalla finestra ammessa, apre il collegamento con la rete. Nei microinverter da balcone la protezione è integrata nell’apparecchio, quindi il distacco avviene dentro la scatola, senza nessun relè esterno.

L’avviso cambia nome da un marchio all’altro, e la sostanza resta la stessa. Qualche esempio documentato nei manuali:

ProduttoreCodice o messaggioCosa ha misurato
Hoymiles141 «Grid overvoltage»tensione istantanea oltre la soglia massima
Hoymiles142 «Grid overvoltage (10-minute average value)»media dei dieci minuti oltre la soglia
Hoymiles143 «Grid undervoltage»tensione sotto la soglia minima
Hoymiles144 e 145 «Grid overfrequency / underfrequency»frequenza fuori finestra
Growatt300 «Fuori range»tensione alternata fuori dall’intervallo consentito

Il manuale Hoymiles aggiunge un dettaglio utile: il microinverter riparte da solo quando la rete torna nei valori, e un avviso isolato non richiede nessun intervento. Il caso che merita attenzione è quello ripetuto, che si presenta ogni giorno di sole alla stessa ora.

Le soglie della CEI 0-21, una per una

La norma fissa le tarature della protezione nella sua Tabella 13, valida per tutti gli impianti da 800 W in su, cioè per i kit da balcone più diffusi. La tensione di riferimento è quella nominale di 230 V.

Scala orizzontale della tensione di rete da 180 a 275 volt con le soglie della norma CEI 0-21 per impianti da 800 watt in su. Sotto 195,5 volt, cioè l'85 per cento di 230, l'inverter si stacca in 1,5 secondi. Fra 207 e 253 volt si trova la banda regolare della norma CEI EN 50160, più o meno 10 per cento attorno ai 230 volt nominali. Fra 253 e 264,5 volt c'è la zona della media mobile: l'inverter si stacca entro 3 secondi quando la media dei dieci minuti supera 253 volt. Sopra 264,5 volt il distacco avviene in 0,2 secondi. Sotto la scala, la sequenza dopo uno stacco: 300 secondi di attesa con tensione fra 195,5 e 253 volt e frequenza fra 49,90 e 50,10 hertz, poi una rampa di potenza di al massimo il 20 per cento al minuto, che porta un kit da 800 watt alla piena potenza in circa cinque minuti.
Fra 253 e 264,5 V l’inverter decide sulla media dei dieci minuti: è la zona in cui si stacca la gran parte dei kit da balcone.
ProtezioneSogliaValore a 230 VTempo di intervento
Massima tensione 59.S1 (media mobile su 10 min)1,10 Vn253 Vvariabile, al massimo 603 s
Massima tensione 59.S21,15 Vn264,5 V0,2 s
Minima tensione 27.S10,85 Vn195,5 V1,5 s
Minima tensione 27.S20,15 Vn34,5 V0,2 s
Massima frequenza 81>.S251,5 Hz0,1 s oppure 1 s
Minima frequenza 81<.S247,5 Hz0,1 s oppure 4 s

La riga che conta davvero è la prima. La 59.S1 confronta con i 253 V una media calcolata sugli ultimi dieci minuti, aggiornata almeno ogni 3 secondi, e quando la media supera il limite l’inverter deve staccarsi entro 3 secondi. Il tempo massimo di 603 secondi in tabella nasce da qui: nel caso più lento servono dieci minuti per portare la media oltre soglia, più i 3 secondi di reazione.

Ne segue un comportamento che spiazza chi guarda un tester. La tensione istantanea può restare a 252 V per mezz’ora e poi toccare 255 V per qualche minuto, e il kit resta acceso finché la media non oltrepassa i 253 V. Al contrario, dopo una lunga fase a 256 V basta poco per un distacco anche con una lettura del momento di 251 V.

Le soglie di frequenza hanno anche una versione restrittiva a 49,8 e 50,2 Hz, che si attiva solo con un comando previsto dal distributore. Nella modalità locale di serie l’inverter lavora con le soglie permissive a 47,5 e 51,5 Hz, e sulla rete italiana la frequenza esce da quella finestra solo in caso di gravi perturbazioni. Per questo un avviso ripetuto di «fuori tolleranza» riguarda quasi sempre la tensione.

Sotto gli 800 W la tabella è un’altra

La CEI 0-21 dedica una tabella a parte, la numero 14, agli impianti sotto gli 800 W, cioè ai kit plug and play da 350 W e a quelli da 600 W. Le soglie sono quattro soltanto:

ProtezioneSogliaValore a 230 VTempo di intervento
Massima tensione 59.S21,15 Vn264,5 V0,2 s
Minima tensione 27.S10,80 Vn184 V0,4 s
Massima frequenza 81>.S151,5 Hz0,1 s
Minima frequenza 81<.S147,5 Hz0,1 s

Manca la soglia sulla media dei dieci minuti. Un kit sotto gli 800 W si stacca per sovratensione solo quando la rete supera i 264,5 V, un valore che la norma CEI EN 50160 non ammette nemmeno come media. Il passaggio da 600 a 800 W sposta quindi il kit in una categoria con protezioni più strette, e i pomeriggi d’estate sono il momento in cui la differenza si vede.

Quale tabella sia caricata nel tuo apparecchio lo indicano il manuale e la dichiarazione di conformità CEI 0-21 del modello, il documento che serve anche per la comunicazione al distributore. Le regole di taglia e i documenti richiesti sono riassunti nella guida alla normativa del fotovoltaico da balcone.

Perché la tensione sale proprio a mezzogiorno

Sulla rete in bassa tensione la corrente scorre in cavi con una resistenza propria. Quando una casa preleva energia, la tensione cala lungo il percorso dalla cabina alla casa. Quando la casa immette energia, succede il contrario: la corrente scorre verso la cabina e la tensione sale nei punti che immettono, tanto più quanto più lontani sono dal trasformatore.

Nelle ore centrali di una giornata di sole questa salita si somma su tutti gli impianti della stessa linea. Il tetto del vicino da 6 kW, quello della villetta in fondo alla strada, i condomini con il fotovoltaico condiviso: tutti immettono insieme, mentre i consumi del quartiere sono al minimo. Il distributore regola la tensione in cabina per garantire valori corretti anche la sera, quando i prelievi sono alti, e a mezzogiorno lo stesso punto di partenza può portare le case in coda alla linea oltre i 250 V.

Tre situazioni aumentano il rischio in modo sistematico:

  1. Fine della linea. Le case più lontane dalla cabina vedono sia il calo serale più forte sia la salita più forte a mezzogiorno.
  2. Quartieri con molto fotovoltaico sui tetti. Zone residenziali di villette, spesso di recente costruzione, dove quasi ogni tetto produce.
  3. Estate e ferie. Ad agosto la produzione è alta e i consumi di uffici e negozi della zona crollano, quindi l’energia in eccesso risale la linea.

La norma riconosce il problema e prevede due strumenti: per gli impianti da 800 W in su la possibilità di assorbire potenza reattiva quando la tensione si avvicina al 110 %, attivabile dal distributore o su richiesta dell’utente e riportata nel regolamento di esercizio, e la riduzione automatica della potenza attiva in funzione della tensione, che la norma consente di prevedere a ogni taglia. Entrambe servono a limitare la salita prima di arrivare al distacco. Se e come siano disponibili sul tuo modello lo dicono manuale e scheda tecnica.

Quanto pesa il tuo kit sulla tensione

Il contributo del kit si calcola in due righe. Un microinverter da 800 W a 230 V immette 3,5 A. La caduta di tensione su un cavo in rame vale due volte la lunghezza per la resistività del rame (0,0175 Ω·mm²/m) per la corrente, diviso la sezione. Il risultato, fra il quadro di casa e la presa del kit:

Circuito dal quadro alla presaSalita di tensione a 800 W
10 m di cavo da 1,5 mm²0,8 V
20 m di cavo da 1,5 mm²1,6 V
20 m di cavo da 2,5 mm²1,0 V
30 m di cavo da 2,5 mm²1,5 V
cavo del kit da 5 m, 1,5 mm² (in aggiunta)0,4 V

In un caso normale il kit alza la tensione ai propri morsetti di 1-2 V, meno dell’1 per cento. Basta a far scattare la soglia solo quando la rete è già a 251-252 V di media, e in quella situazione il distacco sarebbe questione di giorni anche senza il kit. Un circuito dedicato con cavo da 2,5 mm² resta comunque la scelta migliore, perché riduce questo margine al minimo.

C’è un’eccezione da conoscere: un contatto difettoso fra spina e presa, un morsetto allentato o una presa ossidata aggiungono una resistenza concentrata in un punto. Con la corrente del kit quel punto scalda e la tensione vista dall’inverter sale in modo anomalo. Il segnale d’allarme è semplice: una spina tiepida al tatto o annerita, oppure un kit che va fuori tolleranza mentre il microinverter del vicino, sulla stessa linea, continua a produrre.

Cosa succede dopo lo stacco

La riconnessione segue regole precise. Dopo un intervento della protezione, la CEI 0-21 chiede che tensione e frequenza restino stabili per 300 secondi dentro due intervalli: tensione fra l’85 e il 110 per cento del valore nominale, cioè fra 195,5 e 253 V, e frequenza fra 49,90 e 50,10 Hz. Solo allora l’inverter può ricollegarsi, e deve farlo aumentando la potenza con un gradiente massimo del 20 per cento al minuto della sua potenza massima.

Per un kit da 800 W significa 160 W in più ogni minuto: da zero a piena potenza servono cinque minuti. Un esempio di conto per un kit che a mezzogiorno eroga 500 W:

VoceEnergia persa
300 s fermo in attesacirca 42 Wh
rampa da 0 a 500 W in poco più di 3 minuticirca 13 Wh
totale per ogni staccocirca 55 Wh

Dieci stacchi al giorno per un mese estivo fanno circa 16 kWh, meno del 2 per cento dei circa 880 kWh che un kit verticale da 880 Wp produce in un anno a Roma. Il conto cambia quando la media dei dieci minuti resta sopra i 253 V per ore: il kit riparte dopo i 300 secondi e si stacca di nuovo pochi secondi dopo, e in pratica resta spento per tutta la finestra. Tre ore al giorno a 500 W sono 1,5 kWh, cioè circa 45 kWh in un mese, e quelle ore sono le più produttive dell’anno.

Come misurare la tensione di casa

Prima di chiamare qualcuno servono numeri, e procurarli costa poco. Tre strumenti vanno bene:

  • Un wattmetro da presa con lettura della tensione, inserito in una presa qualsiasi vicina al quadro. È lo strumento più economico, e cosa misura davvero lo spiega la guida al wattmetro da presa.
  • Una presa smart con misura di tensione che registra lo storico nell’app, utile perché salva l’andamento della giornata senza che tu debba essere presente.
  • L’interfaccia del microinverter: le DTU come OpenDTU mostrano la tensione alternata letta dall’apparecchio, cioè esattamente il valore su cui la protezione decide.

La misura utile è un confronto. Annota la tensione la sera tardi, quando il fotovoltaico è fermo, e poi ogni quarto d’ora fra le 11 e le 15 di una giornata di sole, per almeno tre o quattro giorni. Se la sera leggi 235-240 V e a mezzogiorno 250-256 V, la salita arriva dalla rete di quartiere. Se invece la tensione di rete resta sotto i 245 V e il microinverter segnala valori più alti, il problema sta fra presa e inverter.

Un ultimo accorgimento: stacca il kit per un’ora nella fascia critica e misura di nuovo. La differenza fra le due letture è il contributo del tuo impianto, e ti dice subito se la verifica va chiesta al distributore o all’elettricista.

La verifica della tensione con il distributore

Se le misure mostrano valori sopra i 253 V di media, la strada è la verifica della tensione di fornitura, un servizio regolato da ARERA. La richiesta si presenta al proprio venditore di energia, quello che emette la bolletta, che la inoltra al distributore della zona. Il distributore installa per una settimana un registratore conforme alle norme CEI e confronta i valori con i limiti di legge.

Il testo integrato sulla qualità dei servizi di distribuzione di ARERA fissa condizioni chiare:

VoceValore
Tempo massimo per comunicare l’esito20 giorni lavorativi
Costo se la tensione risulta fuori limitenessuno
Costo se la tensione risulta nei limiti150 €
Tempo massimo per ripristinare la tensione corretta50 giorni lavorativi

Se il ripristino non arriva nei tempi è previsto un indennizzo automatico. Due dettagli del testo di ARERA tornano utili a chi ha un kit: se la verifica la chiede il produttore, può tenere scollegati i propri generatori per tutta la durata della misura, così la registrazione mostra la rete senza il suo contributo. E se sulla stessa linea è già stata accertata una tensione fuori norma, il distributore può saltare la verifica e passare direttamente al ripristino.

Il costo di 150 euro è il motivo per cui conviene arrivare con le misure fatte. Se le tue letture a mezzogiorno restano fra 245 e 250 V, la verifica rischia di dare un esito regolare, e la causa del distacco va cercata dentro casa.

Cosa non fare

Cambiare le soglie di tua iniziativa. Molte app permettono di scegliere il profilo di rete o di modificare i limiti, e il manuale Hoymiles dice espressamente che la modifica va fatta solo con il consenso dell’operatore di rete. Le tarature fanno parte della conformità CEI 0-21 del modello e delle condizioni con cui il kit è stato comunicato al distributore: un profilo di un altro paese o una soglia alzata a mano fanno uscire l’impianto da quelle condizioni.

Montare uno stabilizzatore di tensione. La CEI 0-21 lo esclude in modo esplicito: nell’impianto dell’utente non è permesso usare apparecchi che stabilizzano la tensione durante il funzionamento in parallelo con la rete. Oltre a non essere ammesso, nasconderebbe al distributore proprio il problema che deve risolvere.

Ignorare una spina che scalda. Un contatto che fa salire la tensione ai morsetti dell’inverter dissipa potenza in un punto piccolo. La presa va controllata e, se serve, sostituita da un elettricista, meglio ancora con un circuito dedicato.

Quando la rete è troppo bassa

Più raro, il caso opposto: l’avviso di sottotensione. Per i kit da 800 W in su la protezione interviene sotto i 195,5 V per 1,5 secondi, sotto gli 800 W sotto i 184 V per 0,4 secondi. Sono valori che una rete sana raggiunge solo durante un guasto o un buco di tensione di pochi istanti, e in quel caso il microinverter riparte dopo i soliti 300 secondi.

Se la sottotensione si ripete con carichi forti accesi in casa, come forno, piano a induzione e lavatrice insieme, la causa probabile è una connessione debole dentro l’impianto domestico. Un neutro allentato nel quadro o nella cassetta di derivazione produce cali di tensione quando la corrente sale, e scalda. È un controllo da elettricista, con priorità alta.

Il verdetto

L’inverter fuori tolleranza sta facendo quello che la norma gli chiede. Nella grande maggioranza dei casi italiani la grandezza fuori finestra è la tensione, la soglia è la media dei dieci minuti a 253 V, e la causa è la rete del quartiere che nelle ore di sole sale oltre il limite. Il tuo kit aggiunge un volt o due e raramente è il colpevole.

La sequenza giusta è breve: misura la tensione per qualche giorno la sera e a mezzogiorno, escludi il contatto difettoso con un controllo della presa e, se la media supera davvero i 253 V, chiedi la verifica al venditore. Il distributore ha 20 giorni lavorativi per l’esito e 50 per il ripristino, e il costo di 150 euro scatta solo se la tensione risulta regolare. Per capire meglio come lavora l’apparecchio che si stacca, la guida all’inverter fotovoltaico parte dalle sue funzioni di base, e se oltre agli stacchi hai anche scatti del differenziale, la causa è diversa e la trovi nella guida all’inverter che fa scattare il differenziale.

Domande frequenti

Cosa significa «fuori tolleranza» su un inverter fotovoltaico?

Significa che la tensione o la frequenza misurate ai morsetti dell'inverter sono uscite dalla finestra impostata nella protezione di interfaccia prevista dalla norma CEI 0-21. L'inverter si scollega dalla rete per obbligo normativo e riparte da solo quando i valori rientrano. Nella quasi totalità dei casi italiani la grandezza fuori finestra è la tensione, e quasi sempre è troppo alta.

Qual è la tensione massima ammessa sulla rete domestica in Italia?

La tensione nominale è 230 V. La media calcolata su dieci minuti non deve superare il 110 per cento, cioè 253 V, come prevede la norma CEI EN 50160 richiamata anche dalla CEI 0-21. Un inverter da 800 W in su si stacca entro 3 secondi quando la sua media mobile supera 253 V, e in 0,2 secondi quando il valore istantaneo supera 264,5 V.

Perché l'inverter si stacca solo nelle ore centrali della giornata?

Perché è l'ora in cui tutti gli impianti del quartiere immettono di più e le case consumano di meno. Sulle linee in bassa tensione la corrente che scorre verso la cabina fa salire la tensione lungo il percorso, e i punti più lontani dal trasformatore la vedono più alta. Il fenomeno si concentra in estate e nei periodi di ferie, quando i consumi locali calano.

Posso alzare la soglia di 253 V dall'app del microinverter?

Le tarature della protezione di interfaccia fanno parte della conformità CEI 0-21 dichiarata per quel modello e del regolamento di esercizio sottoscritto con il distributore. Hoymiles, per esempio, scrive nel manuale che i limiti si modificano solo dopo aver ottenuto il consenso dell'operatore di rete. Cambiarle di tua iniziativa fa uscire l'impianto dalle condizioni con cui è stato comunicato.

Quanto costa far verificare la tensione di rete?

La richiesta si presenta al proprio venditore di energia, che la inoltra al distributore. Secondo il testo integrato sulla qualità di ARERA la verifica è gratuita se la tensione risulta fuori dai limiti e costa 150 euro se risulta regolare. L'esito deve arrivare entro 20 giorni lavorativi e, in caso di tensione fuori norma, il ripristino entro 50 giorni lavorativi.

Un kit da balcone può alzare da solo la tensione di casa?

Di pochissimo. Un kit da 800 W immette circa 3,5 A, e su un circuito di casa in rame da 2,5 mm² lungo 20 metri la tensione sale di circa 1 V fra quadro e presa. Il resto dell'aumento arriva dalla rete di quartiere. Il kit diventa decisivo solo se la tensione è già a ridosso dei 253 V, oppure se un contatto della spina è ossidato o allentato.

Dopo lo stacco quanto tempo serve perché il microinverter riparta?

La CEI 0-21 impone un'attesa di 300 secondi con tensione fra l'85 e il 110 per cento del valore nominale e frequenza fra 49,90 e 50,10 Hz. Poi la potenza deve risalire con un gradiente massimo del 20 per cento al minuto, quindi un kit da 800 W torna alla piena potenza circa cinque minuti dopo la riconnessione. Se nel frattempo la media sui dieci minuti resta sopra 253 V, il distacco si ripete.

Un kit da 600 W ha le stesse soglie di uno da 800 W?

No, la norma distingue le due taglie. Sotto gli 800 W valgono quattro soglie soltanto: massima tensione a 1,15 volte il valore nominale in 0,2 secondi, minima tensione a 0,80 volte in 0,4 secondi, frequenza fra 47,5 e 51,5 Hz. La soglia sulla media dei dieci minuti a 253 V vale dagli 800 W in su, e per questo i kit da 800 W la incontrano più spesso.

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